L'ebreo roth samuel: "l'ebreo fa il suo ingresso nel teatro... impotenza cade sulla scena"
Published: 2015-04-21

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Presentiamo due brevi estratti da opere di due autori, il dott. Gianantonio Valli, che ringraziamo per la concessione del saccheggio della sua opera principale e per i preziosi consigli, e Ferdinand Auguste Destouches, detto Celine. I brani sono legati dallo stesso motivo, lo spettacolo, sia in forma di teatro che di cinema. Altro comune denominatore viene lasciato individuare al lettore. Olodogma

 ...<< Anche l'ebreo «antisemita» Samuel Roth ...stila... nel 1934, in Jews Must Live - An Account of the Perse­cution of the World by Israel on All the Frontiers of Civilization (Gli ebrei devono vivere -Rap­por­to sulla persecuzio­ne delle nazioni da parte degli ebrei in tutti i settori della vita civile), rilevando che gli ebrei non hanno mai avuto un vero e proprio teatro, se non banalmente burlesco (che del resto porta loro nelle ta­sche i tre quarti delle som­me spese dal mondo occidentale a scopo di diverti­mento).

Am­mirevoli le analisi con­cernenti l'influsso giudaico sull'essenza del dramma mo­derno:

«Ogni gran­de razza e nazione ha portato qualche notevole contributo allo svi­luppo dell'atti­vi­tà drammati­ca [...] I greci ci hanno certo dato il meglio di quanto conoscia­mo della tragedia, della commedia e della satira. Perché gli ebrei, che vivevano a contatto con loro, non furo­no presi da questa febbre di forma e di ritmo – se non per il fatto che erano incapaci di venirne toccati dal punto di vista estetico – non posso spiegarmi. È tuttavia significativo rammentare che i greci hanno creato il loro teatro ben prima che tale attività fosse concepita come un mezzo per fare denaro, e gli ebrei non si sono mai dedicati ad altro che non offrisse una prospettiva di imme­diato profit­to [have never devoted themselves to anything which did not offer an im­me­diate pro­spect of profits]».

Perciò,

«non ho dubbi che la presenza di un ebreo nel teatro sia uno dei massimi impedimen­ti allo sviluppo del dramma nel suo lato più spirituale [on its more spiri­tual side]. Avete solo da gettare uno sguardo alla storia del teatro per accorgervi che l'arte drammatica e quelle affini sono fiorite soltanto quando gli ebrei non sono stati nella posizione di interferire con essa. Fu perché era una sorta di chiesa di stato che il teatro greco rimase senza il minimo influsso ebraico [was absolutely Jewless]. Qua­lunque ebreo vivesse in Inghilterra e in Francia nel Cinque­cen­to e nel Seicento, si teneva in disparte. Non voleva certo rischiare di offendere i cristiani con l'aria di intervenire nelle attività teatrali. Nel momento in cui l'ebreo fa il suo ingresso nel teatro, una sorta di impotenza cade sulla scena. Ne testimonia l'In­ghilterra contempo­ranea, nella quale la scena è occupata da banali celebrità [trite luminaires] quali Shaw, Galsworthy e St.John Ervine, con l'ebreo Pinero come sorta di beffarda coro­na su tutti; confrontate tale stato di cose con i risultati della drammaturgia dei paesi scandinavi, dove gli ebrei sono pochi, e quasi tutti estranei alle attività teatrali!».

      Chiara è la centralità degli ebrei («oggi sono ebrei diciannove su venti agenti teatrali», scrive Roth a chiare lettere) nella gestione degli attori, soprattutto delle giovani attrici, reclutate in ogni paese per Broadway, «the richest woman-market in the world», il più ricco mercato di donne nel mondo:

«Gli attori e le attrici, per il palcoscenico o lo schermo, di rado sono assunte direttamen­te dalle compagnie di pro­du­zione. Generalmente esse giungono a lavorare, negli studi o nel teatro, attraverso particolari agenzie. A queste agenzie, con uffici a Broadway e ad Hollywood, flui­sco­no le bellezze femminili d'America. Poche, invero, vengono impiegate in ruoli veri e propri [for legitimate roles]. Le altre? Sarebbe certo una cosa umana farle tornare alle loro case e lasciar loro trovare la loro felicità in occupazioni familiari. Gli agenti lo farebbero... se non avessero per loro un altro impiego, più redditizio. Ma come fanno, chiederete, a succedere tali porcherie? Queste ragazze vengono a Broadway e ad Hol­lywood per recitare, non per prostituirsi [to act, not to whore]. Pensano alla gloria; com'è possibile che si lascino affondare in tale ignominia? È vero. Le povere ragazze pensano alla gloria. E gli agenti vendono loro la gloria».>>...[1]

___________________Frammento da “Bagatelle per un massacro

Celine col gatto Bébert. Click...
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...<< Altro traffico parallelo, per le apprendiste stelle, tra l’Europa e Hollywood. Traffico delle più belle, delle più desiderabili piccole Ariane, gran bocchinare, ultradocili, ben selezionate, dai Kedivè negridi ebrei di Hollywood.
« Registi » (!) scrittori (?) lesbiche di pascià… macchinisti… banchieri assortiti Tutti i nostri visir dell’Universo ebreo!… Non è più la rotta di Buenos… è la rotta di California e di « gran lusso » e viceversa. I bei culetti delle Ariane, i più teneri, giovanili, e graziosi, tutto il meglio del gregge, assolutamente tutto prima scelta, per i grossi vecchiacci, negrificanti… le più fermentate putrescenze concentrate giudee del supremo cinema!… Ebreo dappertutto! in culo! da ogni punto! e nel  cazzo!… il buon sperma ebreo!… Te ne papperai di emorroidi del gran cazzoso, segoso, famoso giudeo, odioso pascià, sorellina di razza!… regina di bellezza! Come van matti per le moine flautate! Mica hai sedici anni per un fico secco! Vuoi far carriera?… Musetto? Aspetta un pochino anzitutto… fremente!… Al cazzo, piccola!… Credi che basti esser bella?… Apri anzitutto la tua graziosa pancina… Credi ai giornali di cinema?… Non hai ancora finito!… Vuoi diventare sovrana, puttanella?… Favorita mondiale? Benissimo!
Allora scendi anzitutto un pochino all’ano del sig. Levy-Levy, detto Samuel l’Abissino, detto Kalkenstein, detto Ben Cinema, a titillargli la proboscide… succhiati pian piano i pesanti coglioni..; fino allo stremo!…
Basta parlare! via!… Non graffiare niente coi tuoi dentini!… La gloria è un buco del culo!… abbastanza complicato, delicatamente tumido, di segoso ebreo… piano!… Non rovinare niente, mia bellissima, soprattutto!… Non far sanguinare il sig. Kalkenstein… Ti aspetta!… Sbrigati cara. Adagio!
… Un’altra, ora!
Va matto per le « bionde » soprattutto, il sig. Kalkenstein, Ben Cinema… come tutti i negri… Ha già, mie care postulanti! le fotografie tutte distese sul suo gran tavolo dirigenziale… Si lecca i baffi. Il Parco dei Cervi? Abdul-Hamid? Rio-Janeiro? Bordellerie da bambini! Hollywood fa molto di meglio… una selezione molto più fine… molto più sottile, più razionale… Anticipo della grande Riserva delle più belle bianche pro Ebrei, esclusivamente. Razzia tutte le domeniche. La selezione francese dei piccoli germogli di bellezza è particolarmente seguita dai grandi sciacalli ebrei di California. Una magnifica fama di bocchinare, di gran troiacce precede le Francesi dappertutto… Il nababbo giudeocanacco di Hollywood, uscito tardi dal suo ghetto… vuole, è naturale… lui è il re rendersi conto… Ho conosciuto uno di questi pascià, era splendido nel suo genere. È morto d’altronde sul campo… Dal momento in cui sbarcava non smetteva di spassarsela fino alla partenza… Collaudava personalmente, fino al limite del cazzo e della notte, tutte le aspiranti dive… Impossibile immaginare il consumo di quest’uomo… Il numero di ragazzine che si presentano per farsi fottere con la sola prospettiva di una scrittura a Hollywood… o anche di una particina appena fuori Parigi… Completamente incantate! A dozzine ne arrivano! una più carina dell’altra, per succhiare il cazzo del signore… e il suo scolo, e la sua sifilide… E niente stagionate, garantito! solo germogli!… tutte presentate dalle proprie famiglie, e vergini perfino. Solo Ariane e piccole borghesi non fameliche. Mai una « maggiorenne »…
L’ambizione!… E per giunta orrendo l’Abissino! laido, vecchio e sporco, grosso e coglione, un vero maiale, in tutto e per tutto… un vero rifiuto di ghetto. Non incontrava mai resistenza… Se le pappava tutte… con la speranza, col miraggio ebreo, colle paroline! Ah! Don Juan! che parlatore!… Le madri non so cos’avrebberero fatto per fargliele inculare di più, le loro graziose bambine! così portate per le Arti Non ne poteva più… Lo leccavano da tutte le parti… i suoi vecchi coglioni flaccidi… Hollywood!… Più erano « fidanzate » più gli piaceva… Teneva un piccolo taccuino per annotare gli sverginamenti… talvolta 25 in un mese>>... [2]

Note

[1] Fonte:  Gianantonio Valli, I complici di dio, Genesi del Mondialismo, Effepi Editrice, Genova, 20 aprile 2009, pagg.644. La pubblicazione avviene col consenso dell’Autore che ringraziamo per la gentilezza e disponibilità.

[2] Frammento da “Bagatelle per un massacro” di Louis Ferdinand Auguste Destouches, detto Celine, Milano, Guanda, 1981, Pagg.112→115, tratto da http://olodogma.com/wordpress/2013/06/13/frammento-da-bagatelle-per-un-massacro-di-louis-ferdinand-auguste-destouches-detto-celine/

 


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Author(s): Olodogma
Title: L'ebreo roth samuel: "l'ebreo fa il suo ingresso nel teatro... impotenza cade sulla scena"
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Published: 2015-04-21
First posted on CODOH: Jan. 11, 2019, 5:45 p.m.
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