Jacques Vecker ed il mito dell'olocau$to-riflesso condizionato in Bruno Clémentin
Published: 2014-01-08

 .

Bruno Clémentin La Décroissance

Riceviamo e pubblichiamo.

Ancora una volta, il coraggioso Jacques Vecker (1) cerca di far conoscere il revisionismo a un uomo dei media. Si tratta di Bruno Clémentin, redattore capo del periodico “La Décroissance”:

Caro Bruno Clémentin,

saluto senza riserve il suo editoriale di gennaio 2014. Vi rilevo tuttavia un dettaglio - il termine è perfettamente adatto- e che, parallelamente alla grande avventura della decrescita, rappresenta un fattore determinante per la nostra epoca: la Germania e il posto che occupa nel mondo.

Lei fa notare, giustamente, come dopo la catastrofe della prima guerra mondiale e il disastroso trattato che le fu imposto, essa seppe rialzarsi brillantemente, ma suggerisce anche che La Germania abbia una pesante responsabilità nello scoppio della seconda guerra mondiale (“Solo 20 anni dopo lo riconoscerà”) e lei evoca “il più industriale degli olocausti umani”…

che non è esistito fortunatamente se non nel sogno morboso di coloro che hanno il supremo controllo dell’informazione.

Il suo ammirevole impegno nel movimento salutare della decrescita giustifica il fatto che lei non sia informato e che riprenda l’antifona cosi largamente diffusa della malignità tedesca e del “genocidio” degli Ebrei.

E’ evidente, indiscutibile, provato in mille modi che non ci furono camere a gas omicide, che l’Olocausto (in realtà una leggenda) è stato odiosamente utilizzato da una comunità per averne profitto e creare lo Stato di Israeleascesso purulento nel cuore del Medio Oriente e ben oltre (si veda il libro di Norman Finkelstein: “L’industrie de l’Holocauste”) (3).

Non posso che invitarla a leggere una ricca letteratura (vietata!) perché lei non smerci una diceria diventata nefasta al punto, ed è il colmo, che i suoi creatori abbiano ottenuto il voto di leggi che vietino di fare ricerche su quell’epoca e di farne conoscere il risultato (legge Gayssot in Francia) (4).

La decrescita sì, impegno per uscire dal mito della crescita, del consumismo, della produttività, della natalità, della manipolazione mentale, della pubblicità deleteria, ecc., ma rifiutiamo la menzogna istituzionalizzata che soffoca l’umanità, ad ogni livello.

Resto a sua disposizione per fornirle ogni riferimento utile. Naturalmente, caro Bruno Clémentin, tenga per lei queste scoperte, o morirà socialmente, ma non smerci più una menzogna con allusioni come quelle che fece nell’editoriale in questione, perché non è necessario inchinarsi davanti al pensiero unico. Cordialmente.

Il 5 gennaio 2013

                                                                                                                                 Jacques Vecker (2)

Note:

1)  Jacques Vecker, 87 anni, ebreo tedesco.

2) Altri articoli su/di Jacques Vecker presenti su questo sito:

0317 – Jacques Vecker scrive all’ebreo,israeliano,pacifista e antisionista Michel Warschawski

0379 – J.Vecker scrive a D.Jamet…”Di quale Europa parla? Della Germania…dove le prigioni abbondano di revisionisti…

3) Articolo su Finklstein: http://olodogma.com/wordpress/0027-lolocausto-e-un-business-che-minaccia-di-diventare-la-piu-grande-rapina-nella-storia-dellumanita-norman-g-finkelstein/

4) Effetti di tale idiota e liberticida legge: http://olodogma.com/wordpress/2013/10/14/0424-legge-antirevisionista-gayssot-mettersi-il-preservativo-per-parlare-di-olocausto-ebraico/

________________Traduzione a cura di GV

 


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Author(s): Olodogma
Title: Jacques Vecker ed il mito dell'olocau$to-riflesso condizionato in Bruno Clémentin
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First posted on CODOH: Feb. 9, 2018, 4:06 p.m.
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