Legge "ultima chance" i contrari: bidussa david
Published: 2015-02-04

 

 

<< In effetti è il primo anti-"negazionista" che ammetta che bisogna  
studiare; forse comincia a rendersi conto che gli antirevisionisti  
sono una massa di olodecerebrati ignoranti>>

tossico-dipendente
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Presentiamo un intervento contro la legge battezzata  "ultima chance", che tanto "ci serve"! Precisazione obbligatoria: serve certamente a qualcuno, ma certamente NON al cittadino italiano ed al suo diritto alla libertà di espressione!...cittadino che si troverebbe incriminabile e condannabile fino a 5 anni e mezzo di carcere se, in pubblico (al bar, in metropolitana, nell'anticamere del medico di famiglia, per banali esempi!) esponnesse propri dubbi, per esempio, sul numero degli ebrei deceduti nel periodo 1941-1945 o sul "sapone fatto con gli ebrei", in pratica si rivela una legge assassina della facoltà di espressione individuale! L'articolo è un pò datato ma mantiene il fondo di verità indicibili. Articolo molto interessante, dirompente, devastante per il quieto stagno della salariata storiografia sterminazionista, nella parte in cui viene affermato:

...<< Il principio è: non si discute con i negazionisti, ma si deve discutere di ciò che i negazionisti affermano. Ma per metterlo in pratica, e perché quest’azione abbia successo, occorre studiare e sapere >>...

Ci viene da ridere! Ci viene da ridere perchè lo sterminazionismo ha come dogmi indiscutibili  
a) che ci sia stata una volontà di sterminio, 
b) che siano esistite le camere a gas omicide, 
c) che in quell'olocau$to siano state sterminate 6.000.000 di persone
...sarà divertente valutare ciò che produrranno, documentalmente, a supporto della sopravvivenza dei tre dogmi fondamentali! ...indiscutibili a tutto il 04.02.2015! Alcuni avventurosi ci hanno provato (si vedano i risultati disastrosi  QUI, poi QUI, quindi QUI, ulteriormente QUI, per i più ostinati QUI ,...QUI,,...QUI,,...QUI,,...QUI,,...QUI,,...QUI, ...QUI,...QUI,...QUI,...QUI,...QUI,...QUI, ...QUI, ...QUI, ...QUI,  ...QUI ,...QUI ,...QUI ,...QUI ,...QUI ,...QUI, ...QUI ,...QUI,...QUI,...QUI,...QUI,...QUI...(i posti vacanti saranno assegnati molto presto!

______________L'articolo del bidussa______________

…negazionismo

Nella discussione sulla legge contro il negazionismo mi sembra di percepire una spaccatura:
da una parte chi è favorevole a una legge e pensa che chi si oppone sia una minoranza di intellettuali pieni di fisime o di stupidi pruriti di correttezza del tutto fuori luogo;
dall’altra un’area di intellettuali che quando rispondono ai primi danno l’impressione di trattarli come “sempliciotti che vanno confortati”.
Oppure da una parte (i primi) sarebbero “i duri” mentre dall’altra (i secondi) sarebbero “i buoni”.
...non credo né all’efficacia, né all’applicazione di una legge che sancisca il reato di negazionismo.

...Il principio è: non si discute con i negazionisti, ma si deve discutere di ciò che i negazionisti affermano. Ma per metterlo in pratica, e perché quest’azione abbia successo, occorre studiare e sapere. Una sanzione non ha la stessa efficacia. Ci vuole più tempo. Certo. Ma soprattutto ci vuole determinazione. Per questo credo di più a un impegno sulla didattica, sulla sua riqualificazione e sulla formazione permanente anche per gli adulti.

[Il lavaggio del cervello con la "memoria", i "sei milioni", i "mai più", i "viaggi della memoria"  a raffica incontrollata, i sensi di colpa collettiva instillati...non bastano più? Bisogna aumentare la dose del tossicolocau$ticodipendente? Quel "permanente" incute  paura, un incubo, per menti normali!...arriveranno le guardie rosse dell'olo-educazione permanente col libretto biancoazzurro "di" frank anne ? Olodogma]

Perché per fare tutte queste cose occorre un atto di volontà, ovvero una decisione che presume una scelta. Non sono contro l’ipotesi di una legge perché sono un “anima bella”, o perché sono buono ma perché sono pessimista. E come tutti i pessimisti so che non si può mai mollare.

David Bidussa, storico sociale delle idee

- Fonte http://moked.it/blog/2010/10/24/negazionismo-2/

Come commento alleghiamo le dichiarazioni dello storico e romanziere francese Jacques Baynac, pubblicate nel settembre 1996 su Le Nouveau Quotidien di Losanna:

«Se non si discerne bene ciò che ci sarebbe di “scabroso” nel rispondere per le rime ai revisionisti distruggendo le loro arguzie con degli argomenti e liquidando i loro cavilli con prove materiali, documenti solidi e cifre verificabili, se si vede ancora meno come il delicato fiore dell’etablishment universitario ha potuto decretare che non bisogna interrogarsi su un oggetto storico, in compenso si vede bene che è il defilamento degli storici che ha costretto la società a rifilare il bebè mostruoso ai tribunali, poi – avendo certi giudici avuto la malaugurata idea di recalcitrare, perfino di scrivere nei loro consideranda che la questione dell’esistenza delle camere a gas era una questione di opinione – a fare una legge che permettesse di condannare automaticamente gli pseudostorici.
La questione è dunque di sapere perché gli storici si sono defilati»

«Bisogna essere grati a Pierre Bourez per aver finalmente osato porre la questione chiave, quella dell’estensione del campo scientifico di investigazione e, di conseguenza, quella della natura della storia scientifica e del suo metodo.
È qui, e da nessun’altra parte, che i negazionisti hanno teso la trappola agli storici, i quali l’hanno identificata fin dal 1979, ma, non sapendo come evitarla, si sono sottratti al loro dovere di accertare la realtà incaricando la Giustizia di dire la Verità. Tutto il resto fu soltanto una conseguenza, e oggi ci ritroviamo con un problema che supera di gran lunga quello dell’esistenza delle camere a gas omicide nei campi nazisti. Ora è in gioco la questione della conoscibilità del passato. Quella della Storia.
Trarsi da questo passo falso sarà difficile e doloroso. Ma tergiversare ancora espone a vedere tutto il passato dissolversi dietro di noi, una eventualità poco piacevole quando l’avvenire è già così imprevedibile e il presente così inquietante.
Per salvare la Storia, bisogna partire dalla realtà… e restarvi. Le camere a gas sono esistite e hanno ucciso una quantità enorme di persone, omosessuali, ebrei, malati, zingari, slavi.
Questa certezza si fonda su due pilastri: le testimonianze dei superstiti e i lavori degli storici. Su tali basi, in questo dominio come in tutti gli altri, si sono sviluppati due discorsi, paralleli ma di natura diversa.
L’uno, ascientifico, in cui la testimonianza ha il primo posto. Leggere uno o più racconti, a fortiori una recensione seria sull’argomento, porta alla convinzione. Anche se un testimone ha dimenticato un dettaglio, un altro esagerato un fatto, l’avvenimento resta valido: è esistito. […].
Per lo storico scientifico, la testimonianza non è realmente la Storia, è un oggetto della Storia. E una testimonianza non ha molto peso, e pesa ancora meno se nessun solido documento la conferma. Il postulato della storia scientifica, si potrebbe dire forzando appena la mano, è: niente documento/i, niente fatto accertato.
Questo positivismo che conferisce una tale importanza al documento ha i suoi aspetti positivi e negativi. Quello positivo, è che la storia deve a questo metodo rigoroso di non essere una pura fiction, ma una scienza. In quanto tale, essa è revisionista per natura, ossia negazionista. La Terra è stata ritenuta a lungo piatta, ora lo si nega. Ne consegue che decretare l’arresto delle ricerche su un punto qualunque del campo scientifico è negare la natura stessa della scienza. Si vede dunque già apparire ciò che mette gli storici in una situazione insostenibile ponendo i negazionisti in buona posizione: dal momento in cui si è sul terreno scientifico, è vietato vietare di rivedere o negare. Farlo, significa uscire dal campo scientifico. Significa abbandonarlo. Abbandonarlo a chi? Ai negazionisti.
L’aspetto negativo della storia scientifica consiste nel fatto che, in mancanza di documenti, di tracce o di altre prove materiali, è difficile, se non impossibile, stabilire la realtà di un fatto, anche se non c’è alcun dubbio che sia esistito, anche se è evidente. Il dramma è qui».(1)

Già! Nulla è cambiato da allora, se non in peggio, per i salariati  storici e propagandisti olocau$tici! Chi discuterà  "di ciò che i negazionisti affermano"?

Citiamo:

...<< in Italia non esiste una storiografia olocaustica; non esiste un libro olocaustico degno di figurare in una bibliografia estera; non esiste un solo storico di rilevanza internazionale (di grazia, non si tiri in ballo il presunto “esperto” mondiale Marcello Pezzetti, le cui conoscenze su Auschwitz sono appena appena superiori a quelle dei liceali che accompagna in visita al campo) (su pezzetti marcello vedere QUI , ndolo) ; non esiste un centro di studi olocaustici serio.  In pratica, in Italia non esiste nessuno che possa contrastare in modo efficace il revisionismo. E  il Centro di Documentazione ebraica di Milano (che,  al massimo, è capace di catalogare atti, scritte e siti “antisemiti”) è il simbolo di questa impotenza.

La situazione è tanto tragica che, a tenere una lezione  “riparatrice” all’Università di Teramo, per rimediare ai presunti nefasti del prof. Claudio Moffa, è stata invitata nientemeno che Valentina Pisanty (2), la nota esperta in Cappuccetto Rosso, che all’estero sarebbe chiamata al massimo negli asili per raccontare le favole ai bimbetti.>>...(3)

Amen!

Note

1) http://olodogma.com/wordpress/2014/03/05/0608-lirritante-questione-delle-camere-a-gas-ovvero-da-cappuccetto-rosso-ad-auschwitz-risposta-a-velentina-pisanty/

2) Di seguito presentiamo altri articoli di Carlo Mattogno dedicati a pisanty valentina

0410) 06-10-2013  La prima gasazione di Auschwitz nella FOS ( fabulazione olocau$tica standard ).La risposta di Carlo Mattogno a pisanty valentina ,
0608) 05-03-2014  «L’irritante questione» delle camere a gas ovvero da Cappuccetto Rosso ad… Auschwitz. Risposta a Valentina Pisanty ,
0906) 10-01-2015 – Le nuove corbellerie di Valentina Pisanty ,
0918) 20-01-2015 – Valentina Pisanty e il “legame di continuità” tra SS e “negazionisti”. Breve analisi di una scempiaggine storico-letteraria ,
0921) 23-01-2015 – Ulteriori corbellerie di Valentina Pisanty ,
0934) 31-01-2015 – Valentina Pisanty e il rapporto Gerstein: Analisi di una “critica” storico-tecnico-linguistica anti-“negazionistica” (Parte prima) ,

3) http://olodogma.com/wordpress/2013/06/12/0268-carlo-mattogno-considerazioni-sul-reato-di-negazione-della-shoah/

 


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First posted on CODOH: Feb. 3, 2015, 11:35 a.m.
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