Il sionismo è antisemita
Published: 2012-11-05

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IL SIONISMO E’ ANTISEMITA

Il progetto della creazione di uno Stato di Israele venne partorito alla fine dell’800, da una minoranza influente e occidentalizzata della comunità ebraica mondiale (http://it.wikipedia.org/wiki/Sionismo). Il Movimento Sionista fondato da Theodor Hertzl si basava su un’ideologia politica estremista, che afferma il diritto del popolo ebraico a ritornare con ogni mezzo alle terre abitate dai loro avi 2000 anni fa. Tale posizione viene giustificata da un’interpretazione fondamentalista e non ortodossa dell’ebraismo. Infatti i coloni sionisti che giunsero in Palestina fin dall’inizio del ’900, si distinsero immediatamente dagli Ebrei nativi di Palestina (che abitavano in quella regione da circa 1200 anni convivendo pacificamente con i musulmani) per la condotta aggressiva e priva di scrupoli, prima accaparrandosi le terre, forti dei capitali messi a disposizione dall’alta finanza, poi dagli anni ’30, organizzando attentati dinamitardi sia contro civili arabi, sia contro le autorità britanniche, provocando centinaia di morti. Ma non basta. L’Organizzazione sionista internazionale vide di buon occhio le leggi razziali tedesche degli anni ’30 (!) poiché creavano un bacino di potenziali emigranti da dirottare in Palestina per alterare la demografia della regione in favore degli Ebrei. (http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=598) Non può sfuggire una sinergia diretta tra il sionismo e l’antisemitismo per la convergenza dei fini: i persecutori degli Ebrei (lo Zar di Russia e Hitler) furono “Sionisti” convinti, cioè fautori del loro ritorno in patria forzato, quale miglior soluzione “logistica” per disfarsi di un’etnia che, al pari degli zingari, risultava indesiderata. Le centinaia di migliaia di ebrei europei che giunsero volontariamente o forzatamente in Palestina furono percepite dagli arabi palestinesi come una popolazione aliena alla loro storia e come strumento di una colonizzazione progressiva di tutta l’area palestinese. Ovviamente le tensioni aumentarono fino alla risoluzione ONU del 1947 e la guerra del 1948. In quei due anni le milizie israeliane (sia sotto le vesti dell’esercito ufficiale che di bande armate illegali) procedettero alla pulizia etnica dei palestinesi, usando contro i musulmani metodi talmente simili a quelli usati dai Nazisti, da suscitare scandalo fra gli stessi vertici del Governo del neo-nato Stato di Israele. Norman Finkelstein riporta che “Un alto ufficiale dell’esercito israeliano ha sollecitato l’esercito a fare proprie le lezioni su come l’armata tedesca combattè nel Ghetto di Varsavia”. In altre parole massacri indiscriminati, distruzione dei villaggi autoctoni, pulizia etnica e “toponomastica” del territorio (cancellazione perfino della memoria storica araba secondo la migliore tradizione fascista), espulsione di centinaia di migliaia di residenti palestinesi e appropriazione indebita delle loro terre (la famosa questione dei profughi che ancora oggi attendono il ritorno in patria a cui hanno diritto per legge secondo la risoluzione ONU n. 194 del 1948). La nascita sanguinosa di Israele fu un duro colpo innanzitutto per l’Ebraismo poiché agli occhi del mondo (e in particolare quello arabo), le rivendicazioni sioniste vennero confuse con l’ortodossia ebraica, la quale, al contrario non predica affatto il diritto al ritorno in armi nell’antica terra Santa. Infatti alcuni dei più importanti rabbini del mondo sono stati tra i primi a condannare i crimini dello Stato di Israele. E’ fondamentale ricordare questo ogni volta che sentiamo politici e “intellettuali” di casa nostra assimilare strumentalmente l’anti-sionismo all’anti-semitismo: costoro commettendo un doppio falso ideologico imperdonabile: insultano la memoria e le idee politiche degli ebrei non-sionisti e reiterano l’abusatissima giustificazione morale che il governo israeliano usa per agire al di sopra delle norme internazionali. I Sionisti che giunsero in Palestina nel secolo scorso si ispiravano ad un’interpretazione strumentale delle Sacre Scritture che ereditavano dagli ambienti americani in cui si era già sviluppato quel millenarismo razzista che produsse una catena ininterrotta di disastri che va dalla “Conquista dell’West”, alla dottrina del “Destino Manifesto” fino al diritto-dovere dell’oligarchia di illuminati a portare nel mondo la civiltà (quella Bianca Anglosassone Protestante s’intende). I coloni israeliani di sono presi ciò che al loro popolo spettava “di diritto”: la Terra Promessa dell’Antico Testamento. Nell’adempiere a questa missione hanno “liberato” quella terra dagli indigeni indesiderati che la popolavano, sistemandoli in apposite riserve, analogamente a quel che fecero i Cowboys americani, che pur non portando “legalmente” la bandiera del Governo USA, avanzavano creando di fatto la “Frontiera”, difendendola dagli “attacchi terroristici” dei primitivi selvaggi americani . Il paragone non è affatto esagerato. Leggere per credere le pagine del sito militante sionista: http://www.masada2000.org/index.html Questi ideologi e revisionisti della storia sostengono che a loro spetta di diritto il territorio su cui un tempo fiorì il Regno di Israele (dal I millennio a.C. fino all’Impero di Augusto) poiché dalla diaspora ad oggi nessuna cultura degna di nota si è insediata in quella terra facendola sua e governandola come una Nazione: dal 70 d.C. in poi, gli Arabi palestinesi rimasero “allo stato nomade o semi-primitivo”, fino - si capisce - all’arrivo dei “civilizzatori” sionisti (con buona pace di circa 1200 anni di civiltà islamica). Bisogna riconoscere serenamente che la creazione dello Stato di Israele fu una follia del diritto internazionale, l’unico caso della storia moderna in cui un gruppo etnico-religioso è stato risarcito dalle conseguenze di una guerra o di una persecuzione, attribuendogli ex-novo una nazione da popolare su base razziale/religiosa, ripristinando un’entità storico-politica scomparsa da 2000 anni! Pensate a cosa accadrebbe nel mondo se gli stessi principi si applicassero, a maggior diritto, a tutti gli sfollati della II Guerra Mondiale, come gli zingari, gli Istriani italiani, i tedeschi orientali . Oppure dalle etnie storiche che da sempre abitano certe regioni del pianeta passate sotto giurisdizioni che non riconoscono la loro specificità, come i Curdi, i Baschi, gli Irlandesi del nord, i Tibetani, i nativi americani, gli Aborigeni australiani, i Boscimani, ecc… (...) Fonte: http://www.nexusedizioni.it/apri/Argomenti/Geopolitica/La-giornata-dell-amnesia-Ricordare-la-Shoah-per-dimenticare-Al-Nakhba-di-Mauro-Quagliati/


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Author(s): Olodogma
Title: Il sionismo è antisemita
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Published: 2012-11-05
First posted on CODOH: March 15, 2017, 3:26 p.m.
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