Il regalo di Natale di Jacques Vecker
Published: 2015-12-28

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Natale 2015
La luce riprende dopo il solstizio d'inverno la sua marcia ascendente
o LA LIBERTÀ D' ESPRESSIONE RIGENERATA

 

 

 

Immagine-2, FT. Gerard Menuhin e la copertina di Tell the Truth and Shame the Devil. Click...
Immagine-1, FT. Gerard Menuhin e la copertina di Tell the Truth and Shame the Devil. Click...
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Due eventi si scontrano e le scintille che ne scaturiscono dovrebbero incenerire le tigri di carta che ci deridono da cosi tanto tempo e essenzialmente dalla fine dell'ultimo conflitto mondiale.
Si tratta, da un lato, della scoperta dell'opera del celebre cineasta ebreo Gerard Menuhin (vedere qui) "Tell the Truth and Shame the Devil" ( Amazon e Barnes) che rompe ogni tabù e proclama che subiamo "la più grande menzogna della storia", che il preteso olocausto con il quale ci imbottiscono senza tregua non c'e' stato e che la Germania si è lasciata schiacciare sotto la calunnia dopo essere stata schiacciata dal ferro e dal fuoco di una coalizione di interessi vili e calcoli osceni.

 

 


Immagine-2, FT. L'ebreo finkielkraut alain, Palestina, Gerusalemme. Click...
Immagine-2, FT. L'ebreo finkielkraut alain, Palestina, Gerusalemme. Click...
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Allo stesso tempo, possiamo dire, usciva l'ultima opera di Alain Finkielkraut, "La Simple Exactitude" nella quale questo eminente stilista impone il detto olocausto quasi in ogni pagina senza apportarne la minima prova e senza rispondere un solo istante ai pertinenti argomenti opposti alla sua tesi da impavidi revisionisti aventi a cuore, del tutto lontano dall' "antisemitismo" chimerico, solo l'esattezza, l'onestà, la giustizia, la pace.
E mentre il filosofo mediatico, affetto da psittacismo (1), evoca il carattere "incommensurabile" dell'olocausto, "il genocidio di riferimento" e si dilunga su "questo crimine meticoloso e selvaggio" che fu "lo sterminio degli ebrei", Gerard Menuhin osserva:

"Già la semplice constatazione che l'olocausto degli ebrei non possa essere messo in discussione e che la pressione ebrea impone a società democratiche, leggi che si oppongono alle domande scomode è sufficiente a dimostrare : che si tratta di una menzogna.
Altrimenti perché non sarebbe permesso metterla in dubbio ?
Perché ciò potrebbe addolorare i sopravvissuti ?
Perché ciò offenderebbe i morti?
Queste non sono ragioni sufficienti per vietare una discussione.
No, tali leggi sono state votate perché la denuncia della più grande delle menzogne implicherebbe la rivelazione di tante altre menzogne e potrebbe far tremare il fragile edificio della società."

Tutto questo potrebbe essere solo una disputa accademica se la spada di una giustizia sottomessa (a chi?) non colpisse gli impenitenti che osano evocare fatti facilmente verificabili, se non fosse soffocata ogni voce discordante con il servizio di maestri che tentano di dirigere come vogliono imperi e cuori.

Come anche un buon numero di dissidenti, i revisionisti sopportano tutte le avversità perché non possono accettare la distorsione di documenti, della storia, delle evidenze e del semplice buon senso. Appena ci si lancia in una ricerca onesta si ricade sempre sul punto centrale del programma nazionalsocialista: LA SOPPRESSIONE DELL'INTERESSE BANCARIO (die Brechung der Zinsknechtschaft) (2), quello che Menuhin esprime in altri termini stigmatizzando l'élite finanziaria e coloro che tirano i fili per dominare il mondo.

Jacques Vecker
"Libre Expression"
Château de Vaugran
30480 St Paul-la-Coste. (3)(4)(5)

Note
1) Definizione: <<sm. [sec. XIX; dal greco psittakós, pappagallo]. Sintomo psicopatologico di riscontro non raro in alcune forme di psicosi e nei gravi deficit intellettivi, consistente nella ripetizione di parole o frasi udite da altri e non capite.>>  (Fonte: http://saperelb-538884594.eu-west-1.elb.amazonaws.com/enciclopedia/psittacismo.html)
2) Sulla soppressione dell'usura bancaria e la nazionalizzazione della banca centrale, da parte del Governo del IIIReich,  si veda questo post.
3)Fonte: BO5377241215. Traduzione a cura di Olodogma
4) Altri articoli su/di Jacques Vecker
a- 25-07-2013 Jacques Vecker scrive all’ebreo,israeliano,pacifista e antisionista Michel Warschawski
b- 13-09-2013 J.Vecker scrive a D.Jamet…”Di quale Europa parla? Della Germania…dove le prigioni  abbondano di revisionisti…
c- 08-01-2014  Jacques Vecker ed il mito dell’olocau$to-riflesso condizionato in Bruno Clémentin
5) Sull'ebreo finkielkraut alain è disponibile qui un articolo, sull'ossessione della "memoria che sfocia in paralisi del pensiero", dell'ebreo montefiori stefano

 


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Author(s): Olodogma
Title: Il regalo di Natale di Jacques Vecker
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Published: 2015-12-28
First posted on CODOH: June 20, 2019, 1:28 p.m.
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