La funzione dell'olocausto nel mondo dal 1945... di Jurgen Graf
Published: 2014-10-23

La funzione dell'olocausto nel mondo dal 1945

 

Da "L'Ultima Battaglia" di Jurgen Graf

Le conseguenze politiche dell'olocausto sono state tremende. Ricordo che, ogni qual volta userò il termine "olocausto", non mi riferirò ad un fatto storico, poichè lo sterminio degli Ebrei in macellerie chimiche non è accreditabile. Ma nella mente del popolo questo olocausto è vero quanto la Seconda Guerra Mondiale o le piramidi Egizie, mentre i veri genocidi come il massacro degli Ucraini da parte dei Comunisti nel 1932/1933, sembra siano stati dimenticati.

La creazione dello stato di Israele
«Senza l'Olocausto non ci sarebbe stato nessuno stato Ebraico"»

Questa candida dichiarazione è stata fatta da un Ebreo, Robert Goldman ("Frankfurter Allgemeine Zeitung", 19 Dicembre 1997, p. 9); costui aveva ragione. Senza l'olocausto, il mondo non avrebbe mai permesso la fondazione di uno stato Ebraico in Palestina, appena tre anni dopo la guerra. L'era coloniale era giunta al termine proprio in quel periodo. Gli inglesi avevano già deciso di conferire l'indipendenza all'India, mentre dozzine di territori Asiatici e Africani erano sottoposti a numerosi cambiamenti per eliminare il ruolo dominante degli Uomini Bianchi. Mentre gli altri poteri stavano spingendosi al garantismo dell'indipendenza delle loro colonie, agli Ebrei in Palestina veniva permesso di intraprendere l'avventura colonialista per eccellenza, con la benedizione dell'Occidente e dell'Unione Sovietica. Per assicurare che il loro stato avesse una maggioranza Ebraica, i Sionisti procedettero con una brutalità inaudita; interi villaggi furono rasi al suolo, migliaia di Arabi furono uccisi (Deir Yassein fu soltanto uno dei molti massacri) e moltissimi Palestinesi furono espulsi dalla terra dei loro avi. Gli unici che rimasero furono assoggettati ad una severa repressione, una repressione mai vista prima.
Come riportato sul settimanale filo-sionista Svizzero (22 Ottobre 1992), non meno di 15.000 prigionieri politici Palestinesi stavano marcendo in prigione nel 1992, e l'uso della tortura era ufficialmente sanzionato dalla Corte Suprema d'Israele nel Novembre 1996. Ma anche ora, mentre scrivo queste righe, i soldati Israeliani stanno facendo fuoco su dimostranti Palestinesi disarmati, molti dei quali bambini, ogni giorno.
Il terrore Ebraico nella Palestina occupata non è attualmente incoraggiato o approvato dall'opinione mondiale, ma è tollerato. Dopo tutto, gli Ebrei hanno bisogno di una loro terra per proteggersi da un nuovo olocausto, e cosa sono le sofferenze dei Palestinesi se paragonate a quelle degli Ebrei sotto il regime di Hitler? Cerchiamo di distoglierci da queste illusioni: fino a quando gli uomini dell'Occidente crederanno ai Sei Milioni e alle camere a gas, questi supporteranno sempre Israele, per principio, anche se criticheranno il trattamento riservato da Israele ai Palestinesi come eccessivamente crudele.
Senza assistenza esterna, lo stato parassita Sionista non sarebbe stato costruito. La principale fonte d'introito è costituita dagli aiuti finanziari degli USA, dal supporto dell'Ebraismo internazionale e dal pagamento tedesco per debito di guerra. Secondo fonti ufficiali, la Repubblica Federale Tedesca pagò 85,4 billioni di marchi dal 1992 ("Der Spiegel", 18/1992), ma la somma reale è ben più considerevole. In aggiunta Israele ha ricevuto enormi consegne di merce da parte della Germania. Nahum Goldman, per molto tempo presidente del Congresso Mondiale Ebraico, non ne ha mai fatto un segreto. Infatti scrive:
«Senza gli introiti pervenuti dalla Germania durante i primi dieci anni dalla sua costituzione, Israele non avrebbe neanche la metà delle infrastrutture odierne. Tutti i treni sono Tedeschi, e lo stesso si può dire per le installazioni elettriche e in grandissima parte per l'industria d'Israele» (Nahum Goldman, "Das juedische Paradox, Europaeische Verlagsanstalt", 1978, p. 171).
Nel 1999 la Germania ha rifornito Israele di modernissimi sottomarini adatti al trasporto di testate nucleari. Gli Israeliani non ebbero a pagare nulla - i sottomarini furono un altro lascito per la responsabilità tedesca dell'olocausto.

L'immunità ebraica alle critiche

 

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Prima del 1945, la critica agli Ebrei era legittima. Oggi, non c'è scampo, anche la più insignificante critica al potere Ebraico e alla sua arroganza -per esempio sulla pesante influenza Ebraica sui mass-media dell'Occidente, o lo scioccante numero di Ebrei nell'amministrazione Clinton o Bush, o ancora l'influenza impertinente del Consiglio Centrale Ebraico in Germania- viene immediatamente schiacciata dalle urla di Auschwitz. L'effetto di queste intimidazioni è dimostrato dai seguenti fatti: la "Mafia Russa" viene regolarmente definita come l'organizzazione criminale più disgustosa al mondo. Tutti i capi di questa organizzazione sono Ebrei, spesso con passaporto israeliano. Ciò è inconfutabilmente dimostrato da Juergen Roth nella sua documentazione "Die Russen Mafia" ("Rasch und Roehring", Amburgo 1996). Se il titolo di questo testo fosse "La Mafia Ebraica", l'autore verrebbe rinchiuso in una prigione tedesca ed il suo libro verrebbe bruciato. Nella Russia contemporanea ben cinque o sei dei sette oligarchi che fecero la loro fortuna con il denaro rubato al popolo russo sono Ebrei.

Questo non viene mai menzionato dai media dell'Occidente.

La creazione dello sdegno per la nazione Tedesca

Dal 1945, i tedeschi sono stati marcati dalla vergogna. La tendenza prevalente fu l'odio e lo sdegno per se stessi, mentre il patriottismo ed il rispetto furono oltraggiati con disprezzo.
Dopo la guerra contro l'Iraq del 1991, George Bush Senior, che poi divenne Presidente degli Stati Uniti, parlò pubblicamente di un «Nuovo Ordine Mondiale». Così come provato dai fatti, il "Nuovo Ordine Mondiale" significa che l'America, come indiscussa superpotenza, può imporre la sua politica ed i suoi dubbi valori alle altre nazioni. E l'America è largamente governata dagli Ebrei. (Anche se l'influenza ebraica è meno pervasiva nel partito Repubblicano piuttosto che in quello Democratico, gli Ebrei posseggono ancora i maggiori quotidiani e la maggior parte delle reti televisive cosicchè nessun repubblicano potrebbe pensare di governare senza di loro. Nella società moderna, nessuno può governare contro i media, come Richard Nixon imparò a suo discapito un quarto di secolo fa)

Cosa accadrebbe se l'olocausto fosse esposto pubblicamente come una frode?

Se l'olocausto venisse mostrato pubblicamente come una frode vergognosa, e se tutte le persone al mondo venissero a conoscenza che, mentre gli Ebrei venivano indubbiamente perseguitati durante la Seconda Guerra Mondiale non ci fu mai un tentativo di sterminarli, che le industrie di morte, le camere a gas ed i vagoni a gas sono una fandonia Ebraica, e che l'immagine dei 6 milioni è una fantasiosa esagerazione, il Nuovo Ordine Mondiale condotto dai Sionisti sarebbe finito.

La Germania diverrebbe ingovernabile; il popolo Tedesco non proverebbe altro che odio per i politicanti, gli intellettuali ed i giornalisti che li hanno traditi e umiliati giorno dopo giorno. Tutto il regime della nazione verrebbe screditato senza alcuna speranza.

Questi alcuni esempi della consapevolezza di regime:

Il 15 Agosto 1994 il giornalista Patrick Bahners, commentando la vicenda del revisionista Guenter Deckert, carcerato per «negazione dell'olocausto», scrisse sul "Frankfurter Allgemeine Zeitung":

«Se le constatazioni di Deckert sull'olocausto fossero corrette, la Repubblica Federale Tedesca sarebbe basata su una menzogna. Ogni dichiarazione del Presidente, ogni minuto di silenzio. Ogni libro di storia sarebbe una bugia. Per questo Deckert, negando il genocidio degli Ebrei, nega la legittimità della Repubblica Federale Tedesca».

Con estrema difficoltà si potrebbe esprimere più propriamente il problema. Alcuni opinionisti Tedeschi ora dichiarano apertamente che l'Olocausto è il fondamento dello stato di Germania del dopoguerra, come mostrato da una citazione di un quotidiano molto influente, il "Die Welt" (28 Aprile 1994):

«Chiunque neghi la verità circa i campi di sterminio Nazional socialisti fa cedere le fondamenta sulle quali fu costruita la Repubblica Federale di Germania».

Ma anche in altre nazioni Occidentali, il credo nel cosiddetto «sistema democratico» sarebbe profondamente scosso se la gente domandasse a se stessa perchè questa pantomima deve essere mantenuta tramite la censura ed un nudo terrore per un pericolo di cedimento.

Mentre le conseguenze di un'esposizione pubblica della frode olocaustica sarebbero molto più serie per il sistema Occidentale, esse sarebbero catastrofiche per il giudaismo internazionale sotto la protezione dello Stato d'Israele. Ci sarebbe un'ondata mondiale di sentimenti anti-Ebraici, e nessun non-Ebreo rimarrebbe più di supporto allo stato Sionista parassita.

Gli esborsi Tedeschi verrebbero interrotti la notte stessa, e gli USA dovrebbero ridurre il loro aiuto finanziario a Israele così drasticamente che si verificherebbe la bancarotta dopo non più di un anno. Gli Ebrei d'Israele rimarrebbero completamente demoralizzati, poiché capirebbero istintivamente che uno stato fondato su una così colossale frode non avrebbe nessun diritto morale all'esistenza. Se la religione olocaustica, che unisce gli Ebrei di tutto il mondo, giungesse al collasso, la solidarietà al Giudaismo internazionale diverrebbe materia del passato. E la rabbia dei Palestinesi assumerebbe dimensioni gigantesche, poiché questo popolo capirebbe di aver subito il furto della propria patria e il genocidio dei loro figli nel nome di una menzogna.

“Inizialmente pensai che il principale motivo per cui la storia dell'Olocausto veniva mantenuta viva dovevano essere i risarcimenti dovuti dai tedeschi ad Israele ed agli ebrei sparsi nel mondo.
Ma abbandonai questa teoria dopo un paio di mesi, poiché essa non spiegava adeguatamente una tanto gigantesca frode perpetrata su scala mondiale.
Più a fondo ricercavo le origini del mito e più studiavo il suo utilizzo quotidiano come propaganda politica, più divenivo convinto di due cose: che i governi degli Stati dell'Europa occidentale sono poco più che fantocci che ballano, mossi da fili tirati da forze nascoste nell'ombra, e che la menzogna delle camere a gas è strettamente collegata alle suicide politiche di immigrazione degli Stati europei. (…)
Dopo aver scoperto la verità in merito alla storia dell'Olocausto, cominciai gradualmente a capire che uno dei suoi principali scopi è quello di infondere un complesso di colpa nei popoli europei. Per quanto i tedeschi e gli austriaci fossero i principali "colpevoli", anche gli altri popoli occidentali erano colpevoli, perché non avevano alzato un dito per salvare gli ebrei da Auschwitz e Treblinka. Poiché noi fummo complici di un crimine senza paragone nella storia umana, non abbiamo più diritto ad alcuna forma di coscienza nazionale, meno ancora ad orgoglio nazionale.
L'unica garanzia contro il pericolo di un risveglio del nazionalsocialismo e di un nuovo Olocausto è la cancellazione di ogni distinzione razziale e nazionale, e la creazione di una società multiculturale pacifica e tollerante, nella quale non ci sarà più razzismo perché non ci saranno più razze.

Questo modo di vedere non è nuovo. Nel 1925 il conte Richard Coudenhove-Kalergi, semi-ebreo fondatore dell'Unione Pan-Europea - sorta di antenato spirituale della Comunità Europea - scriveva nel suo libro Praktischer Idealismus (Idealismo pratico):

"L'uomo del futuro sarà di razza mista. Le odierne razze e classi spariranno gradualmente per il venir meno di spazio, tempo e pregiudizi. La razza eurasiana-negroide del futuro, in apparenza simile a quella degli antichi Egizi, sostituirà la diversità dei popoli con la diversità degli individui."
A prescindere dunque se sia o meno desiderabile un crogiuolo di razze (melting-pot), nonché l'abolizione di ogni distinzione nazionale, questo obbiettivo è semplicemente impossibile da realizzare e fornisce risultati ben diversi da quelli pubblicizzati.
Ma chi sono le persone e le organizzazioni che nell'ombra inducono i governi nazionali ad adottare politiche che riflettono gli ideali di Coudenhove-Kalergi e dei suoi attuali successori?

E' una domanda terribilmente difficile, molto più difficile della storia dell'Olocausto, giacché questa, alla luce della ricerca revisionista, è oggi facile da ridurre alle giuste proporzioni: poiché le pretese gassazioni di massa erano tecnicamente impossibili, è da ritenersi che non ebbero luogo.(…) Mentre nel caso della menzogna dell'Olocausto possiamo lavorare con solide prove tecniche e chimiche, non c'è una tale vigorosa prova che corrobori la teoria d'un coordinato appoggio a livello mondiale per distruggere la razza e la cultura europea, e in definitiva tutte le razze e le culture, mediante immigrazioni di massa ed incroci di razze.
Se esiste tale iniziativa internazionale, coloro che ne tirano le fila difficilmente pubblicheranno i verbali dei loro incontri. Per il momento, dunque, dobbiamo accontentarci di ciò che il nostro vecchio amico Jean-Claude Pressac chiama "tracce criminali".

Avendo osservato attentamente lo stato degli affari (politici) in Europa nel corso degli ultimi anni, ed avendo letto le opere di eminenti ricercatori quali Johannes Rothkranz, autore di Die kommende Diktatur der Humanitat (L'imminente dittatura dell'umanità, Pro Fide Catholica, 1991), io sono convinto che i governi occidentali sono, in varia misura, controllati da gente che coscientemente persegue l'obbiettivo di distruggere tutte le nazioni sovrane ed istituire un governo mondiale (…)

Un complesso di colpa imposto (…)

Se la storia dell'Olocausto venisse oggi pubblicamente screditata, le conseguenze, già disastrose, diverrebbero irreparabili, non soltanto per il sionismo internazionale, ma per l'intera élite politica ed intellettuale dell'occidente.
La Germania sarebbe probabilmente ingovernabile, ma anche negli USA ed in vari paesi europei, politici, giornalisti e storici verrebbero completamente screditati. Nessuno crederebbe più a loro.
Il futuro delle classi dirigenti in parecchie nazioni dell'Occidente, specialmente Germania, Francia e Stati Uniti, è dunque legato alla tenuta di un mito.
Per tali circostanze, i leader intellettuale e politici dell'occidente sono gli alleati naturali del sionismo, e non sarebbe equo accusare soltanto gli ebrei per la repressione anti-revisionista e per la censura dei media.

I nostri avversari lo capiscono, naturalmente.

Perciò l'importante quotidiano tedesco Die Welt dichiarò (16 marzo 1994) che

"chiunque nega Auschwitz attacca non soltanto la dignità umana degli ebrei, ma scuote le fondamenta del concetto che di se stessa ha questa società".

Nella Frankfurter Allgemeine Zeitung, 15 agosto 1994, probabilmente il più influente quotidiano tedesco, il giornalista Patrick Behners scrisse:

"Se il punto di vista (revisionista) di Deckert fosse accolto, la Repubblica Federale (tedesca) sarebbe fondata sulla menzogna: ogni discorso del presidente, ogni minuto di silenzio (per ricordare i gassati) ed ogni libro di storia sarebbe mendace. Negando l'assassinio degli ebrei, Deckert contesta la legittimità della Repubblica Federale".

Mentre sappiamo che la leggenda dell'Olocausto è condannata, non conosciamo quali circostanze specifiche ne provocheranno il collasso né quanti anni dovremo attendere ancora perché prevalga la verità.

Comunque, ci saranno delle vittime.

In Francia e in Germania la cricca governativa sembra presa da pazzia, e ai revisionisti conviene prepararsi a qualche spiacevole sorpresa.
Il dottor Robert Faurisson disse una volta che il futuro era luminoso per il revisionismo, ma oscuro per i revisionisti.
Faurisson ha dimostrato di aver ragione nel 95% dei casi, e temo che questa previsione sia uno di quei casi.
Per gli storici delle prossime generazioni, l'Olocausto apparirà davvero unico, ma in guisa alquanto diversa da quella conclamata dalla lobby dell'Olocausto. Gli storici del XXI secolo saranno imbarazzati nello spiegare come mai gente istruita della seconda metà del XX secolo, nel corso di un periodo di progresso tecnico senza precedenti, abbia potuto credere ad una leggenda tanto insostenibile dal punto di vista scientifico!

Come mai gente che è stata in grado di inviare satelliti al pianeta Giove poté credere che i nazionalsocialisti utilizzassero - fra tutte le armi disponibili motori diesel per uccidere 1.750.000 ebrei a Belzec, Sobibor e Treblinka?

Come poterono credere che i forni crematori di Auschwitz potessero bruciare corpi umani sei volte più velocemente di quanto lo possano i forni computerizzati degli anni Novanta?

Mentre i futuri storici senza dubbio porranno in rilievo il fatto che la leggenda dell'Olocausto fu protetta con successo per un periodo così lungo con l'aiuto della censura praticata dai media e con la repressione da Stato di polizia, essi potranno concludere che ci fu un altro, anche più cruciale, fattore psicologico.
Per quanto posso tornare indietro nel tempo, anche quando ci credevo, ho sempre pensato alla storia dell'Olocausto come ad una macabra fiaba.

All'età di 16 anni fui profondamente impressionato da un racconto del celebre scrittore Friedrich Durrenmatt, Der Verdacht (il sospetto).

Il romanzo racconta di un medico svizzero, il dr. Emmenberger, che operò sadici esperimenti pseudo-scientifici nel campo di concentramento di Stutthof (nel romanzo di Diirrenmatt, che fu pubblicato inizialmente nel 1948, Stutthof anziché Auschwitz viene dipinto come il maggior centro tedesco di sterminio).

Questo brutale dottore fu braccato da Barlach, un detective mortalmente ammalato di cancro. Gli altri personaggi principali erano un gigante sopravvissuto ad infiniti esperimenti medici (ed anche ad una uccisione di massa) ed un nano usato da Emmenberger per uccidere i suoi nemici. Con tali caratteristiche si hanno tutti gli ingredienti per una fiaba da incubo.

Pericoloso mito religioso

Per gli ebrei la storia dell'Olocausto è diventata una parte indispensabile del loro patrimonio religioso, molto simile alla situazione dei figli d'Israele, in Egitto, per sopravvivere, o alla distruzione del secondo Tempio.

Anche per i non-ebrei l'Olocausto è stato gradualmente trasformato in un mito religioso.

Quasi tutti hanno un bisogno istintivo di credere in qualcosa. Coloro che hanno perpetuato la leggenda, mentre sovvertivano sistematicamente la religione cristiana, hanno abilmente sfruttato questa fondamentale esigenza umana paragonando

- Auschwitz al Golgota,
- i "nazisti" al diavolo
- ed il popolo ebraico al Messia.

Anche la più tenue critica verso ebrei come Elie Wiesel o Simon Wiesenthal è diventata tabù:

se critichi un ebreo, sei un antisemita.

Essendo anche Hitler un antisemita che, come tutti sanno, fece gassare gli ebrei, chiunque critica gli ebrei apre di nuovo la strada alle camere a gas!

Per quanto sia primitivo, questo genere di argomenti è sinora risultato considerevolmente efficace.

Ecco ciò che rende la battaglia revisionista eccezionalmente difficile: noi dobbiamo non soltanto combattere contro la censura dei media, contro la repressione e la propaganda, ma dobbiamo altresì prevalere su una sorta di fede religiosa.

La storia insegna che confutare religioni con argomenti razionali non è esattamente un compito facile. Ma questa lotta deve essere combattuta, e poiché il destino delle future generazioni dipende dal risultato di tale battaglia, sarebbe bene che la si vinca.
La leggenda dell'Olocausto ha intossicato gli europei ed altri popoli bianchi di origine europea con un complesso di colpa che minaccia di distruggere il rispetto di noi stessi e la nostra stessa volontà di sopravvivenza.

Per tutti coloro che sono impegnati in questa battaglia contro un nemico che dispone di potere e di risorse finanziarie virtualmente illimitate, gli anni del prossimo futuro saranno difficilmente privi di interesse.”

Jürgen Graf


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Author(s): Olodogma
Title: La funzione dell'olocausto nel mondo dal 1945... di Jurgen Graf
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First posted on CODOH: Aug. 31, 2018, 9:24 a.m.
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