Carlo Mattogno sull'«uso di differenti metodi» di gasazione, localismo, regionalismo nel preteso olocausto ebraico
Published: 2014-05-12

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La storiografia olocau$tica standard è intrisa, macerata, in origine, dall'acqua del battesimo del processo di Norimberga che ha fissato alcune "premesse  indiscutibili", che stanno alla base della realizzazione della Torre di Babele detta mondialismo, premesse indispensabili al dominio dell'usura bancaria e della finanza apolidi  contro le realizzazioni nazionali libere da oro o altri assurdi riferimenti.

Una di queste premesse  indiscutibili è la volontarietà del preteso "sterminio ebraico",  attribuito ai Tedeschi del III Reich, realizzato, si dice, al 50% in "camere a gas" (circa 3 milioni di ebrei gasati). Lo stato dell'arte sterminazionista non ci ha dato, nè da,  alcuna prova dell'esistenza di una tale volontà genocida espressa in un organico piano esecutivo, necessario, anzi, indispensabile alla pratica realizzazione di quella volontà,  nè delle fantastiche armi di distrazione di massa (le camere a gas, in qualunque versione, a Zyklon B o ad ossido di carbonio), pretesamente utilizzate!

Scendendo non troviamo, neppure, il deus ex machina che avrebbe ideato il necessario, anzi, indispensabile  piano di sterminio, neppure si sa chi avrebbe impartito l'ordine di sterminio, chi avrebbe scelto/deciso quale metodo usare per attuare tale piano di sterminio. In pratica si sa nulla di preciso, peggio ancora di documentato! Gli storici e pennivendoli della nomenklatura sterminazionista sono stati letteralmente sommersi e tacitati dai risultati della ricerca storica  revisionista sempre più metodica e mirata, documentata... che fare?

Come uscire dal ghetto in cui si sono rifugiati?

Il "papa" dell'olocau$tianesimo, lo storico ebreo hilberg raul, si era inventato la lettura del pensiero (sic!), le inziative successive della burocrazia tedesca! Evitava, con simili mezzucci da illusionista di terz'ordine, di individuare il deus ex machina, che lui stesso, precedentemente, aveva individuato in Adolf Hitler e nei suoi (pretesi e mai dimostrati) 2 ordini impartiti! Così il "maestro" per eccellenza! Il dramma della nomenklatura olocau$tica si era compiuto! Il ridicolo aveva sommerso la pretesa autorità dell'ebreo hilberg , rivelando la natura ideologica, "religiosa" del testo base dello sterminazionismo...come rispondere al "negazionista" che ti chiede di vedere i documenti? ...e cosa ti inventano i frastornati orfani discepoli ?... la "localizzazione", "anarchica"individuale di vari ufficiali tedeschi che si inventano i metodi più strani e variegati! ...e tutto ciò nello stato più gerarchizzato, burocratizzato, tecnologico del periodo, nello stato dove la chimica era alla sua espressione massima!!! Praticamente, per esempio, degli oscuri ufficiali inferiori, di propria iniziativa, avrebbero "sperimentato" l'uccisione di uomini con lo Zyklon B... mentre il "capo" era assente (ciò sarebbe avvenuto ad Auschwitz il 3 settembre 1941, secondo il vangelo di Auschwitz!)!!!

Alcuni disperati ed isterici sterminazionisti hanno tentato di dare corpo a queste fantasie malate di anarchia funzionali all'idea generale di sterminio, i revisionisti Carlo Mattogno, Thomas Kues, Jürgen Graf hanno risposto da par loro, annientando in toto quelle velleità. Presentiamo un classico esempio, traendolo dall'ultimo voluminoso (1098 pagine nel cartaceo, 3842 note a piè di pagina) studio revisionista I “campi di sterminio” dell' “Azione Reinhardt”pubblicato da Olodogma nel 2013, a stampa in edizione in lingua inglese nel Marzo 2014 , e in edizione in lingua italiana  sempre nel Marzo 2014.

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MATTOGNO, KUES, GRAF ∙ I “campi di sterminio” dell' “Azione Reinhardt”

 (...) [37] (Affermazione dello sterminazionista Myers)   «Sfortunatamente per MGK, l'uso di differenti metodi da parte di differenti attori in differenti situazioni per assassinare persone in differenti localita non preclude la verita di questi eventi»(p. 284).

(Risposta di Carlo Mattogno)  Sfortunatamente per Myers, non esiste alcuna prova documentaria o materiale di un «uso di differenti metodi» di gasazione, sicché le sue restano vuote chiacchiere. Forse questo è uno sciocco tentativo di rispondere ai nostri argomenti relativi non solo alla inesplicabile varietà dei presunti metodi di uccisione, ma anche alla fallacia del loro presunto sviluppo. Anticipando ciò che rilevo nel punto che segue, la storiografia olocaustica non ha addotto alcuna prova documentaria che gli istituti di eutanasia avessero utilizzato camere a gas omicide che usavano ossido di carbonio in bombole; lo sviluppo da questo presunto metodo a quello diverso dei gas di scappamento di un motore presenta per di più un salto logico, perché nessuno storico olocaustico ha mai dimostrato come, quando, perché e ad opera di chi il presunto metodo delle bombole sarebbe stato sostituito da quello del motore. Inoltre resta inesplicato perché a Chełmno lo sterminio sarebbe stato perpetrato mediante “Gaswagen” e ad Auschwitz con lo Zyklon B e per quale ragione, nonostante l'esplicito (presunto) ordine del RSHA del giugno 1942, questo non fu introdotto in agosto nei campi Reinhardt (“missione” di Kurt Gerstein). Ancora più misterioso è il fatto che, dopo tale “missione”, a Majdanek, il quarto campo dell' “Azione Reinhardt”, sarebbero state approntate camere a gas funzionanti con Zyklon B e con bombole di ossido di carbonio! Anche se si assume che, nelle sue fasi iniziali, il presunto processo di sterminio in questi campi fosse partito da iniziative locali, nel corso del 1942 esso fu istituzionalizzato e Himmler si trovò a capo dello sterminio sia ad Auschwitz (tramite Höss), sia nei campi Reinhardt (tramite Globocnik), sia a Chełmno (tramite Greiser): come si spiega allora la mancanza di una direttiva unitaria sul metodo di uccisione, come c'era stata pretesamente nell'ambito dell'azione eutanasia? Come è noto, ciò vale perfino per la presunta cremazione in massa dei cadaveri, che cominciò in una data diversa in ciascuno dei “campi di sterminio” (Auschwitz, Bełżec, Sobibór, Treblinka e Chełmno)!

[38] (Affermazione dello sterminazionista Myers)  «Tali complessita non sono inusuali per la storia umana tramandata e non suscitano affatto dubbi sulle fonti indipendenti di prova riguardo a questi metodi differenti. Invece di affrontare adeguatamente queste prove, MGK invece [sic] le ignorano, le distorcono e travisano la corrente ricerca sullo sviluppo delle camere a gas naziste che mette in evidenza l'influenza e l'importanza di circostanze e azioni locali nel progresso della politica nazista contro gli Ebrei. Ad esempio, MGK argomentano che “non si puo spiegare perche il personale di eutanasia” costrui camere a gas per i campi Reinhard ma non per Auschwitz-Birkenau. Tali argomenti di incredulita qualitativamente miseri derivano dall'ignoranza e dall'incomprensione di MGK della letteratura [olocaustica], perche gli storici hanno in realta spiegato tali faccende, come abbiamo [visto] sopra» (p. 284).

(Risposta di Carlo Mattogno)  Myers cerca di ridicolizzare gli argomenti che ho esposto al riguardo distorcendoli goffamente.  Ad esempio, egli travisa proprio quello al quale allude, che suona così:

«Nella prospettiva olocaustica, resta inspiegabile perché il personale dell’eutanasia fu mandato a costruire camere a gas omicide nei campi dell’Azione Reinhardt, ma non ad Auschwitz. Eppure la cosiddetta “Sonderbehandlung 14f13”, cioè l’estensione dell’eutanasia ai campi di concentramento, avrebbe dovuto portare a questa conseguenza, tanto più che, a detta di Reitlinger, i detenuti ebrei vi furono coinvolti «per il solo fatto di essere ebrei».

Secondo il Kalendarium di Danuta Czech, il dottor Horst Schumann, già direttore dell’istituto di eutanasia di Hadamar, giunse ad Auschwitz il 28 luglio 1941 a capo di una  Sonderkommission che aveva il compito di selezionare «tutti gli invalidi, gli storpi e i malati cronici », che poi furono mandati all’istituto di Sonnenstein per esservi gasati. Ciò avvenne per ordine di Himmler. Ma, come dichiarò Brack, l’ordine di trasferire il personale dell’eutanasia a Lublino e di metterlo a disposizione di Globocnik, poteva essere stato diramato “soltanto da Himmler”.

Se dunque Himmler era a capo sia dell’Azione Reinhardt, sia della “Sonderbehandlung 14 f13”, sia del presunto programma di sterminio ad Auschwitz, che egli avrebbe comunicato a Rudolf Höss nel giugno 1941, resta ancora più inesplicabile come e perché alle presunte camere a gas omicide di questo campo si sarebbe arrivati per una via completamente diversa, senza la minima influenza del programma eutanasia. Ciò vale anche per il campo di Chełmno»2295.

Myers trascura inoltre elementi olocausticamente essenziali nella genesi delle “camere a gas”, come la presunta visita di Höss a Treblinka per informarsi sul processo di sterminio2296 e la “missione” di Gerstein di trasformare le “camere a gas” dei campi Reinhardt in installazioni ad acido cianidrico per ordine del RSHA 2297. Checché ne pensino i Plagiari, il problema della scelta dei presunti mezzi di uccisione è importante e resta avvolto nella nebbia: la scelta dell’ossido di carbonio in bombole per gli istituti di eutanasia, il ricorso al gas di scarico di motori Diesel e a benzina per i campi dell’Azione Reinhardt, l’impiego “casuale” di Zyklon B per Auschwitz e altri campi, l’uso di Gaswagen a Chełmno, in Serbia e dietro il fronte russo, nonostante lo sforzo da parte di storici attuali di creare tra questi procedimenti così differenti relazioni fittizie (gli interventi dell’Istituto tecnico-criminale, il convegno di Sachsenhausen), restano del tutto slegati, come iniziative locali senza alcuna coordinazione superiore, ma connesse a tre diverse catene di comando che avrebbero agito ciascuna per proprio conto. Eppure Himmler, dal punto di vista olocaustico, impartì gli ordini fondamentali che avrebbero portato alla costruzione dei “Gaswagen” (incarico a Nebe), delle camere a gas di scarico di motori (incarico a Globocnik) e delle camere a gas a Zyklon B (incarico a Höss): è davvero credibile che egli, che interveniva spesso anche minutamente nella trattazione della questione ebraica, si sarebbe completamente disinteressato dei sistemi di uccisione, senza standardizzarli e senza neppure verificare se il sistema «più umano» che aveva chiesto a Nebe fosse realmente tale?

Una simile presunta anarchia è l'esatto corrispettivo di quel “regionalismo” nell'ambito del presunto sterminio ebraico che gli storici attuali hanno inventato per potersi liberare dai lacci storiografici fissati a Norimberga.

Si tratta pertanto di un semplice cambiamento di strategia che, come ho mostrato sopra, non fornisce alcuna risposta reale ai problemi.

Note:

2295 Sobibor. Holocaust Propaganda and Reality, op. cit., pp. 272-273.
2296 NO-1210; PS-3868.
2297 Treblinka. Extermination Camp or Transit Camp?, op. cit., pp. 126-132. (...)
Nota di Olodogma:
Il testo è tratto da MATTOGNO, KUES, GRAF ∙ I “campi di sterminio” dell’ “Azione Reinhardt”, Marzo 2014, pag.584-5-6

 


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Author(s): Olodogma
Title: Carlo Mattogno sull'«uso di differenti metodi» di gasazione, localismo, regionalismo nel preteso olocausto ebraico
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Published: 2014-05-12
First posted on CODOH: May 18, 2018, 5:14 p.m.
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