Avviso ai giovani che andranno a visitare Auschwitz occhi aperti e…non ascoltare le guide…di Vincent Reynouard (2°)
Published: 2015-09-05

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Secondo video (1) di Vincent Reynouard titolato:
Ad Auschwitz, aprite gli occhi e non ascoltate le guide

Link del video: https://www.youtube.com/watch?v=iP1jnVczYg4, pubblicato il 30 agosto 2015.
AVVISO (17.09.15) Il video è stato censurato da youtube.
Il video è, comunque, visibile cliccando QUI

In questa seconda parte, studio la famosa “camera a gas” che più di un milione di turisti visita ogni anno, ad Auschwitz-1. Sui muri, si vedrebbero addirittura tracce delle unghie delle vittime agonizzanti. Quelle tracce impressionano molti studenti.
[Segnalazione di Olodogma su tali pretese "unghiate": si consiglia, prima di procedere alla lettura del testo di Reynouard, la lettura di questo articolo “Quei segni su per il muro”: breve analisi di una fantozziana boiata pazzesca… di Carlo Mattogno]
[ATTENZIONE!  Tenere presente che ... <<I “viaggi della memoria” possono generare “problemi di salute mentale“, ”turbe da stress post-traumatico e psicosi”>>...lo dice una fonte ebraica! Ndolo]

Mappa del video:

Introduzione: Birkenau

  1. Una contraddizione flagrante
  2. L’emozione contro lo spirito critico
  3. La risposta del professor Faurisson
  4. Le menzogne del Museo di Auschwitz
  5. Le pretese tracce di unghie sui muri della “camera a gas”
  6. Il silenzio rivelatore del Museo di Auschwitz
  7. Fa tu stesso l’esperienza
  8. Le pretese tracce di unghie: Una voce smentita.
  9. Un crematorio che ha subito trasformazioni
  10. Una ricostruzione <<fedele>>?
  11. Un quinto orifizio: sempre più stupido
  12. Le <<confessioni >> incredibili del comandante di Auschwitz
  13. Conclusioni e nuove domande

Introduzione: Birkenau

 

 

 

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A Birkenau ti mostreranno l’ubicazione dei due grandi crematori del campo. Identici l’uno all’altro, ognuno dei quali comprendeva 15 muffole. E’ lì che diverse centinaia di migliaia di persone, sarebbero state gasate e poi bruciate. Secondo la storia ufficiale, sarai nel cuore dello sterminio. Se consulti la piantina data (min. 00:35), ti indicherà la sala dei forni, il vano dove le vittime sarebbero entrate per spogliarsi e la camera a gas dove sarebbero state uccise con lo Zyklon B. Tuttavia tutto sarà in rovina, poiché ti diranno che i tedeschi prima di evacuare il campo hanno fatto esplodere gli stabili, al fine di distruggere le prove dell’omicidio di massa. In effetti, secondo la storia ufficiale, sin dall’estate 1942 per ordine di Berlino, i tedeschi avevano cominciato a organizzare una grande azione destinata a cancellare le prove del genocidio degli ebrei. A Birkenau, quindi, avrebbero avuto tutto il tempo di distruggere tutto e di radere tutto al suolo , affinché non ne restasse nulla (min.0:24).

Una contraddizione  flagrante…

 

 

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Solo che…quando contemplerai quelle rovine, sarai nel campo di Birkenau, (nel posto indicato dalla freccia rossa; min. 01:42) a meno di un chilometro in linea d’aria, c’è il campo di Auschwitz -1 oggi riconvertito in museo. E in questo museo visiterai il crematorio-1 (min. 01:58); eccolo visto da terra (min.02:00). Entrerai dalla porta e scoprirai, sì scoprirai, una camera a gas. Una liceale che era andata a visitare questo stabile prima di te scrive:

Siamo entrati nella sola camera a gas intatta o quasi. I graffi sui muri vi erano ancora visibili e si potevano vedere sul soffitto i buchi dai quali usciva il gas Zykclon. Ecco quindi questa camera a gas, con le tracce delle unghie delle vittime sui muri e le aperture attraverso le quali le SS versavano il gas mortale.

Ma dimmi, se a Birkenau, i tedeschi avevano accuratamente fatto saltare tutto, per cancellare le prove, come si spiega che a meno di un chilometro da lì, ad Auschwitz abbiano lasciato una camera a gas intatta? Questa camera a gas che tutti visitano oggi con i buchi nel tetto e i graffi delle vittime sui muri !! Come si spiega questa flagrante contraddizione !!!

L’emozione contro lo spirito critico

Ma bisognerebbe ancora riuscire a vederla questa contraddizione! Poiché accuratamente preparati prima della loro partenza e presi dall’atmosfera della vista, molti giovani  andati prima di te a Auschwitz si sono lasciati travolgere dalle loro emozioni. Alex racconta:

la visita della sola camera a gas restata intatta a Auschwitz mi ha dato un’impressione di soffocamento…

Marion aggiunge:

l’aria diventa rarefatta improvvisamente dando l’impressione di soffocare…

(sono all’ultimo anno del liceo)

Vorrei far loro notare che il locale nel quale si trovavano, indicato da una croce (min. 03:52), possiede due uscite segnate da frecce e sempre aperte, quindi l’aria non è rarefatta e non c’è motivo di soffocare! Tutto ciò che provano, è solo nella loro testa, ma i racconti di questi due studenti dimostrano sino a che punto alcuni giovani possano essere totalmente manipolati e travolti dalle emozioni, non riflettono più. Non si pongono in alcun modo la domanda più evidenteperché i tedeschi che cancellarono tutto – dicono - dall’estate 1942 e che hanno smantellato tutto nel campo di Birkenau, avrebbero lasciato sussistere, a qualche centinaio di metri da lì, questa camera a gas , prova flagrante di un massacro di massa ?!

La risposta del professor Faurisson

La risposta la troverai nel blog del professore Faurisson, leggiamo :

Dal 1948, anno della creazione da parte dei comunisti polacchi del museo di stato di Auschwitz, milioni di turisti hanno visitato il crematorio del campo principale Auschwitz -1, con la sua camera a gas. 500.000 visitatori ogni anno all’inizio degli anni ’90

(apro qui una parentesi, per dire che oggi le visite sono triplicate, nel 2014 1.530.000 persone hanno visitato il posto. )

Il crematorio e la camera a gas, sono presentati dalle guide come autentici, ma al visitore recalcitrante che interroga le autorità,  si risponde, dopo le mie visite del 1975 e del 1976, che si tratta di una <<ricostruzione>> (sottinteso identica). In realtà, l’insieme non è né identico né ricostruito fedelmente. Nel 1941-1942, è stato un crematorio dei più classici con, in particolare, una camera fredda per i cadaveri e la sala di incinerazione, dotata di 6 muffole. Nel 1943-1944, i sei forni sono stati soppressi e la camera fredda cosi come altre stanze sono state trasformate in rifugi antiaerei con una sala operatoria chirurgica per l’ospedale SS, situato nelle vicinanze.

Se quindi i tedeschi, non hanno distrutto questo stabile è perché :
1) non era mai servito per un massacro di massa e

 

 

Immagine, fuori testo. I rappresentanti della Commissione sovietico-polacca al campo di concentramento di Lublino-Majdanek.Sullo sfondo il crematorioClick...
Immagine 3, fuori testo. I rappresentanti della Commissione sovietico-polacca al campo di concentramento di Lublino-Majdanek.Sullo sfondo il crematorio. Click...
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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Immagine 4, fuori testo. La falsificazione del numero dei morti ad opera della Commissione sovietica. Click...
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

2) avendo smantellato i forni, i tedeschi pensarono che i sovietici non avrebbero potuto servirsene per organizzare, come 6 mesi prima nel campo di  Majdanek  la loro propaganda menzognera [Vedere le 2 foto allegate a fianco]. Perché proprio di propaganda menzognera si tratta.

Le menzogne del Museo di Auschwitz

Il professore Faurisson cita uno studio pubblicato nel 1995 nella rivista L’Express. In questo studio l’autore raccontava che era andato a interrogare le autorità del Museo di Auschwitz sui gravi errori di ricostruzione del crematorio 1. Gli avevano risposto :

<< Per il momento, si lasci così e non precisiamo nulla al visitatore, è troppo complicato, si vedrà più tardi>>.(2)

 

 

 

Immagine 5, fuori testo. Le falsificazioni post belliche. Click...
Immagine 5, fuori testo. Le falsificazioni post belliche. Click...
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

[Olodogma ha realizzato un "cartolina revisionista" dove sono messe in evidenza le falsificazioni fisiche eseguite in quello stabile, vedere l'immagine a lato]

Commentando questi propositi il professor Faurisson scrive: La risposta di questa persona equivale a dire : << Abbiamo mentito. Mentiamo. Mentiremo…fino a nuovo ordine>>.

E vent'anni dopo, il nuovo ordine non è ancora arrivato, la situazione resta la stessa, quando visiterai il crematorio-1 niente di chiaro ti indicherà gli errori nella ricostruzione. Perché? Perché quegli errori sono fatali alla tesi ufficiale.
Alcuni risponderanno, che non hanno importanza i deliri negazionisti di Faurisson, che non ha importanza il perché i tedeschi non abbiano distrutto questo locale e che non hanno importanza gli errori di ricostruzione dei polacchi. I graffi delle vittime sui muri sono la prova dell’omicidio e delle condizioni orribili nelle quali è stato perpetrato.
Bene !
Allora cominciamo e parliamo di quei graffi sui muri.

Le pretese tracce di unghie sui muri della << camera a gas >>

 

 

 

Immagine 6, fuori testo, le ptryese "unghiate" nella camera a gas di Auschwitz 1. Click...
Immagine 6, fuori testo, le ptryese "unghiate" nella camera a gas di Auschwitz 1. Click...
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Su internet sono spesso menzionate come una realtà indubitabile, vera come il giorno segue la notte. Camille arriva sino  a svelarci la ragione:

ci hanno spiegato che solo le persone che erano direttamente sotto il getto del gas morivano immediatamente. Le altre agonizzavano per circa 20 minuti, ciò spiega i numerosi graffi di unghie che abbiamo potuto vedere sui muri di questa camera a gas.

Nel fumetto Maus, che forse leggerai o forse hai già letto, un deportato descrive a un altro, lo stato in cui certe vittime sono state ritrovate, una volta finito il gasaggio (min. 08:25) :

Le loro dita rotte a forza di cercare di scalare i muri…e a volte le loro braccia erano lunghe tanto quanto i loro corpi, fuori dalle articolazioni. 

 

 

 

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Braccia diventate lunghe tanto quanto i corpi ??!! Come il signor Chatouille?
So che questo soggetto è grave e non si presta al ridere, ma stiamo navigando nel grottesco!! Vi prendono veramente per degli idioti !

[Il paraone dell'autore  si può confrontare con la foto 4 della "cartolina" a fianco]
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Il silenzio rivelatore del Museo di Auschwitz

Ma lasciamo da parte questo e ammettiamo, si ammettiamo ! Nel 1945, quindi i sovietici scoprono questa camera a gas con queste tracce di unghie sui muri.
Ma dimmi, queste tracce di unghie, queste tracce fatte dalle stesse vittime che soffocavano, che agonizzavano, è una testimonianza unica, eccezionale! Si dovrebbe quindi vedere in tutti lavori consacrati a Auschwitz, sarebbe un omaggio unico alle vittime, un po’ come se pubblicassero la loro ultima testimonianza, la loro lettera di addio.
Ti invito ora a fare una piccola esperienza, connettiti al sito ufficiale di Auschwitz (min. 09:30), clicca sulla rubrica Foto e documenti storici (min. 9:32) certi sono consacrati a Auschwitz - 1, clicca, scoprirai 6 documenti (min.09:39), uno solo concerne il crematorio -1 : si tratta della facciata esterna dello stabile presa nel 1945 dai sovietici. Nessuna foto, dunque della camera a gas che avrebbero scoperto all’interno e soprattutto nemmeno una foto delle tracce di unghie sui muri.
Eppure due foto pubblicate (min. 09:59) mostrano delle scritte trovate sui muri del blocco 11, prova che questo genere di testimonianza storica è tenuta in conto. Quest’omissione è già sospetta, ma non è tutto, quando sarai a Auschwitz ti invito a fare due esperienze. La prima consiste a sfogliare l’ultima edizione del libro ufficiale del museo del campo, nel terzo quaderno di fotografie troverai un’immagine della camera a gas del crematorio -1 (min. 10:20), ma nemmeno una sola foto della traccia di unghie sui muri. Eppure questa foto (min. 10:29) mostra queste iscrizioni incise sul muro di una cella del blocco 11, ancora una prova che questo tipo di testimonianza è ritenuta interessante.

Fa tu stesso l’esperienza

Ecco ora la seconda esperienza che io ho già realizzato e che tu potrai facilmente confermare. Mi sono recato sul posto dei pretesi graffi e ho provato con le mie unghie di farne di identiche…invano! Non ci sono riuscito, nonostante le mie unghie siano dure, molto dure. E’ evidente che le unghie delle vittime si sarebbero scollate dalle dita prima ancora di aver potuto fare quelle tracce. Quando sarai a Auschwitz, ti invito a fare la stessa esperienza, ti garantisco che sarà inconcludente. Capisci quindi perché le autorità del museo di Auschwitz non ti mostrano quei pretesi graffi, sanno perfettamente di che cosa si tratta.

Tracce di unghie: una voce smentita…

Noto che una persona che aveva perso dei membri della sua famiglia ad Auschwitz aveva scelto di diffondere queste immagini delle pretese tracce di unghie. Con un’onestà lodevole, aveva raccontato che le autorità del museo di Auschwitz, l’avevano contattata per dirle

che quelle tracce non erano state fatte dalle vittime, ma più tardi dai turisti.

Personalmente, faccio fatica a credere che dei turisti abbiano potuto fare ciò, ma che importa, questa persona conferma che le autorità del museo sanno la verità. Ecco perché né nel loro sito ufficiale, né nel loro libro ufficiale parlano di queste pretese tracce di unghie!
Ma approfittando dell’ignoranza degli studenti, sommersi peraltro dalle loro emozioni, alcuni tra coloro che li accompagnano, non esitano a raccontare loro di tutto e di più! Non parliamo dell’autore di Maus che aggiunge il ridicolo alla menzogna.

Un crematorio che ha subito trasformazioni

Ecco perché ti ripeto, a Auschwitz non ascoltare le guide, ma apri gli occhi e armati di spirito critico. Detto questo, proseguiamo  e torniamo alla questione iniziale: perché i tedeschi che cancellavano tutto – dicono – dall’estate 1942 e che hanno distrutto tutto nel campo di Birkenau, avrebbero lasciato in piedi, a qualche centinaio di metri da lì, questa camera a gasprova flagrante – dicono – di un massacro di massa. Consultiamo il sito ferocemente antirevisionista PHDN (min. 12:51), si legge:

Se il Krema I non fu distrutto nel 1945, è  solo perché nel momento della fuga delle SS, non era utilizzato da molto tempo come luogo di assassinii di massa, contrariamente agli altri complessi crematori-camere a gas di Auschwitz II-Birkenau, che invece furono distrutti.

Ecco allora una spiegazione. Solo che, anche se non è servita da anni, un’arma del crimine resta un’arma del crimine. Ma PHDN (min. 13:26) spiega:

Nel 1943, il Krema I fu in parte smantellato, in particolare i forni e la ciminiera dello stabile. Nel 1944 lo stabile fu convertito in rifugio antiaereo (per i pazienti dell’ospedale SS vicino) e di conseguenza subì delle modifiche, soprattutto nell’aggiunta di tre muri di rinforzo nella vecchia camera a gas, dividendola in quattro stanze. Diverse entrate furono murate e gli orifizi per l’introduzione dello Zyklon B furono chiusi. Una camera stagna fu aggiunta all’estremità della vecchia camera a gas, e praticata un’apertura, che portava direttamente dalla camera stagna verso l’esterno (mentre prima, nessuna entrata permetteva di entrare direttamente nella camera a gas).

Questa volta tutto è chiaro! I Tedeschi non hanno distrutto questo crematorio perché era stato smantellato da molto tempo e riconvertito in ospedale. E’ conforme alla piantina dell’epoca conservata negli archivi del campo, della quale dobbiamo la pubblicazione al professor Faurisson (min.14:18). Ecco quindi il crematorio dopo la sua trasformazione nel 1943 (min.14:24). In alto la ciminiera era scomparsa, i forni erano stati smantellati, solo la parte inferiore era utilizzata, a sinistra una camera stagna d’entrata dava sulla sala operatoria. A  fianco una sala da bagno con due toilettes, poi tre camere dove probabilmente erano stati messi dei letti. Infine a destra era stata fatta un’altra camera stagna. Da un lato (min.14:50) l’ospedale era protetto dalla sala dei forni in disuso, dall’altro i tedeschi avevano messo un sostegno di terra contro il muro.E’ quindi in questo stato che i sovietici hanno ritrovato il crematorio 1. Bene !

Una ricostruzione “fedele”?

Ma allora si pone un problema ! Chi ci dice che i sovietici l’abbiano restaurato come nello stato originario e che la stanza presentata come una camera a gas, quella che visiterai, ne fosse solo una? Perché nessuna piantina dell’epoca parla di una camera a gas per gli anni antecedenti il 1944. Ecco una piantina (min.15: 26) dell’epoca che mostra il crematorio I, come era prima di essere riconvertito in ospedale. Le traduzioni delle annotazioni tedesche sono di Jean-Claude Pressac. Si entrava nello stabile da un vestibolo, sulla destra si trovava la stanza dove venivano messi i cadaveri appena arrivati, poi c’era la sala per il lavaggio, quindi del lavaggio dei corpi, da lì si passava facilmente nell'obitorio, in tedesco leichenhalle. Logicamente, questo obitorio dava nella sala dei forni. E’ chiaro secondo i piani tedeschi, questa stanza che ti presentano oggi come una camera a gas era un obitorio. Non esiste nessuna piantina sulla quale si legga gaskammercioè camera a gas. Ora poniamoci la domanda capitale: in questa stanza  che cosa attesta il suo utilizzo, in un’epoca qualsiasi, come camera a gas? La risposta s’impone: (16:24)i quattro orifizi, visibili sul soffitto, dotati di un’armatura di legno e sovrastati da un piccolo camino chjuso da un coperchio di legno. E’ attraverso questi orifizi che le SS avrebbero versato lo Zyklon B. Ad eccezione di questi quattro orifizi, nulla, assolutamente niente, dimostra che si trattasse di una camera a gas. Ma anche qui  nessun documento dell’epoca, né piantine, né fotografie attestano l’esistenza di questi orifizi durante la guerra. Qualcuno potrebbe ribattere che la loro esistenza sia attestata per la semplice presenza, solo che, tornando al sito violentemente antirevisionista PHDN,(min.16:57) l’autore dichiara che all’atto di riconvertire il crematorio i tedeschi avrebbero ri-otturato gli orifizi per l’introduzione dello Zyklon B, sarebbero stati riaperti dopo la guerra dai polacchi.

La domanda è quindi : i polacchi hanno riaperto gli orifizi esistenti o hanno effettuato dei buchi che non erano mai esistiti prima?

 

 

 

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Per rispondere procediamo con ordine: ecco i lavori polacchi come li vediamo oggi, (min.17:26 ) In alto nel rettangolo bianco, una piantina del crematorio presentato in modo che abbia la stessa prospettiva del tetto preso dall’alto, la stanza che visiterai e che ti presenteranno come camera a gas è stata cerchiata di giallo. Sul tetto ho riportato con tratti più sottili i contorni della stanza. Puoi vedere i quattro orifizi  di introduzione ri-aperti dopo la fine della guerra. Tutto sembra assolutamente logico : gli orifizi sono regolarmente disposti. Ora ritorniamo al PHDN ( min.18:01)

 

 

 

 

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Sfortunatamente, dice l’autore,nella fretta, i polacchi hanno commesso molti errori. Hanno abbattuto un muro di troppo e aggiunto alla camera a gas un vano che non ne faceva parte, ma che era nel suo prolungamento, la sala di lavaggio

I polacchi hanno quindi abbattuto le tre pareti indicate dalle frecce blu (min.18:16), che i tedeschi avevavo aggiunto per sistemare l’ospedale; ma hanno anche abbattuto il muro indicato da una freccia nera. Questo muro era quello che separava l’obitorio dalla stanza di lavaggio.

 

 

 

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Torniamo quindi al locale che visiterai (min 18:33). In alto indicato da una freccia bianca e da una croce di color rosso il muro che i polacchi hanno abbattuto, quando invece non avrebbero dovuto. Ecco gli altri orifizi aperti dopo la guerra, noterai che sono ben centrati rispetto all’estremità della stanza, ma ecco come avrebbero dovuto essere riconstituiti i locali (min.18:57).
Questa volta  constati che gli orifizi sono totalmente decentrati, cosa veramente grottesca, poiché quando si costruiscono orifizi per introdurre del gas in una stanza, si bucano in modo da dividere la stanza in parti uguali, al fine di ottenere una ripartizione uniforme. La conclusione è chiara: quei pretesi orifizi sono una falsificazione polo-sovietica ! Ma i falsari hanno lavorato troppo velocemente, avendo abbattuto un muro di troppo, hanno messo gli orifizi in modo completamente illogico.

Il quinto buco : sempre più stupido

Certo, alcuni si baseranno sul sito PHDN(min.19:34) per affermare che esisteva un quinto orifizio che i polacchi non avevano aperto. Benissimo, ma  una prima domanda : dove si trova questo orifizio? Benchè il sito PHDN mostri una piantina del crematorio I con la pretesa camera a gas(min.19:46), non indica la posizione di alcun orifizio. Avremo forse più informazioni cliccando sulla piantina originale? (min. 19:57) No! Si tratta di una cartina tedesca molto conosciuta, senza alcuna menzione né di una camera a gas, né di un qualsiasi orifizio. PHDN mostra anche uno schema del crematorio I oggi (min.20:06) ma nemmeno qui appaiono i buchi, allora clicchiamo sulla piantina dettagliata, si tratta di quella stabilita da Jean-Claude Pressac (20:14), si vedono i quattro orifizi aperti dai polacchi, ma nessuna traccia di un quinto orifizio…ovvio!
Jean-Claude Pressac non ha mai parlato di cinque aperture.
Nella sua opera pubblicata nel 1993 parlava solo di tre.
Questa piantina mostrata da PHDN non ci informa su nulla. Sapendo che i quattro orifizi fatti dai polacchi si presentano cosi, (min.20:34) alcuni ne dedurranno che il quinto si trovava più a sinistra, cosa che ne ristabilirebbe perfettamente l’equilibrio. Il problema è che se tu guardi il soffitto in quel punto, non vedrai la minima traccia di un qualsiasi orifizio richiuso.
Allora dov’è questo quinto buco?
Per saperlo, bisogna andare alla fine dell’articolo di PHDN. (min.20:56)Tra i riferimenti figura uno studio del quale ho già lungamente parlato… clicchiamo…gli autori cercano i buchi mancanti sia nel crematorio II che nel crematorio I; sul soffitto dell’obitorio del crematorio I,

 

 

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hanno ritrovato diverse tracce di buchi richiusi, tra cui questo(min.21:09) che sembra essere invece quadrato. Ne fanno il quinto orifizio. Sullo schermo, lo schema dato dagli autori.(min.21:19) I quattro buchi aperti dai polacchi sono in giallo, il quinto Z1 è evidenziato in verde, gli altri due sono buchi di aereazione di cui nessuno contesta l’esistenza. Osservate la posizione nella quale si trova Z1,  è assolutamente strana. (min.21:37) A livello del tetto questo quinto orifizio non è dove potremmo credere di trovarlo (min.21:37), ma lì (min.21:41). Per coloro che volessero confrontarlo con il grafico dato dagli autori ho aggiunto le lettere. Capisci ora perché i polacchi non hanno aperto quel buco? Non solo era inutile, ma assolutamente sciocco, visto i 4 buchi che avevano fatto loro stessi.
Si arriva ad un’esposizione sempre più ridicola.
Capirai anche perché l’articolo di PHDN si limita a citare lo studio solo in fondo al testo (min.20:03), senza tradurlo, e soprattutto senza mostrare dove questo quinto buco fosse stato fatto. L’autore di PHDN sa che pochissimi dei suoi lettori hanno il coraggio di leggere questo lunghissimo studio in inglese, ma questo gli permette di affermare perentoriamente che, i quattro orifizi aperti dai polacchi erano nei posti giusti e che un quinto orifizio esiste. Tutto questo è manifestamente falso.
In quanto a quel quinto orifizio, molte ragioni possono spiegare la sua esistenza e il suo essere stato richiuso, senza per questo parlare di un omicidio di massa.
La conclusione di tutto questo?
E’ che dopo la guerra, i sovietici e i polacchi hanno fatto quattro buchi che non erano mai esistiti prima. Ma la provvidenza vegliava! I bugiardi si sono penosamente sbagliati, hanno abbattuto un muro di troppo con conseguente collocamento, totalmente illogico dei pretesi orifizi per l’introduzione dello Zyklon B.

 Le incredibili “confessioni”  del comandante di Auschwitz

Forse qualcuno potrebbe a questo punto dirmi:

ma lei dimentica, che l’ex comandante del campo Rudolf Hoess, ha lui stesso confessato che fossero stati fatti i buchi,nel settembre 1941 per un primo gasaggio di 900 prigionieri russi.

Benissimo ! Allora apriamo le Memorie di Rudolf Hoess, così come le hanno pubblicate i polacchi. A proposito del gasaggio nel crematorio 1, perpetrato su 900 russi, Hoess racconta: (min.23:33)

Molto semplicemente, mentre scaricavamo i camion, facemmo rapidamente diversi buchi sul soffitto dell’obitorio. (…)Tutto il convoglio riempì esattamente l’obitorio. Allora chiudemmo le porte e lasciammo penetrare il gas dai buchi.

Jean- Claude Pressac commenta: (min.23:51)

Due dettagli sono improbabili,ammassare 900 persone in 78,2 mq, e il foramento rapido di diversi buchi sul soffitto per introdurre lo Zyklon B. Forare dai 10 ai 15 centimetri di cemento, non era un lavoro realizzabile nella spinta del momento.

Riflettiamo innanzitutto sui buchi : si sarebbe trattato quindi di fare cinque buchi quadrati in una lastra di circa 15 centimetri in cemento armato. Jean- Claude Pressac aveva incontestabilmente ragione ! Il cemento, soprattutto se armato, è un materiale estremamente difficile da forare, a martellate avrebbero impiegato ore !!! Ecco (min.24:34)un utensile che utilizzano oggi  per fare un buco quadrato, in una lastra di cemento armato di 20 centimetri  di spessore. Questo vi mostra la difficoltà del lavoro. Un altro tipo di utensile è anche utilizzato,(min.24:55) meno ingombrante, ma anche così, non si può improvvisare. Per le lastre più fini, si può utilizzare una mola portatile per esempio (min.25:08), ma i lavori non potranno essere fatti in una sola volta e ci vorrà tempo! Ultima soluzione un banale trapano (25:23), ma anche cosi il lavoro prenderà tempo. Non ci sbagliamo, fare cinque buchi in una lastra di cemento armato è un vero cantiere. Bisogna innanzitutto prendere, delle misure precise, per non trovarsi su una colonna portante; poi bisogna fare dei buchi, cioè rompere il cemento e tagliare delle barre metalliche e aggiungere la copertura di legno.
E ti si chiede di credere che tutto questo sarebbe stato realizzato rapidamente? Ovvero, solo il tempo di far scendere i russi dai camion? Non è improbabile come diceva Pressac, è semplicemente ridicolo.
Vai ad informarti in un cantiere.
Ma non è finita! Nove persone per metro quadro è considerato come il massimo, quando si tratta di ammassare gente. Sapendo che la pretesa camera a gas del crematorio 1 misurava 78 metri quadri, sarebbe stato fisicamente impossibile di ammassarvici più di 700 persone.
Jean-Claude pressac lo sa bene! Allora che fa?( min.26:28) Ebbene, rettifica lui stesso la testimonianza dicendo, che dove Rudolf Hoess parla di 900 persone, si trattava in effetti di 500/700 persone. Questo gli permette di cancellare anche questa impossibilità e alla fine di accettare le confessioni del  primo comandante di Auschwitz come relativamente credibili. Ma ricordiamo che nel momento della pretesa ricostruzione i polacchi hanno abbattuto un muro di troppo, questo errore ha avuto come conseguenza l’aggiunta di 16 mq alla pretesa camera a gas (min.26:47), facendo passare la sua superficie totale da  78 a 94 metri quadri. Con questa superficie, l’ammassamento di 900 persone descritta da Rudolf Hoess diventa improvvisamente credibile (2).
La conclusione di tutto questo?
E’ semplice, i polacchi hanno suggerito a Rudolf Hoess le sue confessioni,  confessioni totalmente incredibili. Gliele hanno suggerite sulla base della loro ricostruzione. Invece di salvare la tesi ufficiale, la testimonianza di Rudolf Hoess  gli dà, al contrario il colpo di grazia. La pretesa camera a gas che ti faranno visitare a Auschwitz è un’impostura. Questa stanza è prima servita come obitorio e poi una volta smantellato il crematorio, come rifugio antiaereo con sala operatoria per l’ospedale SS del campo.
Le tracce di unghie sui muri?
Una sciocchezza.
I quattro orifizi sul soffitto? Sono i polacchi che li hanno aperti dopo la guerra, non erano mai esistiti prima.
La testimonianza di Rudolf Hoess?
I polacchi gli hanno suggerito quelle testimonianze insulse. (3)(4)

Conclusioni e altre domande

Alcuni mi risponderanno ora:

va bene, va bene, le SS non hanno distrutto il crematorio 1, perché non è mai servito come camera a gas, ma allora se hanno distrutto i crematori di Birkenau è perché questi erano stati usati come camere a gas”

Obiezione pertinente ne convengo!
Ma prima di concludere precipitosamente, ti invito a porti questa domanda: se ti hanno mentito ad Auschwitz 1 mostrandoti una camera a gas, dove non c’era nulla di più di un obitorio, un crematorio banale, chi ti dice che non ti mentano anche su Birkenau?
Chi ti dice che ciò che ti presentano come camere a gas, non fossero anch’esse dei volgari obitori?
Chi ti dice che tutti quei capelli o qualsiasia altra cosa vedrai al museo di Auschwitz siano prove di un crimine?
A presto per una risposta a questa domanda!
Buonasera!

Note
1) Il 1° video si trova qui:  Avviso ai giovani che andranno a visitare Auschwitz occhi aperti e…non ascoltare le guide…di Vincent Reynouard
2) Sulla "prima gasazione", fonti alla mano, ecco il marasma che ne risulta: La prima gasazione di Auschwitz nella FOS ( fabulazione olocau$tica standard ).La risposta di Carlo Mattogno a pisanty valentina
3) Fonte primaria: http://robertfaurisson.blogspot.it/2012/08/il-29-dicembre-1978-le-monde-pubblicava.html, il testo dice:

<<E. Conan riporta una stupefacente affermazione della vice-direttrice del Museo nazionale di Auschwitz che non si decide a spiegare al pubblico il travestimento. Egli scrive: “Krystina Oleksy […] non si decide a farlo. ‘Per il momento, la si lascia com’è [questa stanza qualificata come camera a gas] e al visitatore non viene precisato nulla. È troppo complicato. Si vedrà più tardi’” (“Auschwitz: la mémoire du mal”, 19-25 gennaio 1995, p. 68)>>

4) Sulle "confessioni" del Comandante di Auschwitz
SS-Obersturmbannführer Hoess (in tedesco Höß ed anche Höss) rimandiamo al seguente post: Analisi critica delle testimonianze dello SS-Obersturmbannführer Rudolf Höss,ex comandante di Auschwitz .
5) La traduzione è a cura di GV

 


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Author(s): Olodogma
Title: Avviso ai giovani che andranno a visitare Auschwitz occhi aperti e…non ascoltare le guide…di Vincent Reynouard (2°)
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Published: 2015-09-05
First posted on CODOH: March 16, 2019, 8:39 a.m.
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