Il Progetto Madagascar, la Nuova Europa senza ebrei, su La Stampa del 1940
Published: 2015-11-04

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Nell'ottobre 2015  le dichiarazioni del capo del ghetto ebraico di Palestina...“Hitler non ha voluto sterminare gli ebrei, al momento, ha voluto espellere l’Ebreo“ (1) hanno accesso discussioni dai toni, volutamente, da vigilia dell'esecuzione capitale nella comunità degli storici sterminazionisti e pennivendoli. Molto citato, negli articoli, il reale progetto tedesco di trasferimento di tutti gli ebrei europei nell'isola di Madagascar.
Riportiamo un articolo da La Stampa del 18 Luglio 1940 dove si dava ampia rilevanza a tale Madagaskar Projekt, sintetizzato nel motto  alle Juden aus Europa  (tutti gli Ebrei fuori dall'Europa). Olodogma

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LA STAMPA - Giovedì 18 Luglio 1940 - Anno XVIII

La nuova Europa senza gli ebrei

 

 

Immagine-1., FT. L'originale, ebrei fuori dall'europa. Click...
Immagine-1., FT. L'originale, ebrei fuori dall'europa. Click...
 
 
 
 
 
 
 
 
 

I giovani popoli d'Europa, che sono i forgiatori del nuovo destino del vecchio Continente, sentono pur nel pieno ritmo della battaglia la febbre della costruttività ; l'Europa sarà e rinascerà nello spirito delle grandi rivoluzioni nazionali di Italia e di Germania che sono state le anticipatrici del nuovo ordine, della nuova civiltà.
 Qualche idea, qualche direttrice già si fanno strada in articoli e in discorsi; ma non è nello stile rivoluzionario abbandonarsi a intrecciar programmi troppo particolareggiati: l'alacre genio dei due Condottieri saprà tracciare le linee dell'edificio europeo al momento giusto. Quello che noi sappiamo è già acquisito nell'ideale e nella vita delle due Rivoluzioni: la nuova civiltà europea sarà la civiltà del lavoro misura integrale dei valori umani, e si spezzerà l'idolo dell'oro che aveva condotto alla decadenza europea attraverso la speculazione, l'affarismo, la corruzione. Già esistono gli estremi tecnici per questo profondo rovesciamento di valori; e Italia e Germania hanno insegnato prima la via colla loro organizzazione autarchica che ha finito per spingere l'oro in un solo rifugio, quindi sostanzialmente per isterilirlo; già l'ambiente morale è maturo per la grande liberazione e là dove gli ostacoli erano troppo fìtti o cancrenosi per arrendersi alla persuasione è passato il filo della spada che giudica inesorabilmente.

Da qualsiasi aspetto si osservi tale palingenesi essa esige una condizione preliminare, necessaria, l'eliminazione totale e definitiva dall'Europa degli ebrei.

II vecchio ordine che è crollato o sta crollando miseramente era la società che lo spirito giudaico aveva preconizzato, preparato, permeato, corroso, dominato coll'ansia messianica di ottenere la sua grande rivincita religiosa, morale, politica, economica e che in fondo giorno per giorno esso stava realizzando; è naturale, è giusto, è fatale che la vittoria delle nuove idee liquidi senza possibilità di infiltrazioni, sia pure a lunga scadenza, quello che era stato il fermento vivo e continuo di dissolvimento e di decomposizione.
Se gli ebrei avessero potuto seguitare la loro opera solo per qualche decennio è certo che l'Europa, in quello che di più nobile ed elevato raccoglie questa espressione geografica, sarebbe finita; ora che l'Europa rivive e rinasce, essa deve liberarsi una volta per sempre della razza che costantemente ne ha insidiato la compagine.
Non bastano le misure preventive che la Germania e l'Italia hanno provvidenzialmente adottate quando i loro provvedimenti non potevano avere che un carattere interno; la storia può essere una maestra sicura se saggiamente osservata: per secoli e secoli gli ebrei si erano adattati a vivere ai margini delle antiche società; per secoli e secoli hanno sempre saputo fiutare e scoprire i punti di debolezza delle vecchie società per insinuarvisi ed alzare la testa; ricacciati violentemente essi hanno sempre saputo attendere la loro ora tramandandosi la tenace brama di vendetta di generazione in generazione. Fin che spuntò l'alba della Bastiglia e la piovra velenosa lanciò le sue braccia in ogni direzione occupando i posti di più abile comando, umiliando gli ingenui goym (recte goyim,ndolo), instaurando la società demo-capitalistica, la più consona alle loro capacità e al loro piano di asservimento del mondo ai gruppi dell'alta finanza, cioè a loro stessi.
• Ora che la minaccia più grave si è dileguata ci accorgiamo ogni giorno più quanto essa sia stata vicina, immediata, quasi inesorabile. Ed appunto questa coscienza ci deve spingere alla più fredda inflessibilità. La Rivoluzione delle Camicie Nere e delle Camicie Brune ha trionfato proprio contro quel mondo che sembrava ed era plasmato ad uso giudaico; occorre trarne tutte le conseguenze. La vittoria militare ci renderà arbitri di molteplici soluzioni internazionali che fino a ieri apparivano precluse dalle democrazie tenute in pugno dagli ebrei: e allora perchè non risolvere il problema non secolare ma millenario, il problema che affaticò Roma e che si perpetuò attraverso tutti gli evi mordendo incessantemente sull'unità cattolica, sino a frantumarla, nella maniera più totalitariamente radicale? Non bisogna cullarsi nell'illusione che ormai il pericolo è prevenuto con barriere insormontabili; fu questa l'eterna illusione di quanti nei tempi più diversi si opposero al giudaismo; le prospettive non possono essere di anni e nemmeno di decenni, ma di secoli; Israel ha il fiato lungo; sa aspettare; sa percepire ogni attimo di stanchezza o di altrui divisione per penetrare lentamente. Il verme non si vedrà ma ci sarà ugualmente e lavorerà.
Occorre che gli ebrei siano sgombrati dall'Europa e il più lontano possibile, nelle condizioni più sfavorevoli ad un loro ritorno. Del resto i più intransigenti sionisti non vanno predicando la necessità e l'opportunità di un foyer? L'assurdo è stato di aver tentato di crearlo proprio nel Mediterraneo, bacino civilissimo che ha sofferto più di qualsiasi altra zona della permeazione ebraica.
Si è parlato e si parla del Madagascar; la soluzione è senza dubbio delle più felici; la grande isola dell'Oceano Indiano coi suoi 600 mila kmq. di superficie, coi suoi climi e le sue colture diverse offre un largo campo di lavoro per chi vuole lavorare; essa può accogliere senza difficoltà insormontabili milioni di ebrei che ancora abitano nelle parti di quell'Europa destinata, sotto la direzione delle Potenze dell'Asse, a riportarsi alla testa, com'è suo dovere e suo diritto, della storia del mondo.
Comunque, nel Madagascar o altrove (il Madagascar gode la posizione privilegiata di essere un'isola lontana) la migrazione che libererà l'Europa dagli ebrei dovrà avvenire : non sarà questa la condizione sufficiente per il formarsi della nuova Europa, ma è certamente una condizione necessaria. Senza gli ebrei il respiro dell'Europa sarà più vasto e più puro.
Noi non siamo dei miracolisti; l'Europa di domani avrà i suoi problemi, i suoi contrasti, le sue emulazioni e forse potranno anche determinarsi degli urti poiché le stirpi arie sono battagliere per eccellenza, dotate di due qualità caratteristiche, la volontà di combattimento e la capacità costruttiva, cioè doti che gli ebrei non possiedono in senso assoluto. Ma non sono simili difficoltà che potranno determinare una decadenza europea: le civiltà, i popoli decadono solo in quanto si contaminano e si corrompono, Non c'è dubbio che in Europa il massimo virus di contaminazione e di corruzione è stato portato dagli ebrei da ogni punto di vista, a cominciare da quello fondamentale che è l'imbastardimento del sangue.
Purificata dal giudaismo in tutte le sue forme l'Europa potrà attendere per secoli sicuramente al suo primato di civiltà. 

                                                                                                           Alfredo Signoretti

Note
1) Sulle dichiarazioni del sionista netanyahu si vedano i nostri posts:
a – 1216) 01-11-15 – Netanyahu e il Gran Mufti: un dibattito sul nulla…di Carlo Mattogno
b – 1213) 28-10-15 – Il sionista netanyahu avalla ufficialmente il gioco delle tre carte della storiografia sterminazionista!
c –  27-10-15 – Scialuppe a mare?…”netanyahu ha ragione…Hitler…a lungo…si limitò a espellerli”(gli ebrei)
d –  24-10-15 – L’SS (super sionista) netanyahu benjamin ha ragione! Adolf Hitler…
e –  22-10-15 – Anno 70 dA (dopo Au$chwitz), l’ebreo netanyahu è diventato un revisionista-negazionista?
2) Fonte e copia: http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,3/articleid,1126_01_1940_0172_0003_22522864/

 


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Title: Il Progetto Madagascar, la Nuova Europa senza ebrei, su La Stampa del 1940
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Published: 2015-11-04
First posted on CODOH: April 18, 2019, 9:07 a.m.
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