Legge ultima chance: Cosimo Maria Ferri, sottosegretario, magistrato e Lucio Malan "spiegano" la legge
Published: 2015-02-15

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Resoconto stenografico delladiscussione del disegno di legge n. 54 (amati et alii) intervento di Cosimo Maria Ferri I, sottosegretario di Stato per la giustizia, magistrato; l'evidenziazione in rosso è di Olodogma.

...<< Debbo dire che il testo è stato migliorato in Commissione e si è raggiunto, secondo il Governo, quell'equilibrio ricercato e sottolineato nei vari interventi che vi sono stati tra ieri e questa mattina. È quell'equilibrio tra libertà di manifestazione del pensiero, tra attività di ricerca scientifica e storica e la giusta punizione e offensività per chi pone in essere reati gravi.

Il disegno di legge in tema di negazionismo allinea la legislazione italiana a quella di molti altri Paesi europei e rappresenta un importante strumento contro intollerabili manifestazioni di antisemitismo e di negazione di gravi crimini. Esistono, infatti, episodi del nostro passato la cui valutazione negativa non può essere messa in discussione, costituendo la base culturale e l'origine fondante della nostra democrazia.

Certe tesi, in particolare quelle che negano l'Olocausto, trovano il loro humus culturale nell'ideologia neonazista e come tali vanno considerate e, quindi, respinte senza se e senza ma.

In questo senso, la legge in discussione deve essere vista, secondo il Governo, non come una limitazione alla libertà di pensiero, ma come uno strumento per contrastare quelli che sono dei non pensieri: sia perché contrari a quelle che ormai costituiscono delle pacifiche evidenze storiche, sia perché pericolosamente funzionali alla diffusione di ideologie violente e antidemocratiche.

Del resto, anche la libertà di manifestazione del pensiero deve essere contemperata e bilanciata con il rispetto di altri valori costituzionalmente rilevanti, tra cui la tutela delle istituzioni democratiche ed il divieto di qualsiasi discriminazione.

Occorre quindi sottolineare l'importante lavoro che è stato sin qui svolto dalla Commissione giustizia del Senato. I rischi di lesione della libertà di manifestazione del pensiero, emersi anche in alcuni interventi, sono stati superati dalla Commissione migliorando il testo.

Lo voglio sottolineare perché la Commissione, già nella fase iniziale nell'ottobre 2013, aveva eliminato dal novero delle condotte punibili quella consistente nella minimizzazione di crimini di guerra. È stata un'eliminazione senz'altro opportuna, considerata l'esigenza di salvaguardare la ricerca e l'attività storico-scientifica e quindi garantendo tale libertà e superando la difficoltà a definire in un testo normativo con precisione, e quindi in maniera compatibile con i principi di tassatività e sufficiente determinatezza della fattispecie penale, quale dovrebbe essere la misura penalmente rilevante e quindi la soglia di punibilità della minimizzazione di un fatto storico.

Inoltre, voglio sottolineare come la Commissione giustizia, nel giugno del 2014, ha precisato che l'istigazione deve avvenire pubblicamente e si tratta di un requisito opportuno anche per rendere questa normativa coerente con quella del reato di istigazione a delinquere ex articolo 414 del codice penale, ma soprattutto nell'ottica di riempire di contenuto la descrizione della condotta delittuosa, per fare in modo che vengano puniti solo comportamenti effettivamente lesivi di beni meritevoli della tutela penale.

Il testo base prevede poi la figura del negazionismo come un'aggravante rispetto alla semplice istigazione, infatti il reato base viene descritto come quello consistente nella istigazione pubblica a commettere atti di discriminazione o atti di provocazione alla violenza, oltre che nella propaganda di idee fondate sulla superiorità o sull'odio razzialementre come nuova aggravante si prevede il caso in cui la propaganda, l'istigazione pubblica o l'incitamento si fondino sulla negazione della Shoah, dei crimini di genocidio e dei crimini contro l'umanità o dei crimini di guerra.

Quindi tutto questo è stato risolto, l'interprete e il giudice dovranno poi tenere conto di tutta quella giurisprudenza costituzionale già cristallizzata per quanto riguarda l'articolo 414 del codice penale e quindi la Corte costituzionale va ancora a sottolineare come il reato si integri nel momento in cui il comportamento sia concretamente idoneo a provocare la commissione di delitti.

Tutte quelle argomentazioni evidenziate dal senatore Giovanardi sono quindi superate e risolte, perché con questo disegno di legge non si introduce un nuovo reato, ma si tratta di un'aggravante. Non si amplia l'area di ciò che è penalmente rilevante, anzi si restringe con l'inserimento del termine «pubblicamente». Si aumenta solo la pena quando quello che già era reato viene commesso con determinate modalità>>...  (Fonte http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Resaula&leg=17&id=902742)

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Intervento di MALAN  Lucio (FI-PdL XVII) (stessa seduta)

...<< Le leggi razziali ...furono approvate all'unanimità dalla Camera, dove si votò a scrutinio palese, mentre al Senato, dove si votò a scrutinio segreto, ci furono soltanto nove voti contrari...Innanzi tutto il provvedimento al nostro esame è garantista, perché interviene a proposito del negazionismo della Shoah e di altri crimini di guerra - e su questo tornerò - solo come aggravante al reato dell'incitamento all'odio e alla violenza per motivi razziali, etnici e religiosi, come già previsto dalla cosiddetta legge Mancino. Pertanto, nessuno potrà essere condannato domani che non sia già condannabile oggi, perché già oggi è punito il reato di incitamento all'odio: se non c'è incitamento all'odio, anche la negazione più grossolana della Shoah o della sua natura genocida non potrà essere punita...nessuno storico potrà essere incriminato per aver sostenuto qualsivoglia tesi a proposito della Shoah o di altri crimini che possano essere compresi nell'attuale formulazione del testo, a meno che costui o costoro, con il pretesto della ricerca storica, facciano incitamento all'odio usando come strumento anche la negazione di questi crimini...Un altro aspetto va sottolineato: viene meglio specificata, in generale e non solo per quanto riguarda il negazionismo della Shoah, la natura dell'incitamento all'odio, inserendo le parole «pubblicamente» nella legge Mancino e non soltanto con riguardo ai fatti specificamente menzionati in questo testo, ma per precisare meglio la natura di pericolosità sociale di determinati comportamenti. Notiamo bene che si tratta di aspetti che non sono presenti nella legge vigente e che vengono introdotti come forma di garanzia rispetto alla libertà di opinione quand'anche sia un'opinione scellerata...Vengo a due punti problematici citati. Il primo è l'inclusione non soltanto della Shoah, ma anche di altri crimini di guerra, come precisati dal testo. Questo indubbiamente può essere un problema, anche se ritengo che nella formulazione la Commissione abbia ritenuto che si tratti di crimini commessi e riconosciuti tali dai tribunali competenti. Non credo davvero sia stata volontà della Commissione, e quindi ora dell'Aula del Senato ove si arrivi all'approvazione del testo così com'è, intendere che un qualunque giudice possa decidere della realtà e della natura di crimine di guerra di qualsivoglia atto che non sia stato riconosciuto come tale da un competente tribunale internazionale>>... (Fonte http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Resaula&leg=17&id=902742)


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Author(s): Olodogma
Title: Legge ultima chance: Cosimo Maria Ferri, sottosegretario, magistrato e Lucio Malan "spiegano" la legge
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Published: 2015-02-15
First posted on CODOH: Nov. 10, 2018, 6:28 a.m.
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