Repressione del revisionismo nel GROD/TERRA RIEDUCATA [Germania], §130, Hans Püschel ex Ortsbürgermeister
Published: 2013-10-03

Legenda: GROD / TERRA RIEDUCATA (Germania): l'acronimo GROD, che vale "Grande Regime di Occupazione Democratica", e la definizione "TERRA RIEDUCATA" hanno il copyright del Dott. Gianantonio ValliGROD / TERRA RIEDUCATA definito dal padre della legge fondamentale tedesca Carlo Schmid (nella seduta parlamentare dell' 8 Settembre 1948)  "Organisationsform einer Modalität der Fremdherrschaft"... " Forma Organizzativa di una Modalità del Dominio Straniero"] (Fonte)

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__________Riceviamo, traduciamo ( a cura di GV) e pubblichiamo___________

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forma.organizzativa,modalità,dominio,straniero,bandiera,tedesca,deutschlandflagge, 1949 Carlo Schmid,esperto di diritto internazionale,autore della Grundgesetz Legge Fondamentale tedesca

Hans Püschel, ex sindaco (socialdemocratico) di Krauschwitz (distretto Burgeland), è stato condannato a 3.000 euro di multa (100 euro "multa giornaliera" a 30 euro) per istigazione all’odio razziale: aveva, nel suo giornale on line, negato e/o relativizzato l’Olocausto.

Il giudizio non è ancora esecutivo.

Il caso di questo Tedesco è particolarmente interessante ed il meglio è, per noi, trascrivere nuovamente il messaggio da noi diffuso il 27 febbraio scorso (messaggio intitolato "Hans Püschel risponde alla sua giudice”).

Vedremo come questo caso meriti realmente la nostra attenzione: Tre giorni fa parlammo del procedimento penale intentato contro Hans Püschel, sindaco di un piccolo comune di Saxe-Anhalt, in Germania, per incitamento all’odio razziale. Il 25 febbraio con il titolo : "Das kann doch einen Seeman nicht erschüttern..."(Non è questo che farà tremare un marinaio…) titolo di una canzone del 1930 molto conosciuta in Germania, , Hans Püschel diffonde sul suo sito la risposta che ha indirizzato il giorno prima alla giudice incaricata del suo caso al tribunale del distretto di Weißenfels.

Hans Püschel,con la bandiera tedesca, marzo 2013

 

 
Hans Püschel,con la bandiera tedesca, marzo 2013

Questa lettera di risposta alla giudice, in effetti, è un documento di 7 pagine che meriterebbe di essere tradotto integralmente, enumera in 11 punti gli argomenti da Hans Püschel portati avanti per dissuadere la giudice dal proseguire nel processo.

Sono questi degli argomenti di grande intelligenza e finezza. Non entreremo nel dettaglio ma Püschel mette in evidenza gli inconvenienti che si avrebbero nel far scattare un tale processo:

sul piano pratico (per il comune che dirige),

sul piano storico (cita una massa di argomenti revisionisti contrari alla divulgazione e che sarebbero mediatizzati),

sul piano politico (il “bombardamento olocaustico” che provoca lo smarrimento della gioventù tedesca),

sul piano affettivo (non può più tollerare le calunnie costantemente riversate sul conto della generazione dei suoi genitori e su quella dei nonni), infine

sul piano giuridico.

Su quest’ultimo ci si ricorderà forse i propositi tenuti nel marzo 2012 relativi al famoso articolo antirevisionista §130 che affermava essere in

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“formale contraddizione con tutto ciò che sono o meglio che pretendono di essere e dovrebbero essere le democrazie; quest’articolo è da abrogare; di conseguenza dovrebbero essere riabilitate le migliaia di condannati per delitto di negazione dell’Olocausto, con un indennizzo per quelli tra essi più severamente condannati”

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(...) Spiega che è stato costretto per anni a inginocchiarsi, ma quel tempo è finito: al momento i suoi figli sono cresciuti, la moglie gli è accanto.

Se la giudice non ha abbastanza influenza da evitare il processo, lo affronterà; non prenderà nessun avvocato poiché non ha commesso nessuno sbaglio.

Ricorda che trent’anni fa circa, vivendo in DDR (ex Germania comunista), fu condannato da un tribunale di Hohenmölsen per reato d’opinione ma non per questo si è piegato e che non si piegherà oggi.

Spera tuttavia che il tribunale di Weißenfels non si comporti, in BRD come i tribunali della DDR di quei tempi…

Joseph Stalin e Georgi Dimitrov, 1936, a Mosca

 
Joseph Stalin e Georgi Dimitrov, 1936, a Mosca

 

Hans Püschel conclude esprimendo l’augurio, se il processo dovesse aver luogo, che il tribunale manifesti nei suoi confronti altrettanta giustizia quanto quella che i nazionalsocialisti hanno mostrato nei confronti di Georgi Dimitroff, dirigente comunista bulgaro arrestato nel 1933 a Berlino con il pretesto di complicità nell’incendio del Reichstag.

Sostituendo la parola “comunista” con la parola “tedesco”, fa sue le ultime parole pronunciate da quel comunista davanti al tribunale che lo giudicava all’epoca:

“ Il mio linguaggio è forte e duro. Ma il mio linguaggio è un linguaggio aperto e sincero. Ho l’abitudine di chiamare le cose con il loro nome. Non sono qui un avvocato che difende coscienziosamente i suoi clienti. Difendo la mia persona di accusato tedescoDifendo il mio onore di Tedesco, di rivoluzionario. Difendo le mie idee, la mia mentalità tedesca. Difendo il senso e il contenuto della mia vita ».

Georgi Dimitroff fu assolto…

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Author(s): Olodogma
Title: Repressione del revisionismo nel GROD/TERRA RIEDUCATA [Germania], §130, Hans Püschel ex Ortsbürgermeister
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Published: 2013-10-03
First posted on CODOH: Nov. 15, 2017, 4:44 p.m.
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