Sarchiapone 4 - adl, Anti-Defamation League, israele, olocausto, antisemitismo,come ti educo il pupo!
Published: 2013-04-01

Questo video viene riproposto (vedi prima presentazione) con una adeguata appendice tratta da un testo standard nel panorama revisionista, "Olocaustica religio" del Dr. Gianantonio Valli. In particolare nel video urtano i sistemi di imbroglio dei ragazzi, finalizzati a generare immotivate paure dell'antisemitismo e neonazismo, fino a generare l'odio, necessario, indispensabile, per la perpetuazione della "particolarità","unicità",falsità

reale dell'"eletto" !

Sui luoghi dell'"educazione" al preteso olocau$to ebraico, quali i "musei" dedicati a quelle menzogne planetarie dei "6.000.000", delle "camere a gas", della "volontarietà"; sui metodi di perversione, violenza, sottomissione, lavaggio del cervello, traumi psichici, lesioni di incolpevoli menti vergini... (...) «luogo vivo della memoria per trasmettere, con tutti i mezzi didattici, storia e orrore della Shoah alle generazioni future» (l'eletta giornalista Daria Gorodisky). Di poco meno suggestivo, sempre all'insegna son et lumières, lo Jüdisches Museum di Berlino (il cui primo presidente è Werner Michael Blumenthal, ex ministro delle Finanze di Jimmy Carter), la cui prima pietra viene posta simbolicamente il 9 novembre 1992, cinque piani inaugurati da Schröder il 9 settembre 2001, opera dell'architetto decostruttivista David Libeskind (nato a Lodz nel 1947 da oloscampati, indi a Tel Aviv e poi americanizzato a New York; «il Pol Pot dell'architettura», secondo il Times, autore anche del Museo Ebraico Danese; nel febbraio 2003, scartando il «World Cultural Center» dei rivali confrères Rafael Vinoly e Frederic Schwartz, la Lower Manhattan Development Corporation, capeggiata dal sindaco Michael Bloomberg e dal governatore di New York, il volonteroso goy George Pataki, gli darà l'incarico di costruire i «Gardens of the World» sull'area delle ex Twin Towers): «La costruzione è una grande scultura, un'architettura simbolica carica di segni. La forma in pianta ricorda quella di un lampo, il cui carattere irrazionale viene sottolineato dal rivestimento argentato e luccicante in zinco. L'effetto dinamico e aggressivo dell'opera è accresciuto dalle finestre a feritoia incise come lacerazioni nella pelle di latta [...] Una complessa successione di vani di forme e misure diverse crea scorci visuali sempre nuovi, talvolta spettrali. La costruzione labirintica vuole rendere palpabile la storia ed i vuoti da essa lasciati e appare come segno apocalittico, che si può interpretare anche come una stella di David spezzata ed allungata. Nella parte sotterranea i tre assi distributivi richiamano direttamente la storia dell'ebraismo berlinese. Essi vengono interpretati come tre "vie del destino": l'una conduce nella strada senza sbocco della "torre dell'olocausto", che consiste in una fredda e buia torre carceraria in cemento, alta venti metri e accessibile tramite una pesante porta metallica che si chiude alle spalle del visitatore con un tetro rimbombo [...] La seconda via conduce al "Giardino E.T.A. Hoffmann", nel quale 49 steli di cemento, sulle quali sono stati piantati degli alberi, rappresentano la fuga verso l'esilio. Le steli sono inclinate così come il piano del calpestìo: entrandovi si ha l'impressione che nulla sia più al suo posto. Il terzo percorso, quello della vita e della convivenza ebraico-tedesca, avvia alle sale espositive, raggiungibili tramite una scala ove una serie di travi oblique sembrano precipitare sul visitatore» (Michael Imhof; aggiungiamo che nei 49 lunghi cassoni verticali, in file di sette per sette, quello centrale contiene terra di Berlino, mentre gli altri 48 terra di Gerusalemme, simboli dell'occhiuta sorveglianza e della sottomissione dei Rieducati; il numero 48 ricorda infine il 1948, anno di fondazione dell'Entità Ebraica). Certo più agghiacciante il plagio dei bambini compiuto non tanto nella meticciata California, ove una legge impone di istituire corsi di Olocausto in ogni scuola, quanto nel «bianco» Idaho, la patria dei «razzisti suprematisti» che più non si può: nel giugno 2003 un Dr. Woodsman ci informa orgoglioso, nell'opuscolo di diciassette pagine Holocaust Education in American Schools, copertina giallo-chiaro con raffigurata una bambina con la Stella di Davide sul grembiule, che in quello stato gli alunni vengono messi davanti alla cattedra, ove la maestra consegna loro una carta di identità e una stella gialla a sei punte da attaccare alla blusa, poi messi in fila e portati da un bidello verso le docce. Là devono sedersi su una panca, mentre viene loro coperta la testa con un sacco, simboleggiante una cella riempita di gas. Uno degli alunni, su una sedia a rotelle, si rivolge ai compagni nella «camera a gas»: «Ecco cosa ha fatto Hitler a persone come me!». I bambini sono poi trascinati davanti ad imitazioni di forni crematori e viene loro spiegato che la gente moriva anche di fame, venendo poi bruciata nei forni. Per perfezionarsi, gli insegnanti vengono portati in visita al Museo dell'Olocausto a Washington. «Si può immaginare quale sarà l'impatto sui bambini. Più avanzeranno negli anni e più sarà difficile recuperarli, senza poi contare che oggi c'è poca gente che si dà da fare per combattere questo fenomeno per affermare la verità revisionista», chiude Gian Franco Spotti . Quanto a lavaggi del cervello più nostrani, ricordiamo che un filmato sull'«orrore di Dachau » proiettato nel terzo Holoday 27 gennaio 2003 in una scuola di Treviso e commentato «a dovere» da due ex internati, provoca traumi psichici ad un'alunna, al punto che i genitori denunciano il preside con l'accusa di lesioni. Recitano Valentina Dal Zilio e Federica Baretti,difendendo l'istruttiva «esperienza didattica» insieme al provveditore agli studi Loredana Lorenzato: «Voleva e doveva essere un momento di approfondimento, uno spunto di riflessione che partiva proprio dal documentario portato a scuola dai due reduci. Immagini forti, per non dimenticare la Shoah [...] Davanti a decine di alunni iscritti alle scuole medie ed elementari si stagliano gli scheletri dei sopravvissuti. Immagini che una bambina di dieci anni di quinta elementare non riesce a dimenticare, al punto da rimanerne turbata. Alla sera le scene diventano un incubo, insopportabile, incancellabile. Così le notti seguenti, per oltre un mese [...] A distanza di quasi due anni da quella mattina, la vicenda torna in Procura dopo la richiesta di archiviazione formulata dal pubblico ministero Giovanni Valmasso. A seguito dell'opposizione della famiglia, infatti, il giudice Michele Vitale ha mandato gli atti al pm, che dovrà adesso procedere con la formulazione del capo di imputazione nei confronti del preside [che pervicaceggia: «Accuse ingiuste, lo rifarei»]. Colpevole, secondo i genitori della piccola allieva,di non aver visionato il filmato prima di sottoporlo all'attenzione dei ragazzi».

«Vari tipi di idee possono essere impiantati nel cervello delle persone dopo che la funzionalità cerebrale è stata intenzionalmente pregiudicata da paura, rabbia o eccitazione indotte accidentalmente o deliberatamente. Uno dei risultati più comuni di questa alterazione è una capacità cognitiva temporaneamente indebolita e un'accresciuta suggestionabilità»,

aveva scritto nel 1957, in The Battle for the Mind "La battaglia per la mente", William Sargant, psichiatra del londinese Tavistock Institute. «Quando si hanno compiti sacri» – aveva anticipato Nietzsche in L'Anticristo 12, presagendo le truffe redentrici – «per esempio quelli di migliorare, di salvare,di redimere gli uomini, quando si porta in petto la divinità, si è portavoce di imperativi ultraterreni, si è già al di fuori, con una tale missione, da ogni valutazione d'ordine semplicemente razionale [...] Abbiamo avuto contro di noi l'intero pathos dell'umanità». (Questo testo costituisce la nota n°46 di “Holocaustica religio, psicosi ebraica, progetto mondialista“ di Gianantonio Valli, seconda edizione, ampliata, corretta e reimpostata, di “Holocaustica religio – Fondamenti di un paradigma“…”sorta di trattato teologico che analizza gli articoli di fede della Oloreligione“…Pagg.46-47)

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Author(s): Olodogma
Title: Sarchiapone 4 - adl, Anti-Defamation League, israele, olocausto, antisemitismo,come ti educo il pupo!
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Published: 2013-04-01
First posted on CODOH: May 30, 2017, 4:24 p.m.
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