Gli esperimenti medici eseguiti nei konzentrationslager tedeschi, analisi di Carlo Mattogno
Published: 2013-07-30

Il seguente brano è tratto da: Raul Hilberg e i "centri di sterminio" nazionalsocialisti.Fonti e metodologiadi Carlo Mattogno, una serrata analisi revisionista, demistificatoria, sul lavoro del più importante storico sterminazionista, consultabile cliccando sul collegamento.

 

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di Carlo Mattogno

Gli esperimenti medici

 

Auschwitz, Poland, 1941, Dental clinic in Camp I. -14908677752249551969 dentisti per internati

 
Auschwitz, Poland, 1941, Dental clinic in Camp I. -14908677752249551969 dentisti per internati

 

 

Il breve paragrafo sulle «Sperimentazioni mediche» che Hilberg inserisce alle pagine 1004-1015, in generale, non ha una connessione diretta con i «centri di sterminio»: esperimenti medici furono infatti condotti anche in campi - come Dachau, Buchenwald e Sachsenhausen - che egli non considera tali. C’è però un aspetto che merita di essere discusso. Hilberg lo espone così:

«Tutti questi medici utilizzavano, dunque, gli esseri umani come cavie. Alcuni, tuttavia, si spingevano oltre, ed eseguivano sperimentazioni non più dettate dal desiderio di venire in aiuto agli ammalati. Andavano in una direzione completamente diversa, poiché potevano essere accumunate agli obiettivi nazisti. In queste sperimentazioni si può riconoscere il desiderio di ampliare il processo di distruzione» (p. 1008).

 
 
A) Professor Dr. Carl Clauberg nato a Wuppertal nel 1898, B) SS-Sturmbannführer dott. Horst Schumann, Halle, 1 maggio 1906 – Francoforte sul Meno, 5 maggio 1983
 
 
A) SS-Gruppenfuhrer Professor Dr. Carl Clauberg nato a Wuppertal nel 1898, B) SS-Sturmbannführer dott. Horst Schumann, Halle, 1 maggio 1906 – Francoforte sul Meno, 5 maggio 1983

In questa categoria rientravano principalmente gli esperimenti di sterilizzazione, eseguiti dal dott. Clauberg e dal dott. Schumann, che Hilberg descrive diffusamente in oltre quattro pagine. Alla fine conclude:

«Tutti questi esperimenti, che costarono alla vita a diverse centinaia di migliaia di vittime, non portarono a niente. Nessuno dei concorrenti in gara riuscì nel suo scopo» (p. 1013).

Dunque non fu attuato alcun procedimento di sterilizzazione in massa. Il numero delle presunte vittime è a dir poco azzardato. Irena Strzelecka scrive al riguardo:

«Probabilmente solo alcune dozzine delle oltre 1.000 vittime degli esperimenti di Schumann e di Clauberg nel KL Auschwitz sopravvissero, e sapevano di essere rovinate per sempre» (438).

Si sa inoltre che, dei 543 gemelli documentati che passarono per Auschwitz376 sopravvissero fino alla liberazione del campo, 4 morirono nei mesi successivi, 1 morì durante il trasporto di evacuazione il 27 gennaio 1945 e 12 perirono durante l’esistenza del campo; dei restanti 154 non si hanno notizie (439).
A tutti gli altri esperimenti eseguiti ad Auschwitz non furono assoggettati più di qualche centinaio di detenuti, ad esempio, 125 nella sperimentazione di farmaci, alcune decine in quella delle sostanze tossiche, 115 per la collezione di scheletri, venti per le ricerche sulla tubercolosi (440).
Si può dunque ipotizzare che i detenuti sottoposti ad esperimenti ad Auschwitz furono dell’ordine di 2.000. Negli altri campi l’ordine di grandezza fu simile o minore. Ad esempio, a Dachau furono sottoposti ad una prima serie di esperimenti sulla malaria 200 detenuti (di cui morirono 17), in totale 1.500. A Buchenwald furono eseguiti esperimenti sul tifo su 450 detenuti, di cui morirono 158 (441). Il numero dei detenuti sottoposti ad esperimenti fu dunque al massimo dell’ordine di 5.000, la maggior parte dei quali sopravvisse. Ma allora come può Hilberg asserire che tutti questi esperimenti «costarono alla vita a diverse centinaia di migliaia di vittime»? Non è certo un caso che egli, che documenta con una meticolosità anche eccessiva qualunque affermazione, sia pure insignificante, qui non menzioni alcuna fonte.

In questo paragrafo, ciò che sorprende di più, è il fatto che Hilberg non si sia chiesto perché questo poderoso apparato di sperimentazione medica non fosse stato messo in moto per il presunto sterminio ebraico. Sopra abbiamo visto che circa la genesi del presunto strumento di sterminio - la camera a gas ad acido cianidrico - ci sono due versioni contrastanti. Per trovare questo strumento, infatti, Himmler si sarebbe rivolto nello stesso tempo al Reichsarzt Grawitz e a Eichmann, ma alla fine, come racconta Höss, ad esso si arrivò quasi per caso, perché un giorno dell’autunno del 1941, qualche mese dopo che aveva ricevuto da Himmler

SS-Hauptsturmführer Karl Fritzsch

 
SS-Hauptsturmführer Karl Fritzsch

il presunto ordine di sterminio ebraico, il suo vice, l’SS-Hauptsturmführer Fritzsch, «di sua iniziativa» usò lo Zyklon B per uccidere dei prigionieri di guerra sovietici (442). Questo aneddoto non ha alcun fondamento storico (443). Ma anche a prescindere da ciò, come si può credere seriamente che per l’adempimento di un presunto ordine di Hitler di sterminio in massa non venisse mobilitato anzitutto l’apparato delle sperimentazioni mediche delle SS? È noto infatti che nei campi di Sachsenhausen e Natzweiler-Strutthof fin dal settembre 1939 venivano eseguiti esperimenti coll’iprite, successivamente col fosgene, per trovare un rimedio terapeutico a questi aggressivi chimici (444). Nel corso della prima guerra mondiale da entrambi gli schieramenti contrapposti furono infatti impiegati aggressivi chimici di ogni tipo: cloro, bromo, fosgene (ossicloruro di carbonio), tiofosgene (solfocloruro di carbonio), acido cianidrico, cloruro di cianogeno, bromuro di cianogeno, cloroformiato di metile, cloroformiato monoclorurato, cloroformiato biclorurato, cloroformiato triclorurato (difosgene), iodoacetato d’etile, bromoacetone, iodoacetone, bromometiletilchetone, solfato dimetilico, clorosolfato di metile, clorosolfato di etile, cloropicrina (tricloronitrometano), metildiclororasina, etildicloroarsina, clorovinildicloroarsina, solfuro d’etile biclorurato, acroelina (aldeide allilica), cloruro di benzile, bromuro di benzile, bromocianuro di benzile, fenilimminofosgene (cloruro di fenilcarbilammina), cloroacetofenone, difenilcloroarsina, difenilcianoarsina, difenilaminocloroarsina, N-etilcarbazolo (445).
Il potere aggressivo delle varie sostanze era indicato dal prodotto di mortalità o indice di tossicità che si ricavava dalla formula di Haber e indicava «i milligrammi di sostanza tossica per m3 da respirare in un minuto per ottenere la morte dell’individuo».
Le sostanze ritenute più tossiche erano:

sostanza indice di tossicità
fosgene 450
difosgene 500
iprite 1500
iodoacetato di etile 1500 cloropicrina 2000 clorosolfato d’etile 2000
bromoacetato di etile 3000
perclorometilmercaptano 3000
cloroacetone 3000
bromoacetone
4000 bromuro di xilile 6000
cloro 7500

In funzione della concentrazione:
acido cianidrico: 1000-4000
ossido di carbonio: 70000.
Come risulta chiaro da questa tabella,

«il più pericoloso dei gas bellici, secondo l’indice di Haber, è il fosgene, seguito subito dopo dal difosgene» (446).

All’epoca la Germania era all’avanguardia nel settore della chimica e questi dati si trovavano in qualunque testo specialistico, come Schädliche Gase, Dämpfe, Nebel, Rauch- und Staubarten, di Ferdinand Flury e Franz Zernik (447), uno dei migliori, apparso già nel 1931 (448).

SS-Reichsphysician Ernst Robert Grawitz, Berlino,8.6.1899 – Berlino,24.4.1945,saluta le allieve della Reichsführerschule della Croce Rossa tedesca il 20.2.1939_Gross-Schulzendorf,_Reichsführerschule_des_DRK

 
SS-Reichsphysician Ernst Robert Grawitz, Berlino,8.6.1899 – Berlino, 24.4.1945, saluta le allieve della Reichsführerschule della Croce Rossa tedesca il 20.2.1939 ,Gross-Schulzendorf, Reichsführerschule des DRK

Si può dunque credere seriamente che, nel quadro dell’esecuzione del presunto ordine del Führer di sterminio in massa da parte di Himmler, dopo il consiglio del dottor Grawitz dell’impiego di un «gas molto volatile e di rapido effetto», non fosse sperimentato su detenuti l’effetto delle sostanze summenzionate in camere a gas appositamente costruite per individuare quella più adatta?
Ciò invece non accadde, e non solo riguardo alla scelta della sostanza per l’uccisione, l’acido cianidrico, ma neppure riguardo alla sostanza stessa: i medici SS non eseguirono mai nessun esperimento tossicologico sull’ acido cianidrico (né su alcuna delle sostanze summenzionate), per verificare sperimentalmente su esseri umani gli indici di Haber, sicché, alla fine della guerra, dopo qualche milione di presunti gasati con Zyklon B, sulle caratteristiche tossicologiche dell’acido cianidrico non se ne sapeva più che nell’anteguerra.

Note:

(439) Vedi al riguardo il mio studio Il dottor Mengele e i gemelli di Auschwitz. Effepi, Genova, 2008.
(440) Irena Strzelecka, «Die Experimente», op. cit., p. 441, 444 e 445.
(441) E. Kogon, Der SS-Staat. Das System der deutsche Konzentrationslager, op. cit., pp. 136-137.
(442) Comandante ad Auschwitz. Memoriale autobiografico di Rudolf Höss, op. cit., pp. 173-174.
(443) Vedi al riguardo il mio studio Auschwitz: la prima gasazione. Edizioni di Ar, Padova, 1992.
(444) Alexander Mitscherlich, Fred Mielke (a cura di), Medizin ohne Menschlichkeit. Fischer Verlag, Francoforte sul Meno, 1995, p. 215 e 222.
(445) Attilio Izzo, Guerra chimica e difesa antigas. Editore Ulrico Hoepli, Milano, 1935, «Principali aggressivi chimici», tavola fuori testo.
(446) Idem, pp. 45-46.
(447) Verlag von Julius Springer, Berlino, 1931.
(448) In Italia, informazioni simili si potevano trovare in: Michele Giua, Lezioni di aggressivi chimici. Parte descrittiva e tecnologica. Pubblicato a cura della R. Accademia e della Scuola di Applicazione di Artiglieria e Genio, Torino, 1933.

Fonte: http://olo-truffa.myblog.it/archive/2012/03/29/carlo-mattogno-raul-hilberg-e-i-centri-di-sterminio-nazionald5eb99094098291267fee48a9bf6a430.html

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First posted on CODOH: Sept. 26, 2017, 12:52 p.m.
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