Menzogna di Auschwitz: le confessioni estorte con tortura! Atrocità americane in Germania accertate dal giudice Van Roden
Published: 2013-05-31

Le SS hanno confessato! Dice lo sterminazionismo. Certamente hanno firmato delle "confessioni"...così...

    1945, soldato tedesco, guardia di Buchenwald, torturato

1945, soldato tedesco, guardia di Buchenwald, torturato

La propaganda sterminazionista spaccia, dal 1945 in poi, il messaggio che i "Tedeschi hanno confessato lo sterminio"! Nulla di più falso e fuorviante, pura disinformazione! Falso anche che non ci furono "imbeccate" ufficiali ad usare il metodo della tortura per ottenere la firma sotto documenti ideati per costruire la responsabilità nello "sterminio" ebraico, basti osservare che gli Inglesi usarono lo stesso sistema della tortura, come si può verificare al link http://olo-truffa.myblog.it/archive/2012/07/26/oltre-3-500-prigionieri-tedeschi-torturati-a-londra-i-segret.html .

Quindi una PRASSI ALLEATA!

Tipica la "confessione" dello SS-Obersturmbannführer Rudolf Höss,ex comandante di Auschwitz; "confessione" scritta dagli inglesi, fatta firmare a forza di tortura durata 3 giorni ininterrottamente, al Comandante ! Il massimo conoscitore mondiale di "cose di olocau$tiche menzogne", Carlo Mattogno, ha demolito ogni parvenza di attendibilità di tale "confessione". Per rendersene conto è sufficiente leggere la precisa analisi critica delle testimonianze dello SS-Obersturmbannführer Rudolf Höss,ex comandante di Auschwitz…dello stesso Carlo Mattogno.  

ATROCITA’ AMERICANE IN GERMANIA ACCERTATE DAL GIUDICE VAN RODEN

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Nella foto 2 soldati tedeschi costretti in ginocchio dopo la tortura. .

I

Gli inquirenti americani presso il Tribunale Americano di Dachau (Germania), usarono i seguenti metodi per estorcere confessioni: botte e pestaggi brutali, rottura dei denti e delle mascelle, processi farsa, periodi di isolamento, impersonificazione di finti sacerdoti, limitatissime razioni di cibo, violenza psicologica, promesse di rilascio. Lamentele circa questi metodi da terzo grado furono ricevute dal Segretario dell’Esercito Kenneth Royall la primavera scorsa. Royall nominò il giudice Gordon Simpson della Suprema Corte del Texas ed il sottoscritto per andare in Germania e verificare i rapporti. Accompagnati dal Tenente Colonnello Charles Lawrence Jr., ci recammo a Monaco, in Germania e lì stabilimmo i nostri uffici. Ascoltammo così un mare di testimonianze circa il modo in cui erano state commesse atrocità americane. Prima però facciamo un passo indietro. La primavera scorsa la Corte Suprema rifiutò la petizione dell’habeas corpus del Colonnello Willis N. Everett Jr., un avvocato americano che aveva servito come consulente della difesa per i 74 tedeschi accusati del famoso caso di Malmedy. Everett è un avvocato molto in gamba, un gentiluomo coscienzioso e onesto. Non è un fanatico. Nella sua petizione, Everett affermava che i tedeschi non ricevettero un processo equo. Everett non voleva dire che gli accusati tedeschi fossero innocenti, ma visto che non ebbero un equo processo, non vi era modo di scindere gli innocenti dai colpevoli. La tragedia è che così tanti di noi americani, avendo combattuto e vinto la guerra con così tanto sudore e sangue, ora diciamo: “ tutti i tedeschi dovrebbero essere puniti “. Abbiamo vinto la guerra ma alcuni di noi vogliono continuare ad uccidere e questo mi sembra immorale. Se le scioccanti rivelazioni di Everett fossero vere, sarebbero un duro colpo per la coscienza americana per l’eternità. Il fatto che ci siano state delle atrocità nei confronti di americani da parte dei tedeschi oppure nei confronti dei tedeschi da parte degli americani, non sminuirebbe minimamente la nostra onta se queste atrocità in tempo di pace andassero impunite. Il nostro specifico incarico non era solo quello di esaminare le accuse del Col. Everett ma anche di esaminare i casi delle 139 condanne a morte che a quell’epoca non vennero eseguite. 152 tedeschi erano già stati però nel frattempo giustiziati. I 139 uomini condannati che erano ancora vivi furono suddivisi in tre gruppi. Essi erano accusati di coinvolgimento nei crimini nel campo di concentramento di Dachau, nell’uccisione di avieri americani oppure nei massacri di Malmedy. Lasciatemi dire che sono convinto che i crimini per i quali questi tedeschi furono accusati, accaddero davvero e che alcuni tedeschi ne erano responsabili. Dobbiamo comunque fare in modo che l’odio indiscriminato verso tutti i tedeschi che fu creato durante e dopo la guerra, non accechi la necessità di punire solo i colpevoli. Dopo questa inchiesta e dopo aver parlato con tutte le parti, non credo che il popolo tedesco sapesse cosa stesse facendo il proprio governo. Sono convinto che la popolazione tedesca non avesse alcuna idea dei crimini diabolici che quell’arcidiavolo di Himmler stava commettendo nei campi di concentramento. Dalle atrocità che abbiamo appreso, egli doveva essere stato il principe di tutti i diavoli. Per quanto riguarda l’insieme dei tedeschi, essi combatterono la guerra come cittadini leali con una patria da sostenere e una patria da difendere. Alcuni aviatori americani, abbattuti sulla Germania durante i bombardamenti, furono uccisi da civili tedeschi. Questi tedeschi avvertivano dentro di loro che questi aviatori erano gli assassini delle loro inermi mogli, madri e bambini che si trovavano nelle città bombardate, esattamente come gli inglesi percepivano i tedeschi come i loro uccisori. Questa è la guerra. Ero profondamente spiaciuto per questi aviatori. Avevo due figli nell’aviazione. Jimmy fece 35 missioni sulla Germania e ritornò sano e salvo, grazie a Dio. Dick fece 32 missioni e fu abbattuto nei cieli italiani. Passò 12 mesi in un campo tedesco come prigioniero di guerra e fu trattato bene. Ora si trova in un sanatorio in Arizona che si sta riprendendo alla tubercolosi contratta nel campo.

II

Il massacro di Malmedy, nel quale un gruppo di prigionieri di guerra americani furono falciati a colpi di mitra dopo essere stati catturati durante la battaglia delle Ardenne, avvenne veramente. Ma siamo noi in grado di distinguere tra l’affermare che queste atrocità avvennero e l’affermare che esse furono commesse da questi 74 tedeschi che erano a Malmedy o nei pressi in quell’epoca? Solo perché lo hanno fatto alcuni sadici individui tedeschi, stiamo facendo il giusto nel dire che tutti i tedeschi sui quali mettiamo le mani sono colpevoli e devono essere sterminati? Personalmente non lo credo. Questo non è il modo di pensare che ho imparato in chiesa o che voi avete imparato nella vostra chiesa. Su insistenza russa, gli americani non poterono riprocessare questi uomini. La filosofia russa in queste faccende è quella che gli inquirenti determinano la colpa o l’innocenza dell’accusato ed il giudice rilascia la sentenza. Noi abbiamo accettato la formula sovietica del non processare una seconda volta, ma l’abbiamo spuntata sulla presunzione di innocenza prima del processo. Il divieto americano sulla prova per sentito dire era stato sospeso. Furono ammesse testimonianze di seconda e terza mano, nonostante il Giudice Avvocato Generale avesse messo in guardia contro il valore delle testimonianze fondate su dicerie, specialmente quando ottenute, come stava succedendo, due o tre anni dopo i fatti. Il Ten. Col. Ellis ed il Ten. Perl della pubblica accusa dichiararono che era difficile ottenere una prova ammissibile. Perl disse alla corte: “ avevamo un caso difficile da affrontare e dovevamo usare metodi persuasiviAmmise davanti alla corte che i metodi persuasivi includevano vari “ espedienti, inclusa la violenza e processi farsa “. Egli affermò inoltre che i casi si basavano sulle dichiarazioni estorte con quei metodi. Le dichiarazioni che furono ammesse come prova, furono estorte da uomini che erano stati tenuti in isolamento per tre, quattro e anche cinque mesi. Erano confinati fra quattro mura, senza finestre e senza possibilità di fare del movimento. Due pasti al giorno venivano fatti scivolare all’interno tramite una finestrella nella porta. Non potevano parlare a nessuno. Non avevano contatti con le famiglie o con dei sacerdoti durante quel periodo. Questo isolamento in alcuni casi fu da solo sufficiente a convincere i tedeschi a firmare delle dichiarazioni già pronte. Queste dichiarazioni non coinvolgevano solamente i firmatari, ma spesso anche altri imputati.

III

  L'insensata "confessione2 firmata da Hoess: confessa l'impossibile! 2.000.000 di morti a fine 1943 sotto il suo comando! Ad Auschwitz entrarono in totale,dal 1940 al 1945, circa 1.300.000 persone!

L'insensata "confessione" firmata da Hoess: confessa l'impossibile! 2.000.000 di morti a fine 1943 sotto il suo comando! Ad Auschwitz entrarono in totale,dal 1940 al 1945, circa 1.300.000 persone! 

I nostri inquirenti mettevano un cappuccio nero sulla testa dell’accusato e poi lo picchiavano in faccia col pugno di ferro, gli davano calci e lo battevano con un tubo di gomma. A molti degli imputati tedeschi caddero i denti. Ad alcuni furono rotte le mascelle. Tranne due, tutti i tedeschi nei 139 casi inquisiti, furono picchiati nei testicoli in modo irreversibile. Questa era una procedura operativa standard degli inquirenti americani. Perl ammise l’uso di finti processi e metodi persuasivi inclusa la violenza e disse che la corte era libera di decidere il peso da attribuire alle prove ammesse. Ma si andò avanti. Un imputato di 18 anni, dopo una serie di botte ricevute, scrisse una dichiarazione che gli era stata dettata. Quando si raggiunse la sedicesima pagina, il ragazzo fu rinchiuso per la notte. Al mattino presto, i tedeschi nelle celle vicine lo udirono borbottare: “ non dirò più una sola bugia “. Quando il carceriere venne più tardi a prelevarlo per terminare la sua falsa deposizione, trovò il tedesco impiccato ad una sbarra della cella, morto. Tuttavia la dichiarazione che il tedesco si era impiccato per evitare di firmare fu proposta e ammessa come prova nel processo ad altri. A volte, un prigioniero che si rifiutava di firmare, veniva portato in una stanza con una luce fioca, dove un gruppo di inquirenti civili che indossavano delle uniformi dell’esercito americano, erano seduti attorno ad un tavolo nero con un crocifisso nel mezzo e due candele accese da ambo i lati. “ adesso avrai un processo americano “ veniva detto all’imputato. Il finto tribunale pronunciava una falsa sentenza di morte. Poi all’accusato veniva detto: “ verrai impiccato fra pochi giorni, non appena il generale approverà questa sentenza; nel frattempo però se firmi questa confessione possiamo farti assolvere “ C’era però chi continuava a non firmare. Eravamo scioccati dal modo così beffardo col quale veniva usato il crocifisso. In un altro caso, un finto prete cattolico (in verità un inquirente) entrò nella cella di uno degli imputati, udì la sua confessione, gli diede l’assoluzione e poi gli diede un consiglio amichevole: “ firma qualsiasi cosa gli inquirenti ti chiedono di firmare. Ciò ti ridarà la libertà. Anche se fosse falso posso già darti ora l’assoluzione per le bugie che dirai “. Il rapporto finale su questi processi fu inoltrato al Segretario dell’Esercito Royall. Nonostante i diversi esempi come quelli che ho descritto, non trovammo in generale alcuna volontà cospirativa nell’estorcere prove in modo improprio. Con l’eccezione di 29 casi, non vedemmo alcun motivo per cui le esecuzioni non dovevano aver luogo. Per gli altri 110 vi erano abbastanza prove da altre fonti per confermare la pena di morte, anche escludendo le prove ottenute col terzo grado. Quei 29 uomini per i quali chiedemmo la commutazione della condanna, non ricevettero certamente un processo equo in base agli standard americani. Ventisette di loro avrebbero avuto la condanna trasformata in ergastolo, uno avrebbe ricevuto dieci anni ed un altro due anni e mezzo, in base ai nostri suggerimenti. Consigliammo anche un programma permanente di clemenza per poter riconsiderare le condanne di altri prigionieri accusati di crimini di guerra. Il Segretario Royall ha salvato la nostra coscienza nazionale. Avremmo potuto noi americani andare a testa alta se non ce ne fossimo occupati? Egli ha salvato il nostro prestigio nazionale e la nostra reputazione internazionale. Comunque, nonostante l’azione del Segretario Royall in questa faccenda, rimane sempre ben poco spazio di compiacimento da parte degli americani. Piuttosto il nostro rapporto rivela tacitamente che in Germania abbiamo ancora una situazione grave. Inoltre, cinque degli uomini per i quali consigliammo la commutazione della pena, sono stati impiccati da quando consegnammo il nostro rapporto. Ben 100, dei 139 su cui ci mettemmo ad investigare, sono ora morti.

IV

Gli inquirenti americani che commisero le atrocità nel nome della giustizia americana e sotto la bandiera americana, resteranno impuniti. A questo punto vi sono due obiettivi da conseguire: 1. Quei prigionieri le cui condanne a morte non sono state commutate e che non sono state ancora eseguite, dovrebbero essere messi in sospensione, in attesa di una completa revisione giudiziaria. 2. Gli inquirenti americani che abusarono dei poteri derivanti dalla vittoria e prostituirono la giustizia alla vendetta, dovrebbero essere denunciati in un pubblico processo, preferibilmente negli Stati Uniti e condannati. Se questi crimini commessi da americani non verranno denunciati qui a casa nostra, il prestigio dell’America e la giustizia americana patiranno un danno permanente ed irreparabile. Possiamo fare ammenda in parte dei nostri misfatti solo dopo averli scovati, condannati pubblicamente e ripudiati. Se aspettiamo che i nostri nemici divulghino le nostre colpe all’estero, allora non potremo fare altro che chinare il capo in segno di vergognosa ammissione. EDWARD L. VAN RODEN, giudice della Pennsylvania. Prestò servizio nella Prima e nella Seconda Guerra Mondiale, in quest’ultima come Capo della Divisione di Giustizia Militare del Teatro Operativo Europeo nel quale operò in Normandia, Belgio, nel territorio del Reno e battaglia delle Ardenne. Nel 1946 egli fu riassegnato al servizio attivo e prestò servizio in diversi importanti processi di corte marziale in Germania. Nel 1948 il Segretario dell’Esercito Royall lo nominò a capo di una commissione straordinaria incaricata di indagare nel programma dei crimini di guerra di Dachau. Fonte: E.L. Van Roden, “ American Atrocities in Germany “, The Progressive, Febbraio 1949 pag. 21f Traduzione a cura di: Gian Franco SPOTTI

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Author(s): Olodogma
Title: Menzogna di Auschwitz: le confessioni estorte con tortura! Atrocità americane in Germania accertate dal giudice Van Roden
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Published: 2013-05-31
First posted on CODOH: Aug. 6, 2017, 5 p.m.
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