Internet e il problema dell’antisemitismo online secondo il cdec "con il sostegno" ucei
Published: 2015-04-08

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Moldova, 2012, menorah rimossa. Click...
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Esistono vari soggetti che hanno problemi con un imprecisato sentimento anti-ebraico, (levi primo dixit...) "impropriamente detto", scorrettamente, capziosamente ed intenzionalmente detto antisemitismo. L'antisemitismo, in realtà, è l'avversione verso TUTTI i popoli che hanno lingue di matrice semita, quindi un buon 90% degli Arabi! Identificare, quindi, col termine antisemitismo quello che è una banale avversione verso le "cose" "ebraiche" è trito pregiudizio ideologico funzionale all'immagine del nazzzismo-male assoluto=antisemitismo! A tale proposito e sulla genesi dell'antigiudaismo si vedano qui le dichiarazioni dell'ebreo «apostata» Abraham Gurewitsch. Il testo che presentiamo, e commentiamo, è ampiamente ampuato delle parti impertinenti il revisionismo olocau$tico. Notevoli il monitoraggio e i riferimenti ad Olodogma. Il testo originale  e  completo si trova al link "fonte" a fondo pagina. In BLUE i commenti di Olodogma. Olodogma

 

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Lettera di informazione – anno I numero 4 – 10 giugno 2014 realizzata dalla Fondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea CDEC con il sostegno dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane UCEI

(questo cedec prende dallo stato italiano 300.000 euro OGNI anno, 821.9 al giorno, anche per monitorare e censire  attività "antisemite"! Censimenti tanto aborriti quando si tratta di censire "altri", ed anche di autocensimenti, vedi la bibbia!)

Internet e il problema dell’antisemitismo online

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Questa Lettera di informazione tratta del tema del web e della sua relazione con l’antisemitismo, di quello che il web e in particolare il web 2.0 permettono di veicolare su grandi numeri di internauti.

(...) Internet sta cambiando il nostro modo di conoscere: non più filtrando informazioni e selezionandole gerarchicamente

(Si comincia subito con ciò che veramente preme: la mancata selezione, da parte di non si sa chi, delle informazioni! )

bensì includendole e connettendole, con il rischio, però, che alcune pseudo-verità spacciate in rete restino sempre alla portata di tutti.

La facilità con cui oggi è possibile produrre e distribuire informazioni in rete crea una complessità che trasforma il nostro rapporto con il sapere. Le nostre potenziali conoscenze si ampliano molto mentre le basi della nostra conoscenza rischiano di essere meno controllate. “Le informazioni sono diventate un problema, non una soluzione”, scrive il filosofo David Weinberger. Come gestirle, come controllarle, come monitorarle e, soprattutto, come verificarne l’attendibilità, come controllare chi le “lancia” nel mondo del web, come arginare i pericoli? Domande difficili che però hanno una risposta semplice: non è possibile.

( L'ossessione: il controllo! Primo ed unico vero problema: la perdita del controllo del "sapere" diffuso! I maestri educati dal politicamente corretto e dalla Storia_politicamente_corretta perdono tutta la loro autorità! Diventano semplici, inascoltate voci! "Chi controlla il passato controlla il presente" e, aggiungiamo noi, il futuro! Ciò è il nemico principale della classe sterminazionista dominante, servili goyim o eletti! Il monopolio-della-verità azzerato!)

Pierre Levy, nel suo libro Il diluvio informazionale ... "viviamo in un’ epoca in cui una persona , un piccolo gruppo non può più controllare l'insieme delle conoscenze e farne un tutto organico".

(il levy dice chiaro e tondo che "un piccolo gruppo non può più controllare" !... chissà a chi si riferisce!)

L'impossibilità di controllare totalmente il sapere inaugura un nuovo rapporto con la cultura e contiene un aspetto estremamente positivo: la necessità


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di una gestione cooperativa e decentralizzata del sapere e della cultura che Pierre Lévy chiama “intelligenza collettiva”.

(ci siamo! Il DOGMA per eccellenza gestito dalla "cooperativa..del sapere e della cultura" che informa e "controlla" il diffuso!)

(...) Quindi quando pensiamo al cyberhate, all’odio in rete che colpisce gli ebrei ma anche neri, rom, persone omosessuali, stranieri, donne, disabili ecc.

(altro step classificatore: inserimento nel discorso "nuovo" delle categorie pretesamente olocau$tianizzate!)(...)

Secondo il Digital Terrorism and Hate Report 2013 curato dal Simon Wiesenthal Center

(poteva mancare, nel tentativo vano di riappropriarsi dei mezzi di informazione, tale "nome"? No, assolutamente, il grande mentitore è un pilastro del falso antico e nel progetto di falso moderno!)

di Los Angeles, nel cyberspazio sono presenti circa 20.000 siti web razzisti e terroristi, una crescita del 30% rispetto ai 15.000 rilevati nel 2012.

(Vai nuovamente di liste, conteggi, censimenti dei "nemici" !)

(...) Natura del web 2.0

(...) Con l'introduzione della tecnologia web 2.0, avvenuta nel 2004, gli utenti di internet da meri fruitori diventano creatori di contenuti; l’essenza del web 2.0 è la condivisione come nuovo modello di trasmissione del sapere. Il web 2.0 ha permesso alle informazioni di trascendere ogni limite e confine nazionale o geografico(...)

(altro nemico mortale la creazione di testi indipendenti! Storici, ovviamente, quelli "pericolosi" per certuni! Il monopolio della Storia che appare sempre più vacillante!)


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Con il web 2.0 tutti possono diventare creatori di contenuti, “scrittori”,“critici” “opinionisti”. Il web 2.0 promuove l’idea di possibili e molteplici narrazioni, e la diffusione dell’antisemitismo 2.0 è partecipe di una “crisi ermeneutica generalizzata” dove ogni informazione ha lo stesso diritto di parola.

(i maestri standard, storici per esempio, messi sullo stesso piano di un qualsiasi Graf, Rudolf, Mattogno, Kues!!! Ci scusino i citati!) 

(...) Antisemitismo 2.0

Antisemitismo 2.0 è l’uso dei social network per condividere contenuti antisemiti che possono riguardare la demonizzazione di Israele,

(Mantra-standard tipico! Cosa c'entri l'antisemitismo con il ghetto incistato in Palestina, detto israele, che ha la maggior parte degli abitanti gli importati dalla ex URSS ed Europa, gli askenaziti, resta un mistero! I veri titolari di semitismo  ghettizzati in Palestina sono gli Arabi e quel 10% circa di sefarditi che vi risiedono) ( Interessanti post, dalla magistrale penna di un grande esperto, Albert B. Mariantoni,  sulla genesi del ghetto ebraico di Palestina si trovano QUI, quindi QUI, anche QUI )

le teorie cospirative di stampo antisemita, la negazione della Shoah

( Altro pregiudizio! Ci spieghiamo meglio: cosa c'entra la SERIA ricerca storica di Butz, Rudolf, Faurisson, Graf, Mattogno, Klues, che può portare alla negazione della fabulazione olocau$tica standard, con l'"antisemitismo"? Esattamente nulla! )

e i classici temi dell’antisemitismo. Sia gli ebrei che lo stato ebraico

(Stato ebraico! Che cosa significa? Stato per soli ebrei?... <<le colonie sono state solo la pietra di paragone delle intenzioni di Israele. Il suo atteggiamento di rifiuto è molto più profondamente radicato nel suo DNA, nelle sue vene, nella sua ragione d’essere, nelle sue originarie convinzioni. Lì, a livello più profondo, risiede il concetto che questa terra è destinata solo agli Ebrei. Lì, a livello più profondo, è fondata la valenza di “am sgula” – “il prezioso popolo” di Dio – e “siamo gli eletti da Dio”. In pratica, ciò viene inteso con il significato che, in questo territorio, gli ebrei possono fare quello che agli altri è vietato. Questo è il punto di partenza>>... Continua qui )

"Stranamente" la discriminazione sessuale non è considerata reato dalla !legge Mancino"!Click...
(Immagine fuori testo) Pratica della discriminazione.! Click...
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

possono essere l’obiettivo dell’antisemitismo 2.0. Si attacca Israele attraverso la comparazione tra lo stato ebraico ed i più popolari paradigmi di odio, come l’equiparazione con la Germania nazista o il Sud-Africa dell’apartheid. (...)

 

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(...) Cyberspazio antisemita italiano

(Viene presentato un micro elenco, una LISTA, di siti "negazionisti! "Stranamente" elencare siti favorevoli, o partigiani, dello "stato ebraico" viene considerato "reato" penale )

I siti web antisemiti italiani possono venire incasellati in quattro matrici ideologiche; per ogni tipologia riportiamo i siti principali:

(...) Matrice negazionista

Auschwitz I Indagini sulla truffa olocaustica, Olodogma, Olotruffa, Revisionismo Cartoline revisioniste sulla menzogna di Auschwitz, Studi revisionisti di Carlo Mattogno, AAARGH,CODOH.

(...) Nel 2012 alcuni neonazisti collaboratori di Stormfront Italia hanno realizzato due documentari antisemiti, “Wissen macht frei” (“La conoscenza rende liberi”) primo video negazionista realizzato in Italia, e “Il nemico occulto” di stampo cospirativista.

Entrambi i video sono stati diffusi e rilanciati in modo virale dal cyberspazio dell’odio e, anche se periodicamente rimossi dalle autorità di polizia, grazie alle nuove applicazioni di condivisione dei file e alle carenze legislative, possono venire reperiti e scaricati con grande facilità.

HolyWar Stormfront Italia attualmente sono stati oscurati in Italia dalle forze di polizia, però è ancora possibile vederli attraverso un proxy, programma gratuito e facilmente scaricabile da internet che permette di navigare in modo anonimo.

(...) I siti negazionisti contestano che il regime hitleriano abbia pianificato lo sterminio degli ebrei,

[ A dir il vero, ci provino a contestare quello che ora scriviamo, il più accanito assertore di questa mancanza di piano di sterminio generale degli ebrei in Europa è un "eletto" ebreo di nome hilberg raul, primo oloevangelista e papa dell'olocau$tianesimo! Sue sono le sentenze...
(..."But what began in 1941 was a process of destruction not planned in advance, not organised centrally by any agency. There was no blueprint and there was no budget for destructive measures. They were taken step by step. Thus came about not so much a plan being carried out but an incredible meeting of minds, a consensus mind-reading by a farflung bureaucracy."
...« Ma ciò che cominciò nel 1941 non era nessun tentativo di genocidio, pianificato in anticipo e organizzato da un ufficio centrale . Non c’è stato nessun piano e nessun bilancio per questi provvedimenti di genocidio…Ciò accadde perciò non certamente eseguendo un piano ma per un’incredibile coincidenza d’intenzioni, una concordante LETTURA NEI PENSIERI A L T R U I d’una burocrazia [tedesca] di ben grande portata.»...
Fonte: Newsday, Long Island, New York, 23.2.1983, S. II/3). Quindi se i "siti negazionisti contestano che il regime hitleriano abbia pianificato lo sterminio degli ebrei" sono in OTTIMA compagnia!  ]

negano l’utilizzo omicida delle camere a gas,

(A ben vedere il problema non è l'utilizzo, che sarebbe conseguente, bensì l'esistenza stessa della fantastiche camere a gas  funzionanti con : cloro o ossido di carbonio da motore diesel o ossido di carbonio in bombole o vapore acqueo o acido cianidrico liquido o acido cianidrico in cristalli o acido cianidrico adsorbito su un supporto inerte o con una sostanza nera... la scelta non era, evidentemente d'ordinanza ed ogni comandante di lager faceva... di testa propria! Fino a prova contraria NON esiste una sola dimostrazione dell'esistenza di UNA sola camera a gas... a parte i professionisti olocau$tici della rimembranza, TRANNE il sedicente ebreo wiesel elie che pretende di essere  stato ad Auschwitz ...ma non ha visto, nè saputo dell’esistenza delle camere a gas! wiesel elie...“personaggio eccezionale“…” il più autorevole testimone vivente” (sic!) lo disse fini gianfranco;  “il sopravvissuto dei crematori di Birkenau diventato profeta di pace, giudice di Dio, coscienza dell’umanità” lo disse  Giulio Meotti su Il Foglio del 14.02.2015, consacrato su http://shalom7.it/flip1402-2002/1402-2002.pdf! )

riducono il numero degli ebrei uccisi nei lager a basse proporzioni,

(Qui non discteremo dei mitologici six million, 6.000.000, sei milioni, ma esibiremo storici sterminazionuisti che "riducono il numero degli ebrei uccisi nei lager a basse proporzioni" e precisamente in relazione al campo di Treblinka, Sobibòr e di Auschwitz. Alcune tabelle "negazioniste"...

Stime di Pressac ed hilberg. Click...
Stime generali di Pressac ed hilberg. Click...
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Il caso di Sobibòr. Click...
Il caso di Sobibòr. Click...
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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Il caso Lublino-Majdanek. Click...
Il caso Lublino-Majdanek. Click...
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Il caso Auschwitz. Click...
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Obbligatorio che si tenga sempre presente il dato iniziale del 1945! Molto "stranamente" i numeri "parziali" dei campi diventano TUTTI  "musulmani" mentre il totale generale di 6.000.000, miracolosamente, rimane immutato! )

spesso attribuendone la morte a malattie contratte nei campi o ad “eventi correlati alla guerra”, ed inseriscono la Shoah in una visione giudeocentrica e cospirativista. I siti negazionisti sono in progressivo aumento e si connotano per un linguaggio estremamente aggressivo, dai toni sarcastici ed irridenti.

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Il sito forse più rappresentativo di questa tipologia è Olodogma, vicino al negazionista Carlo Mattogno. Olodogma ha un sito gemello Olotruffa, viene aggiornato quotidianamente, ed è spesso impegnato in aggressive polemiche contro quelli che definisce “olocaustici”, ovvero storici, studiosi e reduci dei lager.

(Alcuni esempi di " aggressive polemiche"...

1-  0883 – Lo sterminio (ebraico) “pianificato” della fondazione museo della shoah

2- 0814 – Il pregiudizio della progettazione dello sterminio ebraico o olocau$to o $hoah

3-  0997 – Il dott. Gianantonio Valli invia 20 lettere senza risposta a tal gatti stefano

4- 0983 – L’infezione dei cervelli (tedeschi) ! La fine dell’Europa, il ruolo dell’ebraismo…di Gianantonio Valli

5- 0983 – L’infezione dei cervelli (tedeschi) ! La fine dell’Europa, il ruolo dell’ebraismo…di Gianantonio Valli

6- 0976 – Carlo Mattogno su Enrico Vanzini, “l’ultimo Sonderkommando”

7- 0971 – Legge ultima chance: Corrado Augias risponde, Carlo Mattogno puntualizza e chiede…

8- 0969 – Carlo Mattogno : Elie Wiesel il “simbolo della Shoah” (Testo rielaborato dall’autore)

9- 0966 – Carlo Mattogno: Valentina Pisanty ed Elie Wiesel… il «simbolo della Shoah»

10– 0955 – Carlo Mattogno – Valentina Pisanty e i “Protocolli di Auschwitz”

11– 0898 – Marcello Pezzetti, il “massimo conoscitore di Auschwitz”, commenta la fotografia aerea della RAF del 23 agosto 1944…di Carlo Mattogno (NOTEVOLE)

12- 0513 – «LA VERITÀ SULLE CAMERE A GAS» ? Considerazioni storiche sulla «testimonianza unica» di Shlomo Venezia

13- 0676)  – Claudio Vercelli e il “negazionismo”… di Carlo Mattogno

14- 0997 – Il dott. Gianantonio Valli invia 20 lettere senza risposta a tal gatti stefano dell’ “osservatorioantisemitismo.it” – fondazione centro di documentazione ebraica contemporanea di Milano     Ci fermiamo qui!)

Alcuni siti negazionisti italiani sono gestiti da professori di scuola media superiore o docenti universitari.

(...) La quasi totalità dei siti antisemiti italiani, anche quelli più radicalmente antisemiti come HolyWarrifiutano la definizione di antisemiti e si presentano come “antisionisti” in quanto “antirazzisti”, “politicamente scorretti”, “invisi a destra come a sinistra”, “scomodi”.

I principali siti antisemiti italiani fanno ormai un uso sofisticato del web, hanno progressivamente intensificato la loro attività aggiungendo documentazione multimediale sempre più ricca ed articolata. Spesso al sito affiancano canali video su YouTube o profili Facebook e Twitter, organizzano convegni anche di tipo universitario, e promuovono numerose ed aggressive campagne contro i presunti attacchi di quella che definiscono “Israel Lobby”. (...)

(Citati  ci citiamo: "Come è ben noto ci sono in libera circolazione dei soggetti che devono approvare una legge che vieti la ricerca storica. Scopo dichiarato lo spegnere la facoltà di parola di chiunque non sia conformista in ambito storico o semplicemente pubblicistico, specialmente sul WEB! Questi soggetti sono dependaces del ghetto ebraico incistato in Palestina e suoi shammashimshabbat goyim. Particolarmente attivi i rottami impolverati del muro di Berlino e dell’implosione sovietica che si rivelano sempre più i cani da guardia del mondialismo, dell’usura bancaria apolide, da Yalta in avanti. QUI è presentata una raccolta di posts sulla necessità di repressione della libertà di espressione degni dell’inquisizione, $hoatica in questo caso, dal 2013, espressa nel DDL-54, amati ed altri, che pretende di  istituire  il “reato di negazionismo”! … “reato di negazionismo”, che tanto “ci serve” ( si veda, preliminarmente, la motivazione, e la nostra risposta, di tale gatti stefano, dell’osservatorio dell’antisemitismo del cdec, centro documentazione ebraica di Milano: http://olodogma.com/wordpress/2012/12/22/gatti-stefano-pensiero-perche-ci-serve-il-reato-di-negazionismo/ …Continua QUI)

Contrasto all’antisemitismo online

Uno dei maggiori problemi connessi all'antisemitismo online, è la difficoltà a contrastarlo attraverso le leggi vigenti.

La polizia postale italiana è tra le più efficienti del mondo nel lavoro di monitoraggio dell'odio in internet, ma nell'ordinamento giuridico italiano non c'è una legge specifica atta a sanzionare antisemitismo e razzismo nel web, quindi la strada per chiudere i siti dell'odio risulta molto difficile.

Molti siti antisemiti registrano il loro dominio (il cosiddetto hosting) negli Stati Uniti dove vige una totale libertà di espressione o in paesi in cui sostenere tesi antisemite e negazioniste non costituisce reato, perciò non è possibile intervenire sui provider per l'oscuramento del sito.

Il problema è stato recentemente sottolineato dall’olandese Ronald Eissens, cofondatore del Network Against Cyber Hate (INACH) una delle principali organizzazioni internazionali che si occupano di odio in rete, che ha ricordato che “l’istituzione di procedimenti legali contro i social media è difficilissima perché la maggior parte di essi è registrata negli Usa”.

In Francia, la legge Gayssot del 1990 che punisce razzismo, antisemitismo, negazionismo e xenofobia, punisce anche la diffusione dei contenuti razzisti online, e così le autorità francesi hanno intentato azioni legali contro Yahoo e Twitter.

(...)

L’Unione Europea tra il 2006 ed il 2008 ha introdotto dei protocolli contro il razzismo e la xenofobia tramite sistemi informatici, ma non tutti i paesi della UE li hanno ratificati, e comunque continuano a mancare efficaci norme che sappiano identificare i contenuti razzisti ed antisemiti online, e che potenzino il coordinamento internazionale e permettano quindi di adottare procedure più spedite per contrastare razzismo e antisemitismo nel web.


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Norme contro l’odio in internet

Tutti i principali siti web e social network sono dotati di regole contro l’odio e il bullismo in internet, tuttavia – in genere – antisemitismo e razzismo vengono perseguiti solo quando si manifestano come incitazione all’odio. Il negazionismo, uno dei temi antisemiti più diffusi online, invece non viene fatto rientrare nei discorsi di odio di nessuna delle policy dei maggiori spazi web, questo spiega perché i contenuti negazionisti e la maggior parte di quelli antisemiti continuano a rimanere online malgrado le innumerevoli segnalazioni da parte degli utenti.

Ad esempio, il profilo Facebook del sito negazionista italiano Olodogma viene spesso segnalato tramite il programma “segnala una pagina” di Facebook poiché “contiene discorsi o simboli che incitano all’odio”, malgrado le numerose e periodiche segnalazioni, la direzione della piattaforma continua a non rimuovere la pagina :

Questa pagina non è stata rimossa

Grazie per il tempo dedicato alla segnalazione di un contenuto che secondo te potrebbe violare i nostri Standard della comunità. Abbiamo analizzato la Pagina che hai segnalato per la presenza di discorsi o simboli di incitazione all’odio e abbiamo stabilito che non viola i nostri Standard della comunità”

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In teoria, secondo le regole sugli Hate Speech, i social networks non dovrebbero permettere di caricare contenuti antisemiti e razzisti, ma questo non avviene quasi mai, come ha dimostrato (“Incident Report and Analysis YouTube User momlvx1”) recentemente l’esperto australiano Andre Oboler che, alla fine di luglio 2012, in un solo giorno e con un solo account, ha caricato su YouTube senza nessun ostacolo circa 1700 filmati razzisti ed antisemiti. (...)

Come denunciare l’antisemitismo online

L’ Anti-Defamation League ADL ha ideato un programma che permette agli utenti di segnalare con un paio di click la presenza di contenuti antisemiti e razzisti sui principali siti web ADL Cyber Safety Action Guide www.adl.org/combating-hate/cyber-safety/c/cyber-safety-action-guide.html#.U3XIxvl_u0s
La piattaforma sociale Facebook è quella con il maggior numero di utenti al mondo, ed è anche quella dove è più facile trovare pagine e contenuti antisemiti e negazionisti.
Per segnalare la presenza di contenuti ritenuti illeciti basta entrare nella pagina che vogliamo segnalare, in questo caso il profilo Facebook del sito negazionista Olodogma

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sotto la foto grande, a destra in alto bisogna cliccare sui tre pallini, escegliere l’opzione “Segnala Pagina”(...)

Fonte originale http://www.osservatorioantisemitismo.it/wp-content/uploads/2014/12/Ossant_Lettera_n4_giugno2014_antisemitismo_online-2.pdf. La copia è tratta da http://webcache.googleusercontent.com/search?q=cache:739z8fkX2R4J:www.osservatorioantisemitismo.it/wp-content/uploads/2014/12/Ossant_Lettera_n4_giugno2014_antisemitismo_online-2.pdf+&cd=1&hl=it&ct=clnk&gl=it


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Author(s): Olodogma
Title: Internet e il problema dell’antisemitismo online secondo il cdec "con il sostegno" ucei
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Published: 2015-04-08
First posted on CODOH: Dec. 13, 2018, 5:39 p.m.
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