Ghetto ebraico di Palestina, 43 spie ebree denunciano l'unità 8200
Published: 2014-09-27

GERUSALEMME • 43 spie denunciano le proprie attività volte alla «persecuzione politica e personale» Unità, 8200, gli agenti del Grande Fratello israeliano «I palestinesi sotto legge militare completamente esposti al nostro spionaggio»

Chiara Crueletl

GERUSALEMME Blocco di colonie di Gush Etzion, Cisgiordania. Ufficio del dipartimento israeliano per la gestione dei Territori Occupati, sezione di Betlemme. Una stanza illuminata da una neon, un tavolo vuoto al centro. Di fronte, un ufficiale dei servizi segreti israeliani che parla perfettamente arabo e ti offre un caffè. È gentile, scherza, cerca di metterti a tuo agio. Ma tu sei nervoso, cerchi di mantenere la calma. Hai vent'anni, fuori gli anni più duri della Seconda Intifada. Resti là dentro per cinque ore, mentre lui ti mostra le foto satellitari di casa tua. Poi ti dice che sa bene che tua madre è malata di cuore e le farebbe comodo una visita specialistica in Israele. Anche tuo padre è malato, va a curarsi in Giordania ogni due o tre mesi: ora l'ufficiale ti minaccia, o ci aiuti o la prossima volta lo blocchiamo al confine e in Giordania a curarsi non ci va. Ma tu, niente, non cedi. Allora tira fuori tuo fratello: lavora in Israele, ha un permesso di lavoro. Se non collabori, glielo togliamo e perde il lavoro. Quella di Y. non è una storia particolare. Nei Territori è la normalità: «Lo fanno con tanti, continuamente -spiega al manifesto il giovane - Possono fermarti ovunque, in qualsiasi momento: possono bloccarti al confine di ritorno dalla Giordania, per strada durante un controllo. A me il Mukhabarat (servizi segreti in arabo) israeliano ha consegnato l'ordine di comparizione mentre andavo a comprare un pollo, per il pranzo del venerdl. Era il 2002, in piena Seconda Intifada». «Lo fanno soprattutto con i ragazzini, i più deboli. Ti promettono denaro e aiuto per entrare in Israele. Oppure ti minacciano: di te sanno tutto e usano queste informazioni per costringerti a collaborare. Se ci cadi, è un tunnel senza via di uscita». Omar, il film palestinese finito alla Notte degli Oscar, lo racconta bene: un sistema che ricorda il Grande Fratello di Orwell: oliato e vasto, capace di controllare ogni singolo palestinese. Alcuni sono costretti a diventare collaboratori, un fenomeno ampio ma poco quantificabile, di cui spesso i palestinesi preferiscono non parlare. Alla prima di Omar nel cinema Yabous di Gerusalemme Est, gli spettatori palestinesi sono usciti con l'amaro in bocca: «Bel film, ma non è vero che i collaboratori sono così tanti ». In realtà, lo sanno tutti e lo sanno bene: il controllo è pressoché totale. Israele sa tutto - o quasi -di tutti. Ascolta le telefonate, legge la corrispondenza, sa se un marito tradisce la moglie o se un ragazzino è omosessuale. Lo sa perché spia. Per farlo le autorità israeliane hanno creato una specifica unità militare, l'unità 8200. Una delle più segrete, ma oggi portata ai disonori delle cronache da 43 ufficiali, ex istruttori e soldati che dopo aver servito nella 8200 hanno deciso di uscirne. Con una lettera indirizzata al premier Netanyahu. i 43 si sono tirati fuori da un sistema che definiscono volto alla «persecuzione politica e personale». Lo dicono chiaro: il nostro lavoro non consiste nel cercare informazioni su soggetti che vorrebbero compiere atti contro Israele. Questa è una minima parle del lavoro. La quotidianità è un'altra: si spia ogni aspetto della vita palestinese. «Noi, veterani dell'unità 8200, riservisti del passato e del presente, dichiariamo di rifiutare di prendere parte in azioni contro i palestinesi», si legge nell'incipit della lettera. E poi ancora: «La popolazione palestinese sotto legge militare è completamente esposta allo spionaggio e la sorveglianza dell'intelligence israeliana. È usata a fini di persecuzione politica e di divisione interna della società, attraverso il reclutamento di collaboratori La presa di posizione non è piaciuta ai vertici israeliani: il ministro della Difesa Ya'alon l'ha definita un tentativo «folle e offensivo» di danneggiare l'unità. mentre l'esercito ha promesso un'azione disciplinare «chiara» contro i neo obiettori di coscienza. Alla faccia della democrazia. Non è piaciuta nemmeno ai commilitoni dell'unità 8200, che in una contro-lettera si sono dissociati dai 43: «Il rifiuto politico non ha spazio nella 8200». Parole che confermano quanto descritto dagli obiettori: un ambiente che trasuda di machismo e impunità. Nessuno osa mettere in discussione un ordine, anche se questo si rivela mortale per degli innocenti, come avvenuto negli anni passati con raid contro Gaza, mirati ad uccidere un leader di Harnas e conclusisi con stragi di civili. Dopo aver servito nei corpi di intelligence - ha raccontato uno dei firmatari al Guardian-ho avuto un momento di choc mentre guardavo il film Le vite degli altri, sulla polizia segreta nella Germania dell'Est. Ho realizzato che il mio lavoro era quello dell'oppressore. Tutti i palestinesi sono esposti ad un monitoraggio no-stop senza protezione legale. Non si sono procedure da seguire né modi per determinare violazioni dei diritti. Non esiste il concetto di diritto per i palestinesi. Ogni palestinese è un obiettivo e può subire sanzioni come il rifiuto di un permesso in Israele, abusi fisici, estorsioni». Alla lettera i 43 obiettori di coscienza hanno allegato testimonianze dirette di quello che era il lavoro di ufficio. Un Grande Fratello super tecnologico (si dice che dal quartier gene-raie della 8200 sia partito il virus Stuxnet che attaccò il programma nucleare iraniano) che inunagazzina ogni informazione sensibile - dai problemi finanziari alla salute, dalle preferenze sessuali ai tradimenti - e la usa per estorcere una collaborazione, spezzare le normali relazioni interne della società palestinese. Perché alla fine, è questo il risultato: una società minata dalle politiche divisorie messe in piedi dall'occupante, nel quale alla fine potresti non fidarti più di nessuno. (Fonte http://80.241.231.25/ucei/Viewer.aspx?Date=Today&ID=2014091828371304)


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Author(s): Olodogma
Title: Ghetto ebraico di Palestina, 43 spie ebree denunciano l'unità 8200
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Published: 2014-09-27
First posted on CODOH: Aug. 9, 2018, 12:50 p.m.
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