Pregiudizio contro preteso stereotipo, il caso Ida Magli
Published: 2016-01-22

.

Il 20 Gennaio 2016 leggiamo "Stereotipi antiebraici nell’articolo di una nota antropologa...Il quotidiano Libero ha pubblicato nelle sue pagine culturali un lungo articolo...dell’antropologa Ida Magli dove vengono riproposti alcuni dei principali stereotipi della polemistica cattolica contro gli ebrei e l’ebraismo...L’ebraismo viene presentato come una religione formalista, vendicativa e crudele, specie con i bambini!!... (1)

RIVOLUZIONE GESÙ Quell’abisso tra i divieti ebraici e la somma dolcezza dei Vangeli
Nell’Antico Testamento domina il timore della contaminazione e a farne le spese sono donne e bambini. Poi arriva Cristo e cambia tutto. Non dimentichiamolo

IDA MAGLI - Andato in visita alla Sinagoga di Roma, il Papa ha definito gli ebrei «i nostri fratelli maggiori». Nostri, ossia dei cristiani. Abbiamo così la prova che la Chiesa non sa nulla di Gesù, non ha capito quale sia stata la sua rivoluzione, rivoluzione che ha dato il via a un nuovo modo di pensare, di porsi di fronte all’Uomo, a se stessi, alla realtà, a Dio, fondando una diversa direzione del tempo; la cultura in cui si è formata l’Europa cristiana. È la rivoluzione per la quale è stato ucciso. Il carattere che domina l’Antico Testamento è il timore di ciò che è esterno all’uomo e che lo può contagiare, contaminare, sporcare anche senza che se ne avveda. Le azioni dell’ebreo sono tutte indirizzate perciò all’osservanza scrupolosissima degli innumerevoli divieti, elaborati dai maestri rabbini con assoluta precisione così che nessuno possa avere dubbi sul da farsi. Se il sabato, per esempio, non si può e non si deve fare nulla per imitare Dio che il settimo giorno si riposò, questo «nulla» cresce a dismisura nel porre interrogativi sul modo in cui realizzarlo: il sarto può portare, come è solito fare, infilato sul vestito l’ago per cucire anche di sabato? Se fosse necessario uscire di casa, quanto spazio si potrà percorrere? Quanti passi si potranno fare? La pesantezza di questo assillo per la precisione la si intravede anche nell’«occhio per occhio, dente per dente» in cui è racchiusa la regola della giustizia. L’ambito in cui si sono sviluppati i divieti in maniera macroscopica è naturalmente quello dell’orrore per l’impurità femminile. Mestruazioni, gravidanze, parti, tutto ciò che ha a che fare con il sangue, tiene lontano il maschio ebreo al punto che le donne, e con le donne i bambini, sono costrette a vivere in una parte separata della casa, non possono mangiare insieme agli uomini e neanche parlare se non è stata rivolta loro prima la parola dai maschi. Per i bambini, poi, viene espresso un rifiuto così crudele che è difficile forse trovarlo in egual misura in altre culture, sebbene i bambini siano stati e siano ancora oggi anche in Europa l’oggetto di orribili efferatezze. «Sfracellateli, sterminateli, sacrificateli, mangiateli»: dal Deuteronomio al Libro dei Re, da Geremia al Levitico sono decine e decine le esortazioni all’odio contro i bambini. Come si passa dal mondo dei divieti all’immensa dolcezza dei Vangeli, a quella libertà da qualsiasi timore, a quel «Lasciate che i bambini vengano a me» gridato da Gesù che li prende in braccio, li benedice, li ama a tal punto da affermare che soltanto diventando come i bambini si può entrare nel regno dei cieli? Eppure la rivoluzione messa in atto da Gesù è sostanziata esclusivamente da un’intelligenza penetrante e geniale che non si lascia ingabbiare da pregiudiziali di alcun genere e che vede la realtà, la natura, le cose. (Qui si sta facendo un’ana- lisi laica che non implica nessun riferimento teologico). Vede la realtà, ossia che «nulla dall’esterno può contaminare l’uomo», perché la Persona, il valore della Persona dipende soltanto da ciò che pensa, che vuole, che fa. Perciò tutti gli es- TRA I MERCANTI E PILATO «Ecce Homo!» (1871) del pittore svizzero-italiano Antonio Ciseri (1821-1891). Nell’altra pagina, «Cacciata dei venditori dal Tempio» (1872 circa) del danese Carl Heinrich Bloch (1834-1890) seri umani sono uguali, al di là del sesso, dell’età, della posizione sociale: perché sono Persone. La strategia di Gesù, del resto, è quella di mettere in atto la rivoluzione della libertà. Le donne non contaminano? Eccolo frequentare il luogo deputato delle donne: il pozzo. Alla donna più impura, la Samaritana, che gli ebrei ritenevano mestruata fin dal- la nascita, Gesù chiede da bere, porge la mano a prendere il contenitore toccato, contaminato da lei. Un «Dammi da bere!» travolgente - lo definisce la piccola S. Teresa di Lisieux - e la Samaritana, cui nessun ebreo in tutta la vita aveva mai rivolto la parola, ne è stata travolta davvero, correndo felice in tutto il paese a gridare i suoi peccati. Occhio per occhio, dente per dente? Macché! Amate i vostri nemici; se qualcuno ti dà uno schiaffo su una guancia, tu porgigli anche l’altra. Paradossi? Forse. Ma paradossi che hanno fondato una nuova cultura. Non senza il male, non senza il peccato, ma dove il male è visto e deve essere visto come «male», dove il peccato è giudicato e deve essere giudicato come «peccato», compiuto dall’uomo. La comprensione intellettuale diventa ricerca della verità, diventa l’inizio della ricerca scientifica. È la cultura in cui ancora vive la società europea, la nostra. Sa nulla Bergoglio di tutto questo? Lui che porta in testa lo zucchetto ebraico, segno della sottomissione a Dio, mentre i cristiani, maschi e femmine, stanno a testa alta, scoperta: è questo il loro segno di rispetto. Il perdono di Gesù non è la «misericordia» perché è verità, è giustizia, è amore. Come si può pensarla a pagamento, con una scatola elettronica? Ogni cultura è creata da un particolare gruppo stanziato in un determinato territorio, ed è costituita da un insieme interrelato di costumi, di valori, di significati sostenuti da una logica interna che non sopporta contraddizioni. L’individuo che vi nasce la trova sempre ovvia e giusta perché è la sua, insieme alla lingua che ha sentito per prima fin dal seno della madre, ai sapori dei cibi di cui è abituato a sentire i gusti e gli odori, ai colori dell’orizzonte che osserva come osserva le stelle che hanno orientato con assoluta sicurezza per secoli tutti gli uomini nel cammino. Tutte le culture, quindi, hanno la loro ragione di esistere e testimoniano la creatività, l’operosità, i diversi modi di dare senso alla vita che nel passare dei secoli gli uomini non hanno mai smesso di elaborare. Non possono, quindi, essere oggetto di giudizio. Possono, però, sempre essere studiate per cercare di capirle. Oggi il compito di piegarci a studiare la nostra cultura è urgente, se vogliamo tentare di salvarla.(2)

Note
1) http://www.osservatorioantisemitismo.it/episodi-di-antisemitismo-in-italia/stereotipi-antiebraici-nellarticolo-di-una-nota-antropologa/
2) Fonte e copia: http://80.241.231.25/ucei/Viewer.aspx?ID=2016012032225002


Additional information about this document
Property Value
Author(s): Olodogma
Title: Pregiudizio contro preteso stereotipo, il caso Ida Magli
Sources:
n/a
Contributions:
n/a
Published: 2016-01-22
First posted on CODOH: July 23, 2019, 8:07 a.m.
Last revision:
n/a
Comments:
n/a
Appears In:
Mirrors:
Download:
n/a