I "campi di sterminio" dell'" Azione Reinhardt" analisi e confutazione delle "prove" fittizie, delle imposture degli errori argomentativi dei bloggers di “Holocaust Controversies”
Published: 2013-11-24

I "campi di sterminio" dell'" Azione Reinhardt"

analisi e confutazione delle "prove" fittizie, delle imposture degli errori argomentativi dei bloggers di “Holocaust Controversies” e critica storica, tecnica ed archeologica della storiografia olocaustica sui campi di Bełżec, Sobibór, Treblinka e Chełmno di Carlo Mattogno,Thomas Kues,Jürgen Graf

24 Novembre 2013

Revisionismo: illusione, realtà e tragica disillusione

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Più volte ho ripetuto che, in riferimento al recente tentativo – fortunatamente fallito – di introdurre anche in Italia il “reato di negazionismo”, gli storici e gli uomini di cultura, sebbene, nel complesso, si siano lodevolmente schierati contro il relativo progetto, hanno ostentato un atteggiamento oltremodo offensivo. Essi vogliono sì garantire a tutti la libertà di espressione, ma non nascondono il loro disprezzo per i “negazionisti”, che vengono accusati di ogni nefandezza storiografica, adducendo un travisamento sistematico di che cosa realmente è ed afferma il revisionismo olocaustico. Senza mezzi termini, il revisionismo, a loro dire, sarebbe una bestialità storiografica. Che costoro non abbiano mai visto, neppure da lontano, un libro revisionistico serio, è palese (l'ipotesi contraria getterebbe sospetti inquietanti sulla loro onestà professionale). Ed è anche molto probabile che tutti costoro credano in buona fede, ma per colpevole ignoranza, che il revisionismo corrisponda davvero al quadro farsesco, pisantyano, che ne presentano.

Costoro si alimentano delle illusioni del teatro mediatico, illusioni credute e brandite con tanta fede da proiettarle, in uno strano fenomeno di schizofrenia olocaustica, in ipostasi mentali allucinatorie. Ciò, anche in virtù in un'arroganza sconfinata, li rende estremamente vulnerabili nello scontro con la realtà revisionistica, che per loro sarà psicologicamente sconvolgente e storiograficamente catastrofico.

Questi sprovveduti, che credono seriamente alle balordaggini pisantyane, riprese e rincarate da una “specialista” universitaria come Anna Foa e da un codazzo di olosapienti da operetta, sono completamente impotenti di fronte alla realtà. Quando verrà il momento della resa dei conti – ho preannunciato –, quando gli storici e gli uomini di cultura si dovranno confrontare seriamente col revisionismo, si renderanno conto di essere del tutto impreparati e inermi.

Il momento è arrivato.

Finalmente posso presentare la versione italiana dello studio The “Extermination Camps” of “Aktion Reinhardt”1, che ho redatto insieme a Thomas Kues e a Jürgen Graf, col titolo I “campi di sterminio” dell' “Azione Reinhardt”. Si tratta di un testo in PDF di 1137 pagine in formato A-4 con 3730 note e una bibliografia di quasi 700 titoli. La versione italiana, per quanto riguarda la parte redatta da me, è più ampia e ancora più documentata di quella apparsa in inglese. Il fatto che l'opera sia diretta essenzialmente contro un gruppuscolo di olo-blog-pagliacci nulla toglie al suo valore dimostrativo.

Basterà una semplice scorsa al testo per capire immediatamente che cosa sia realmente il revisionismo olocaustico e quali siano il fondamento e soprattutto lo scopo del patetico sproloquio anti”negazionista” del teatro mediatico.

Invito gli storici di professione e inoltre tutte le Pisanty e tutte le Foa e relativi caudatari a trovarvi una sola, e dico una sola “bestialità”. Trattandosi di un PDF, costoro non hanno più neppure la scusa di doversi procurare opere cartacee.

Aspetto fiducioso, nella speranza di poter di nuovo deliziare i lettori commentando ulteriori, nuove olo-balordaggini pisantyane.

Le tappe dell'ingloriosa fine degli anti-”negazionisti”:

Illusione: “negazionismo”, ossia caricatura pisantyana del revisionismo

Realtà: revisionismo, ossia

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– Le camere a gas di Auschwitz. Studio storico-tecnico sugli “indizi criminali” di Jean-Claude Pressac e sulla “convergenza di prove” di Robert Jan van Pelt. Effepi, Genova,2009, 715 pagine, con 51 documenti, 2510 note;

– Auschwitz: assistenza sanitaria, “selezione”e “Sonderbehandlung” dei detenuti immatricolati. Effepi, Genova, 2010, 335 pagine, con 60 documenti, 747 note;

– I forni crematori di Auschwitz. Studio storico-tecnico con la collaborazione del dott. ing. Franco Deana. 2 vol. Effepi, Genova, 2012, 1211 pagine, con 300 documenti e 370 fotografie, 715 note;

– I “campi di sterminio” dell' “Azione Reinhardt”, 1137 pagine, oltre 140 documenti e fotografie.

Tragica disillusione: presa visione delle 3398 pagine delle opere summenzionate con conseguente olodisperazione.

Carlo Mattogno

 1  http://holocausthandbooks.com/dl/28-tecoar-intro.pdf

24 Novembre 2013

 Nota di Olodogma: il testo in lingua inglese si trova al link: http://olodogma.com/wordpress/2013/09/29/0401-the-extermination-camps-of-aktion-reinhardt-by-carlo-mattogno-thomas-kues-jurgen-graf-risposta-ad-holocaust-controversies/

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Cliccare il link per accedere al testo di

I “CAMPI DI STERMINIO” DELL' “AZIONE REINHARDT”
Analisi e confutazione delle “prove” fittizie, delle imposture e degli errori argomentativi dei bloggers di “Holocaust Controversies”:     CAMPI REINHARDT


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Author(s): Olodogma
Title: I "campi di sterminio" dell'" Azione Reinhardt" analisi e confutazione delle "prove" fittizie, delle imposture degli errori argomentativi dei bloggers di “Holocaust Controversies”
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Published: 2013-11-24
First posted on CODOH: Jan. 10, 2018, 4:42 p.m.
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