Atrocità alleate, massacri e fosse comuni
Published: 2014-10-10

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  UNIONE SOVIETICA:

“ FOSSE COMUNI CONTENENTI 12.500 CORPI “

 

 

 

Il governo del land del Brandeburgo ha affermato nel 2003 che gli inquirenti che hanno fatto scavare in un campo di prigionia gestito dai sovietici nella ex Germania dell’Est, hanno trovato fosse comuni contenenti i corpi di 12.500 persone.

Il campo era a Sachsenhausen, a nord di Berlino e fu aperto dal 1945 al 1950. Si diceva che le vittime fossero dei veri o presunti sostenitori dello sconfitto Terzo Reich e dei cittadini considerati ostili alle autorità comuniste.

Fino al crollo del governo comunista nella Germania dell’Est nel 1990, era impossibile effettuare ricerche come questa in corso a Sachsenhausen. Scavi di questo genere sono in corso in altri luoghi e gli esperti si aspettano ulteriori ritrovamenti come quello appena annunciato.

Gli scavi attorno a Sachsenhausen rivelarono 50 fosse, ognuna lunga circa 25 piedi (circa sette metri e mezzo) e larga 13 piedi (circa 4 metri). Sotto la terra i corpi erano ammassati uno sull’altro fino a raggiungere un’altezza di 15 piedi e oltre (circa quattro metri e mezzo).

Medici patologi hanno concluso che la maggior parte delle vittime morirono

- di fame
- di esposizione alle intemperie
- malattie infettive
- alcuni erano stati fortemente maltrattati
- la maggior parte erano bambini, adolescenti e persone anziane

Negli anni dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, le forze d’occupazione sovietiche imprigionarono migliaia di tedeschi. Molti erano accusati di crimini di guerra ed i loro processi, quando avvenivano, erano sommari.

Alcuni venivano semplicemente abbattuti per la strada, vittime delle violenze staliniane.

Le vittime venivano portate in una rete di campi di prigionia. Alcuni di questi, come quello di Sachsenhausen e quello di Buchenwald, furono costruiti nello stesso luogo in cui si trovavano i campi nazisti.

Il governo tedesco ha stimato che 65.000 persone perirono nei campi gestiti dai sovietici o durante il trasporto verso di essi.

Durante i quattro decenni di governo comunista nella Germania dell’Est,  furono eretti monumenti commemorativi in luoghi come Sachsenhausen e Buchenwald. Questi simboli commemorativi però lasciavano intendere che questi campi furono chiusi alla fine della guerra. Non menzionavano affatto che questi campi, finita l’era nazista, divennero delle prigioni militari gestite dai sovietici.

Fonte: The New York Times – 24 Settembre 1992

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UNIONE SOVIETICA: “ GENITALI TAGLIATI “

Manuel Riz era un soldato spagnolo, un membro della cosìdetta “ Divisione Azzurra “, che era composta da volontari spagnoli. Raccontò la sua storia davanti al giudice Schoene:

“ Dopo il Natale del 1941 la Prima Compagnia della Divisione Spagnola, fu attaccata dai russi appena a nord di Novgorod. Molti soldati spagnoli feriti furono catturati. Alcune ore dopo, un’altra compagnia spagnola fu in grado di rioccupare la zona e io vidi di persona i corpi dei camerati spagnoli che erano stati uccisi dai russi. Tre di loro avevano il petto sfondato da colpi di piccone, un altro aveva le orecchie tagliate, ad un altro mancava un braccio e ad un altro ancora furono amputati i genitali. Verso la fine del Dicembre 1941 – dopo gli eventi sopra descritti – vidi un ambulanza della Croce Rossa ferma su una strada. Cinque soldati tedeschi feriti che erano nell’ambulanza giacevano per terra. Tutti e cinque erano stati uccisi con le baionette o con dei coltelli e due di loro avevano i genitali tagliati 

Fonte: Alfred M. de Zayas, The Wehrmacht War Crimes Bureau, 1939-1945, University of Nebraska Press, Lincoln and London, 1989, pag. 192-193

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UNIONE SOVIETICA:

“ UCCIDI IL TEDESCO 

Il testo seguente è del propagandista ebreo sovietico Ilya Ehrenburg.

Spronata dal suo odio etnico, non c’è da meravigliarsi che l’Armata Rossa abbia commesso una così vasta gamma di atrocità:

“ I tedeschi non sono esseri umani. Da questo momento la parola “tedesco”significherà per noi una terribile maledizione. Da ora in poi sulla parola “tedesco” dovrà mirare il vostro fucile. Non parleremo più. Non avremo emozioni. Noi uccideremo. Se un giorno non avrete ucciso almeno un tedesco, quel giorno sarà sprecato. Se non potete uccidere un tedesco con una pallottola, fatelo con la baionetta. Se c’è calma dalla vostra parte del fronte, se aspettate la battaglia, uccidete un tedesco prima del combattimento. Se lasciate un tedesco in vita, egli impiccherà un russo e violenterà una donna russa. Se uccidete un tedesco, ammazzatene un altro, non c’è niente di più piacevole per noi di un mucchio di tedeschi morti. Non contate i giorni, non contate i kilometri, contate solamente il numero dei tedeschi che avete ammazzato. Uccidete il tedesco, questa è la preghiera della vostra anziana madre. Uccidete il tedesco, questo è ciò che i vostri figli vi implorano di fare. Uccidete il tedesco, questo è il grido della vostra madre Russia. Non esitate, non rallentate. Uccidete “

Fonte: testo trovato nel libro di Ilya Ehrenburg Vojna (La Guerra), Mosca, 1942-1943

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UNIONE SOVIETICA:

“ DONNE NUDE FURONO INCHIODATE PER LE MANI 

Alla periferia di una città, sulla parte sinistra della strada, c’è una grande locanda, la “ Weisser Krug “.

Nello spiazzo in fondo alla strada vi è un carro al quale furono inchiodate per le mani a mò di crocifisse quattro donne nude. Dietro la Weisser Krug, verso Gumbinnen c’è una piazza col monumento al Milite Ignoto. Più avanti c’è un'altra grande locanda, la “Roter Krug”. Lì vicino, parallelo alla strada, c’era un granaio alle cui porte fu inchiodata per le mani una donna nuda a mò di crocifisso.

Nelle abitazioni trovammo un totale di 72 donne, inclusi bambini e un anziano di 74 anni, tutti morti, ammazzati in modo bestiale, tranne che per alcuni che avevano un foro di pallottola nella nuca. Alcuni neonati avevano il cranio sfondato. In una stanza trovammo una donna di 84 anni seduta su un sofà e con metà testa tranciata da un ascia o qualcosa di simile.

Trasportammo i corpi nel cimitero cittadino dove attesero una commissione medica straniera. Nel frattempo venne un’ infermiera di Insterburg nativa di Nemmersdorf per cercare i suoi genitori. Fra i corpi vi era sua madre, 72 anni e suo padre di 74, l’unico uomo fra le vittime. Stabilì che tutti i morti provenivano da Nemmersdorf. Il quarto giorno i corpi furono seppelliti in due fosse. La commissione medica arrivò soltanto il giorno successivo e le tombe dovettero essere riaperte.

Le porte del granaio furono smontate per metterci su i corpi in modo che la commissione potesse esaminarli.

Questa commissione estera  stabilì all’unanimità che tutte le donne e tutte le ragazzine dagli otto ai dodici anni e perfino un’anziana di 84 anni, furono violentate. Dopo l’esame della commissione, i corpi furono nuovamente sepolti.

Fonte: Alfred M. de Zayas, Nemesis at Potsdam : The Expulsion of the Germans from the East,University of Nebraska Press, Lincoln and London, 1988, pag. 63-64

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POLONIA:

“ INTERE FAMIGLIE FURONO LIQUIDATE 

Primo rapporto di tre giudici del tribunale militare di Praga, Hans Boetticher, Georg Hurtig e Horst Reger. Il rapporto, datato 29 Settembre 1939, descrive il loro lavoro nella provincia di Posen fra il 18 e il 28 Settembre:

“ Le deposizioni dei testimoni non erano limitate ai cittadini di etnia tedesca, ma anche a persone polacche. I soldati polacchi, specialmente la fanteria, erano fortemente implicati nei massacri. Nella maggioranza dei casi le vittime venivano prima arrestate con un pretesto, per lo più in seguito ad attacchi aerei tedeschi. Questi erano i motivi più comuni per l’arresto, se di motivi si poteva parlare: presunto possesso di armi, munizioni e trasmettitori segreti che mandavano segnali luminosi agli aerei tedeschi, spionaggio e dare ospitalità alle spie. Ma in molti casi era sufficiente per l’arresto che la vittima rispondesse affermativamente alla domanda se era tedesca e di fede luterana.

Da tutta la provincia di Posen, i cittadini di origine tedesca, che erano stati arrestati in base ad una lista speciale, furono portati verso Kutno. Durante la marcia furono commessi vari abusi da parte della scorta militare, in particolar modo verso coloro che per debolezza o motivi di età o malattia non potevano camminare velocemente.

Oltre alle vittime di queste deportazioni, vi furono massacri di cittadini di etnia tedesca in altre parti della provincia, specialmente nei distretti meridionali e orientali, dove furono commessi alcuni omicidi di particolare brutalità. Intere famiglie furono liquidate. Gli uomini spesso non venivano solo fucilati ma anche straziati con ogni tipo di utensile davanti agli occhi dei famigliari, avvisati anch’essi della loro prossima fine. Furono scoperti molti corpi con varie mutilazioni.

A Tarlova, vicino a Kolo, i soldati polacchi falciarono con le mitragliatrici molti tedeschi.

Dei testimoni affermarono di aver trovato 130 corpi sparsi nei campi come lepri dopo una battuta di caccia.

In tre casi venne stabilito che l’esercito polacco non trattò degli avieri della Luftwaffe, lanciatisi col paracadute dai loro aerei colpiti, come prigionieri di guerra ma lì fucilò. Solo alcuni dei testimoni sono stati interrogati in merito perché molti che ebbero vicissitudini particolarmente crudeli erano psichicamente così scossi che non sembrava consigliabile prendere le loro deposizioni “

Fonte: Alfred M. de Zayas, The Wehrmacht War Crimes Bureau, 1939-1945, University of Nebraska Press, Lincoln and London, 1989, pag. 133-134

 BRADLEY SMITH

SAN YSIDRO, CALIFORNIA,(USA), www.codoh.com


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Author(s): Olodogma
Title: Atrocità alleate, massacri e fosse comuni
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Published: 2014-10-10
First posted on CODOH: Aug. 17, 2018, 8:13 a.m.
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