XIV - Inquisizione $hoahtica-legge anti-revisionismo. I contrari:lo storico ebreo ginzburg carlo: "Perché è un errore punire i negazionisti"
Published: 2013-10-29

Presentiamo il pensiero dello storico ebreo ginzburg carlo sulla invenzione ed introduzione, alla velocità della luce (come se il nemico fosse alle porte) , del "reato di negazionismo" nella legge italiana. NB: L'articolo è tagliato nelle parti (per Olodogma) superflue. Il testo completo è consultabile al link riportato.

______________________________L'articolo_______________________________

Ginzburg: "Perché è un errore punire i negazionisti"

Lo storico spiega le ragioni che lo vedono contrario a una norma “Si tratta di un fenomeno ignobile, ma è inaccettabile farne un reato”
di SIMONETTA FIORI

$$$_ legge,anti,revisionismo,negazionismo,israel-lobby

"Quello contro il negazionismo è un disegno di legge inaccettabile. Reputo grave il modo dilettantesco con cui la classe politica l'ha riproposto, senza tenere conto delle serie obiezioni mosse in passato su questo tema". Carlo Ginzburg è lo storico italiano più conosciuto all'estero. Figlio di due ebrei illustri... "è mancata un'analisi distaccata, fredda, razionale su un provvedimento che rischia di produrre effetti gravi".

La nuova legge è ora affiorata in Parlamento in coincidenza di due fatti incrociati: la morte dell'aguzzino Priebke, seguita dalla vicenda tempestosa della sua sepoltura, e il settantesimo anniversario della razzia del Ghetto, con gli oltre mille ebrei condotti a morire.
"Sì, questo duplice contesto ha creato una forte emozione pubblica. Ma le emozioni non sono mai consigliere di buone leggi. E allora la prima operazione che dobbiamo fare è recidere il legame tra questo nuovo disegno di legge e i contesti immediati in cui è stato proposto".

Perché il disegno di legge non la convince?
"Vanno fatte due valutazioni diverse: una riguarda il principio e l'altra l'opportunità. Dico subito che a mio parere entrambe portano a giudicare in maniera negativa questo disegno di legge. Sul piano del principio, è inammissibile imporre per legge un limite alla ricerca. È un punto di principio che prescinde dal contenuto. Le tesi dei negazionisti sono ignobili dal punto di vista morale e politico e non costituiscono in alcun modo una provocazione sul piano intellettuale. Nessuno storico può essere indotto a rivedere le proprie argomentazioni sulla base di queste tesi. Però sul piano del principio non si possono porre dei limiti alla ricerca. E non sono ammesse eccezioni".

E le ragioni di opportunità?
"I negazionisti sono farabutti in cerca di pubblicità. Cercano un "martirio" a buon mercato

[..."a buon mercato"!… come se spendere decine di migliaia di euro per la propria difesa, ricevere minacce, perdita del lavoro, carcere per anni, risarcimenti folli a “vittime” immaginarie fosse ciò che cercano i revisionisti! Mai pensato che, anche, i revisionisti  possano essere normali persone, umani, magari con famiglia?]

e colgono ogni pretesto per farsi propaganda. Nei paesi in cui è stata adottata la legge, i tribunali sono diventati una formidabile cassa di risonanza delle loro tesi. Ma poi si aggiunge una seconda ragione di opportunità, e qui entriamo in un tersireno (terreno, n.d.olo) più delicato".

Quale?
"È quello che investe la ricerca storica. Parlo per esperienza diretta. Mi sono trovato, in un contesto accademico non italiano, a discutere un lavoro che ho definito, con un giudizio messo agli atti, "un caso di negazionismo felpato", morbido. In esso non venivano formulate tesi negazioniste esplicite: però, attraverso una serie di distinguo, si avanzava una conclusione che andava implicitamente in quella direzione. Portare un caso del genere in tribunale sarebbe una follia. Se ne possono immaginare molti altri: la ricerca è fatta di argomentazioni che non s'identificano sempre con l'alternativa tra bianco e nero".(1)

Poi quello del genocidio è un tema di discussione continua tra gli storici. Si fatica a trovare una nozione condivisa.
"Cosa distingue lo "sterminio" dal "qua- sterminio" (!) ? Sembra la traduzione tragica di un problema logico posto dai greci: il sofisma del sorite (o del mucchio) detto anche dell'uomo calvo. Se ti strappo un capello, diventi calvo? E se te ne strappo due? O tre? Ora, nel caso del genocidio, non si tratta di capelli immaginari ma di vite umane. A che punto scatta la nozione di genocidio? Mi fa orrore pensare che questo tipo di discussione possa finire in tribunale. Se poi qualcuno arriva a sostenere che quello che è successo in Europa tra il 1941 e il 1945 non è stato un genocidio, allora è inutile discutere: chi pronuncia queste affermazioni si autoesclude dalla comunità storiografica. Ma non si porta alla sbarra".

Il testo della legge è molto generico: punisce chi nega l'esistenza del genocidio ma anche dei crimini di guerra e di quelli contro l'umanità. Indro Montanelli, che ha a lungo negato l'uso del gas iprite in Etiopia, sarebbe finito in galera.
"Sul livello morale di Montanelli rinvio al libro, molto documentato, di Renata Broggini: Passaggio in Svizzera. Certo quello che lei cita è un caso che avrebbe dato origine a un contenzioso giuridico assurdo. Non sono queste le cose da portare in tribunale. Ho l'impressione (ma posso sbagliare) che oggi gli storici italiani siano abbastanza compatti contro la legge. Non c'è unanimità, ma quasi. Anche per questo colpisce la quasi unanimità, ma di segno contrario, della classe politica".

(...)
Fonte; http://www.repubblica.it/la-repubblica-delle-idee/polis/2013/10/22/news/ginzburg_perch_un_errore_punire_i_negazionisti-69161928/

Nota di Olodogma

1) Riteniamo che il vero motivo dell’opposizione della storiografia standard è che questi storici sanno bene a cosa andrebbero incontro in un processo ad un revisionista, in base al "reato di negazionismo", conseguente alla introduzione di tale scellerata legge,… l’INCUBO di Toronto… il controinterrogatorio inevitabile della difesa del revisionista imputato,  in aula di tribunale, sulle questioni “irritanti”.

[il controinterrogatorio/figura di merda  (l'uso del termine si impone) rimediato dall'ebreo, storico, hilberg raul, papa dell'olocau$tianesimo, capitolo II, Le deportazioni, Hilberg e gli Einsatzgruppen, 1.1.L’ordine di sterminioCliccare QUI) ]

  Ciò terrorizza (giustamente) questi storici chiamati a supportare con esibizione di PROVE  (quali “esperti” periti di parte “lesa”) le fantasie olo-$terminazioniste! …e, sapendo della inesistenza di prove accettabili da un tribunale normale, se ne tirano fuori…da alcuni decenni! Sanno bene ciò che ha sentenziato van pelt robert jan, ebreo e massimo esperto di fabulazione olocau$tica…

Ninety-nine per cent of what we know [about Auschwitz] we do not actually have the physical evidence to prove . . . it has become part of our inherited knowledge”……“ Del 99% di ciò che sappiamo non abbiamo effettivamente prove materiali a sostegno…è diventato parte della nostra conoscenza ereditata “…( Auschwitz expert Robert Van Pelt, A Case for Letting Nature Take Back Auschwitz, The Toronto Star – December 27, 2009)

Gli storici standard conoscono bene ciò che scrisse il giudice Gray nella sua sentenza, dell’11 aprile 2000  al punto 13.71,del processo Irving-Lipstadt, …

«Devo confessare che, come – immagino – la maggior parte della gente, avevo supposto che le prove dello sterminio in massa di Ebrei nelle camere a gas di Auschwitz fossero convincenti. Tuttavia, quando ho valutato le prove addotte dalle parti in questa causa, ho messo da parte questo pregiudizio»

Quindi un giudice che ha avuto in mano TUTTE le prove esistenti su questo preteso sterminio ha… “messo da parte questo pregiudizio” che le prove fossero “convincenti“…!

Esiste un secondo problema per gli storici standard

Oltre il terrore della convocazione in aula di tribunale esiste, nel caso di divergenza, anche di poco, dalla versione standard-olocau$tica, il non piccolo “inconveniente” di subire l’ostracismo della vaticanolocau$tica nomenklatura, con conseguente perdita di “valore”, quindi di incarichi, inviti a conferenze, magari cattedre universitarie, in parole povere la rovina economica… ! Tutti i mortali “mangiano fagioli” !…e “tengono famiglia“!

 A dimostrazione di quanto sia reale questa seconda eventualità si vedano due figure di storici e ricercatori che “ci hanno provato”: Jean Claude Pressac  e QUI e l’ebreo Fritjof Meyer! Precipitati dalle stelle alle stalle!

Ulteriori smentite alle scemenze/credenze olocau$tiche si possono avere  cliccando QUI ] .

 ___________________

 


Additional information about this document
Property Value
Author(s): Olodogma
Title: XIV - Inquisizione $hoahtica-legge anti-revisionismo. I contrari:lo storico ebreo ginzburg carlo: "Perché è un errore punire i negazionisti"
Sources:
n/a
Contributions:
n/a
Published: 2013-10-29
First posted on CODOH: Dec. 14, 2017, 5:10 p.m.
Last revision:
n/a
Comments:
n/a
Appears In:
Mirrors:
Download:
n/a