Risposta di Carlo Mattogno al comunicato stampa di tedeschi giuliana,ebrea,ex internata
Published: 2014-04-22

.

Risposta di Carlo Mattogno al comunicato stampa di tedeschi giuliana, ebrea, ex internata del lager di Auschwitz-Birkenau

1989

Click per ingrandire...
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Click per ingrandire...

Breve risposta di Carlo Mattogno a tale tedeschi giuliana, ebrea, deportata  ad Auschwitz-Birkenau, che nel maggio 1989, al Salone del libro di Torino, vedendo esposte le pubblicazioni del Mattogno ed altri ricercatori revisionisti, ebbe da ridire e pubblicò un comunicato stampa dove metteva in evidenza che esistono ancora…

 

“seguaci (di Nolte) che vogliono negare o ridimensionare il drammatico fenomeno del nazismo colpevole dello sterminio di sei milioni di ebrei nei lager”

 

L'intervento della "nipote"...Click per ingrandire...
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Click per ingrandire...

Alla veloce risposta di Carlo Mattogno con richiesta di

trovare una sola falsificazione storica nei nostri scritti e a rispondere pubblicamente agli spropositi della sua testimonianza oculare“,

tedeschi giuliana,…“si è ritirata in buon ordine e ha ritenuto più prudente tacere.

A fianco riproduciamo lo screenshot dell'intervento della sedicente "nipote" dell'ebrea tedeschi giuliana, a "supporto" della versione della "nonna". E' stato omesso l'indirizzo IP del post della "nipote".

__________________________________________________________________
Il valore della memoria

di Carlo Mattogno

tedeschi_giuliana

 

 

 

 

 

 

 

 

I superstiti dei campi di concentramento nazisti-di Auschwitz-Birkenau in particolare-hanno senza dubbio vissuto esperienze terribili che meritano rispetto, ma ciò non significa che le loro testimonianze debbano essere accolte acriticamente dagli storici.

Prescindendo dai casi di malafede deliberata(1), tali tetimonianze troppo spesso sono presentate in modo romanzesco in cui la forma dialogica, mero espediente letterario, soffoca il ricordo genuino: la fantasia artistica e la diceria riportata come fatto indiscutibile sopperiscono allora alle carenze della memoria o dell’esperienza personale.
La tetimonianza di Giuliana Tedeschi “C’è un punto della terra“(2)…rientra in questo genere di narrativa. I dialoghi serrati che vi appaiono copiosi (con stralci di conversazioni e citazioni del 1944-45 in francese, spagnolo, tedesco e latino) potrebbero far pensare ad una prodigiosa memoria dell’autrice, se le enormità che vi compaiono non ne mettessero in serio dubbio il valore.

G.Tedeschi dichiara di essere giunta a Birkenau nell’aprile 1944 (p.16 e 36). Nell’opera “La vita offesa” viene presentata invece la seguente scheda biografica:

“Giuliana Fiorentino Tedeschi, nata  a Milano nel 1914, insegnante, è arrestata per motivi razziali l’8 marzo1944 insieme al marito, mentre le sue due piccole figlie riescono a sfuggire alla cattura. Condotti alle Nuove vengono separati: GiulianaTedeschi è inviata a Fossaoli il 25 dello stesso mese e dieci giorni dopo deportata prima a Maastricht in Olanda e poi a Birkenau, dove arriva nell’ottobre del 1944 (n.matr.76847). Sarà in seguito trasferita nel lager “A” di Birkenau” (3).

Il dilemma è insormontabile:

o G.Tedeschi ha dichiarato effettivamente alla sua intervistatrice di essere giunta ad Auschwitz in in ottobre, e allora la sua testimonianza summenzionata è falsa, oppure l’intervistatrice ha stravolto la  sua testimonianza in un’opera che pretende di costituire una “reazione ai tentaivi di stravolgimneto della storia da parte di pseudostorici revisionisti“(4), e allora risulta chiara la serietà dei nostri “veri” storici sterminazionisti.

auschwitzplan,mappa,planimetria,krematorienII III,tedeschi giuliana,block27

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Giuliana Tedeschi ha trascorso a Birkenau circa sei mesi: dopo qualche settimana di permanenza nel campo di quarantena del settore BIa, alla fine di aprile (p.42 e 50) è stata trasferita nel settore BIb (p.46), dove è rimasta fino  a settembre, quando è stata inviata al campo principale (Auschwitz)(pp.106-107).

Nel settore BIb di Birkenau, Giuliana Tedeschi è stata assegnata al Block 27, che non era “situato esattamente di fronte al 25“(p.49), ma al 26 (5). Il Block 27 si trovava in prossimità del crematorio II:

Dalla stretta finestra, in fondo al corridoio tra due fila di cuccette, si scorgeva la recinzione spinata distante solo una ventina di metri, oltre la quale era situata un’altra costruzione, simile alle docce e alle cucine del Lager”(p.49), “il crematorio(p.50).

Giuliana Tedeschi dovrebbe dunque aver assistito per cinque mesi all’immane sterminio pretesamente perpetrato nel crematorio II, ma di ciò, nel suo libro, non esiste traccia.

La sua testimonianza oculare al riguardo si limita all’affermazione secondo la quale sul camino del crematorio c’era un’alta fiamma “che non cessava di ardere,giorno e notte“(p.69); (cfr.p.47,73 e 132).

In realtà, la struttura alquanto sofisticata del  crematorio II rendeva impossibile lo sprigionamento dal camino di una fiamma che bruciasse “senza interruzione giorno e notte“(p.132). Il testimone Filip Muller(6) menziona un solo caso di “lingue di fuoco“ (Feuerzungen) uscite dal camino di un crematorio: quando ,nella primavera del 1942, i forni del vecchio crematorio di Auschwitz si incendiarono restando gravemente danneggiati!(7).

La storia del fuoco permanente alla bocca dei  camini dei crematori avrebbe comportato l’ossidazione delle particelle volatili che provocano i cattivi odori. Giuliana Tedeschi pretende invece di aver sentito regolarmente “l’odore di carne umana bruciata“(p.73), cosa tanto più sorprendente in quanto il settore BIb era già infestato da cattivi odori propri, come quelli che provevivanodal  “fumante e maleodorante” edificio delle cucine (p.48) o quello “nauseabondo” del pozzo dei rifiuti organici (p.37).
Giuliana Tedeschi non resiste alla tentazione di riferire un’altra diceria orripilante: quella delle fosse di cremazione:

“Varcò il cancello di divisione e attraversò tutto il Lager-B fino alle ultime baracche. Oltre il confine, nel recinto del crematorio, si levava del fumo  da una fossa rotonda poco profonda. -Sembrano delle pignatte,quelle cose rotonde…- disse Bianca tra se, e incuriosita si avvicinò ai fili spinati. Ma ad un tratto si volse, pallida, barcollando, e corse finchè potè e si rammentò del Laeusekontroll quando ormai era lontana e senza fiato. Non disse a nesuno quel che aveva visto, che nella fossa, vicine le une alle altre, come castagne sulla brace, bruciavano lentamente delle teste umane“ (p.74).

Ma secondo la storiografia sterminazionista, nel cortile del crematorio II non è mai esistita nessuna fossa di cremazione.

Delle cinque fosse pretesamente scavate nella primavera del 1944 nel cortile del crematorio V, invece , Giuliana Tedeschi non sa nulla, anzi, di questo crematorio ignora persino l’esistenza, mentre del gemelloIV ignora l’esatta dislocazione: ella lo chiama il “grande crematorio di Birkenau, a 3 km”(p.51) dal settore BIb, e lo descrive così:

“Le donne sorpassarono i due crematori, deviarono a destra, presero il sentiero tra le betulle, una picola oasi. Gli alberi eleganti arabescavano il cielo col frusciante fogliame. Un tempo coprivano certo tutta l’area dove ora la costruzione dei Lager aveva violentato il paesaggio naturale. Nessuna delle donne si accorse del boscheto, del canto degli uccelli, dello stormire delle foglie, della bianchezza dei tronchi, dell’azzurro del cielo. Il sentiero portava  a Birkenau: dietro il boschetto, mascherata dagli alberi, si levava la mole di mattoni rossi di un altro crematorio, il più grande(p.76).

Il crematorio IV, il primo che si incontrava venendo dai crematori IIe III, distava circa 700 metri, non 3 chilometri, dalla recinzione del settore BIb, e la strada descritta non “portava“ , ma era a  Birkenau: essa passva tra i crematori IV e V e proseguiva per tutta la lunghezza del campo tra i settori BII e BIII (8).

La storia dei crematori fuori dal campo di Birkenau era già stata messa in circolazione dal falso testimone Miklos Nyiszli:

Partiamo con la sensazione esaltante della libertà. Direzione :il kz di Birkenau. E’ a due chilometri dai crematori“(9).

Giuliana Tedeschi non rinuncia neppure alla storia delle “selezioni” per la “camera a gas”, ma anche questa volta a sproposito.

Ella menziona infatti la “selezione”di 400 detenute dell’ospedaledel settore BIa nell’aprile 1944 la quale , secondo il “Kalendarium der Ereignisse im Konzentrationslager Auschwitz-Birkenau ” elaborato dal Museo di Auschwitz, non ha mai avuto luogo!(10).

In fatto di spropositi, Giuliana Tedeschi dichiara che le detenute greche , con le quali afferma di aver lavorato nello    “Schuhkommando”(commando delle scarpe) dalla fine di maggio (p.55) alla fine di ottobre (pp.113-114), erano arrivate a Birkenau ”tre anni prima“(p.54), e precisa:
Provenivano quasi tutte da Salonicco, donde tre anni prima l’intera popolazione ebraica era stata deportata in massa“ (p.56).
In realtà il primo convoglio di ebrei deportati da Salonicco giunse ad Auschwitz un anno prima, e precisamente il 20 marzo 1943 (11).

La nostra testimone riporta persino il preteso racconto di una detenuta greca di nome Buena secondo cui, due anni prima,nel 1942, un “Blochfuhrer”aveva minacciato di portare le donne dello “Schuhkommando“ al crematorio, ”nach Krematorium”(p.79), evidentemente per essere “gasate“. Ma nel 1942 i quattro crematori di Birkenau non esistevano ancora, per cui l’episodio narrato tradisce il suo carattere di mero artificio letterario, al pari di quello della nevicata poetica del 6 gennaio1945: ”La natura ne (di un albero di abete trapiantato nel campo) ebbe compassione e il giorno dopo, il giorno dell’Epifania lo rivestì di neve“)p.133). Il campo di Birkenau era infatti coperto di neve già dal 21 dicembre 1944, come risulta da due fotografie aeree americane (12).
Un altro sproposito degno di nota è la fusione in una storia romanzesca di una diceria leggendaria - la  gasazione di 200 uomini del “Sonderkommando“dei  crematori- e di un fatto realmente accaduto - la rivolta dei detenuti del “Sonderkommando“ dei crematori (pp.110-11)-: eventi che Giuliana Tedeschi considera concomitanti, mentre il “Kalendarium“di Auschwitz fa risalire il primo a un giorno imprecisato della fine di settembre (13) - e questa indeterminatezza è già eloquente: Miklos Nyiszli pone la “gasazione” nel 1943 e aumenta il numero dei  “gasati”a 400! (14)-il secondo al 7 ottobre(15).

Grazie alle fonti spurie di informazione che utilizza normalmente, Giuliana Tedeschi riesce perfino a stravolgere il fatto reamente accaduto:
-E’ saltato uno dei crematori a Birkenau! Lo hanno fatto saltare  i superstiti del Sonderkommando! -Metà dell’edificio è un cumulo di macerie! E’ andata distrutta la camera a gas…- Sul camino centrale, che si era fino allora innalzato sul campo, cupa costante minaccia, non si sarebbe più accesa la triste fiamma: uomini e donne commossi si sentivano dei sopravvissuti” (p.111).
Questa descrizione si attaglia ai crematori II e III, che avevano il (uno solo) camino centrale e - pretesamente- la (una sola ) ”camera a gas“. Ma il crematorio che rimase danneggiato nel corso della rivolta è il IV (due camini posti all’estremità est degli edifici e quattro “camere a gas“), che non è “saltato”, ma è stato solo incendiato(16).

Considerato il livello storico di certe “testimoninze”, non stupisce che alcuni “testimoni” diffondano comunicati per chiedere il bando delle opere degli storici revisionisti (che non hanno mai lette), questi “stravolgitori” della storia che si ostinano a non voler accettare supinamente tutti gli spropositi propinati da “testimoni oculari” troppo fantasiosi.

Note:

1)Vedi al riguardo,su Auschwitz,i nostri studi: Auschwitz:due false testimonianze,Edizioni  La Sfinge,Parma 1986; Auschwitz:un caso di plagio,idem,1986;”Medico ad Auschwitz:anatomia di un falso,idem,1988;vedi inoltre:Auschwitz:le “confessioni” di Hoss,idem,197;Wellers e i “gasati”di Auschwitz,idem,1987.
2) Giuliana Tedeschi,”C’è un punto della terra….Una donna nel lager di Birkenau”,op.cit.
3)La vita offesa.Storia e memoria dei Lager nazisti nei racconti di duecento sopravvissuti,a cura di Anna Bravi e Daniele Jalla.Franco Angeli,Milano1986,p.415.
4) Idem,p.13
5) Vedi la pianta del campo di Birkenauin : “Medico ad Auschwitz”:anatomia di un falso,op.cit.,p.91.
6) Vedi al riguardo il già citato Auschwitz:un caso di plagio.Filip Muller pretende di aver lavorato nei crematori di  Aushwitz e Bikenau dalla primavera del 1942 all’autunno del 1944.Egli è dunque una delle massime autorità sterminazioniste su tali campi.
7) Filip Muller.Sonderbehandlung,Drei Jahre in der Krematorien und Gaskammern von Auschwitz,op.cit.,pp.31-32.
8) Vedi nota5,pp.90,91 e 93.
9)Miklos Niyszli,Medico ad Auschwitz,Longanesi,Milano1977,p.180.L’opera è stata ristampata col titolo Sopravvissuto a Mengele,Sugarco Edizioni,Milano 1985,La citazione è a p.182.
10) Vedi l’”Elenco dei detenuti immatricolati”selezionati” per la camera a gas”(elaborato secondo il Kalendarium di Auschwitz)nel  nostro studio citato “Wellers e i “gasati” di Auschwitz,p.75.
11) Hefte von Auschwitz.Wydawnictwo Pànstwowego Muzeum w Oswiecimiu,4,1961,p.85.
12)Dino A.Brugioni-Robert G. Poirier,The holocaust revisited:a retrospective analysis of the Auschwitz-Birkenau extermination complex.Central Intelligence Agency,Washington,DC.,1979.pp.14-15.
13) Hefte von Auschwitz,8,1964,p.69.
14) Medico ad Auschwitz,op.cit.,pp.110-111; Sopravvissuto a Mengele,op.cit.pp.112-113.Cfr.“Medico ad Auschwitz”: anatomia di un falso,op.cit.,p.46(cronologia dei 12 S”Sonderkommandos” secondo i dati di M.Nyiszli).
15) Hefte von Auschwitz,8,1964,pp.73-74.
16) J.C.Pressac,Les “Krematorien” IV et V de Birkenau et leurs chambres à gaz,in “Le de Juif”,n.107.luglio-settembre1982,p.127.

Fonte: Carlo Mattogno “La soluzione finale problemi e polemiche“, edizioni di AR,1991, p.193,4,5,6,7,8,9.

 


Additional information about this document
Property Value
Author(s): Olodogma
Title: Risposta di Carlo Mattogno al comunicato stampa di tedeschi giuliana,ebrea,ex internata
Sources:
n/a
Contributions:
n/a
Published: 2014-04-22
First posted on CODOH: May 12, 2018, 9:03 a.m.
Last revision:
n/a
Comments:
n/a
Appears In:
Mirrors:
Download:
n/a