Per Sylvia Stolz, avvocato dei revisionisti Rudolf, Hennig, Zündel, Mahler, nuovo processo e condanna"
Published: 2014-11-19

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Deutschland: ”Organisationsform einer Modalitaet der Fremdherrschaft , Forma Organizzativa di una Modalità del Dominio Straniero ! Prof. Carlo Schmidesperto di diritto internazionale, autore della tedesca Grundgesetz (Legge Fondamentale), 1949.

Questo post era nato col solo articolo "Parte II", ma l'evolversi della situazione ci ha portati a modificare il tutto, premettendo la gran brutta notizia della "Parte I" ed allegando altri due pezzi "Parte III" e "Parte IV" che servono a delineare tutto il caso della persecuzione all'avvocato revisionista Sylvia Stolz! Olodogma

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 Riceviamo e pubblichiamo

Parte I ) I giudici di Monaco hanno reso il verdetto : Sylvia Stolz é condannata a 1 anno e 8 mesi di prigione, senza condizionale ! Sembra che potrà ricorrere in appello. In ogni caso, il sito di Altermedia Deutschaland (un pensiero va al prigioniero Axel Möller) scrive che “la data della sua detenzione é ancora incerta”. Speriamo quindi...Ci si puo' comunque chiedere se non ci sarà in Germania, una reazione come quella che si é scatenata (timidamente, ma concretamente) nel nostro paese quando lo spettacolo di Dieudonné é stato vietato, nel momento stesso in cui 4 milioni di Francesi e i loro dirigenti scendevano nelle strade per manifestare in favore della libertà di espressione. Perché oggi Sylvia Stolz é condannata nel momento stesso in cui il Sig. Art Spiegelman afferma, per tramite del Sig. Alan Posener che, se si permette a “Charlie Hebdo” di blasfemare la religione musulmana, si dovrebbe poter anche blasfemare la religione dell'Olocausto...

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Questa riflessione vale, naturalmente, per le menti lucide. Non si applicherà ai giornalisti del quotidiano tedesco “Bild”, in particolare al Sig. Oliver Grothmann , che annunciando la condanna di Sylvia Stolz, ha intolato il pezzo: “La negazionista mentalmente disturbata deve andare in prigione” e in fin di articolo scrive : L'affare “finisce bene : la prigione per la negazionista!” con il punto esclamativo di soddisfazione. Non abbiamo molti dettagli, solo che, come ormai da 70 anni, il giudice Martin Rieder, 57 anni, ha decretato che : “l'Olocausto é di notorietà pubblica. Non c'é nessun altro documento storico che sia cosi ben documentato. Ogni negazione dell'Olocausto é un'ingiuria nei confronti delle vittime”.

Fonte della notizia http://www.bild.de/regional/muenchen/holocaust/gericht-urteil-holocaust-leugnerin-muss-ins-gefaengnis-39918422.bild.html

La traduzione è a cura di GV

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Riceviamo e pubblichiamo

Parte II ) << Le informazioni non circolano molto bene tra i revisionisti : il 19 febbraio un corrispondente tedesco viene a conoscenza e ci segnala (lo ringraziamo), che il giorno prima , Sylvia Stolz aveva subito un processo a Monaco; anche revisionisti tedeschi che hanno pagato cara la difesa della Causa non ne erano stati avvisati…Ci sarebbe piaciuto saperlo prima per permettere ad alcuni di recarvisi.
 

 

 

 

[ Nel video Sylvia Stolz commenta alcune reazioni della stamapa al suo discorso: https://www.youtube.com/watch?v=Xbh3BA8a608 ] In breve, Sylvia Stolz, ricordiamolo, è quell’avvocato, soprannominata “La Giovanna D’Arco” tedesca, che ha difeso con ardore i revisionisti Germar Rudolf, Rigolf Hennig, Ernst Zündel e Horst Mahler e che per il suo revisionismo, ha dovuto scontare tre anni e tre mesi di prigione, da dove è stata liberata nell’Aprile 2011. Quegli anni di prigione non avevano alterato in nulla le sue convinzioni, né il suo coraggio, perché nel novembre 2012 Sylvia, interveniva a Croire, in Svizzera, nel quadro di una “Coalizione Anti-Censura”, affermando davanti a 2000 persone che non erano mai state apportate le prove attestanti che il regime nazional-socialista avesse deciso di sterminare tutta o parte della comunità ebraica. Quei propositi non piacquero all’avvocato bernese Daniel Kettinger che chiese al procuratore dei Grigioni l’apertura di un procedimento penale nei confronti di Sylvia e contro l’organizzatore della Conferenza per violazione della famosa legge bavaglio antirevisionista.
Ignoriamo, purtroppo, gli arcani di tutto questo affare…In ogni modo, mercoledi 18 febbraio Sylvia Stolz si è ritrovata davanti al tribunale tedesco di Monaco, difesa dall’appassionato avvocato di Horst Mahler (quest’ultimo imprigionato, per 12 anni! ), per rispondere del suo revisionismo, ma anche – sembrerebbe - per avere usato il titolo di avvocato in una corrispondenza, mentre era ancora interdetta professionalmente per 5 anni, interdizione imposta dalla condanna del 2009…
Secondo le notizie che abbiamo dalla Toile, il processo sembra essere durato un solo giorno : l’Avvocato Nahrath ha depositato tre mozioni che sono state rigettate, e il verdetto sarà reso mercoledi 25 febbraio…Ci piacerebbe saperne di più.
Per rivedere il bel viso di Sylvia si può visionare il video dell'intera suddetta conferenza seguendo questo link (o cliccare sul video) : https://www.youtube.com/watch?v=Q0v4xz48jwM

 

 


La traduzione è a cura di GV

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Di seguito riportiamo due articoli del 2011 sul Caso Stolz

Parte III )  Germania : Sylvia Stolz scarcerata dopo 39 mesi di internamento in 3 lager della Bundesrepublik (ma non libera)

di Pio De Martin

Deckert, Renouf, 13-04-2011, giorno della liberazione di S. Stolz
Deckert, Renouf, 13-04-2011, giorno della liberazione di S. Stolz
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Sylvia Stolz, Rechtsanwaltin, avvocato, è stata scarcerata mercoledì 13 aprile (2011) scorso, verso le 9 antimeridiane, dal carcere di Aichach in Baviera, dopo tre anni e tre mesi trascorsi in tre diverse prigioni della Bundesrepublik, lo Stato-fantoccio creato dai vincitori alla fine del secondo conflitto mondiale, dopo che la Germania era stata distrutta con la formula che Roosevelt impose a Yalta : unconditional surrender, resa senza condizioni.
Una trentina di persone – inclusi il revisionista Günter Deckert ( foto) (più volte oggetto degli strali dei Giudici del Pensiero; vedasi l’aggiornatissima “enciclopedia” dei perseguitati, che illumina sul come il Sistema tiene a bada i nonconformisti: G.Valli, “La rivolta della ragione – Il revisionismo storico, strumento di verità”, Genova, Effepi, dicembre 2010); il non-credente in dogmatica olocaustica Kevin Käther, che l’anno scorso ha messo in difficoltà la Corte Distrettuale di Berlino, Lady Michèle Renouf (foto, a destra) da Londra, altri dalla Francia e dal Bel Paese – sono convenute davanti alla porta principale del carcere per accogliere convenientemente la coraggiosa Sylvia. La detenuta ha iniziato verso le 8 a trasportare verso la porta d’uscita i pacchi contenenti i documenti del processo e la numerosa posta di solidarietà ricevuta nel corso della detenzione.
Quando è uscita, verso le 9, è stata festeggiata calorosamente; ognuno ha voluto stringerle la mano, le son stati offerti dei fiori e piccoli doni. Dalle Dolomiti le abbiamo portato un cestino di fiori d’un rosa delicato, adatto alla figura affascinante di Frau Stolz ed anche come auspicio d’una primavera del revisionismo olocaustico.
Caricati pacchi e doni su una capiente auto, il gruppo ha raggiunto un vicino Gastwirtschaft, dove Günter Deckert aveva fatto riservare una sala per l’occasione e dove Sylvia ha raccontato alcuni particolari della vita in prigione.
Analogamente a quanto ha detto l’anno scorso il revisionista Ernst Zündel quando uscì di galera

(esco da una prigione per finire in un’altra prigione, la Bundesrepublik),

così ora Sylvia dice che la gioia della scarcerazione cessa sapendo che il suo popolo non è libero. E non è che per lei sian rose e fiori: sarà controllata dagli sbirri del pensiero per svariati anni; stanno cercando di impedirle di esercitare la professione forense...
Un messaggero le ha portato una lettera del professor Robert Faurisson, che inizia così :

Una nobile causa come quella del revisionismo storico necessita di una nobile figura per incarnarla: Sylvia Stolz, il cui nome in tedesco significa “fiera, orgogliosa”, è quella figura. Guardate ciò che ella ha osato dire e fare in questa Germania abominevolmente sottomessa alla legge del vincitore. Apprenderete allora a quali altezze ha saputo elevarsi una donna che, come le eroine delle leggende francesi, tedesche e sotto molti altri cieli, illuminano la nostra povera esistenza.

A mezzogiorno faceva freddo mercoledì – scrive Christian Bärthel – ma tutti sentivano che il cuore indomito di lei ardeva per il futuro della Germania.
Nella BRD, intanto, procuratori insonni preparano il processo contro un altro innocente, il vescovo Richard Williamson, una persona che usa il cervello anziché avallare il dogma olocaustico, e perciò stesso ignobilmente castigato dal Vaticano?a va sans dire.

Fonte: http://www.rinascita.eu/index.php?action=news&id=7817

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Parte IV )  Sylvia Stolz denuncia la Suprema corte per “genocidio della nazione tedesca”

01 Dicembre 2011

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Sylvia Stolz (nella foto assieme ad Horst Mahler) è stata spesso chiamata con lo pseudonimo “L’irata bavarese”. Comunque sembra che un altro soprannome sia usato. Molti tedeschi si riferiscono a lei come alla Giovanna d’Arco tedesca. Il simbolismo è chiaro. Ella si batte per la liberazione del suo Paese con purezza di visione, fermezza e coraggio che ispirano altri a seguire il suo esempio nel combattere l’occupazione della loro Patria. La sua ferma e indomita risposta ad una corte inquisitoria richiama alla mente la pulzella d’Orleans ed il comportamento di Sylvia con i suoi serrati argomenti non lascia dubbio che abbia dovuto affrontare una vera e propria inquisizione.

Margaret Huiffstickler della The Barnes Review ha avuto la possibilità di incontrare Sylvia circa sei settimane dopo il suo rilascio dalla prigione al processo contro un tedesco che era processato per il ”delitto” di avere mostrato una carta di identità del Reich.

Il problema era che la carta recava una svastica.

Il fatto che una carta d’identità del Deutsche Reich fosse riconosciuta come legale da un tribunale non fece alcuna differenza; il difensore fu multato di 200 euro, e mentre questi pronunciava alcune parole di difesa, come era nelle sue prerogative, il giudice semplicemente gli voltò le spalle ed uscì mentre il difensore parlava.

Questo è oggi lo stato del sistema giudiziario tedesco.

Sylvia Stlolz, avvocato, è anche moglie [correzione di Olo, Stolz non è moglie di Mahler] dell’avvocato tedesco, già esponente della Raf, la “Frazione dell’Armata Rossa”, Horst Mahler, condannato ad una lunga pena detentiva in Germania sempre per “negazione dell’olocausto”.
Quello che segue è il testo di un’ intervista condotta da Margaret Huffstickler con la signora Stolz il 5 settembre 2011.

Domanda: Lei ha tacitamente lasciato intendere in occasioni precedenti che la persecuzione dei “negatori dell’olocausto” ed altri che esercitano la libertà di espressione in Germania e che esternano i loro pensieri “non approvati” in pubblico e che sono quindi puniti per averlo fatto, sono le vittime della moderna inquisizione sullo stile del Grande Inquisitore Tomàs de Torquemada…

Risposta: Nel mondo fosco del dogma dell’olocausto l’apparato giudiziario della Germania è certamente degenerato in moderna inquisizione. Esiste in questo modo d’agire un cinico calcolo di potere. Dopo la seconda guerra mondiale il sionismo internazionale ha individuato la possibilità di usare la menzogna dell’olocausto per fondare Israele e creare un impero mondiale allo scopo di sostenerlo e metterlo al sicuro da ogni opposizione. Il sionismo mondiale sa per esperienza che quasi tutti possono credere qualsiasi cosa se si dice alle masse che gran parte dei cittadini lo credono. A causa della forza di suggestione accoppiata al controllo dei media mondiali, il cosiddetto “olocausto” è divenuto un credo assoluto quasi generale.

E’ universalmente suggerito che la verità vera sia seppellita nella profonda spirale del silenzio. E questo può avvenire soltanto se le contraddizioni insite nella menzogna vengono soppresse con la forza – naturalmente per mezzo di una inquisizione moderna. La legge penale serve la causa della giustizia con l’espiazione del crimine con la punizione, mentre l’inquisizione serve l’imposizione di una particolare credenza con la distruzione dell’eretico. L’inquisizione è la più autentica atrocità perché distrugge la libertà di credo. L’inquisizione non ha nulla a che vedere con l’applicazione o il ristabilimento della giustizia con la punizione.

L’imposizione di una legge su un dogma è inquisizione, quindi un delitto assoluto. Come stabilisce Platone, la legge inquisitoria è la peggior specie di ingiustizia, perché pretende di essere giustizia.

Domanda: Ha qualche messaggio speciale per i lettori?

Risposta: Sì. Grazie per tutte le lettere!  Erano così tante che non ho avuto il tempo di rispondere a tutte, ma le ho grandemente apprezzate    
Ha ricevuto tutta la sua posta? Ricordo che Ernst Zuendel ha detto che la direzione della prigione ne trattenne molta…
Molta posta mi è stata consegnata all’uscita del carcere. La ragione addotta è stata che se me l’avessero data ciò avrebbe invalidato lo scopo della punizione.

Domanda: Come passa il tempo adesso che è di nuovo a casa?

Risposta: Riflettendo e facendo piani per il futuro: per la Germania, affinché sia ancora libera: ogni Nazione deve autogovernarsi.

Domanda: Quali sono le sue riflessioni sullo scippo della terra tedesca dopo la Prima e la Seconda guerra mondiale?

Risposta: Cerchiamo di essere chiari. Quella è ancora terra tedesca. Non c’è dubbio: appartiene alla Germania.

Domanda: Sembra che ci sia scarsità di donne nel nostro movimento. Forse ne avremmo bisogno di più. Quali sono i suoi pensieri su questo?

Risposta: Ho ricevuto lettere da diversi gruppi di donne in Germania mentre ero in carcere. E ci sono molte donne che vogliono ed hanno bisogno di essere sentite. Dovrebbero essere incoraggiate.

Domanda: Quali sono precisamente i reati per i quali è stata condannata?

Risposta: Le accuse specifiche di cui sono stata ritenuta colpevole e condannata al carcere sono state:

1- Negazione dell’olocausto; 

2- “Volksverhetzung “ (incitamento al popolo); l’aver espresso dubbi che le testimonianze ebraiche ed i libri sul cosiddetto olocausto dicano il vero;

3- “Verunglimpfung des Staates” (insulto allo Stato), perché ho detto che la Repubblica Federale di Germania è in effetti un governo illegittimo;

4- “Versuchte Strafvereitelung” , contrastare una proposizione presentando mozioni e parlando a favore del mio cliente nonostante il giudice mi interrompesse bruscamente durante il processo a carico di Ernst Zuendel.

Domanda: In altre parole, Lei è stata accusata di difendere il suo cliente – cercare di impedire che fosse condannato, come ogni buon avvocato deve fare?

Risposta: Sì, questa è la triste verità.

Domanda: Vi sarà mai una fine alla repressione in Germania? E che cosa possono fare gli americani per “dare una mano”?

Risposta:  Sicuramente vi sarà una fine alla repressione in Germania e nel mondo. Non so in quale momento, ma questo avverrà. Sarebbe di grande aiuto se gli americani si liberassero del loro governo-ombra sionista.

Domanda: Nel libro di Holger Froehner “Die Jahrhundertluege” (La menzogna dei cento anni) c’è una lettera del 1997 del Dr. Eckehart Lieberam laddove scrive: “Una nuova Costituzione democratica può essere fondata solo come risultato di un potente movimento popolare”. Lei è d’accordo con questa affermazione? Che cosa si può fare per incoraggiare la formazione di una nuova costituzione tedesca?

Risposta:  Una Costituzione tedesca potrà venire alla luce solo se il popolo tedesco sarà libero e sovrano. Questo non succede dal 1945. Una caratteristica indispensabile per la genuina libertà e sovranità sarà quando coloro che difendono la Germania e contestano il cosiddetto “olocausto” non saranno imbavagliati e incarcerati.
Un libero e sovrano popolo tedesco ha bisogno di un capo che goda della fiducia dei tedeschi e che sia desideroso e capace di governare la Germania nel suo proprio interesse.

Domanda: Che specie di “criminali del pensiero” Lei ha difeso?

Risposta: I clienti che ho difeso sono stati accusati di “negazione dell’olocausto”, di incitamento xenofobo della gente (uno dei miei clienti è stato accusato di aver detto che troppi stranieri vivono in Germania); insulto allo Stato; e clienti che hanno usato quelli che sono chiamati “simboli incostituzionali” (Un esempio sarebbe mostrare la svastica o salutare come in America si dice “alla maniera di Hitler”).    

 
 Domanda: Pare di capire che il funzionario addetto alla sorveglianza l’abbia definita come pericolosa criminale. Ci vuole spiegare?

Risposta: Dopo il mio rilascio dal carcere sono stata classificata come “in libertà vigilata ad alto rischio”. Questa è una classificazione normalmente usata per recalcitranti, pericolosi criminali. Queste sono persone in libertà vigilata che presentano grave rischio di ripetuti reati ed un considerevole pericolo per la sicurezza di altre persone. Non esiste alcuna ragione apparente, né nel verdetto della corte, né nella sentenza, né per qualsiasi altro motivo per essere classificata ad alto rischio. In una conversazione personale, il giudice di sorveglianza, signora Gursky, mi disse che il giudice dell’alta corte di Monaco, il giudice Hock, che ha pronunciato la mia classificazione “ad alto rischio”, le disse che non comprendeva perché mi fosse stata affibbiata. La mia condanna nella corte fu motivata politicamente sulla base della espressione delle mie opinioni e non aveva niente a che fare con la giustizia. Lo stesso dicasi per la mia classificazione ad alto rischio. Questa valutazione era basata su ciò che la corte percepiva come le mie vedute di estrema destra. Naturalmente il bando sulla disseminazione di pretese vedute di estrema destra manca di qualsiasi confine ben definito. La classificazione di estremista di destra dipende inevitabilmente dal contesto politico e sociale in continua fluttuazione e da valutazioni soggettive, che non permettono adeguate significative limitazioni della punizione. La disseminazione del pensiero di estrema destra, nazionalsocialista o nazionalista, non è un criterio giudiziario adeguato per cui al cittadino si può vietare di esprimere certe opinioni.

Domanda: Cosa è successo dopo?

Risposta:  Per decreto del tribunale del 16 marzo 2011 dell’Alta Corte di Aichach, fu ordinata la sorveglianza della mia persona per cinque anni.  Il 13 aprile 2011 fui liberata dal carcere. Il 28 aprile fui classificata come persona ad alto rischio. E’ importante notare che attualmente non sono sotto sorveglianza (Bewaerung), ma sotto supervisione o controllo (Fuerungsaufsicht). La libertà vigilata è una classificazion per persone rilasciate in anticipo. Io fui rilasciata alla fine della mia condanna.

Domanda: Lei ha sofferto molto per le Sue convinzioni. Cosa pensa di avere ottenuto?

Risposta:  Agendo come “pubblico ministero” per conto del Reich, ho accusato la Suprema Quarta Corte penale di “Seelenmord am Deutschen Volk” – genocidio culturale della nazione tedesca.

La Corte sta alterando e reprimendo la verità con il randello dell’ “olocausto” facendosi gioco della giustizia. Tutti questi procedimenti contro di me ed altri che fronteggiano il sistema sono cominciati come un processo farsa in tribunali fittizi e non sono mai andati oltre quel punto. I procedimenti principali sono stati progettati con il fumo e gli specchi, e la narrativa ufficiale dell’ “olocausto” fu imposta come evidente forzatura. Lo scopo ultimo della Corte è il definitivo sradicamento della Nazione tedesca e la sua sostituzione con una popolazione deculturalizzata di consumatori senza memoria.  Confido di essere riuscita nel denunciare questa corte dinanzi al mondo intero come una istituzione criminalmente ostile alla Nazione tedesca.

Domanda: Ha un’ultima parola per i nostri lettori?

Risposta: Desidero ancora una volta ringraziare tutti coloro che mi hanno significato il loro appoggio con lettere ed altri mezzi. Per me è importante sapere che vi sono persone nel mondo che  hanno a cuore la sovranità nazionale e la libertà personale e desiderano parlare. Li esorto a continuare.

Grazie, signora Stolz per il tempo, il coraggio e la forza d’animo dimostrati. Sarebbe stato molto più facile per Lei tenere la bocca chiusa. Ma abbiamo bisogno di altre persone come Lei. Sappiamo che Lei ha indotto migliaia di persone a resistere all’oppressione e combattere per la libertà personale. Continui questa lotta. Incoraggeremo i nostri lettori a diffondere questa intervista. Abbiamo fiducia che essa aprirà gli occhi sugli scopi che i promotori dell’ “olocausto” hanno di mira: mantenendo il mito inducono il senso di colpa nella gente e continuano a far soldi.

Trad. Alfio Faro

Fonte originale: www. barnesreview.com

Fonte: http://www.rinascita.eu/index.php?action=news&id=1186

 


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Author(s): Olodogma
Title: Per Sylvia Stolz, avvocato dei revisionisti Rudolf, Hennig, Zündel, Mahler, nuovo processo e condanna"
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Published: 2014-11-19
First posted on CODOH: Nov. 19, 2018, 12:22 p.m.
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