Jerzy Potocki sul ruolo ebraico nella politica estera americana: Polnische Dokumente zur Vorgeschichte des Krieges
Published: 2013-04-22

I documenti segreti polacchi

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Quando i tedeschi presero Varsavia, nel settembre del 1939, sequestrarono una mole ingente di documenti dal ministero degli esteri polacco, che dimostravano il ruolo chiave avuto da Roosevelt e dagli ebrei nell’inasprire le ostilità tra Germania e Polonia al fine di provocare lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale. I tedeschi pubblicarono questi documenti col titolo Polnische Dokumente zur Vorgeschichte des Krieges (documenti polacchi sugli avvenimenti precedenti alla guerra) o anche Libro Bianco Tedesco N.3. Lo storico Mark Weber ha pubblicato un articolo dove riporta i documenti più importanti, per la cui traduzione si è avvalso sia della versione ufficiale tedesca sia di varie altre traduzioni, confrontate con i facsimili dei documenti polacchi originali. L’importanza di questi documenti è veramente immensa perché riportano le testimonianze di ambasciatori che non erano certo nazisti o filo-nazisti ma che cionondimeno concordavano appieno con i tedeschi nell’individuare le responsabilità principali della guerra nell’amministrazione Roosevelt e nel giudaismo internazionale. Non stupisce che il governo americano abbia da subito negato ogni accusa sforzandosi di far sembrare i documenti come pura propaganda nazista. I documenti furono pubblicati anche sulla stampa estera, che gli aveva dedicato le prime pagine. Ma la risonanza fu minima perché il governo statunitense negò la loro autenticità, dichiarandoli un falso. Oggi però sappiamo che sono autentici oltre ogni ragionevole dubbio, benché la versione originale polacca sia stata fatta sparire dagli americani subito dopo la fine della guerra.

L’articolo integrale è disponibile qui: President Roosevelt's Campaign To Incite War in Europe , altre versioni dei documenti: 100 Documents on the Origins of the War Selected from the Official German White Book , http://aryanism.net/downloads/books/...of-the-war.pdf

Pubblichiamo alcuni estratti

__________________________Estratto 1_________________________

1) Il 9 febbraio 1938, l'ambasciatore polacco a Washington, il conte Jerzy Potocki, ha informato il ministro degli Esteri di Varsavia sul ruolo ebraico nella politica estera americana:

" La pressione degli ebrei sul presidente Roosevelt e il Dipartimento di Stato sta diventando sempre più potente ... Gli ebrei sono in questo momento i leader nella creazione di una psicosi di guerra che potrebbe far precipitare il mondo intero in una guerra e portare a una catastrofe generale. Questo stato d'animo sta diventando sempre più evidente. Nella loro definizione di stati democratici, gli ebrei hanno creato un vero caos: hanno mescolato insieme l'idea di democrazia e il comunismo e hanno soprattutto alzato la bandiera di un odio bruciante contro il nazismo.

Quest’odio è diventato un delirio. Esso si propaga ovunque e con ogni mezzo: nei teatri, nel cinema e nella stampa. I tedeschi sono dipinti come una nazione che vive sotto la prepotenza di Hitler, che vuole conquistare il mondo intero e annegare tutta l'umanità in un oceano di sangue.

Nelle conversazioni con i rappresentanti della stampa ebraica ho più volte riscontrato l’opinione inesorabile e convinta che la guerra è inevitabile. L'ebraismo internazionale sfrutta tutti i mezzi di propaganda per opporsi a qualsiasi tendenza verso ogni tipo di consolidamento e di comprensione tra le nazioni. In questo modo tale convinzione sta crescendo costantemente nell’opinione pubblica che crede che i tedeschi e i suoi alleati, in quanto fascisti, sono nemici che devono essere sottomessi dal 'mondo democratico"...

__________________________Estratto 2_________________________

2) Di tutti i documenti di questa collezione, il più rivelatore è probabilmente il rapporto segreto dall'Ambasciatore Potocki del 12 gennaio 1939 (**) che ha esaminato la situazione interna negli Stati Uniti:

" L’opinione che prevale ora negli Stati Uniti è caratterizzata da un odio crescente del fascismo e, soprattutto, del cancelliere Hitler e di tutto ciò che riguarda il nazismo. La propaganda è per lo più nelle mani degli ebrei che controllano quasi il 100% di radio, film e stampa. Anche se questa propaganda è estremamente grossolana e si sforza di presentare la Germania più negativamente possibile - a questo scopo sono utilizzati soprattutto la persecuzione religiosa e i campi di concentramento - è tuttavia estremamente efficace poiché il pubblico qui è completamente ignorante e non sa nulla della situazione in Europa.

In questo momento la maggior parte degli americani considerano il cancelliere Hitler e il nazismo come il più grande male e il più grande pericolo che minaccia il mondo. La situazione qui offre una piattaforma eccellente per ogni genere di relatori pubblici emigrati dalla Germania o dalla Cecoslovacchia, che non risparmiano parole per sobillare il pubblico qui con ogni genere di calunnia. Lodano la libertà americana che essi contrappongono agli stati totalitari.

È interessante notare che in questa campagna molto ben congeniata contro il Nazionalsocialismo, la Russia sovietica è quasi completamente esclusa. Se viene menzionata è solo in modo amichevole e le cose sono presentate come se essa stesse lavorando con il blocco degli stati democratici. Grazie all’abile propaganda la simpatia del popolo americano è completamente dalla parte della Spagna comunista.

Oltre questa propaganda è stata creata artificialmente una psicosi di guerra. Al popolo americano è stato detto che la pace in Europa è appesa a un filo e che la guerra è inevitabile. Allo stesso tempo al popolo americano è detto inequivocabilmente che in caso di una guerra mondiale l’America deve anche prendere parte attiva al fine di difendere lo slogan della libertà e della democrazia nel mondo.

[…]

A questa operazione hanno partecipato vari intellettuali ebrei: per esempio Bernard Baruch, il governatore di New York, Lehman, il giudice appena nominato alla Corte Suprema, Felix Frankfurter, il Segretario del Tesoro Morgenthau, e altri amici personali del presidente Roosevelt. Vogliono che il presidente diventi il paladino dei diritti umani, della libertà di religione e di parola e l’uomo che in futuro punirà i piantagrane. Questo gruppo di persone che occupano le posizioni più alte del governo americano e si pongono come rappresentanti del “vero americanismo” e i “difensori della democrazia” sono, in ultima analisi, connessi da legami indissolubili con il giudaismo internazionale.

Per questo il giudaismo internazionale, che si occupa soprattutto degli interessi della propria razza, ritrarre il presidente Roosevelt come un idealista che difende i diritti umani è stata una mossa molto astuta. In questo modo hanno creato un pericoloso focolaio di ostilità in questo emisfero e diviso il mondo in due campi nemici. L’intera opera è stata lavorata in maniera magistrale. Roosevelt ha ottenuto la base per attivare la politica estera americana e, contemporaneamente, per allestire enormi scorte militari per la guerra imminente, che gli ebrei si sforzano di provocare con molto zelo. Per quanto riguarda la politica interna, è molto comodo sviare l’attenzione del pubblico dall’antisemitismo, che è in costante crescita negli Stati Uniti, parlando della necessità di difendere la religione e la libertà individuale contro l’assalto del fascismo"...

__________________________Estratto 3_________________________

Dalle seguenti dichiarazioni emerge chiaramente che la Seconda Guerra Mondiale fu una guerra studiata a tavolino dalle plutocrazie occidentali. Gli Stati Uniti avevano già deciso di entrare in guerra contro la Germania ancora prima che questa dichiarasse guerra alla Polonia. Tutte le proposte di pace di Hitler all’Inghilterra furono vanificate da una cricca di guerrafondai intenta a sfruttare ogni occasione per seminare discordia e provocare le ostilità, nonostante la stragrande maggioranza degli europei e degli americani non vedesse minimamente l’opportunità di un nuovo conflitto armato. Il governo statunitense aveva bisogno di trovare a tutti i costi un casus belli per costringere Inghilterra e Francia ad attaccare la Germania onde indebolirla in vista di un futuro intervento americano. Il rapporto che segue, sempre dell’ambasciatore Jerzy Potocki, illustra la personalità e le dichiarazioni di uno dei maggiori consiglieri di Roosevelt, l’ebreo William C. Bullitt, ambasciatore statunitense in Francia, che in Europa era il portavoce dello stesso Roosevelt.

21 novembre 1938 L’ambasciatore Potocki invia un rapporto a Varsavia in cui discute in dettaglio una conversazione avvenuta a Washington tra lui e Bullitt:

L’altro ieri ho avuto una lunga conversazione con l’ambasciatore Bullitt, che è qui in vacanza … … Bullitt informa regolarmente il presidente Roosevelt sulla situazione internazionale in Europa e particolarmente riguardo la Russia. È data una grande attenzione ai suoi rapporti sia dal presidente stesso che dal dipartimento di stato. Bullitt parla con grande energia e vigore, tuttavia il modo in cui considera gli eventi in Europa assomiglia più a quello di un giornalista che di un politico. Sulla Germania e sul cancelliere Hitler ha parlato con grande impetuosità e duro odio. Ha detto che solo la forza e in ultimo la guerra può mettere fine al folle espansionismo tedesco futuro. Alla mia domanda su come vedeva l’inizio di questa guerra ha risposto che in primo luogo gli Stati Uniti, la Francia e l’Inghilterra devono varare un enorme programma di riarmo, per essere in condizione di opporsi alla potenza tedesca. Solo allora, al momento opportuno, Bullitt dichiarò in seguito, si sarà pronti per la decisione finale. Gli ho chiesto in che modo il conflitto potrebbe scoppiare, poiché la Germania probabilmente non attaccherà per prima l’Inghilterra e la Francia. Io non vedevo il collegamento in tutta questa combinazione. Bullitt ha replicato che le nazioni democratiche hanno assolutamente bisogno di altri due anni prima di concludere completamente il riarmo. Nel frattempo la Germania avrà proceduto con la sua espansione ad Est. Sarebbe il desiderio delle nazioni democratiche che il conflitto armato scoppiasse là fuori, ad Est, tra la Germania e la Russia. Poiché la forza del potenziale sovietico non è ben nota, potrebbe accadere che la Germania si fosse mossa troppo lontano dalla sua base e fosse così condannata a condurre una guerra lunga e spossante. Solo allora le nazioni democratiche dovrebbero attaccare la Germania, ha dichiarato Bulllitt, e costringerla ad arrendersi. In risposta alla mia domanda se gli Stati Uniti avrebbero preso parte a una guerra del genere ha detto: “Sicuramente si, ma solo dopo che la Francia e la Gran Bretagna si sono mosse". Lo stato d’animo negli Stati Uniti non è contro il nazismo e l’hilterismo, ma prevale piuttosto una psicosi simile a quella del 1917, precedente alla dichiarazione di guerra alla Germania.

__________________________Estratto 4_________________________

9 gennaio 1939 Rapporto dell'ambasciatore Potocki da Washington riguardo il discorso annuale del presidente Roosevelt al Congresso:

Il presidente Roosevelt agisce partendo dal presupposto che i governi dittatoriali, soprattutto la Germania e il Giappone, comprendano solo una politica di forza. A causa di questo ha deciso di reagire ad ogni futuro colpo sferrato da essi. Questo è dimostrato dalle molte misure recenti degli Stati Uniti. Il pubblico americano è soggetto ad una propaganda sempre più allarmante che è sotto l’influenza ebraica, ed evoca costantemente lo spettro di un pericolo di guerra. A causa di questo gli americani hanno una visione fortemente distorta dei problemi di politica estera, in confronto all’anno scorso.

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(**) Allegati

1) Testo originale tedesco del rapporto del 12 gennaio 1939

6. Bericht des Polnischen Botschafters in Washington, Grafen Jerzy Potocki, an denPolnischen Außenminister in Warschau vom 12. Januar 1939 Deutsche Übersetzung des vorstehenden FaksimileBotschaftder Republik Polen Washington, den 12. Januar1939 in WashingtonNr. 3/SZ-tjn-3 GeheimBetr.: Innerpolitische Lage in USA. (DieSimmung gegen Deutschland, Judenfrage)An den Herrn Außenminister in WarschauDie Stimmung, die augenblicklich in den Vereinigten Staaten herrscht, zeichnetsich durch einen immer zunehmenden Haß gegen den Faschismus aus, besonders gegendie Person des Kanzlers Hitler und überhaupt gegen alles, was mit dem

Nationalsozialismus zusammenhängt. Die Propaganda ist vor allem in jüdischenHänden, ihnen gehört fast zu 100 Prozent das Radio, der Film, die Presse undZeitschriften. Obgleich diese Propaganda sehr grob gehandhabt wird und Deutschlandso schlecht wie möglich hinstellt - man nutzt vor allem die religiöse Verfolgungund die Konzentrationslager aus -, wirkt sie doch so gründlich, da das hiesigePublikum vollständig unwissend ist und keine Ahnung hat von der Lage in Europa.Augenblicklich halten die meisten Amerikaner den Kanzler Hitler und denNationalsozialismus für das größte Uebel und die größte Gefahr, die über der Weltschwebt.Die Lage hierzulande bildet ein ausgezeichnetes Forum für alle Art Redner undfür die Emigranten aus Deutschland und der Tschechoslowakei, die an Worten nichtsparen, um durch die verschiedensten Verleumdungen das hiesige Publikumaufzuhetzen. Sie preisen die amerikanische Freiheit an, im Gegensatz zu dentotalitären Staaten. Es ist sehr interessant, daß in dieser sehr gut durchdachtenKampagne, die hauptsächlich gegen den Nationalsozialismus geführt wird,Sowjetrußland fast ganz ausgeschaltet ist. Wenn es überhaupt erwähnt wird, so tutman es in freundlicher Weise und stellt die Dinge so dar, als ob Sowjetrußland mitdem Block der demokratischen Staaten zusammenginge. Dank einer geschicktenPropaganda ist die Sympathie des amerikanischen Publikums ganz auf seiten desRoten Spaniens.Außer dieser Propaganda wird auch noch künstlich eine Kriegspsychosegeschaffen: Es wird dem amerikanischen Volk eingeredet, daß der Frieden in Europanur noch an einem seidenen Faden hängt, ein Krieg sei unvermeidlich. Dabei wirddem amerikanischen Volke unzweideutig klargemacht, daß Amerika im Falle einesWeltkrieges auch aktiv vorgehen müßte, um die Losungen von Freiheit und Demokratiein der Welt zu verteidigen.Der Präsident Roosevelt war der erste, der den Haß auf den Faschismus zumAusdruck brachte. Er verfolgte damit einen doppelten Zweck: 1. Er wollte dieAufmerksamkeit des amerikanischen Volkes von den innerpolitischen Problemenablenken, vor allem vom Problem des Kampes zwischen Kapital und Arbeit. 2. Durchdie Schaffung einer Kriegsstimmung und die Gerüchte einer Europa drohenden Gefahrwollte er das amerikanische Volk dazu veranlassen, das enorme AufrüstungsprogrammAmerikas anzunehmen, denn es geht über die Verteidigungsbedürfnisse derVereinigten Staaten hinaus.Zum ersten Punkt muß man sagen, daß die innere Lage auf dem Arbeitsmarkt sichdauernd verschlechtert, die Zahl der Arbeitslosen beträgt heute schon 12Millionen. Die Ausgaben der Reichs. und Staatsverwaltung nehmen täglich größereAusmaße an. Nur die großen Milliardensummen, die der Staatsschatz für dieNoststandsarbeiten ausgibt erhalten noch eine gewisse Ruhe im Land. Bisher kam eszu den üblichen Streiks und lokalen Unruhen. Wie lange aber diese Art staatlicherBeihilfe durchgehalten werden kann, kann man heute nicht sagen. Die Aufregung undEmpörung der öffentlichen Meinung und die schweren Konflikte zwischen denPrivatunternehmungen und enormen Trusts einerseits und der Arbeiterschaftandererseits haben Roosevelt viele Feinde geschaffen und bringen ihm vieleschlaflose Nächte.Zum zweiten Punkt kann ich nur sagen, daß der Präsident Roosevelt alsgeschickter politischer Spieler und als Kenner der amerikanischen Psychologie dieAufmerksamkeit des amerikanischen Publikums sehr bald von der innerpolitischenLage abgelenkt hat, um es für die Außenpolitik zu interessieren. Der Weg war ganzeinfach, man mußte nur von der einen Seite die Kriegsgefahr richtig inszenieren,die wegen des Kanzlers Hitler über der Welt hängt, andererseits mußte man einGespenst schaffen, das von einem Angriff der totalen Staaten auf die VereinigtenStaaten faselt. Der Münchener Pakt ist dem Präsidenten Roosevelt sehr gelegengekommen. Er stellte ihn als eine Kapitulation Frankreichs und Englands vor demkampflustigen deutschen Militarismus hin. Wie man hier zu sagen pflegt, hat HitlerChamberlain die Pistole auf die Brust gesetzt. Frankreich und England hatten alsogar keine Wahl und mußten einen schändlichen Frieden schließen.Ferner ist das brutale Vorgehen gegen die Juden in Deutschland und das

Emigrantenproblem, die den herrschenden Haß immer neu schüren gegen alles, wasirgendwie mit dem deutschen Nationalsozialismus zusammenhängt. An dieser Aktionhaben die einzelnen jüdischen Intellektuellen teilgenommen, z.B. Bernard Baruch,der Gouverneur der Staates New York, Lehmann, der neuernannte Richter des OberstenGerichts, Felix Frankfurter, der Schatzsekretär, Morgenthau und andere, die mitdem Präsidenten Roosevelt persönlich befreundet sind. Sie wollten, daß derPräsident zum Vorkämpfer der Menschenrechte wird, der Religions- und Wortfreiheit,und er soll in Zukunft die Unruhestifter bestrafen. Diese Gruppe von Leuten, diedie höchsten Stellen in der amerikanischen Regierung einnehmen und die sich zu denVertretern des „wahren Amerikanismus“ und als „Verteidiger der Demokratie“hinstellen möchten, sind im Grunde doch durch unzerreißbare Bande mit deminternationalen Judentum verbunden. Für diese jüdische Internationale, die vorallem die Interessen ihrer Rasse im Auge hat, war das Herausstellen desPräsidenten der Vereinigten Saaten auf diesen „idealsten“ Posten einesVerteidigers der Menschenrechte ein genialer Schachzug. Sie haben auf diese Weiseeinen sehr gefährlichen Herd für Haß und Feindseligkeit auf dieser Halbkugelgeschaffen und haben die Welt in zwei feindliche Lager geteilt. Das Ganze ist alsmeisterhafte Arbeit gemacht worden: Roosevelt sind die Grundlagen in die Handgegeben worden, um die Außenpolitik Amerikas zu beleben und auf diesem Wegezugleich die kolossalen militärischen Vorräte zu schaffen für den Krieg, dem dieJuden mit vollem Bewußtsein zustreben. Innerpolitisch ist es sehr bequem, dieAufmerksamkeit des Publikums von dem In Amerika immer zunehmenden Antisemitismusabzulenken, indem man von der Notwendigkeit spricht, Glauben und individuelleFreiheit vor den Angriffen des Faschismus zu verteidigen.Jerzy PotockiBotschafter der Republik Polen

(Fonte: http://de.scribd.com/doc/46672526/Geschichte-Dokument-Auswartiges-Amt-Nr-3-Polnische-Dokumente-Zur-Vorgeschichte-Des-Krieges-1940 )

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(2) Traduzione inglese del testo originale tedesco del rapporto del 12 gennaio 1939

"THE situation as it was at the end of the year (1938) is so illuminatingly described by the Polish Ambassador at Washington, Count Jerzy Potocki, in a report to the Polish Foreign Office, dated January 12, 1939, that we will quote from it fully: Public opinion in America nowadays expresses itself in an increasing hatred of everything . . . connected with National Socialism. Above all, propaganda here is entirely in Jewish hands . . . [W]hen bearing public ignorance in mind, their propaganda is so effective that people here have no real knowledge of the true state of affairs in Europe . . . It is interesting to observe that this carefully thought-out campaign -- which is primarily conducted against National Socialism -- no reference at all is made to Soviet Russia. If that country is mentioned, it is referred to in a friendly manner and people are given the impression that Soviet Russia is part of the democratic group of countries. David Irving comments: THIS 1939 dispatch by the Polish ambassador is notorious; the Germans published it in a White Book after they captured it in Warsaw files in 1939; Potocki indignantly called it a fake when challenged by Bernard Baruch on its anti-Semitism (Baruch's letter and the reply are in his papers at Princeton). But I also found the carbon copy of the original in Potocki's papers in the Hoover Library! For more about this, see Mark Weber's essay, "President Roosevelt's Campaign To Incite War in Europe: The Secret Polish Documents," Journal of Historical Review, Summer 1983. Thanks to astute propaganda, public sympathy in the U. S. A. is entirely on the side of Red Spain. Side by side with this propaganda an artificial war-panic is created . . . No effort is spared to impress upon the American mind that in the event of a world war the U. S. A. must take an active part in a struggle for freedom and democracy. President Roosevelt was first in the field to give expression to this hatred of Fascism. He had a two-fold purpose in mind: firstly, he wanted to divert American public opinion from difficult and complicated domestic problems . . . Secondly, by creating a war-panic . . . he wanted to induce Americans to endorse his huge program of armaments . . . Furthermore, the brutal treatment meted out to the Jews in Germany as well as the problem of the refugees are both factors which intensify the existing hatred of everything connected with German National Socialism . . . [I]ndividual Jewish intellectuals such as Bernard Baruch, Lehman, Governor of New York State, Felix Frankfurter, the newly appointed Supreme Court Judge, Morgenthau, the Financial Secretary, and other well-known personal friends of Roosevelt have taken a prominent part in this campaign of hatred. All of them want the President to become the protagonist of human liberty, religious freedom and the right of free speech . . . This particular group of people, who are all in highly placed American official positions and who are desirous of being representatives of 'true Americanism', and as 'Champions of Democracy', are, in point of fact, linked with international Jewry by ties incapable of being torn asunder. For international Jewry -- so intimately concerned with the interests of its own race -- President Roosevelt's 'ideal' role as a champion of human rights was indeed a godsend. In this way Jewry was able not only to establish a dangerous centre in the New World for the dissemination of hatred and enmity, but it also succeeded in dividing the world into two warlike camps. The whole problem is being tackled in a most mysterious manner. Roosevelt has been given the power to enable him to enliven American foreign policy and at the same time to create huge reserves in armaments for a future war which the Jews are deliberately heading for.

Fonte: http://www.fpp.co.uk/History/General/Potocki/papers.html Questo post è soggetto ad aggiornamenti

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Author(s): Olodogma
Title: Jerzy Potocki sul ruolo ebraico nella politica estera americana: Polnische Dokumente zur Vorgeschichte des Krieges
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Published: 2013-04-22
First posted on CODOH: June 21, 2017, 5:18 p.m.
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