Il perchè dell'emigrazione di Enrico Fermi
Published: 2014-11-13

.

1937

Frammento 2.Click...
Frammento 2. Click...
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Nel gennaio del 1937 Fermi rimane privo del sostegno politico e scientifico di Corbino, che muore all'improvviso di polmonite. La sensazione della fine di un'epoca viene profondamente avvertita da tutti i membri dell'Istituto e in effetti il cambio di direzione dell'Istituto - il successore di Corbino è Antonino Lo Surdo, e non Fermi, come ci si sarebbe aspettato - e la situazione politica, che si sta deteriorando rapidamente, fanno presagire la catastrofe imminente. Nel frattempo Fermi riesce a far approvare insieme a Domenico Marotta, direttore dell'Istituto di sanità pubblica, una proposta per realizzare un acceleratore del tipo Cockcroft-Walton da 1 MeV, in grado di accelerare particelle fino a un'energia di un milione di Volt. Nel giugno del 1937 Fermi e il suo gruppo realizzano un prototipo in scala ridotta, da 200 keV, nei locali dell'Istituto di Fisica che nel frattempo si è trasferito da via Panisperna alla nuova città universitaria. L'acceleratore da 1 MeV verrà completato due anni dopo, quando Fermi ormai avrà lasciato l'Italia. Nel gennaio dello stesso anno Fermi presenta al CNR una dettagliata proposta per la costituzione di un Istituto nazionale di radioattività, nella quale fa notare come l'Italia, che fino a quel momento ha avuto una posizione preminente in questo campo di ricerca, stia perdendo decisamente terreno rispetto ai laboratori dotati di macchine acceleratrici che forniscono sorgenti artificiali di neutroni la cui intensità è "migliaia di volte superiore a quelle ottenibili partendo dalle sostanze naturali" e prosegue:

"E' chiaro come queste circostanze rendano vano pensare a un'efficace concorrenza con l'estero, se anche in Italia non si trova il modo di organizzare le ricerche su un piano adeguato".

Nel corso di una sua visita a Ernest Lawrence nell'estate del 1937 Fermi esamina concretamente la possibilità di realizzare in Italia un ciclotrone "economico". Ma nel luglio 1937 muore improvvisamente Guglielmo Marconi, che nella sua veste di presidente del CNR e dell'Accademia d'Italia era stato un valido sostenitore del gruppo, nonostante le sue numerose richieste per ottenere fondi per la ricerca non fossero del tutto in consonanza con l'idea che Mussolini aveva riguardo al ruolo della scienza nello Stato fascista.

1938

Il 25 marzo scompare misteriosamente Majorana nel corso di un viaggio per mare da Palermo a Napoli
Nel maggio del 1938 il CNR respinge definitivamente la proposta di Fermi per l'Istituto nazionale di radioattività adducendo la limitata disponibilità di fondi e poco dopo gli assegna un contributo che Fermi giudica del tutto insufficiente per realizzare qualsiasi progetto, in particolare l'idea del ciclotrone. E' evidente ormai che la più importante istituzione scientifica italiana non è in grado di mettere a disposizione di Fermi e dei suoi collaboratori i mezzi necessari per proseguire ricerche che possano competere con quelle portate ormai avanti nei laboratori più avanzati. All'inizio di settembre i coniugi Fermi decidono di emigrare. Il 10 novembre Fermi riceve l'annuncio ufficiale del conferimento del premio Nobel e decide di proseguire direttamente per gli Stati Uniti dopo il soggiorno a Stoccolma per la cerimonia di conferimento del premio. Nel corso dei suoi precedenti soggiorni negli Stati Uniti Fermi aveva maturato una profonda simpatia per quel Paese, come ricorda Emilio Segrè: "Lo attiravano i laboratori attrezzati, gli abbondanti mezzi di ricerca, l'entusiasmo che sentiva nella nuova generazione di fisici" e prosegue sottolineando come la decisione di emigrare fosse "più l'esecuzione di un piano a lungo meditato che una decisione improvvisa determinata dalle circostanze". Il 10 dicembre Fermi riceve a Stoccolma il premio Nobel per la fisica: "Per aver dimostrato l'esistenza di nuovi elementi radioattivi prodotti dall'irradiazione mediante neutroni e per la scoperta, legata alla precedente, delle reazioni nucleari provocate da neutroni lenti". Ma nel frattempo una incredibile catena di avvenimenti si era messa in moto: Otto Hahn, un valente radiochimico, e Fritz Strassmann, esperto di analisi chimiche, avevano individuato la presenza di bario radioattivo negli elementi prodotti dal bombardamento con neutroni e il 22 dicembre 1938 inviano un articolo alla rivista Naturwissenschaften in cui annunciano la scoperta. Nelle bozze della Nobel Lecture, Artificial radioactivity produced by neutron bombardment [Radioattività artificiale prodotta da bombardamento di neutroni] pubblicate nel 1939, Fermi aggiungerà una nota menzionando la scoperta: "E' necessario riesaminare tutti i problemi relativi agli elementi transuranici, considerandeo che molti di loro potrebbero rivelarsi i prodotti della fissione dell'Uranio".

Un treno con vagoni-letto partì in direzione Firenze dalla stazione Termini di Roma alle 21 del 6 dicembre 1938. Lungo il viaggio: raggiunto il confine avrebbe attraversato la Germania fino al Mar Baltico, qui i passeggeri avrebbero preso un traghetto per la Svezia, dove un altro treno doveva portarli a Stoccolma.
Sul treno c'era Enrico Fermi con la moglie Laura, ebrea, e la sua famiglia. Andava a Stoccolma, dove il 10 dicembre avrebbe ritirato il premio Nobel per la fisica. E sapeva che non sarebbe più tornato in Italia. Ne erano stati avvertiti in gran segreto gli amici più cari e tra questi c'era Edoardo Amaldi, l'allievo prediletto.

Note

1) L'articolo non è più disponibile in rete. Risultano alcuni frammenti  con link e foto che sono stati inseriti nel testo  "a futura memoria".
2) Da queste brevi notizie di fonte non sospetta di simpatie verso il regime Fascista, si può tranquillamente dedurre che il Fermi lasciò l'Italia perchè affascinato dal mito americano.
Decisivo, riteniamo, il non essere stato promosso direttore di Istituto.
Non a caso colse l'occasione di espatriare nel momento in cui andava a ritirare i soldi del premio Nobel per la fisica, premio ottenuto per gli studi e ricerche effettuate in Italia (a spese nostre) che gli valsero una cifra di 1 milione di euro, a premi di oggi! Non male per potersene andare a fare il salariato della fisica in America, con la possibile utilizzazione dei mezzi di sterminio, derivati anche dalle ricerche della Fisica, anche contro il suo paese di origine!
La favola del suo allontanamento dall'Italia per paura di ritorsioni contro la sua ebrea moglie cadono miseramente nel vuoto, anche considerando le date di approvazione delle Leggi Razziali Italiane e il suo espatrio (Leggi Razziali emanate in Italia tra il 5 Settembre 1938 e il 29 Giugno 1939, espatrio del Fermi il 6 Dicembre 1938) , eppure per decenni la storia ufficiale ci ha rifilato la solita tiritera dello scienziato costretto alla emigrazione per aver come moglie una ebrea!
Una banale analisi dei fatti fa cadere la veste bianca che ricopriva il "celebre fisico"...e come al solito resta l'uomo nella sua nudità e miseria!

Da: http://209.85.129.132/search?q=cache:ncnFzAlMdI4J:promete...

Indirizzo originale, non più attivo! 23.10.2014

http://209.85.129.132/search?q=cache:ncnFzAlMdI4J:prometeo.sif.it:8080/libri/fermi/crono.pdf+Nel+gennaio+del+1937+Fermi+rimane+privo+del+sostegno+politico+e+scientifico+di+Corbino,+che+muore+all%27improvviso+di+polmonite.&cd=2&hl=it&ct=clnk&gl=it&client=firefox-a

 


Additional information about this document
Property Value
Author(s): Olodogma
Title: Il perchè dell'emigrazione di Enrico Fermi
Sources:
n/a
Contributions:
n/a
Published: 2014-11-13
First posted on CODOH: Sept. 18, 2018, 6:49 a.m.
Last revision:
n/a
Comments:
n/a
Appears In:
Mirrors:
Download:
n/a