Postilla sui bambini di Lidice “gasati” a Chełmno... di Carlo Mattogno
Published: 2014-11-02

.

Postilla sui bambini di Lidice “gasati” a Chełmno

(Ottobre 2014)

Click...
Click...
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Il 21 maggio 1942 Reinhard Heydrich, capo del Reichssicherheitshauptamt (RSHA) e vice Reichsprotektor del protettorato di Boemia e Moravia, fu ferito mortalmente da parigiani cechi in un attentato nei pressi del villaggio di Lidice, nelle vicinaze di Praga, e dopo qualche giorno morì. Il 9 giugno Hitler ordinò una feroce rappresaglia contro gli abitanti del villaggio:

«1. Tutti gli uomini adulti devono essere fucilati.

2. Tutte le donne devono essere inviate in un campo di concentramento.

3. Tutti i bambini devono essere radunati e, per quanto sono adatti alla germanizzazione, devono essere affidati a famiglie SS nel Reich. I restanti devono essere consegnati per diversa educazione.

4. Il villaggio dev'essere bruciato e livellato completamente»1.

Per quanto riguarda la sorte dei bambini, 88 furono trasferiti a Litzmannstadt (nome tedesco di Łódź), dove furono suddivisi in due gruppi; 7 furono dichiarati germanizzabili, mentre gli altri 81, secondo una certa storiografia, soprattutto polacca, furono mandati nel presunto campo di sterminio di Chełmno (in tedesco Kulmhof) e “gasati”. Nel locale memoriale esiste appunto una «Fossa simbolica dei bambini di Lidice»2. Nel sito del Museo si legge quanto segue:

«A Chełmno perirono anche alcune centinaia di Polacchi, un gruppo di prigionieri di guerra sovietici inoltre 88 bambini cechi della località di Lidice» (W Chełmnie zginęło też kilkuset Polaków, grupa radzieckich jeńców wojennych oraz 88 czeskich dzieci z miejscowości Lidice)3.

Nel libro che ho dedicato a questo campo mi sono occupato della questione in un breve paragrafo, che riprendo:

La storia dei bambini di Lidice è ancora più fumosa. Essa nacque dalle solite voci incontrollabili raccolte dal giudice W. Bednarz nel corso della sua inchiesta preliminare, ma esse non si riferivano affatto ai bambini di Lidice:

«Nel 1943 giunsero al campo 4 autocarri con bambini da 12 a 14 anni (senza stella ebraica). I testimoni sono dell'avviso che si trattava di bambini “ariani”. Ciò avvenne nel periodo in cui il governo tedesco scacciava la popolazione polacca da Zamość, separando regolarmente i bambini dai loro genitori».

 

L'auto di Reinhard Heydrich dopo l'attentato. Click...
L'auto di Reinhard Heydrich dopo l'attentato. Click...
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Dunque, secondo il giudice Bednarz, i bambini presuntamente arrivati a Chełmno nel 1943 erano polacchi. Negli anni seguenti questi presunti bambini polacchi si trasformarono in bambini di Lidice, ma su ciò, nella letteratura olocaustica, c'è ancora confusione. Lo storico polacco Marek Budziarek scrive al riguardo:

«In base ai materiali d'archivio raccolti, si può ora affermare con certezza che nell'estate 1942, al campo di trasferimento, che si trovava in una vecchia casa di pernottamento delle Suore Albertine, in Gneisenaustrasse 32 (attualmente 28, Reggimento Tiratori Kaniowski) arrivò un trasporto di 88 bambini cechi (di età tra 1 e 14 anni) dalle località di Lidice e Lezaki in Cecoslovacchia. Dopo qualche giorno giunsero altri 12 bambini».

Di questi 100 bambini, 7 sarebbero stati germanizzati. Quanto ai restanti 93, M. Budziarek afferma che furono sottoposti a “Sonderbehandlung”, poi aggiunge:

«Non conosciamo la decisione finale delle autorità hitleriane e neppure gli ultimi momenti di vita dei piccoli cechi. Tuttavia si può affermare con grande probabilità che essi furono uccisi a Chełmno sul Ner. Questa probabilità è stata confermata in modo deciso dalla sentenza della Corte d'Assise di Bonn (del 27 [recte: 23] luglio 1965) che ha condannato ex funzionari SS del centro di sterminio di Chełmno. In essa si dichiara chiaramente che al campo “giunsero trasporti di circa 50-75 bambini di età da 4 a 14 anni”. Se giunsero a Chełmno, furono senz'altro uccisi».

In realtà, in relazione ai bambini di Lidice, la sentenza in questione ha eventualmente confermato quella del 30 marzo 1963, che si è limitata a dichiarare:

«Dai soliti trasporti di uomini ebrei si differenziò inoltre un trasporto di circa 50-75 bambini di 4-14 anni che erano meglio vestiti e nutriti dei bambini ebrei...».

A. Rückerl commenta:

«Questo trasporto di bambini, secondo le ricerche polacche, doveva essere di bambini “non germanizzabili” del villaggio ceco di Lidice i cui parenti erano stati uccisi o deportati per rappresaglia all'attentato a Heydrich. In una istruttoria del pubblico ministero di Francoforte contro l'ex capo della centrale di emigrazione di Łódź, SS-Sturmbannführer Krumey, risultarono una serie di punti di riferimento per l'esattezza di questa ipotesi. Però finora non si è potuto addurre una prova sicura».

In realtà non esiste alcuna prova neppure del fatto che i suddetti bambini fossero stati deportati a Chełmno: questa storia, accettata dogmaticamente – come “probabilità” o “certezza” – da storici e tribunali, non è altro che l'ultima eco delle dicerie raccolte alla fine del 1945 dal giudice W. Bednarz, le quali, voglio ricordare, si riferivano a bambini polacchi inviati al campo nel 1943, non a bambini cecoslovacchi di Lidice mandati a Chełmno nell'estate del 1942!

Nonostante ciò, S. Krakowski scrive:

«Per quanto riguarda i bambini cechi, esistono documenti che dimostrano la loro uccisione a Chełmno. Della loro sorte si parla in uno scambio di lettere tra il Reichssicherheitshauptamt e la sua rappresentanza di Łódź. In una di queste lettere, datata 12 giugno 1942, si comunica l'intenzione di inviare a Łódź 86 bambini cechi “non germanizzabili”. I membri del personale del campo Fritz Ismer e Walter Burmeister, nelle loro dichiarazioni davanti al tribunale tedesco, menzionano anche l'arrivo di tre autocarri di bambini non ebrei».

Non si tratta dunque di documenti, ma di semplici testimonianze degli anni Sessanta che riprendono inevitabilmente questo tema propagandistico sviluppatosi negli anni precedenti.

Un'ultima osservazione. Come abbiamo visto sopra, i bambini di Lidice presuntamente trasferiti nel ghetto di Łódź erano 100, di cui 7 furono germanizzati. J. Gulczyński pubblica un elenco di 82 nomi di bambini con la seguente intestazione in ceco:

«Bambini di Lidice che non ritornarono, probabilmente (pravděpodobně) gasati – trasportati in Polonia, a Łódź».

Anche qui nessuna certezza. Edward Serwańki, in un opuscolo che rappresenta un aggiornamento di quello del giudice W. Bednarz, afferma parimenti che il presunto evento si verificò «con molta probabilità», un modo elegante per mascherare la totale mancanza di prove documentarie.

Bisogna aggiungere che, se questi 82 bambini «non ritornarono», i restanti 18 «ritornarono»: ma se solo 7 furono germanizzati, come si spiega la sopravvivenza degli altri 11?

In conclusione, la storia della gasazione a Chełmno dei bambini di Lidice non ha alcun fondamento storico4.

Vale la pena di soffermarsi sull'affermazione dello storico israeliano Shmuel Krakowski che ho citato sopra: «Per quanto riguarda i bambini cechi, esistono documenti che dimostrano la loro uccisione a Chełmno»5.

Una tale affermazione non è minimamente giustificata dai documenti presentati al processo Eichmann di Gerusalemme, tutt'altro.

Il telegramma del Rasse- und Siedlungshauptamt (Ufficio centrale razza e colonizzazione: RuSHA) del 12 giugno 1942 informava l'Umwandererzentralstelle (Ufficio centrale degli emigranti: UZS) di Litzmannstadt che presso il locale distaccamento del RuSHA dall'ufficio di Praga erano arrivati 81 bambini cechi non germanizzabili (nicht eindeutschungsfähige). Al documento è allegata una lista nominativa di 91 bambini6.

Il 17 giugno l'SS-Obersturmbannführer Hermann Krumey, capo dell'UZS, confermò al Comandante della Polizia di Sicurezza e del Servizio di Sicurezza di Praga l'arrivo di 88 bambini il giorno 13 e pregò di chiedere all'Ufficio IV B 4 del RSHA, diretto dall'SS-Obersturmbannführer Adolf Eichmann, che cosa dovesse farne7.

Il 20 giugno Krumey inviò ad Eichmann un telescritto nel quale confermava l'arrivo il giorno 13 degli 88 bambini, 7 dei quali il RuSHA aveva considerato germanizzabili, e chiedeva disposizioni per il loro “riutilizzo” (Weiterverwendung)8.

Il 20 giugno Krumey mandò un telescritto all'ufficio III B 4 del RSHA (Immigrazione e reinsediamento) in cui, confermando di nuovo l'arrivo a Litzmannstadt degli 88 bambini, precisò:

«Ho informato (l'ufficio) IV B 4 del trasferimento di questi bambini supponendo che questi siano previsti per un trattamento speciale»9.

La presenza, in questo documento, della parola magica “Sonderbehandlung” ha fatto delirare molti storici olocaustici: questa sarebbe la “prova” della “gasazione” dei bambini!

Per tutti valga l'esempio di Patrick Montague, autore di uno studio olocausticamente molto apprezzato sul campo di Chełmno:

«Non ci sono documenti che mostrino che questi bambini furono mandati al campo; però le prove appoggiano l'affermazione che essi furono assassinati a Chełmno, perché i ragazzi furono contrassegnati “per trattamento speciale”»10.

Una tale interpretazione è doppiamente errata, sia perché “Sonderbehandlung”, a seconda del contesto, poteva significare sì uccisione, ma anche trattamento di favore11 e se, secondo l'ordine di Hitler, i bambini non germanizzabili dovevano «essere consegnati per diversa educazione», una eventuale “Sonderbehandlung” applicata nei loro confronti non poteva significare l'uccisione; sia perché non è vero che i bambini erano «contrassegnati» per il “trattamento speciale”: questa era una semplice supposizione di Krumey, non una disposizione dell'ufficio IV B 4 del RSHA (cioè di Eichmann) e nessun documento attesta che i bambini furono effettivamente sottoposti a “Sonderbehandlung”.

In realtà una “Comunicazione della forza dei campi di Litzmannstadt” datata 3 luglio 1942 registra in partenza (Abgang) verso il Governatorato generale 81 bambini cechi12. Non è inutile ricordare che il presunto campo di sterminio di Chełmno non si trovava nel Governatorato generale, ma nel Warthegau.

I documenti successivi riguardano l'invio a Litzmannstadt di altri 12 bambini di Lidice e del vicino villaggio di Lezaky, preannunciato il 4 luglio13 e la conferma del loro arrivo14.

Dal punto di vista documentario era dunque quanto meno azzardato, per non dire spudoratamente falso, pretendere che gli 81 bambini in questione fossero stati “gasati” a Chełmno.

Ciò è pienamente confermato da ricerche successive.

Il 27 agosto 1997 Armin Fuhrer pubblicò su Die Welt un articolo intitolato “Una traccia che finora nessuno ha seguito. I bambini di Lidice, ufficialmente da tempo dichiarati morti, sono probabilmente scampati alla macchina omicida dei nazisti”. Due giovani studenti tedeschi, Frank Metzing e Kerstin Schicha, avevano ritrovato le tracce di questi bambini. In particolare, avevano scoperto un documento del 13 giugno 1944 che fa riferimento a 65 bambini di Lidice: 46 si trovavano in un campo di internamento a Swatoborschitz e 19 in un asilo a Praga15.

Per la verità questo documento era già stato citato al processo contro i membri del Rasse- und Siedlungshauptamt (1° luglio 1947-10 marzo 1948)16, perciò sin da allora si sapeva che almeno 65 degli 81 bambini non erano stati “gasati” a Chełmno nel 1942, il che rende ancora più pervicaci le pretese gasatorie degli storici e dei museisti olocaustici.

Carlo Mattogno

1 Trials of War Criminals before the Nuernberg Military Tribunals, vol. IV, “The Einsatzgruppe Case” “The RuSHA Case”. Nuernberg, October 1946-April 1949, p. 680.

2 Nella pianta del campo di Zdzisław Lorek del 1989 questa fossa immaginaria è rappresentata da un rombo pieno di croci nel settore II (kwartera II). Vedi il mio studio Il campo di Chełmno tra storia e propaganda. Effepi, Genova, 2009, appendice documentaria fuori testo.

3 Chełmno – Muzeum byłego Obozu Zagłady Historia (Chełmno – Museo dell'ex campo di steminio Storia): http://www.miejscapamieci.org/szukaj/mpc/Memorial/mpa/pdf/mp-place/chelmno-muzeum-bylego-obozu-zaglady/

4 Il campo di Chełmno tra storia e propaganda, op. cit., pp. 169-172.

5 S. Krakowski, Das Todeslager Chełmno/Kulmhof. Der Beginn der “Endlösung”. Yad Vashem/Wallstein, Gottinga, 2007, p. 122.

6 T/1091.

7 T/1092.

8 T/1093.

9 T/1094.

10 Patrick Montague, Chełmno and the Holocaust. The Hostory of Hitler's First Death Camp. The University of North Carolina Press Chapell Hill, 2012, p. 126.

11 Auschwitz: assistenza sanitaria, “selezione”e “Sonderbehandlung” dei detenuti immatricolati. Effepi, Genova, 2010, p. 103. Un caso eclatante si trova perfino nella Ereignismeldung degli Einsatzgruppen n. 156 del 16 gennaio 1942: «La Chiesa evangelica-luterana cerca di ottenere presso gli uffici tedeschi una Sonderbehandlung che si deve dimostrare in un appoggio statale di natura pecuniaria». NARA, T 175/234/2723655.

12 T/1095. Il documento, una trascrizione di un originale poco leggibile, dice soltanto “81 tschechen” (sic); nella 50a udienza del processo Eichmann il procuratore Bach menzionò esplicitamente “81 Tschechenkinder”. State of Israel Ministry of Justice, The Trial of Adolf Eichmann. Gerusalemme, 1992, vol. II, p. 901.

13 T/1096.

14 T/1097-1099.

15 http://www.welt.de/print-welt/article640527/Eine-Spur-der-bisher-niemand-gefolgt-ist.html

16 Trials of War Criminals before the Nuernberg Military Tribunals, vol. IV, “The Einsatzgruppe Case” “The RuSHA Case”. Nuernberg, October 1946-April 1949, p. 683.

_______________________

 


Additional information about this document
Property Value
Author(s): Olodogma
Title: Postilla sui bambini di Lidice “gasati” a Chełmno... di Carlo Mattogno
Sources:
n/a
Contributions:
n/a
Published: 2014-11-02
First posted on CODOH: Sept. 10, 2018, 12:24 p.m.
Last revision:
n/a
Comments:
n/a
Appears In:
Mirrors:
Download:
n/a