elie wiesel è un impostore,secondo Miklos Gruner deportato ad Auschwitz dall’Ungheria

Published: 2012-11-21

  AUSCHWITZ: WIESEL È UN IMPOSTORE

SECONDO IL SUO PRESUNTO COMPAGNO DI BARACCA GUNER

nella foto Miklos Gruner

Un sopravvissuto di Auschwitz afferma che Elie Wiesel è un impostore. La fonte è http://www.henrymakow.com/translated_from_the_hungarian.html dove c'è la traduzione dall'ungherese. Noi pubblichiamo la traduzione in italiano di Arrigo De Angeli, dal giornale di Blondet Effedieffe.com.

LA TESTIMONIANZA DI GUNER

Nel maggio 1944, all’età di 15 anni, Miklos Gruner fu deportato dall’Ungheria al campo di Auschwitz-Birkenau, assieme a sua madre, suo padre, ed il maggiore e minore dei suoi fratelli. Miklos afferma che sua madre e suo fratello minore furono uccisi immediatamente dopo il loro arrivo al campo. Poi a lui, a suo fratello maggiore ed a suo padre furono tatuati sul braccio i numeri di matricola e furono inviati ai lavori forzati in una fabbrica di carburante di sintesi collegata alla IG Farben, dove il padre morì sei mesi dopo. Dopo di ciò il fratello maggiore fu inviato a Mauthausen e, dato che il giovane Miklos era rimasto solo, due anziani prigionieri ebrei, ungheresi ed amici del suo defunto padre, lo presero sotto la loro protezione. Si trattava dei fratelli Lazar ed Abraham Wiesel. Nei mesi successivi Miklos Gruner e Lazar Wiesel divennero buoni amici. Nel 1944 Lazar Wiesel aveva 31 anni e Miklso non dimenticò mai il numero di matricola che i nazisti avevano tatuato sul braccio di Lazar: A-7713. Nel gennaio 1945, all’avvicinarsi dell’esercito russo, i prigionieri furono trasferiti a Buchenwald. Durante i tre mesi necessari a questo trasferimento, in parte a piedi e in parte in treno, più della metà dei prigionieri morì, e fra loro anche Abraham, il fratello maggiore di Lazar Wiesel. Nell’aprile 1945 l’esercito USA liberò Buchenwald e Miklos e Lazar erano fra i sopravvissuti del campo. Ammalato di tubercolosi Miklos fu inviato in una clinica svizzera, separandosi quindi da Lazar. Dopo la guarigione Miklos emigrò in Australia menter suo fratello maggiore, anch’egli sopravvissuto alla guerra, si stabilì in Svezia. Diversi anni dopo, nel 1986, Miklos fu contattato in Australia da un giornale svedese ed invitato in Svezia per incontrare “un vecchio amico” di nome Elie Wiesel… Quando Miklos rispose che non conosceva alcuno con questo nome gli fu detto che Elie Wiesel era la stessa persona da lui conosciuta nel campo nazista col nome di Lazar Wiesel e col numero di matricola A-7713… Miklos ricordava ancora quel numero e si convinse a quel punto che stava per ri-incontrare il suo vecchio amico Lazar, ed accettò con gioia l’invito a volare in Svezia il 14 dicembre 1986. Miklos così ricorda: “Ero molto felice all’idea di ri-incontrare Lazar, ma quando sbarcai dall’aereo rimasi estremamente stupito nel vedere un uomo che non riuscivo affatto a riconoscere, che non parlava neppure ungherese ma inglese con un forte accento francese…, così il nostro incontro si concluse in circa dieci minuti. Come dono di commiato l’uomo mi dette un libro, intitolato “Notte”, di cui affermava di essere l’autore. A quel tempo non avevo alcuna idea, ma dissi comunque a tutti che quell’uomo non era la persona che affermava di essere!” Miklos ricorda anche che durante quello strano incontro, Elie Wiesel rifiutò di mostrargli il numero tatuato sul suo braccio, affermando che non voleva mostrare il suo corpo. Miklos aggiunge anche che Elie Wiesel mostrò il numero tatuato ad un giornalista israeliano che Miklos aveva incontrato e che disse a Miklos che non aveva avuto tempo di identificare il numero ma…, che era certo che non si trattasse di un tatuaggio. Miklos racconta ancora: “Dopo quell’incontro con Elie Wiesel ho condotto per venti anni ricerca in ogni dove, ed ho scoperto che l’uomo che si chiamava Elie Wiesel non era mai stato in un campo nazista, dato che non figurava in alcuna lista ufficiale di detenuti.” Miklos scoprì inoltre che il libro che Elie Wiesel gli aveva dato nel 1986, spacciandolo come opera sua, era stato in effetti scritto in ungherese nel 1955 dal vecchio amico di Miklos Lazar Wiesel, e pubblicato a Parigi col titolo di “A Vilàg Hallgat”, approssimativamente “Il silenzio del mondo”. Il libro era stato accorciato e riscritto tanto in francese quanto in inglese per essere pubblicato nel 1958 come opera di Elie Wiesel, col titolo francese “La Nuit” e quello inglese “Night”. Elie Wiesel vendette dieci milioni di copie di questo libro in tutto il mondo, che gli valse persino il premio Nobel nel 1986, mentre – afferma Miklos – Lazar Wiesel, il vero autore, scompariva in circostanze misteriose… “Elie Wiesel non ha mai più voluto incontrarmi, - dice Miklos – ebbe successo: guadagna 25.000 dollari per conferenze di 45 minuti sull’Olocausto.

 

  Ho informato ufficialmente lo FBI che Elie Wiesel è un impostore ma: Mi sono anche lamentato con la Reale Accademia Svedese di Scienze, ma senza alcun risultato. I media americani e svedesi che ho tentato di contattare si sono mostrati indifferenti. Ho ricevuto numerose telefonate anonime in cui mi si diceva che mi avrebbero sparato se no stavo zitto, ma ormai non ho più paura della morte. Ho depositato l’intero dossier in quattro diversi paesi e, in caso di mia morte improvvisa, verrebbe reso pubblico.

GUNER PUBBLICHERÀ UN LIBRO PER SMENTIRE WIESEL

Il mondo deve sapere che Elie Wiesel è un impostore ed io intendo dirlo, intendo pubblicare tutta la verità in un libro che intitolerò “La storia di un Premio Nobel e di un’identità rubata.” ---------- Traduzione dall’inglese di Arrigo de Angeli per EFFEDIEFFE.com NDR Sul sito che riporta la testimonianza viene pubblicata la famosa foto di Auschwitz in cui si riconosce Guner, ma non sembra riconoscersi Wiesel . Domenica 8 Marzo 2009

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Author(s) Olodogma
Title elie wiesel è un impostore,secondo Miklos Gruner deportato ad Auschwitz dall’Ungheria
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Dates published: 2012-11-21, first posted on CODOH: March 24, 2017, 4:22 p.m., last revision: n/a
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