Elie Wiesel sull'intervista CNN al presidente iraniano Hasan Rohani
Published: 2013-09-29

La STAMPA - Maurizio Molinari : " Il sopravvissuto Elie Wiesel: smettere di negare non basta. Insegnino l’Olocausto a scuola "

«Non è abbastanza, ma si tratta di un buon inizio»: così Elie Wiesel, premio Nobel per la Pace e sopravvissuto alla Shoa, reagisce alle parole pronunciate dal presidente iraniano Hasan Rohani nell’intervista alla tv Cnn.

Rohani ha adoperato l’espressione «crimine» riferendosi alla Shoa. Che giudizio dà?

«Non è abbastanza. Tutti sanno che la Shoa è stato un crimine. E inoltre lo ha detto con un linguaggio che ha avvalorato un paragone con altri crimini, parlando con una voluta generalizzazione. Il presidente iraniano ha espresso un pensiero assai generico, affermando un fatto che è ben noto a tutti».

Non crede tuttavia che le parole di Rohani abbiano un valore particolare in ragione del fatto che il predecessore Mahmud Ahmadinejad negava apertamente la Shoa?

«Proprio perché viene dopo Ahmadinejad, quello che dice Rohani non è abbastanza».

Che cosa intende dire?

«Ahmadinejad ha avvalorato il negazionismo sulla Shoa con l’autorità che solo un capo di governo possiede. Nessun leader politico nazionale prima di lui lo aveva mai fatto in maniera tanto esplicita, costante, provocatoria. Per anni ha negato lo sterminio degli ebrei da parte dei nazisti. Lo ha fatto parlando in pubblico, lanciando iniziative, inaugurando mostre e altri eventi, divulgando falsi riferimenti storici al fine di infondere dubbi nel maggior numero possibile di persone nel mondo. Ha portato un intero governo e un’intera nazione sovrana ad essere coinvolti nella negazione della Shoa. È stato un evento di gravità assoluta, i cui danni devono essere ancora ponderati fino in fondo. Ebbene, è proprio perché alle spalle di Rohani c’è tutto questo che quanto ha detto nell’intervista alla Cnn non è sufficiente».

Cosa dovrebbe fare Rohani per cancellare l’eredità negazionista di Ahmadinejad?

«C’è una priorità che si impone su tutto. Dovrebbe far insegnare la storia della Shoa nelle scuole iraniane. Nulla è più importante dell’educazione delle nuove generazioni. La conoscenza è il più efficace e importante antitodo al negazionismo come al razzismo. Il vero terreno sul quale Rohani può distinguersi dal predecessore non sono tanto le dichiarazioni ai media ma l’istruzione delle nuove generazioni di iraniani».

Non crede che Rohani abbia voluto dissociarsi da quanto affermava Ahmadinejad sullo sterminio degli ebrei ?

«Certo che lo credo. Per questo ritengo che quanto Rohani ha detto sia un buon inizio. È il segnale che vuole lasciarsi alle spalle il negazionismo di Ahmadinejad, intende distinguersi e forse procedere su una strada diversa. Ma ora sta a lui, a Rohani, decidere con quali azioni avvalorare tale riposizionamento. Anni di negazionismo di Ahmadinejad hanno avuto conseguenze. Singoli e gruppuscoli che negano la Shoa si sono sentiti giustificati, sostenuti, legittimati. Si sono nutriti di bugie e falsità tese a cancellare la memoria dello sterminio di sei milioni di ebrei. Tocca a Rohani identificare le azioni più efficaci per riuscire a rimediare a tutto ciò».

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http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=999920&sez=120&id=50800


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Title: Elie Wiesel sull'intervista CNN al presidente iraniano Hasan Rohani
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Published: 2013-09-29
First posted on CODOH: Nov. 13, 2017, 4:10 p.m.
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