Carlo Mattogno sulle testimonianze oculari sulla pretesa prima gasazione ad Auschwitz
Published: 2014-02-01

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La metodologia revisionista di Carlo Mattogno applicata alle testimonianze oculari inerenti la prima gasazione ad Auschwitz

di Carlo Mattogno

 

Carlo Mattogno La prima gasazione,FirstGassingl(...)

Premetto che la questione della prima gasazione ad Auschwitz viene di norma trattata in modo estremamente laconico anche in testi specialistici; ad esempio, nell'opera citata Anatomy of the Auschwitz Death Camp, ad essa vengono dedicate dodici righe. La realtà storica dell'evento è suffragata soltanto da testimonianze; il libro che lo tratta in modo più approfondito (o meglio: meno superficiale), il Kalendarium der Ereignisse im Konzentrationslager Auschwitz-Birkenau 1939-1945 , in cui esso è esposto in circa cinquanta righe, menziona nove testimoni; secondo questo testo, tra il 3 e il 5 Settembre 1941 nel seminterrato (Bunker) del Block 11 di Auschwitz sarebbero stati gasati 600 prigionieri di guerra sovietici e 250 malati dell'ospedale dei detenuti (Danuta Czech, "Kalendarium" op.cit., pp.117-119).
(...) mi sono recato ad Auschwitz, dove ho esaminato e fotografato lo scenario dell'evento (il Block 11); inoltre nell'archivio del Museo ho fotocopiato le deposizioni rese al riguardo (in polacco) da ex detenuti al processo Höss e al processo della guarnigione del campo. Nel libro, che conta 190 pagine, ho raccolto tutte le fonti disponibili (circa una sessantina). Per rendere più comprensibili le testimonianze addotte, ho descritto accuratamente lo scenario della prima gasazione avvalendomi, oltre che dei rilievi eseguiti in loco, della pianta originale e di 33 fotografie del Block 11 di Auschwitz. Ho citato tutte le fonti che menzionano la prima gasazione suddividendole in fonti del periodo bellico e del periodo postbellico; indi ho sottoposto ad analisi critica comparata tutte le fonti sulla base dei seguenti criteri di giudizio essenziali:
1) il luogo della prima gasazione
2) la data
3) i preparativi
4) le vittime (categoria e numero)
5) gli esecutori dell'evacuazione dei cadaveri delle vittime
6) l'inizio dell'evacuazione
7) la durata dell'evacuazione
8) la sorte dei cadaveri evacuati
9) la localizzazione della gasazione.
All'analisi testuale ho affiancato un'analisi tecnica basata sui seguenti criteri:
10) la tecnica della gasazione
11) la durata dell'agonia delle vittime
12) la prova del gas residuo
13) la descrizione dei cadaveri delle vittime.
La conclusione delle analisi summenzionate è la seguente:
" Le testimonianze degli ex detenuti esaminate risultano in totale contraddizione reciproca su tutti i punti essenziali, ossia:
-- sul luogo della prima gasazione;
-- sulla durata della prima gasazione;
-- sui preparativi della prima gasazione;
-- sulle vittime della prima gasazione;
-- sugli esecutori dell'evacuazione dei cadaveri;
-- sull'inizio dell'evacuazione dei cadaveri;
-- sulla sorte dei cadaveri evacuati;
-- sulla localizzazione della prima gasazione;
-- sulla tecnica della gasazione;
-- sulla durata dell'agonia delle vittime;
-- sul numero dei barattoli di Zyklon B usati per la gasazione.
L'unico punto sul quale le testimonianze sono unanimemente concordi, il colorito [blu] dei cadaveri dei presunti gasati, è errato e dimostra che i testimoni non hanno mai visto il cadavere di un uomo avvelenato da acido cianidrico. (vedi nota)
La tecnica di gasazione descritta dai testimoni è inoltre praticamente impossibile e i risultati di tale gasazione (la sopravvivenza delle vittime per 15 ore) è fisiologicamente impossibile"
(...)
Fonte: Carlo Mattogno, Auschwitz: la prima gasazione, pp.135-136

fonte: MATTOGNO: Dilettantismo in Italia

Nota (non presente nel testo): 
(...)
Il colore delle ipostasi, normalmente rosso vinoso, assume tonalità cianotica nelle morti asfittiche, rosso viva nell'avvelenamento da CO, blu ardesia negli avvelenamenti da sostanze metaemoglobinizzanti, rosso accesa nell'avvelenamento da acido cianidrico e cianuri, rosso-rosee nei cadaveri degli annegati sia per rallentamento dei processi di ossidazione dovuti alla bassa temperatura, che per diffusione di ossigeno attraverso la cute umida. quando sopraggiunge la putrefazione le macchie ipostatiche assumono un colore rosso verdastro.
(...)
fonte: LE MODIFICAZIONI TANATOLOGICHE DEL CADAVERE

Tutti i testimoni cosiddetti oculari affermano che i cadaveri avevano uno strano colore. Riguardo alla prima gasazione:
i testimoni Banach, Kurant e Weber parlano di cadaveri bluastri, il testimone Halgas di cadaveri verdi, il testimone Wolny di cadaveri blu, il testimone Kula di cadaveri di colore verdognolo, il testimone Kielar di cadaveri blu, quasi viola-nero.
Secondo le testimonianze (cosiddette) oculari avremmo di fronte dei cadaveri di individui morti per intossicazione da acido cianidrico di un colore che varia dal blu al nero.

.....e adesso ci diranno che nei KL nazionalsocialisti si diventava anche daltonici!!!!

«i negazionisti sfruttano metodicamente ogni più piccola contraddizione nei documenti, contraddizioni che non possono non esistere data l’enorme massa dei documenti stessi e la molteplicità degli uffici produttori di ordini o incaricati di trasmettere o eseguire gli stessi. […] Il loro metodo è sempre lo stesso: trovare un difetto su un punto particolare (per esempio una data errata, una contraddizione in testimonianze rese da un medesimo testimone a distanza di tempo) per introdurre il dubbio all’interno di un insieme di elementi evidenti e certi»
(Liliana Picciotto Fargion - Memoria della Shoah: condizionamenti, revisioni, negazioni, cit., pp. 84 - 85)

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La presunta prima gasazione omicida di Auschwitz

questo fantomatico evento ho dedicato un libro specifico di cui riassumo brevemente i risultati1712.

La prima gasazione omicida ad Auschwitz, secondo la ricostruzione ufficiale di Danuta Czech, è basata unicamente sulle dichiarazioni contraddittorie di sedicenti testimoni oculari ed è smentita dai documenti, pertanto è priva di qualunque fondamento storico.

Essa fu elaborata nell'ottobre del 1941 da uno dei centri della propaganda nera del movimento di resistenza clandestino di Auschwitz dall'idea iniziale della sperimentazione su esseri umani di indeterminati gas bellici in un non meglio identificato Bunker o “rifugio di calcestruzzo” di Auschwitz.

Solo successivamente, traendo spunto dalle disinfestazioni con Zyklon B che si intensificavano con l'ampliamento del campo, i propagandisti introdussero nei loro racconti lo Zyklon B e ambientarono la prima gasazione omicida nello scantinato del Block 11. Il normale trasporto dei cadaveri dei detenuti immatricolati morti nel campo dalla camera mortuaria del Block 28 al crematorio offrì nuovo materiale per arricchire ulteriormente la narrazione.

Nel 1946 il giudice Sehn, nell'esigenza di storicizzare i racconti contrastanti dei testimoni per creare dei fatti fittizi perseguibili giuridicamente, inventò il nucleo iniziale del racconto, che includeva gli elementi letterari canonici del numero delle vittime e delle varie fasi della gasazione, ma non la datazione.

Nel 1959 Danuta Czech, con una manipolazione delle fonti ancora più ardita, riesumò e ampliò il racconto di Sehn, traendo da una congerie di testimonianze contrastanti una “convergenza di prove” puramente fittizia e corredandola di una data precisa parimenti inventata: la prima gasazione omicida era diventata “storia”.

Van Pelt liquida la questione in poche righe. Dopo aver riportato l'articolo della Polish Forthnightly Review del 1° luglio 1942, egli commenta:

«È importante notare che dopo la guerra vari testimoni confermarono che all'inizio di settembre i Tedeschi avevano usato il Block 11 di Auschwitz come camera a gas sperimentale»1713.

Ma di questi «vari testimoni» egli ne adduce uno solo, Vojciech Barcz1714. Due pagine dopo egli si appella a un opuscolo di Natalia Zarembina e conclude:

«Come oggi sappiamo, il rapporto era esatto: sia Pery Broad sia Rudolf Höss lo avrebbero poi corroborato»1715.

Rilevo anzitutto che nessuna di queste due fonti conferma la datazione asserita da van Pelt («all'inizio di settembre»):
Barcz menziona genericamente l'autunno 1941 1716
e Zarembina non indica alcuna data1717.
L'articolo summenzionato1718 parla di 1.000 vittime, 700 bolscevichi e 300 Polacchi,
Zarembina di 800 vittime, 500 bolscevichi e 300 Polacchi,
mentre Barcz non adduce alcuna cifra.

L'evacuazione dei cadaveri dei gasati avvenne per l'articolo summenzionato il giorno dopo la gasazione,
per Barcz tre giorni dopo,
per Zarembina il quarto giorno.
I cadaveri dei gasati per Barcz furono inumati in fosse comuni,
per Zarembina furono cremati al crematorio.
Secondo Höss la gasazione non può essere avvenuta prima del novembre 1941 e riguardò soltanto prigionieri di guerra sovietici,
mentre Broad riferisce di una gasazione di prigionieri di guerra russi in una sola cella.

Ecco dunque a che cosa si riducono le pretese “prove convergenti” di van Pelt.

Le fonti disponibili permettono di ricostruire un quadro un po' diverso da quello fantasticato da Danuta Czech e da van Pelt, un quadro che mostra chiaramente che cosa sia in realtà la presunta “convergenza di prove”: una metodologia truffaldina che consiste nel comporre un racconto apparentemente coerente e logico partendo da un “mosaico” di testimonianze contrastanti e contraddittorie su tutti i punti essenziali.

Ecco infatti la “ricostruzione” che si può effettuare in base alle fonti:
Un giorno, tra la primavera del 1941 e il novembre-dicembre del 1942,
ad Auschwitz, nel vecchio crematorio
o nello scantinato del Block 11,
oppure a Birkenau,
fu eseguita la prima gasazione di persone.
Alcune testimonianze menzionano la data “esatta”: 
il 14 agosto
o il 15 agosto,
il 3-5 settembre
o il 5-6 settembre
o il 5-8 settembre
o il 9 ottobre 1941.
La gasazione fu eseguita
dopo l'appello serale,
durante la chiusura dei blocchi (Blocksperre),
in modo che nessun detenuto potesse vedere ciò che avveniva,
oppure in pieno giorno,
davanti agli occhi dei detenuti oziosamente sdraiati al sole.
Già in precedenza le finestre dello scantinato erano state murate,
o ricoperte di terra,
o riempite di sabbia
o sbarrate con assi di legno.
Nel seminterrato del Block 11 furono rinchiusi
soltanto prigionieri di guerra russi,
che erano solo ufficiali,
o ufficiali e sottufficiali,
o soldati semplici,
o partigiani,
o commissari politici,
oppure non erano affatto russi,
ma polacchi,
o erano prigionieri russi e detenuti polacchi. 
Le vittime della gasazione furono 
60 o 200 o 400 o 500 o 600 o 680 o 700 o 850 o 1.473 prigionieri russi e 100-150 o 190 o 196 o 200 o 220 o 250 o 257 o 260 o 300 o 400 o 1.000detenuti polacchi.

Quel che è certo, comunque, è che il loro numero totale fu di

200 o 300 o 320 o 350 o 500 o 696 o 800 o 850 o 857 o 980 o 1.000 o 1.078 o 1.400 o 1.663.
I detenuti malati erano stati selezionati nei blocchi ospedale dal 
dott. Schwela
o dal dott. Jungen
oppure dal dott. Entress. 
Questi malati furono portati nelle celle del Block 11 
dagli infermieri
oppure dai detenuti della compagnia di punizione.
Palitzsch da solo
o insieme a un SS soprannominato “Tom Mix”
o insiema a un altro chiamato lo “strangolatore”,
oppure Breitwieser
gettarono nel corridoio o nelle celle 
tre barattoli di Zyklon B in tutto,
oppure 2 barattoli in ogni cella. 
Lo Zyklon B fu introdotto 
attraverso la porta
o attraverso la presa d'aria di ventilazione (Lüftlungsklappe)
o attraverso aperture al di sopra delle porte delle celle. 
La gasazione fu eseguita 
nelle celle,
o in una sola cella
o nel corridoio
o nella “camera a gas”
e le porte delle celle erano state chiuse ermeticamente
oppure divelte.

Le vittime morirono 
immediatamente
oppure erano ancora vive dopo 15 ore.
I cadaveri furono evacuati
il giorno dopo
o la notte dopo
o 1-2 giorni dopo
o 2 giorni dopo
o 3 giorni dopo
o il quarto giorno
o il sesto giorno, 
esclusivamente da infermieri, per l'esattezza 
oltre 20
o 30
o 80,
oppure esclusivamente da 20 detenuti della compagnia di punizione. 
Il lavoro durò 
un giorno intero
o una notte intera
o 2 notti
o 3 notti.
I cadaveri furono svestiti
nel corridoio del Block 11,
o nel cortile esterno,
oppure non furono svestiti affatto.

I cadaveri delle vittime furono portati 
al crematorio e cremati,
oppure portati a Birkenau e inumati in fosse comuni,
oppure parte cremati e parte inumati 1719.

Note:

1712 Mattogno, Auschwitz: The First Gassing. Rumor and Reality, op. cit.
1713 R. J. van Pelt, The Case for Auschwitz. Evidence from the Irving Trial, op. cit., p. 144. 
1714 Idem, nota 25 a p. 144. Cfr. p. 519.
1715 Idem, p. 146.
1716 C. Mattogno, Auschwitz: The First Gassing. Rumor and Reality, op. cit., pp. 52-53.
1717 Idem, pp. 34-36.
1718 Idem, p. 32.

L'unica conclusione sensata che si può trarre da questo groviglio inestricabile di contraddizioni è la totale inattendibilità storica e tecnica delle testimonianze relative alla prima gasazione omicida.


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Author(s): Olodogma
Title: Carlo Mattogno sulle testimonianze oculari sulla pretesa prima gasazione ad Auschwitz
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Published: 2014-02-01
First posted on CODOH: March 4, 2018, 12:44 p.m.
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