Analisi critica delle testimonianze dello SS-Obersturmbannführer Rudolf Höss,ex comandante di Auschwitz...di Carlo Mattogno

Published: 2012-11-13

Questo testo è un estratto dello studio di Carlo Mattogno " Auschwitz: la falsa "convergenza di prove" di Robert Jan Van Pelt",consultabile nella sua intierezza al link: http://studirevisionisti.myblog.it/archive/2012/05/15/auschwitz-la-falsa-convergenza-di-prove-di-robert-jan-van-pe.html

ANALISI CRITICA DELLE TESTIMONIANZE DI RUDOLF HÖSS

10.1. Le contraddizioni “inesistenti” delle dichiarazioni di Höss

Dopo Tauber, il testimone più importante addotto da van Pelt è Rudolf Höss, l'ex comandante di Auschwitz, che introduce così: «Höss fu un testimone importante, perciò ogni tentativo di confutare l'Olocausto deve affrontare e confutare Höss». Per questa ragione, secondo van Pelt,«i negazionisti decisero che concentrare le loro energie nel demolire le dichiarazioni di Höss e mostrare che Auschwitz non poteva aver accolto un programma di sterminio era di importanza strategica»1127. Egli aggiunge poi: « Höss produsse molti testi scritti e rese numerose testimonianze e da Rassinier in poi i negazionisti hanno cercato di trovare contraddizioni nella testimonianza di Höss»1128, pretesamente senza riuscirci, perciò, conclude van Pelt, «i negazionisti non hanno avuto successo nell'attaccare la credibilità di Höss mettendo in rilievo contraddizioni»1129. La pretesa di van Pelt è completamente falsa, ed egli lo sa bene, perché già in precedenza si era scontrato con una delle contraddizioni più gravi della testimonianza di Höss, una contraddizione che infirma totalmente la presunta genesi criminale dei crematori di Birkenau delineata da Pressac e accettata da van Pelt. Procediamo per gradi. All'inizio del suo libro van Pelt riporta, senza alcun commento, un lungo brano della dichiarazione giurata di Höss del 5 aprile 1946 (PS-3868), di cui riassumo le parti essenziali: «[1] La questione finale [Endlösung] della questione ebraica significava lo sterminio totale di tutti gli Ebrei d'Europa. [2] Nel giugno 1941 mi fu ordinato di installare impianti di sterminio ad Auschwitz. 1127 R.J. van Pelt, The Case for Auschwitz. Evidence from the Irving Trial, op. cit., p. 5. 1128 Idem, p. 263. 1129 Idem, p. 271. [3] A quel tempo nel Governatorato generale c'erano già altri tre campi di sterminio: Belzec,Treblinka e Wolzek. Questi campi erano sotto l' Einsatzkommando [Kommando operativo] della Polizia di Sicurezza e dell'SD [Servizio di Sicurezza] [4] Visitai Treblinka per scoprire come vi venivano eseguiti gli stermini. [5] Il comandante del campo di Treblinka mi disse che egli aveva liquidato 80.000 [Ebrei] nel corso di un semestre. Egli si occupava soprattutto della liquidazione di tutti gli Ebrei del ghetto di Varsavia. [6] Egli usava gas monossido [di carbonio] e io non credevo che il suo metodo fosse molto efficiente. Perciò quando allestii l'edificio di sterminio ad Auschwitz I usai gas Cyklon B, che era acido prussico cristallizzato che facevamo cadere nella camera della morta da una piccola apertura»1130. In questa citazione ho numerato progressivamente le frasi per comodità di confutazione. Prima di affrontare la discussione è necessario precisare che non esiste alcuna prova documentaria della pretesa convocazione di Höss a Berlino. Van Pelt e Deborah Dwórk azzardano che egli fu a Berlino i giorni 13 e 14 giugno 1941 per discutere con Kammler presso lo Hauptamt Haushalt und Bauten i progetti di ampliamento del campo di Auschwitz1131 e in tale occasione si incontrò anche con Himmler: «Anche Himmler si trovava in città, per celebrare il quinto anniversario della sua nomina a capo della Polizia tedesca. Dato il suo interesse personale per il futuro di Auschwitz, sembra probabile che il completamento del primo piano generale sia stato per lui un'occasione per chiacchierare con Höss»1132. Il documento da essi invocato a sostegno di questa congettura è una lettera di Kammler a Höss datata 18 giugno 1941 che fa semplicemente riferimento a un colloquio di Höss col capo dell' Amt I dell'Hauptamt Haushalt und Bauten, SS-Oberführer Lörner, e con Kammler, senza specificare dove ebbe luogo1133. Nelle sue annotazioni di Cracovia, Höss ha raccontato di una visita di Kammler ad Auschwitz nel 1941, quando il capo della Bauleitung era ancora August Schlachter1134, dunque anteriormente al 1° ottobre 1941, quando Schlachter fu sostituito da Bischoff. L'incontro del 13-14 giugno avvenne dunque quasi certamente ad Auschwitz e non a Berlino. [1] Nello scritto La “soluzione finale della questione ebraica” nel campo di Auschwitz [Die “Endlösung der Judenfrage” im KL Auschwitz], redatto da Höss in carcere a Cracovia nel novembre 1946, viene precisato: «Nell'estate del 1941 - al momento non potrei citare la data esatta - venni improvvisamente convocato a Berlino presso il Reichsführer, tramite il suo aiutante. Contrariamente al solito, Himmler mi ricevette senza che fosse presente nessun aiutante, e mi disse sostanzialmente quanto segue: - Il Führer ha ordinato la soluzione finale della questione ebraica [die Endlösung der Judenfrage], e noi SS dobbiamo eseguire quest'ordine»1135. Ma, nel giugno 1941, Hitler non poteva aver ordinato la “soluzione finale della questione ebraica” nel senso dello sterminio biologico (senso non attestato del resto da alcun documento), perché ancora all'inizio di febbraio del 1942 tale espressione si riferiva al progetto Madagaskar, come risulta dalla seguente lettera scritta il 10 febbraio 1942 da Franz Rademacher, capo della sezione “ebraica” del ministero degli esteri, al delegato Bielfeld: [«Nell'agosto del 1940 Le consegnai per i Suoi atti il piano della soluzione finale della questione ebraica elaborato dal mio ufficio, secondo il quale, nel trattato di pace, si doveva esigere dalla Francia l'isola di Madagscar, ma l'esecuzione pratica del compito doveva essere affidata all'Ufficio Centrale di Sicurezza del Reich. Conformemente a questo piano, il Gruppenführer Heydrich è stato incaricato dal Führer di attuare la soluzione della questione ebraica in Europa. La guerra contro l'Unione Sovietica ha frattanto consentito di disporre di altri territori per la soluzione finale [andere Territorien für die Endlösung]. Di conseguenza il Führer ha deciso che gli Ebrei non devono essere espulsi nel Madagascar, ma all'est. Perciò il Madagascar non deve più essere previsto per la soluzione finale».] 1130 Idem, p. 4. 1131 D. Dwork, R. J. van Pelt,, Auschwitz 1270 to the present, op. cit., p. 214. 1132 Idem, p. 280. 1133 RGVA, 502-1-11, p. 37. 1134 Profilo di Kammler intitolato "Der Chef der Amtsgruppe C im WVHA war der SS-Gruppenführer Dr. ing. Kammler" e datato novembre 1946. AGK, NTN, 103, p. 244. 1135 Comandante ad Auschwitz. Memoriale autobiografico di Rudolf Höss, op. cit., p. 171. Testo tedesco in: Kommandant in Auschwitz. Autobiographische Aufzeichnungen des Rudolf Höss, op. cit., p. 157. [2] Nel capitolo 1.7 ho già anticipato le contraddizioni che derivano dalla cronologia di Höss. Qui approfondisco l'interpretazione che ne dà van Pelt. Già in precedenza egli si era reso ben conto che la dichiarazione di Höss relativa al presunto ordine di sterminio ebraico nel giugno 1941 è in totale contrasto con la genesi degli impianti di sterminio delineata da Pressac e da lui condivisa, ma, a differenza di Pressac, che cambiò la datazione del presunto incontro Höss-Himmler posticipandola di un anno, van Pelt cambiò il contenuto del presunto ordine di Himmler: «Le confessioni di Höss a Norimberga sembrano chiudere il caso relativo alle origini di Auschwitz come campo di morte. Ma contraddizioni interne nelle sue dichiarazioni nonché prove supplementari indirette ma pertinenti fanno pensare che Höss reinterpretò gli eventi effettivamente accaduti alla luce delle conseguenze finali. Probabilmente egli ebbe una conversazione con Himmler nel giugno 1941. Probabilmente essi parlarono della costruzione di impianti di sterminio ad Auschwitz. Ma probabilmente, nel giugno 1941, queste installazioni non erano destinate all'uccisione in massa degli Ebrei europei»1137. Ma questa “probabilità” è in realtà insussistente, perché Höss ribadì sempre con sicurezza che il presunto ordine di Himmler riguardava gli Ebrei europei. Già nella sua prima dichiarazione egli affermò: «Mi fu ordinato di vedere Himmler a Berlino ed egli mi disse, più o meno, quanto segue: Il Führer ha ordinato la soluzione della questione ebraica in Europa»1138. Ho già menzionato lo scritto La “soluzione finale della questione ebraica” nel campo di Auschwitz, che dice la stessa cosa, e ciò è confermato anche dalle annotazioni di Höss su Himmler,dove si parla esplicitamente di un «ordine di sterminio in massa degli Ebrei [Befehl zur Massen-Vernichtung der Juden]» che il comandante di Auschwitz avrebbe ricevuto dal Reichsführer-SS nell'estate del 1941 1139. Höss lo ripeté anche nel corso del dibattimento processuale: «Nell'estate del 1941 - non riesco a ricordare la data - Himmler mi ordinò personalmente di recarmi nel suo ufficio e mi disse quanto segue: “Il Führer ha ordinato che la questione ebraica venga risolta definitivamente”»1140. Van Pelt ricorre pertanto a un misero sotterfugio per eliminare questa lancinante contraddizione. [3] Questo punto è talmente assurdo che perfino van Pelt ha dovuto riconoscerlo, scrivendo con D.Dwórk: «Nel suo affidavit, dicendo che “nel giugno 1941 [gli] fu ordinato di installare impianti di sterminio ad Auschwitz”, egli spiegò anche che “a quel tempo nel Governatorato 1136 NG-5770. 1137 D. Dwork, R. J. van Pelt, Auschwitz 1270 to the present, op. cit., p. 279. 1138 Dichiarazione di Höss del 14 marzo 1946. NO-1210. 1139 Comandante ad Auschwitz. Memoriale autobiografico di Rudolf Höss, op. cit., p. 201. Testo tedesco: Kommandant in Auschwitz. Autobiographische Aufzeichnungen des Rudolf Höss, op. cit., p. 180. 1140 Processo Höss, seconda udienza, 12 marzo 1947. AGK, NTN, 105, p. 108. generale c'erano già altri tre campi di sterminio: Belzec, Treblinka e Wolzek [Sobibor] 1141”. Però questi campi entrarono in funzione solo nel 1942. In un rapporto dettagliato sul ruolo di Auschwitz nel genocidio degli Ebrei scritto da Höss un anno dopo, egli mise di nuovo Auschwitz in relazione con gli altri centri di uccisione e fece di nuovo lo stesso errore di datazione. “Himmler mi disse quanto segue: 'Il Führer ha ordinato la soluzione finale della questione ebraica, e noi SS dobbiamo eseguire quest'ordine. I centri di sterminio attualmente esistenti a Oriente non sono assolutamente in condizione di far fronte alle grandiose azioni previste. Ho scelto perciò Auschwitz'” 1142. Nel giugno 1941 non c'erano “centri di sterminio esistenti a Oriente»»1143. Infatti i campi di Belzec e di Treblinka entrarono ufficialmente in funzione il 17 marzo e il 23 luglio 1942. [4-6] Quest'anacronismo è tuttavia ancora più grave di quanto sembri a prima vista. Höss infatti pretende di aver visitato Treblinka in un periodo anteriore alle prime gasazioni omicide con lo Zyklon B ad Auschwitz, che avrebbe introdotto nel campo che comandava proprio perché il metodo del «gas monossido» pretesamente usato a Treblinka non era a suo avviso «molto efficiente». Il sistema di introduzione dello Zyklon B nella «nella camera della morta da una piccola apertura» si riferiva al crematorio I, come Höss confermò durante il dibattimento: «Dopo la prima gasazione nel Block 11 – l’edificio designato per gli arresti – dei trasporti furono gasati nel vecchio crematorio, nella cosiddetta camera mortuaria. La gasazione avveniva così: fu praticato un buco [dziura]1144 nel soffitto e attraverso questo buco veniva gettato nel locale il gas – una massa cristallina»1145. Poiché la presunta attività omicida nel crematorio I, secondo D. Czech, sarebbe iniziata il 16 settembre 1941 1146, la presunta visita di Höss a Treblinka si collocherebbe in un periodo anteriore a questa data. Dunque Höss avrebbe visitato Treblinka dieci mesi prima che fosse aperto; non solo, ma il campo avrebbe già liquidato 80.000 Ebrei nel corso di un semestre, il che significa che esso sarebbe entrato in funzione almeno nel marzo 1941; poiché infine le vittime provenivano dal ghetto di Varsavia, le deportazioni in massa da questo ghetto non sarebbero cominciate nel luglio 1942, ma, appunto, nel marzo 1941! Nella dichiarazione del 14 marzo 1946 Höss precisò: «Visitai il campo di Treblinka nella primavera del 1942 per informarmi sulla [sua] situazione»1147. Ma ciò non fa che aggravare le contraddizioni, perché all'epoca della presunta visita lo Zyklon B a scopo omicida era già stato pretesamente impiegato sia a scopo sperimentale (Block 11, crematorio I), sia a scopo di sterminio in massa (Bunker 1, presuntamente entrato in funzione il 20 marzo 1942) 1148. Per eliminare questa fastidiosa contraddizione, van Pelt e D. Dwórk non trovarono di meglio che spostare la presunta visita di Höss a Treblinka a dopo la seconda visita di Himmler ad Auschwitz (17 e 18 luglio 1942): «È molto probabile che durante la sua visita di luglio Himmler avesse raccomandato a Höss di prendere l'ispirazione da Treblinka, che era stato concepito dall'inizio come centro di sterminio»1149. A ciò si aggiunge che, nell'annotazione La “soluzione finale della questione ebraica” nel campo di Auschwitz Höss scrisse che alla fine di novembre del 1941 Eichmann non aveva ancora trovato un 1141 L'identificazione di “Wolzek” con Sobibor è una semplice congettura infondata... 1142 Si tratta dello scritto La “soluzione finale della questione ebraica” citato sopra. Comandante ad Auschwitz. Memoriale autobiografico di Rudolf Höss, op. cit., p. 171. 1143 D. Dwork, R. J. van Pelt, Auschwitz 1270 to the present, op. cit., p. 279. 1144 Sul numero delle presunte aperture di introduzione dello Zyklon B sulla copertura della camera mortuaria (Leichenhalle) del crematorio I le testimonianze sono in totale contraddizione: esse era 6 per Broad e Müller , 2-3 (sic) per Aumeier, 2 per Jankowski, 1 per Höss. Vedi al riguardo il mio studio Auschwitz: Crematorium I and the Alleged Homicidal Gassings, op. cit. 1145 AGK, NTN, 105, p. 111. Vedi capitolo 17.3. 1146 D. Czech, Kalendarium der Ereignisse im Konzentrationslager Auschwitz-Birkenau 1939-1945, op. cit., p. 122. 1147 NO-1210. 1148 D. Czech, Kalendarium der Ereignisse im Konzentrationslager Auschwitz-Birkenau 1939-1945, op. cit., p. 186. 1149 D. Dwork, R. J. van Pelt, Auschwitz 1270 to the present, op. cit., p. 321. gas adatto per lo sterminio; ciò avvenne «nell'autunno del 1941», evidentemente dopo la fine di novembre, quando l'Hauptsturmführer Karl Fritzsch usò lo Zyklon B per la “prima gasazione” nel seminterrato del Block 11 1150, ma questa datazione è in evidente contrasto con quella del 3-5 settembre addotta da D. Czech 1151. È dunque facilmente comprensibile perché van Pelt non si sia minimamente soffermato su queste ulteriori contraddizioni. Nella dichiarazione del 14 marzo 1946 Höss asserì: «Quando, nel 1942, i nuovi crematori non erano ancora terminati, i detenuti dovettero essere gasati in camere a gas installate provvisoriamente e dovettero poi essere bruciati in fosse»1152. Ciò significa che i crematori furono progettati fin dall'inizio come strumenti di sterminio per attuare il presunto ordine di Himmler, come Höss affermò esplicitamente nel corso dell'interrogatorio del 1° aprile 1946: «Domanda - Che cosa faceste ad Auschwitz? Risposta - Mi misi immediatamente in contatto col capo di una unità di costruzioni e gli dissi che avevo bisogno di un grande crematorio. Gli dissi che stavamo per ricevere un gran numero di malati, ma non gli rivelai la mia vera ragione. D. - E poi? R. - E dopo che completammo i nostri piani, li mandai al Reichsführer. Dopo averli modificati in accordo con lo scopo reale delle sue istruzioni, essi furono approvati»1153. Ciò sarebbe avvenuto nel giugno o luglio 1941, al suo ritorno ad Auschwitz dall’incontro con Himmler a Berlino. Tuttavia il primo progetto del nuovo crematorio – il futuro crematorio II – fu eseguito dall’SS-Untersturmführer Dejaco il 24 ottobre 1941 1154, cioè tre o quattro mesi dopo, il che poco si concilia con l’avverbio “immediatamente”. Il secondo progetto del crematorio fu realizzato nel novembre 1941 dall’architetto Werkmann, dell’ SS-Hauptamt Haushalt und Bauten 1155, il che dimostra che la costruzione di questo impianto non era un affare segreto locale. Höss afferma poi che egli modificò i progetti «in accordo con lo scopo reale» degli impianti secondo le istruzioni di Himmler – cioè modificò i piani originari trasformando un semplice impianto igienico-sanitario in un impianto di sterminio – e inviò i piani così modificati a Himmler, che li approvò. Ma il progetto definitivo del nuovo crematorio fu realizzato ad Auschwitz nel gennaio 1942 1156 e non contiene alcun “indizio criminale”. Le fandonie di Höss rientrano perfettamente nella logica intenzionalista fatta propria dal giudice Sehn e sostenuta per decenni dal Museo di Auschwitz: se l'ordine di sterminio ad Auschwitz fu emanato nel giugno 1941, l'intero campo di Birkenau fu concepito come campo di sterminio e i suoi crematori furono inevitabilmente progettati come strumenti criminali per eseguire quell'ordine, ma ciò è in totale contrasto con i risultati dello studio di Pressac accettati da van Pelt. Questi infatti ammette che

«nulla negli schizzi concettuali originali del crematorio o nei progetti che risalgono al gennaio 1942 fa pensare a camere a gas o al loro uso nella Soluzione Finale» 1157.

Van Pelt respinge anche la congettura polacca relativa alla funzione sterminatrice del campo fin dall'origine, sostenendo che esso «doveva servire da punto di transito [per Ebrei tedeschi e cechi] tra la Germania, la Boemia e la riserva [ebraica] progettata all'Es1158. Per van Pelt infatti il fantomatico odine di sterminio di Himmler fu impartito nel luglio 1942: 1150 Die "Endlösung der Judenfrage" in KL Auschwitz, in: Kommandant in Auschwitz. Autobiographische Aufzeichnungen des Rudolf Höss, op. cit., pp. 158-159. 1151 D. Czech, Kalendarium der Ereignisse im Konzentrationslager Auschwitz-Birkenau 1939-1945, op. cit., p. 117-120. 1152 NO-1210. 1153 Testimony of Rudolf Hoess taken at Nuremberg Germany, on 1 April, 1946, 1430 to 1730 bt Mr. Sender Jaari and Lt. Whitney Harris, p. 26. In: John Mendelsohn and Donald S. Detwiler Eds., The Holocaust: Selected Documents in Eighteen Volumes. Garland, New York and London, 1982, vol. 12. 1154 J-C. Pressac, Les crématoires d’Auschwitz. La machinerie de meurtre de masse, op. cit., documento 9 fuori testo. 1155 Idem, documenti 10-11 fuori testo. 1156 Pianta 936(p), 936 (r), 1173-1174(p), 1173-117(r), 933, 933[-934], 933[-934](p), 933[-934](r), 932(p), 932(r), 934 in: J.-C. Pressac, Auschwitz: Technique and operation of the gas chambers, pp. 268-288. 1157 R.J. van Pelt, The Case for Auschwitz. Evidence from the Irving Trial, op. cit., p. 72. 1158 D. Dwork, R. J. van Pelt, Auschwitz 1270 to the present, op. cit., p. 291. «Nel luglio 1942 Himmler visitò Auschwitz e ordinò che il campo divenisse un anello importante della cosiddetta Soluzione Finale della questione ebraica»1159. Ma questa congettura è smentita da Höss stesso, il quale, con riferimento a Himmler, scrisse: «A Birkenau assistette all'intera operazione di sterminio di un trasporto di Ebrei appena arrivato»1160. Questa affermazione fu ripresa quasi alla lettera da D. Czech sotto la data del 17 luglio 1942: «Dopo la visita del campo di Birkenau egli partecipa all'uccisione di un trasporto di Ebrei appena arrivato»1161. Himmler avrebbe assistito alla presunta gasazione di un trasporto di Ebrei olandesi o slovacchi 1162, il che significa che Birkenau era già allora un presunto campo di sterminio. Ancora più chiaramente Höss dichiarò: «Non saprei stabilire in quale epoca cominciò lo sterminio degli Ebrei; probabilmente già nel settembre del 1941, ma forse anche solo nel gennaio del 1942» 1163, perciò la pretesa di van Pelt è completamente infondata. Egli ha aggirato le enormi contraddizioni che ho segnalato sopra posticipando di un anno, come Pressac, la datazione del presunto ordine di sterminio di Himmler e adducendo spiegazioni cavillose 1164. Dunque non solo le dichiarazioni di Höss presentano gravi contraddizioni interne, ma sono anche in contraddizione con i cardini storiografici condivisi da van Pelt. E ciò che ho esposto è ancora poco. In uno dei miei primi scritti, intitolato Auschwitz: le“confessioni” di Höss 1165, ho infatti elencato 60 contraddizioni e false dichiarazioni dell'ex comandante di Auschwitz. In altri studi ho inoltre esposto in modo approfondito le contraddizioni e le false dichiarazioni di Höss riguardo alle presunte gasazioni omicide nel Block 11 1166, nel crematorio-I 1167 e nei Bunker di Birkenau 1168.

10.2. Errori, incongruenze e metodiche capziose di van Pelt

Oltre a quest'opera sistematica di travisamento, nella trattazione delle testimonianze di Höss van Pelt mostra come al solito superficialità e carenza di conoscenze storiche. Egli afferma: «Mentre aspettava l'esecuzione, Höss scrisse una dettagliata autobiografia di 224 pagine che sviluppava le sue precedenti dichiarazioni sulle gasazioni e le poneva nel contesto di una più ampia storia di Auschwitz»1169. In realtà la sentenza del processo Höss fu pronunciata il 2 aprile 1947 ed egli fu giustiziato il 16 aprile, ma le sue annotazioni risalgono al periodo dal novembre 1946 al febbraio 1947. È veramente incredibile che van Pelt ignori un dato così elementare della storiografia olocaustica. La stessa ignoranza traspare anche da quest'altra affermazione: 1159 R.J. van Pelt, The Case for Auschwitz. Evidence from the Irving Trial, op. cit., p. 352; cfr. p. 80. 1160 Comandante ad Auschwitz. Memoriale autobiografico di Rudolf Höss, op. cit., p. 202. Testo tedesco: Kommandant in Auschwitz. Autobiographische Aufzeichnungen des Rudolf Höss, op. cit., p. 182. 1161 D. Czech, Kalendarium der Ereignisse im Konzentrationslager Auschwitz-Birkenau 1939-1945, op. cit., p. 250. 1162 In realtà la cronologia della visita di Himmler rende impossibile che egli abbia presenziato a queste presunte gasazioni, come ho dimostrato nello studio Special Treatment in Auschwitz. Origin and Meaning of a Term, op. cit., pp. 17-25. 1163 Comandante ad Auschwitz. Memoriale autobiografico di Rudolf Höss, op. cit., p. 174. Testo tedesco: Kommandant in Auschwitz. Autobiographische Aufzeichnungen des Rudolf Höss, op. cit., pp. 159-160. 1164 Vedi capitolo 17. 1165 Edizioni La Sfinge, Parma, 1987. Il testo è apparso anche in francese col titolo Les fausses confessions de Rudolf Höss, in: “Tabou”, Éditions Akribeia, Saint-Genis-Laval, 2002, vol. 3, pp. 68-105. 1166 C. Mattogno, Auschwitz: The First Gassing. Rumor and Reality. Theses & Dissertations Press, Chicago, 2005, pp. 16-18 e 78-79. 1167 C. Mattogno, Auschwitz: Crematorium I and the Alleged Homicidal Gassings, op. cit., pp. 50-53. 1168 C. Mattogno, The Bunkers of Auschwitz. Black Propaganda versus History, op. cit., pp. 136-139. 1169 R.J. van Pelt, The Case for Auschwitz. Evidence from the Irving Trial, op. cit., p. 263. «Data la piena confessione di Höss, non sorprese che la corte lo dichiarasse colpevole di assassinio di massa. Tuttavia, sorprendentemente, la corte non accettò il numero di 4 milioni di vittime menzionato nel rapporto sovietico che fu assunto nell'atto d'accusa»1170. Nella motivazione (Uzasadnienie) della sentenza del 2 aprile 1947 il “Najwyzszy Trybunal Narodowy” (Tribunale Nazionale Supremo) riconobbe la cifra «minima» di 2.500.000 vittime (detenuti non immatricolati), più 300.000 detenuti immatricolati, più 12.000 prigionieri di guerra sovietici, ma senza escludere la cifra sovietica, riguardo alla quale, anzi, sentenziò che «la cifra di 3-4 milioni di queste vittime ha in sé ogni carattere di probabilità»1171. Particolarmente sintomatico è il silenzio di van Pelt su questa dichiarazione di Höss durante il dibattimento processuale: «Non si potevano fare miglioramenti ai crematori. Dopo otto-dieci ore di attività i crematori erano inadatti ad un utilizzo ulteriore. Era impossibile farli funzionare continuativamente» 1172. Una tale affermazione è in aperto contrasto con quella che van Pelt attribuisce a Tauber: 8-10 ore di funzionamento al giorno contro 24! La sua importanza fu subito rilevata da Fritjof Meyer ( sull'anomala tesi sterminazionista del meyer,l'ottimo articolo di Carlo Mattogno: http://studirevisionisti.myblog.it/archive/2012/01/08/auschwitz-le-nuove-revisioni-di-fritjf-meyer.html ), che ne fece uno dei cardini del suo controverso scritto su Auschwitz 1173, in quanto sconvolge l'intero quadro delle testimonianze sui crematori. Ma Van Pelt non se ne è curato minimamente. In realtà come ho dimostrato altrove 1174, la contraddizione deriva da un errore di traduzione (il polacco “tygodni”, settimane, è stato reso con “hours, ore”), ma ciò van Pelt non lo sapeva. Ma anche con questa correzione l'affermazione di Höss contrasta in modo stridente con il preteso funzionamento continuativo dei forni 24 ore al giorno assunto da van Pelt, e che è invece smentito da Höss, secondo il quale i forni crematori ebbero un uso limitato di 8-10 settimane e «era impossibile farli funzionare continuativamente». Ecco un altro esempio del singolare metodo del silenzio di van Pelt. Egli riporta un passo della dichiarazione resa da Höss a Norimberga al dottor Gilbert: «L'uccisione era facile; non c'era neppure bisogno di guardie per condurli nelle camere; essi [vi] entravano semplicemente aspettandosi di fare la doccia e,

invece dell'acqua, noi aprivamo il gas tossico»1175.

Dunque, secondo Höss, nelle presunte camere di sterminio il gas il gas usciva dalle docce! E van Pelt non dice una parola su una tale assurdità. La dichiarazione di Höss contiene altri errori grossolani sui quali van Pelt parimenti tace: «Era Zyklon B, acido cianidrico in forma di cristalli che evaporavano immediatamente, vale a dire esso faceva effetto immediatamente appena veniva a contatto coll'ossigeno» 1176. Come è noto, lo Zyklon B non era costituito da “cristalli”, ma da semplici granuli di farina fossile imbevuti di acido cianidrico. La denominazione errata di “cristalli” era molto diffusa tra i testimoni ed è ripresa perfino da Filip Müller, che parla di «cristalli di Zyklon-B (Zyklon-B-Kristalle)»1177. Qui, alla sciocchezza dei “cristalli”, si aggiunge anche quella dell'evaporazione «a contatto coll'ossigeno». Ed ecco la descrizione dei crematori di Birkenau: «In cinque forni doppi riscaldati con coke era possibile bruciare al massimo 2.000 corpi in 24 ore; due installazioni più piccole, con quattro forni doppi più grandi ciascuna, potevano eliminare circa 1.500 persone»1178. 1170 Idem. 1171 AGK, NTN, 146z, p. 40. 1172 Idem, p. 262. 1173 Die Zahl der Opfer von Auschwitz. Neue Erkenntnisse durch neue Archivfunde, in: “Osteuropa. Zeitschrift für Gegenwartsfragen des Ostens”, n. 5, maggio 2002, pp. 631-641. Vedi al riguardo la mia analisi Auschwitz: le nuove revisioni di Fritjof Meyer, in: “I Quaderni di Auschwitz”, 1, marzo 2004, pp. 39-59. 1174 Sulla controversia Piper-Mayer: propaganda sovietica contro pseudorevisionismo, in: “I Quaderni di Auschwitz”, 3, settembre 2004, pp. 5-31. 1175 R.J. van Pelt, The Case for Auschwitz. Evidence from the Irving Trial, op. cit., p. 251. 1176 Idem, p. 252. Vedi capitolo 15.1. 1177 F. Müller, Sonderbehandlung. Drei Jahre in den Krematorien und Gaskammern von Auschwitz, op. cit., p. 184. 1178 R.J. van Pelt, The Case for Auschwitz. Evidence from the Irving Trial, op. cit., p. 252. Così i forni a tre muffole dei crematori II e III diventano a due muffole, mentre il forno a otto muffole (o forno doppio a quattro muffole) dei crematori IV e V diventa «quattro forni doppi». Tuttavia nella dichiarazione del 14 marzo 1946 Höss aveva detto: «La cremazione di circa 2.000 detenuti in cinque forni crematori richiedeva all'incirca 12 ore»1179. Perciò la capacità di cremazione dei crematori II e III non era di 2.000 cadaveri al giorno, ma di 4.000. Lo scopo della dichiarazione di Höss al dottor Gilbert era quello di dimostrare la possibilità dello sterminio ad Auschwitz di 2.500.000 persone - la cifra che, a suo dire, gli era stata comunicata da Eichmann, e lo fece così: «Sulla base di questa cifra di 2.500.000, che è il numero delle persone le quali, secondo Eichmann, furono portate ad Auschwitz a scopo di sterminio, si può dire che in media arrivavano due trasporti al giorno, con un totale di 4.000 persone, di cui il 25% erano abili al lavoro, il saldo di 3.000 dovevano essere sterminate. Gli intervalli nelle varie operazioni possono essere calcolati complessivamente a nove mesi. Restano così 27 mesi, con 90.000 persone al mese - un totale di 2.430.000. Questo è un calcolo del potenziale tecnico»1180. Ma in altre dichiarazioni Höss indicò la stessa cifra di 2.500.000 come reale, non già come «potenziale tecnico». Ad esempio, nella dichiarazione giurata dell'8 aprile 1946 asserì: «Comandai Auschwitz fino al 1° dicembre 1943 e stimo vi furono giustiziate e sterminate mediante gasazione e cremazione almeno 2.500.000 vittime; almeno un altro mezzo milione morirono di fame e di malattia, il che porta la cifra totale a circa 3.000.000 di morti»1181. I 500.000 morti di fame e di malattie erano i detenuti immatricolati, una cifra addirittura superiore al totale di tutti i detenuti immatricolati ad Auschwitz: circa 400.000 1182. Qui inoltre la cifra di 2.500.000 gasati era una valutazione di Höss, non una informazione ricevuta da Eichmann, e non includeva le vittime del 1944. D'altra parte, se 2.430.000 gasati rappresentavano il 75% dei deportati, il loro numero totale era di 3.240.000, sicché gli abili al lavoro ammessi al campo - il 25% - sarebbero 810.000. La dichiarazione resa da Höss a Norimberga al dottor Gilbert contiene inoltre una statistica delle «operazioni di massa» calcolate dall'ex comandante di Auschwitz «a un totale di 1.500.000 al massimo per il periodo dall'inizio del 1941 ala fine del 1944»1183. Nella tavola che segue le metto a confronto con le relative cifre di Piper1184 Paese................................ Piper........... Höss........... differenza Ungheria............................438.000.........400.000..........+ 38.000 Polonia..............................300.000.........250.000.......... - 50.000 Francia................................69.000.........110.000......... + 41.000 Olanda................................60.000...........95.000.......... + 35.000 Grecia.................................55.000...........65.000.......... + 10.000 Slovacchia...........................27.000...........90.000...........+ 63.000 Belgio................................. 25.000.......... 20.000..............- 5.000 Germania e Austria e Protettorato di Boemia-Moravia................................69.000.........100.000...........+ 31.000 Jugoslavia............................10.000................ /...............- 10.000 Italia......................................7.500................./.................- 7.500 Norvegia.................................. 690................./....................- 690 KL...................................... 34.000................./...............- 34.000 Totali..............................1.095.190.........1.130.000.........+ 34.810 1179 NO-1210. Anche qui i crematori II e III hanno «five double stoves» e i crematori IV e V «four bigger stoves» ciascuno. 1180 R.J. van Pelt, The Case for Auschwitz. Evidence from the Irving Trial, op. cit., p. 253. 1181 PS-3868, p. 1. 1182 F. Piper, Die Zahl der Opfer von Auschwitz. Verlag des Staatliches Museum in Oswiecim, 1993, p. 151. 1183 R.J. van Pelt, The Case for Auschwitz. Evidence from the Irving Trial, op. cit., p. 253. 1184 F. Piper, Die Zahl der Opfer von Auschwitz, op. cit., p. 199. Tuttavia queste cifre si riferiscono ai detenuti deportati ad Auschwitz, non ai presunti gasati. Di conseguenza la stima di Höss di 2.500.000 gasati è contraddittoria e storicamente insensata. Già da questa breve esposizione risulta evidente quale credibilità si debba attribuire a chi pretende che «i negazionisti non hanno avuto successo nell'attaccare la credibilità di Höss mettendo in rilievo contraddizioni»: la stessa credibilità che meritano le dichiarazioni assurde e contraddittorie di Höss.

10.3. Le torture inflitte a Höss

Ormai è un fatto notorio che Höss fu torturato dai Britannici (al link la documentazione su come gli Inglesi torturarono 3500 prigionieri tedeschi per ottenere la loro firma in calce alle "confessioni"...scritte dagli inglesi! http://olo-truffa.myblog.it/archive/2012/07/26/oltre-3-500-prigionieri-tedeschi-torturati-a-londra-i-segret.html ), ma bisogna comprendere quale sia il significato di questo fatto. Nel 1987 1185, dopo aver documentato 60 contraddizioni e falsificazioni storiche nelle dichiarazioni di Höss, mi chiedevo perché il comandante di Auschwitz avesse mentito così spudoratamente. La risposta a tale questione, comunque irrilevante rispetto al fatto accertato della falsità delle sue dichiarazioni, era fornita da Höss stesso quando raccontò le vicende del suo arresto e del suo primo interrogatorio da parte degli inquirenti britannici:

«Venni arrestato l'11 marzo 1946, alle 23. [...]. La polizia mi fece subire gravi maltrattamenti. Venni inviato a Heide, dove mi rinchiusero nella stessa caserma dove, otto mesi prima, ero stato rilasciato dalle truppe inglesi. Il mio primo interrogatorio si concluse con una confessione, dati gli argomenti più che persuasivi usati contro di me. Non so che cosa contenga la deposizione, sebbene l'abbia firmata»1186.

Martin Broszat, l’editore della versione originale tedesca delle annotazioni di R. Höss, avverte in nota: «Si tratta di un documento dattiloscritto, di otto pagine, che Höss sottoscrisse il 14 marzo 1946, alle 2,30. Il suo contenuto non differisce sostanzialmente dalle sue deposizioni a Norimberga e più tardi a Cracovia»1187. La prima “confessione” di R. Höss, quella che contiene gli elementi essenziali di tutte le altre “confessioni” successive, fu dunque redatta dagli inquirenti inglesi! Höss aggiunse: «Dopo qualche giorno venni trasferito a Minden sul Weser, il centro principale d'inchiesta per la zona inglese. Qui dovetti subire altri maltrattamenti per opera di un maggiore inglese, Pubblico Ministero. Le condizioni della prigione furono in tutto degne del suo comportamento. Dopo tre settimane, con mia grande sorpresa, mi rasarono, mi tagliarono i capelli e mi consentirono anche di lavarmi. Era la prima volta, dal momento dell'arresto, che mi toglievano le manette»1188 Il fatto che Höss sia stato torturato dagli Inglesi, è ormai storicamente accertato1189, essendo stato ammesso anche dal torturatore (Bernard Clarke) ed accettato come vero da J.-C. Pressac («fermato dagli inglesi nel marzo 1946, viene più volte violentemente picchiato e malmenato, fino a sfiorare la morte»)1190 e da Fritjof Meyer («Dopo tre giorni di privazione del sonno, torturato,picchiato ad ogni risposta, nudo e costretto a bere alcolici...»)1191. Van Pelt cerca di minimizzare la questione scrivendo: 1185 Auschwitz: le“confessioni” di Höss, op. cit., p. 29. 1186 Comandante ad Auschwitz. Memoriale autobiografico di Rudolf Höss, op. cit., pp. 158-159. Testo tedesco: Kommandant in Auschwitz. Autobiographische Aufzeichnungen des Rudolf Höss, op. cit., p. 149. 1187 Idem, nota 1 a p. 159. 1188 Idem, p. 159. (1189) R. Faurisson, Comment les Britanniques ont obtenu les aveux de Rudolf Höss, commandant d’Auschwitz, in: “Annales d’Histoire Révisionniste”, n. 1, 1987, pp. 137-152. (1190) J.-C. Pressac, Les crématoires d'Auschwitz. La machinerie du meurtre de masse, op. cit., p. 131. (1191) F. Meyer, «Die Zahl der Opfer von Auschwitz. Neue Erkenntnisse durch neue Archivfunde», in Osteuropa. Zeitschrift für Gegenwartsfragen des Ostens, n. 5, maggio 2002, p. 639. «Irving aveva ragione sul fatto che la prima confessione di Höss fu ottenuta dopo che al testimone fu era stato impedito di dormire per tre giorni, ma egli non menzionò che, sebbene questa confessione fosse stata presentata al tribunale, non fu mai usata nella corte. Invece il tribunale il 15 aprile 1946 ascoltò estratti dell'affidavit che egli firmò il 5 aprile 1946, dopo alcuni giorni di interrogatorio civile nell'ala dei testimoni della prigione di Norimberga. Alla barra dei testimoni, Höss confermò che l'affidavit era vero e che lo aveva firmato volontariamente. Quando gli fu chiesto se capiva l'inglese dell'affidavit, egli rispose che capiva “l'inglese come è scritto sopra”, che “le dichiarazioni riportate sopra sono vere” e che “questa dichiarazione è fatta da me volontariamente e senza coercizione»1192. L'argomento è quantomeno ingenuo. Anzitutto anche la «prima confessione», quella che anche per van Pelt fu estorta a Höss con la tortura, reca alla fine l'assicurazione canonica di autenticità-veridicità: «Ho letto il rapporto riportato sopra e confermo che corrisponde alla mia propria dichiarazione e che è la pura verità»1193. Ma successivamente Höss affermò di aver firmato questa dichiarazione senza neppure sapere che cosa contenesse. Ciò significa che assicurazioni di tal fatta hanno un valore puramente formale e non garantiscono affatto l'autenticità-veridicità delle dichiarazioni nelle quali sono apposte. Rilevo in secondo luogo che la dichiarazione giurata del 5 aprile 1946, redatta, secondo van Pelt,«dopo alcuni giorni di interrogatorio civile», contiene le molteplici assurdità storiche che ho analizzato sopra, le stesse che si trovano anche nella «prima confessione», il che significa che entrambe sono false. Bisogna allora credere che Höss mentì «volontariamente e senza coercizione»? In un altro punto del libro van Pelt ammette che «poi, l'11 marzo 1946, tutto cambiò: i soldati britannici trattarono Höss rudemente»1194. In nota 1195 egli rimanda ad una pagina degli atti del processo Eichmann di Gerusalemme nella quale appare la seguente risposta di Höss nel corso del suo processo: «Quando fui interrogato per la prima volta nella zona britannica, gli inquirenti mi dissero, per tutto il tempo, che nelle camere a gas dovevano essere morte cinque, sei, sette milioni di persone; per tutto il tempo mi bombardarono con cifre enormi come queste ed io fui costretto a fornire dati, al fine di accertare quanti erano stati messi a morte nelle camere a gas, e coloro che mi interrogavano mi dissero che dovevano essere stati almeno tre milioni. Sotto la suggestiva influenza di queste grandi cifre, arrivai a un totale di tre milioni. Ma facevo affidamento sul fatto che non potevo menzionare alcun altro numero - dissi sempre questo - cioè che non ero in grado di menzionare nessun'altra cifra oltre quella alla quale ora ero arrivato, e quella era di due milioni e mezzo»1196.

Questo passo è molto significativo. Esso conferma che gli inquirenti britannici avevano già una loro “verità” propagandistica alla quale Höss si doveva solo adeguare.

Dopo il trattamento iniziale,Höss divenne “collaborativo” e “confessò” le assurdità più macroscopiche: che Himmler gli aveva ordinato lo sterminio ebraico nel giugno 1941; che il campo di Birkenau fu costruito per realizzare questo scopo; che tutti i crematori di Birkenau furono progettati con la stessa finalità; che visitò Treblinka nel 1941; che ad Auschwitz furono gasate 2 milioni e mezzo di persone; che i crematori di Birkenau avevano una capacità di 7.000 cadaveri al giorno, ecc. ecc. Tortura o non tortura, un fatto è certo: le dichiarazioni di Höss restano comunque false e contraddittorie. 1192 R.J. van Pelt, The Case for Auschwitz. Evidence from the Irving Trial, op. cit., 276. 1193 NO-1210. 1194 R.J. van Pelt, The Case for Auschwitz. Evidence from the Irving Trial, op. cit., p. 250. 1195 Idem, nota 64 a p. 525. 1196 State of Israel. Ministry of Justice. The Trial of Adolf Eichmann. Record of Proceedings in the District Court of Jerusalem. Gerusalemme 1993, vol. III, p. 1310. (...)

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Author(s) Olodogma
Title Analisi critica delle testimonianze dello SS-Obersturmbannführer Rudolf Höss,ex comandante di Auschwitz...di Carlo Mattogno
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Dates published: 2012-11-13, first posted on CODOH: March 19, 2017, 4:35 p.m., last revision: n/a
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