Haaretz: ebrei d'israele e disinformazione, hasbara vademecum
Published: 2014-08-08

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"Haaretz" svela il Minculpop (dello "stato ebraico")

di Antonino Ulizzi (1)

C'è un apposito Minculpop incaricato di produrre documenti e rapporti ad hoc, a sostenere l'opera di smaltimento di civili palestinesi che sinora ha portato alla morte di 1800 persone, di cui otto su dieci sono donne, bambini e anziani. A rivelare l'esistenza del team di esperti israeliani incaricato di deviare l'opinione pubblica e propagandare notizie false atte a scaricare sulla Palestina ogni tipo di responsabilità non è un pericoloso giornale sovversivo, ma il quotidiano israeliano Haaretz. L'ufficio di propaganda militare, spiega il giornale, ha il preciso compito di stilare e raccogliere documenti e informazioni che sollevino i militari di Tel Aviv da ogni responsabilità, e che viceversa affibbino unilateralmente ad Hamas e alle altre organizzazioni della resistenza palestinese la responsabilità delle vittime civili.

Il team, secondo Haaretz presieduto dal capo dell'Ufficio per la pianificazione dell'Esercito di Tel Aviv, Nimrod Sheffer, include inoltre alti esponenti della magistratura militare, del Comando Sud, della Divisione Gaza e dell'Aviazione, e ancora funzionari dei ministeri degli Esteri e della Difesa.

Le strategie di distrazione di massa, come bene le ha ribattezzate Noam Chomsky implicano nel caso della task force israeliana la manipolazione sistematica delle scomode verità sulla macelleria degli innocenti. L'équipe militare israeliana incaricata di contraffare documenti e produrre documentazioni audio-video, cerca di cumulare anche immagini riprese dai satelliti e dai droni allo scopo di dimostrare che sono stati i movimenti palestinesi a utilizzare la popolazione civile della Striscia di Gaza per farsi scudo provocando così vittime civili che Israele non voleva causare.

Un vecchio topos, quello degli scudi umani, che certo non può coprire sempre e comunque ogni tipo di assassinio indiscriminato.

Le tecniche di manipolazione mirano a persuadere l'opinione pubblica internazionale che la maggior parte dei palestinesi caduti sotto il fuoco israeliano sono in realtà vittime di fuoco amico' o che si sono cercati la morte spontaneamente rifiutando di abbandonare case ed edifici pubblici nonostante gli avvertimenti dell'esercito di Israele. In terza battuta, si tenta poi di mascherare le esecuzioni sommarie indicando nelle vittime di turno pericolosi terroristi che ospitavano nelle proprie abitazioni armi e munizioni, coprendo postazioni di lancio dei razzi sui propri terrazzi o nascondendo gli ingressi dei tunnel nel salotto di casa.

 

 

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Tecniche similari, d'altra parte, erano già state adoperate una volta compiuto il massacro nel campo profughi di Shati o nell'ospedale Shifa di Gaza City. D'altra parte, azioni di barbara ferocia come quelle che si sono verificate nella scuola di Rafah gestita dall'Onu che ospitava decine di rifugiati in altre aree già rase al suolo da Tsahal, hanno destato proteste e interrogativi su molti media internazionali. E le cifre impietose, che vedono ormai secondo il ministero della Sanità della Striscia di Gaza, circa 1834 vittime e più di 9500 feriti, non sono più semplicemente derubricabili a semplici evenienze tragiche vagamente riconducibili al grande classico degli effetti collaterali. Durante il massacro che ha avuto il via nella prima settimana di luglio, i missili israeliani hanno distrutto cinque complessi gestiti dall'Onu e adibiti a rifugio per migliaia di palestinesi sfollati dalle proprie case prese di mira dall'aviazione e dai carri armati israeliani. E non più tardi del 30 luglio, 15 palestinesi furono fatti saltare in aria durante il bombardamento di una scuola dell'Unrwa a Jabalia, per non dire del raid della settimana precedente di un'altra scuola a Beit Hanun, che aveva fatto 17 morti.

 

 

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Secondo i gruppi per la difesa dei diritti umani della Striscia di Gaza, sono almeno 10mila le case distrutte o gravemente danneggiate dagli attacchi indiscriminati delle forze occupanti, che hanno tra l'altro gettato la popolazione tutta in una condizione di difficile sopravvivenza: senza elettricità e acqua potabile, senza gas e senza mezzi di trasporto, Gaza è ormai un inferno a cielo aperto. Anche la fuga è interdetta: sono quasi 500mila gli sfollati, impossibilitati ad abbandonare la Striscia perché blindati da Israele e dall'Egitto entro i loro confini. Sebbene l'Onu condanni infatti talune spregiudicate azioni di guerra israeliane, non manca mai infatti un riferimento alle organizzazioni palestinesi, accusate di mandare al massacro la popolazione. La Palestina è insomma una vera e propria fabbrica di scudi umani che sforna carne di cannone in spregio a ogni amore genitoriale. Essere per la morte, insomma. Heidegger avrebbe apprezzato tanta audacia collettiva. (Fonte del 07.08.14,http://80.241.231.25/ucei/Viewer.aspx?Date=Today&ID=2014080728101655)

Note:

1) Un vero peccato che l'autore non citi il link di Haaretz! L'articolo in questione dovrebbe essere quello del 03.08.14 ed il link questo: http://www.haaretz.com/news/diplomacy-defense/.premium-1.608513

 


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Author(s): Olodogma
Title: Haaretz: ebrei d'israele e disinformazione, hasbara vademecum
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Published: 2014-08-08
First posted on CODOH: July 8, 2018, 3:49 p.m.
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