L'espediente giustificativo della repressione della libertà di espressione: l'olocau$to-sarchiapone
Published: 2015-04-26

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Legge "ultima chance" olo-catechesi

Sintesi estrema, Mauro Mellini. Click...
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Anche ad uno squilibrato mentale è chiaro che qualsiasi disegno di limitazione/impedimento della ricerca storica, anche se producente risultati non conformi alle pretese/aspettative della classe politica-economica dominante, è una lampante violazione della libertà individuale di ricerca-lavoro-divulgazione del sapere-insegnamento-espressione. In pratica risulta essere l'applicazione degli stessi sistemi di censura e repressione imputati ai "regimi totalitari" tanto condannati dalla mai definita "comunità internazionale"! 

Riportiamo uno stralcio della <<Introduzione dell'aggravante di "negazionismo" A.C. 2874. Modifica all'articolo 3 della legge 13 ottobre 1975, n. 654, in materia di contrasto e repressione dei crimini di genocidio, crimini contro l'umanità e crimini di guerra, come definiti dagli articoli 6, 7 e 8 dello statuto della Corte penale internazionale, e modifica all'articolo 414 del codice penale>>, in pratica informazioni per i componenti la Commissione Giustizia della Camera dei Deputati che dovranno discutere il DDL anti-negazionismo, in cui paiono evidenti le forzature interpretative di tale CEDU, basate sulla NON definizione di cosa si debba intendere col termine olocausto o shoah, e peggio ancora in quella che appare come un processo alle intenzioni.

Questo post viene inviato tramite newsletter ai deputati e ai componenti la Commissione Giustizia della Camera dei Deputati. Il tentativo è quello di documentare i signori che discuteranno tale DDL-antinegazionismo sul non senso del testo e sulla INDETERMINATEZZA dei presupposti, più correttamente PREGIUDIZI, posti a supporto di tale DDL, affinchè, poi, nessuno possa  accampare un..."io non lo sapevo".   Olodogma [1]

La giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo (in collaborazione con l'Avvocatura della Camera)

Sintesi estrema 2, Mauro Mellini. Click....
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Con riferimento diretto alla questione del negazionismo, è di particolare rilievo la nota sentenza Garaudy c. Francia del 1998, in cui la Corte dichiara irricevibile la richiesta presentata dal ricorrente (autore di un libro in cui ropugnava tesi negazioniste), ritenendo possibile per gli Stati, in presenza di certe condizioni, una limitazione della libera manifestazione del pensiero.

(Un vero peccato che in un documento esplicativo ufficiale NON vengano definite queste fantomatiche "certe condizioni" che dovrebbero essere identificate in ATTI pratici a carico di cittadini!)

 

Il "delitto" di Garaudy! Click...
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La Corte, nella sentenza Garaudy, di fronte alle affermazioni rispetto a cui i ricorrenti lamentano, in particolare, una violazione della libera manifestazione del pensiero, effettua una distinzione che merita di essere ricordata perché citata come precedente in altre sentenze sul negazionismo. I giudici individuano una categoria di fatti storici chiaramente stabiliti – come l'Olocausto – e una categoria di fatti rispetto a cui "è tuttora in corso un dibattito tra gli storici circa come sono avvenuti e come possono essere interpretati". 

(Qui avviene la discriminazione principale NON supportata da documenti, ma solo da atti di fede! Viene definito che l'olocau$to ebraico è uno dei "fatti storici chiaramente stabiliti"! 
- Cosa si deve intendere, in pratica, quando si sente parlare di Olocau$to? 
- Chi lo ha definito? 
- Quando lo ha definito? 
- Quali sono le macchine dello sterminio? 
- Quali prove che resistano ad analisi forensi abbiamo di queste macchine? 
- L'olocau$to non è un fatto circoscritto ad una città o regione, ma ha coinvolto, dicono, 6 campi "di sterminio". Quindi, in totale, quante persone sono state uccise in questo olocau$to? 
- Quante ad Auschwitz? 
- Quante a Treblinka? 
- Quante a Sobibor? 
- Quante a Belzec? 
- Quante a Chelmno? 
- Quante a Lublino-Majdanek?
- Quante nelle operazioni mobili degli Einsatzgruppen? 
- A queste domande non si danno risposte, come è possibile definire un fatto se non si forniscono elementi conoscitivi accertati e verificati? 
- Hanno gli onorevoli, che devono "discutere" sul come rifilare 3-4-6 anni di galera al cittadino che esterna i propri dubbi sul cosiddetto olocau$to, su questa fantomatica $hoah, una vaga idea di cosa si stia trattando?
- Ridimensionare i "numeri dei morti" di un campo è negazionismo? Si verrà incarcerati?
- Negare lo sterminio tramite "camere a vapore acqueo" è negazionismo? Si verrà incarcerati?
- Negare la trasformazione, nel lager di Belzec, di 900.000 ebrei in sapone RIF, come scritto dal "grande cacciatore di nazzzisti" wiesenthal simon è negazionismo? Si verrà incarcerati?
E qui ci fermiamo...COSA E' CHIARAMENTE STABILITO?
La galera, i risarcimenti, le parcelle degli avvocati...sono FATTI REALI! TUTTO il resto è ideologia! I casi di Galileo Galilei e Giordano Bruno non hanno insegnato nulla? )

La CEDU affronta la questione dei limiti al dibattito storico sugli avvenimenti della seconda guerra mondiale e, pur considerando necessario per qualsiasi paese il dibattito aperto e sereno sulla propria storia, afferma l'esclusione della garanzia dell'art. 10 CEDU per il discorso revisionista o negazionista sull'esistenza dell'Olocausto.

(Giove Pluvio! Non essendo definito cosa sia vietato dire "pubblicamente"... se un privato cittadino ha dubbi sui 4.000.000 di morti di Auschwitz, accettati come "provati" dal tribunale di Norimberga in base agli articoli 19 e 21 dello statuto di tale tribunale, e li esterna "pubblicamente"... non è più garantito dall'art. 10 ?! Quindi processabile e, ovviamente,  condannabile!? )

Secondo tale interpretazione spetta alla Corte, a partire dall'obiettivo perseguito

(Se il giudicando non "ha confessato" le sue intenzioni più recondite. chi stabilisce qual'è il suo "obiettivo"? Si processano, chiaramente, delle ipotizzate, intenzioni del malcapitato cittadino che paga le tasse?)

dal metodo utilizzato e dal contenuto delle affermazioni, valutare se vengono o meno rimessi in discussione dei "fatti storici". Ed è in base a tale ragionamento che la Corte dichiara la richiesta del ricorrente irricevibile, ritenendo che il libro pubblicato da Garaudy avesse come obiettivo di rimettere in discussione l'Olocausto, visto che propugnava tesi negazioniste.

(Da brividi! Quindi se il cittadino che paga le tasse afferma che nel tetto del Leichenkeller-1 del Krematorium II non esistono gli indispensabili fori di 70x70cm che avrebbero permesso il passaggio della "colonna di kula", NECESSARIA alle gasazioni omicide...propugna "tesi negazioniste" ?

Ovvero, per estensione LOGICA, TUTTO il mondo col metro in mano che non trova buchi di 70x70cm su quel tetto...è processabile e condannabile...perchè non le trova e quindi nega "un fatto storico"? Ci rendiamo conto di ciò?)

  Lo scopo – secondo la Corte – non sarebbe dunque la ricerca di una verità, ma riabilitare il regime nazionalsocialista e, di conseguenza, accusare di falsificazione storica le stesse vittime di questo regime.

(Ben vero che la mente raggiunge limiti di contorsione oltre l'infinito, ma come si possa spacciare una elencazione, più o  meno lunga, di riscontri FISICI per il voler "riabilitare il regime nazionalsocialista" resta incomprensibile alle persone normodotate. Come, poi, si possano accusare i "morti"  "di falsificazione storica" non lo sappiamo neppure immaginare! Non siamo "eletti" nè shammanshim! )

Affermazioni di questo genere, secondo la Corte, "mettono in discussione i valori che fondano la lotta contro il razzismo e l'antisemitismo

(peccato che anche qui non vengano tracciati segni di comune comprensione che, leggendoli, ci facciano capire, perchè?

La discriminazione tra gli uomini , il "razzismo", non scaturisce dal predicare che al mondo gli uomini sono tutti uguali tranne qualcuno che è "eletto"? Perchè non siamo tutti sullo stesso piano? Non è la "mente" ordinatrice di questa elezione  "razzista-discriminatrice" per eccellenza?

Sull'idiota, capzioso, termine di "antisemitismo", nella standard affermazione-definizione di anti ebraismo, riportiamo solamente la fulminante osservazione dell'ebreo levi primo <<lavversione contro gli ebrei, impropriamente detto antisemitismo“>>…   (in Se questo è un uomo, Einaudi, 2009, pag.170 ). "Antisemitismo"...accusa/ricatto catalogata come TRUCCO da shulamit aloni, ebrea, ex ministro israeliano… <<L’accusa di antisemitismo? È un trucco, lo usiamo sempre. Quando in Europa qualcuno critica Israele, tiriamo fuori l’olocausto >> [2]. Può bastare!) 

e sono tali da turbare gravemente l'ordine pubblico.

(Questa è ancor più bella! Le "tesi negazioniste" "sono tali da turbare gravemente l'ordine pubblico"! In parole povere, in pratica, TUTTI gli storici standard sterminazionisti che hanno ridotto il numero dei morti nei vari campi o hanno escluso l'utilizzo omicida delle "camere a gas", come il dott. Martin Broszat dell’Istituto di storia contemporanea di Monaco, che in una lettera del 19 agosto 1960 al giornale tedesco “Die Zeit” scrisse... <<Né a Dachau né a Bergen-Belsen né a Buchenwald sono stati gasati ebrei o altri detenuti>>... hanno turbato "gravemente l'ordine pubblico"? Gli ebrei hilberg raul, van pelt robert jan, fritjof meyer con le loro riduzioni numeriche su Auschwitz...hanno turbato "gravemente l'ordine pubblico"? C'è da chiedersi se questi compilatori di testi conoscono la narrazione olocau$tica standard, o vanno di fantasia! Ci DOCUMENTINO di quali disordini pubblici sono stati causa! Quali popolazioni sono rimaste turbate ? )

Offendendo i diritti altrui,

( Gli viene mai in mente che ANCHE "gli altri" hanno pari diritti? Questi "maestri" del banale-politicamente-corretto non vedono che offendono la dignità, i diritti, altrui processando, condannando, deportando e internando qualunque cittadino che paga le tasse, quindi i loro stipendi, non sia allineato al pensiero dei padroni del sistema, non avendo, "gli altri", commesso ATTI REALI, PRATICI, ma avendo espresso SOLO ragionamenti, analisi tecniche, dimostrazioni? Chi da loro il diritto di essere "giudici" del pensiero altrui? Diritto divino? Ereditario?)

questi comportamenti sono incompatibili con la democrazia e con i diritti umani e i loro autori perseguono obiettivi, quali quelli vietati dall'art. 17 CEDU». Pertanto queste affermazioni non rientrano nella tutela dell'art. 10 CEDU e contrastano con i valori fondamentali della Convenzione, espressi nel Preambolo, ovvero la giustizia e la pace.

(L'autoassolvimento! Più sovietici dei Sovietici!)

Sintesi razionale e laica, Mauro Mellini. Click...
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Ulteriormente rilevante è la vicenda che ha formato oggetto della recente sentenza della CEDU nel caso Perınçek c. Svizzera (la pronunzia è del 17 dicembre 2013): il ricorrente Doğu Perınçek era stato condannato dal Tribunale federale svizzero per le sue affermazioni a proposito dei crimini commessi nel 1915 dall'Impero ottomano contro il popolo armeno (il ricorrente non aveva negato tali crimini, ma aveva sostenuto che non si trattasse di genocidio e che si trattasse di uno sterminio giustificato da ragioni belliche). Il codice penale svizzero prevede espressamente come reato (art. 261 bis, 4° alinea) la condotta di chiunque, pubblicamente, mediante parole, scritti, immagini, gesti, vie di fatto o in modo comunque lesivo della dignità umana, discredita o discrimina una persona o un gruppo di persone per la loro razza, etnia o religione o, per le medesime ragioni, disconosce, minimizza grossolanamente o cerca di giustificare il genocidio o altri crimini contro l'umanità La Corte EDU ha, in questo caso, adottato una decisione favorevole al ricorrente, sostenendo che la  condanna  subìta  dal  Perınçek  per  contestazione  di  crimini di genocidio o contro  l'umanità è in contrasto con la libertà di espressione.[3] [4]

(detto in parole povere: il preteso olocau$to ebraico non si discute! Quello armeno si può declassare da genocidio a "sterminio giustificato da ragioni belliche"...tranquillamente!

Note

[1] Il testo completo delle profonde e professionali dichiarazioni dell'Avv. Mauro Mellini si trovano al link: Legge ultima chance: “Negazionismo: ma che bel pasticcio”! (di Mauro Mellini)

[2] Fonte: http://davi-luciano.myblog.it/archive/2012/12/07/antisemitismo-e-un-trucco-lo-usiamo-sempre.html

[3]  Fonte (http://documenti.camera.it/Leg17/Dossier/Pdf/GI0352.Pdf)

[4] Per una maggiore informazione sulla repressione della libertà di espressione dei cittadini che pagano le tasse, quindi gli stipendi degli onorevoli, è disponibile a questo link  "Legge ultima chance" la raccolta di tutti i posts che Olodogma ha dedicato alla questione che tanto assilla i falsari e assassini della Storia.

 


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Author(s): Olodogma
Title: L'espediente giustificativo della repressione della libertà di espressione: l'olocau$to-sarchiapone
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Published: 2015-04-26
First posted on CODOH: Jan. 13, 2019, 5:08 p.m.
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