volli ugo "l'ebraismo" saldato "ai movimenti illuministi e poi rivoluzionari". Il complotto dei cospirazionisti?
Published: 2014-11-09

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Ugo Volli, partendo dalla lettura di Gershom Scholem - “Le tre vite di Moses Dobrushka” (Adelphi) - affronta il tema delle scelte politico-ideologiche che hanno sempre contraddistinto gran parte gli ebrei, almeno dalla rivoluzione francese in poi, "saldando l'ebraismo ai movimenti illuministi e poi rivoluzionari", come scrive Saverio Campanini, nella prefazione  al libro di Scholem, che Ugo Volli cita nel suo commento.

 

Ho cominciato a far politica fin da ragazzino, con la profonda convinzione che  fosse una conseguenza necessaria dell'ebraismo e che non potesse essere che di sinistra. I nazisti erano i nemici, pensavo. Quindi bisognava essere antifascisti e cioè attivamente di sinistra. Sono passati più di cinquant'anni, credo di aver capito che le cose sono più complicate di questa equazione elementare, ma continuo a vedere intorno tanti che vivono ancora così il loro ebraismo.
Per esempio la maggioranza degli ebrei americani ha votato e rivotato per Obama, il presidente più di sinistra da decenni e il meno favorevole a Israele. Mi chiedo spesso la ragione di questo schieramento. L'argomento antifascista non basta e neanche l'idea storicamente molto approssimativa che la sinistra e non la destra sarebbe stata storicamente favorevole all'inclusione degli ebrei nella società occidentale.
Né l'idea di una Torah “progressista”: il comunismo viene da Platone, la Torah difende i più deboli ma non è certo socialista. Da dove viene dunque la “naturale” collocazione di sinistra dell'ebraismo occidentale?
Un frammento di risposta viene da un libro di Scholem appena tradotto, l'ultimo che scrisse in vita: “Le tre vite di Moses Dobrushka” (Adelphi).
Si tratta della storia assai romanzesca di un ebreo moravo influenzato dal nichilismo frankista, nato alla metà del Settecento, che si convertì e divenne barone von Shonfield, massone e confidente dell'Imperatore d'Austria, per poi cambiare ancora casacca e farsi giacobino e morire sulla ghigliottina con Danton.
Al di là dei dettagli storici affascinanti, conta qui l'intuizione di Scholem, brillantemente spiegata nella postafazione di Saverio Campanini, che vi sia un nodo centrale nella storia ebraica moderna per cui gli eredi di Shabbatai Zevi e di Jakob Frank, delusi dal fallimento antinomico dei “messia” in cui avevano sperato, riformularono il progetto di rinnovamento messianico in volontà di rovesciamento politico, saldando l'ebraismo ai movimenti illuministi e poi rivoluzionari (i giacobini, ma alla fine anche i socialisti e i comunisti, fino ai nostri giorni).
Molti ebrei progressisti hanno dimenticato da generazioni le radici teologiche delle loro posizioni e mancano della cultura e dell'interesse per riscoprirle.
Ma l'innesto produce ancora frutti, dolci come il sionismo socialista o amari come l'odio di sé dei nemici di Israele.
Da una parte e dall'altra, chi crede in una soluzione solo politica della “questione ebraica” dovrebbe farsi un selfie accanto a Dobroushka.

Fonte http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=115&sez=120&id=55938


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Author(s): Olodogma
Title: volli ugo "l'ebraismo" saldato "ai movimenti illuministi e poi rivoluzionari". Il complotto dei cospirazionisti?
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Published: 2014-11-09
First posted on CODOH: Sept. 15, 2018, 2:12 p.m.
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