Lettera aperta, del 27 gennaio 2016, della Prof.ssa Maria Poumier agli ebrei finkielkraut e zemmour
Published: 2016-02-02

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"Il mio contributo all' H(olocaust) Day"


<< Lettera aperta ai Signori Finkielkraut e Zemmour, il 27 gennaio 2016

 

 

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Immagine-1, FT.Maria Poumier.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Come Alain Finkielkraut, come Eric Zemmour, molte altre persone più o meno ebree per eredità familiare vogliono consolidare la democrazia e la Francia allo stesso tempo. Nè l’uno nè l’altro mantengono più la minima illusione sulla storia ufficiale delle persecuzioni ebree sotto il nazi(onalsociali)smo, storia oggi ridotta a un vaniloquio di propaganda traballante e avariata.
Personalmente, preoccupata come voi dell’avvenire del nostro paese, mi rifiuto di essere guidata nei miei ragionamenti da vecchi rancori; ma temo che questi vengano riattivati dall’avventatezza suicidaria dei nostri governanti. E il tabù di ciò che chiamano olocausto è esplosivo. Sapete che il mondo musulmano non ci crede e non vi aderisce assolutamente; la gioventù europea nemmeno, e si considera ingiustamente imbrigliata nelle sue domande, in Francia da una legge repressiva, la legge Gayssot del 1990, e della quale ci promettono oggi delle applicazioni che comporteranno sino a cinque anni di prigione, con il pretesto delle minacce terroristiche.

In un contest di crisi, poche persone possono sciogliere l’imbroglio che ci strangola, ma ne fate parte, con il vostro prestigio, il vostro pubblico, e le vostre riflessioni serie. Ecco perchè vi chiedo di addossarvi senza attendere un bel ruolo, eroico e utile: abolite voi stessi nei fatti la legge Gayssot, attraverso ragionamenti retti e scritti franchi sul soggetto colpito da omertà. Non avete nulla da temere, sarete immediatamente compresi e ascoltati; nessuno vi spedirà in prigione se trovate alcuni amici per firmare al vostro fianco una lettera aperta, indirizzata alle autorità competenti, alle quail in sostanza potreste scrivere:

<<Chiediamo l’abolizione immediata della legge Gayssot del 1990 perchè essa fa il gioco degli antisemiti facendo apparire gli ebrei in blocco, dei bugiardi, detentori della menzogna e agenti della repressione contro I ricercatori nella storia, su un period storico unico, che proprio per il carattere doloroso, esige l’esattezza, la ricerca della verità e il dibattito pubblico. Il culto dell’olocausto è una pratica che rileva dell’intimidazione comunitaristica criminogena, che perpetua I rancori, conduce fatalmente all’indebolimento del pensiero francese e rinforza ogni tradizione che non rilevi dalla democrazia>>.

 

 

 

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Prendete l’iniziativa di questa azione eclatante, voi che siete ben piazzati per farlo con la speranza di farci uscire dall’impasse attuale! L’onore degli ebrei francesi ne sarà ristabilito e il nostro paese ritroverà vigore e quindi soluzioni ai suoi problemi di autorità.
La Francia ne guadagnerà in influenza; ben aldilà di essa stessa, in tutta una parte del mondo, il suo impegno in favore della libertà di pensiero e di ricerca sarà imitato.
Con quale diritto mi rivolgo a voi in questo modo?
E’ per il nostro amore comune per le belle lettere e per la verità, e di ciò che dobbiamo loro. Dal 1995, cerco di far conoscere l’opera di Robert Faurisson negli ambienti di sinistra, dove era abbondantemente calunniata, ma non letta nè veramente conosciuta. Nel 2009 abbiamo pubblicato un documento scritto a due voci, En Confidence, entretien avec l’inconnue, ed. Pierre Marteau, Milan.
La sconosciuta, ero io, ma poteva designare benissimo la coscienza muta di molte persone del mio ambiente professionale, i prof che come voi e il Faurisson maledetto, amino la letteratura e la prendono sul serio. Da allora, Eric Blanrue, Vincent Reynouard, Alain Soral, e altri ancora, hanno moltiplicato gli attacchi contro l’inerzia di persone che fanno l’opinione, e hanno raccolto in cambio persecuzioni giudiziarie, come lo stesso Robert Faurisson. Si sta girando una pagina ora, con il rigetto della QPC relativa alla legittimità delle ricerche storiche sulla questione delle camere a gas omicide tedesche, dei sei milioni di ebrei assassinati per ordine di Hitler, e su tutto il guazzabuglio che ha imposto queste due gambe retoriche del <<genocidio hitleriano>> come due dogmi della stessa materia della democrazia. Il Consiglio costituzionale, è formale, netto e preciso: è fuori questione di rimettere in discussione quei dogmi, perché,ci dicono, che l’antisemitismo ne uscirebbe rinforzato. E’ abbastanza ben visto, certo…e la posizione di coloro che mettono in applicazione la legge Gayssot diventerebbe nettamente meno comoda se questa legge fosse abolita. Sfortunatamente, l’argomento è povero, poiché, da solo è sufficiente a rinforzare l’antisemitismo ! E’accettare che <<gli ebrei>> (mai definiti, in realtà, da magistrati che vedono in essi la loro suprema autorità di tutela) debbano ogni volta rappresentare un po’ più la legge in ogni democrazia. Questo non figura assolutamente nella nostra Costituzione, né in quelle dei nostri vicini, né in quelle delle istituzioni europee, che io sappia. Ma è così, e coloro che non si dicono ebrei dovrebbero fare come se trovassero normale la cosa, sino alla fine delle democrazie ?

Maria Poumier, universitaria in pensione

P.S.
Allego a questo messaggio un esemplare del nostro libro a due voci, Robert Faurisson e me stessa, En Confidence entretien avec l’inconnue. L’avevo indirizzato al ministro della Giustizia qualche anno fa, e mi era tornato indietro con la menzione <<Rifiutato>> e queste parole di una segretaria della Signora Alliot-Marie, rimaste, tra le pagine, per errore senza dubbio:

<<Senza indicazioni, mi sembra che nessuno possa leggere questo genere di tesi>>.

E’ così che funzionava al ministero della Giustizia, nel settembre 2009 (l’avevo anche indirizzato al ministro della Cultura - Frédéric Mitterrand- e ad altre autorità, che hanno, invece tenuto l’opera e non hanno affatto reagito).

Al fine di invitare altri lettori a seguirci nelle nostre interpellazioni che rimettono in discussione l’ostracismo che colpisce Robert Faurisson, ecco alcune domande che gli faccio nel libro e alle quali dà risposte sorprendenti:

Sconosciuta : Davanti ad un destino così raro che il suo, per i sorprendenti eccessi che lei ha provocato, non ci si può impedire di ritenerla, da qualsiasi lato la si guardi, come un essere improbabile, un Arsenio Lupin, se me lo permette una figura del mito dell’evasione ripetuta, che ci prende in giro. La Sua passione è sempre stata la letteratura; non è raro che l’immaginario trasfiguri i lettori; è ciò che successe a Don Chisciotte, a Madame Bovary e a molti altri. Mi permetterò quindi trattarla come un personaggio di romanzo, formattato dai lettori, lei appartiene alla leggenda prima che il romanzo della sua vita sia stato scritto, certo, ma si potrebbe dire altrettanto di molte persone celebri.

XXX : Alcuni l’hanno paragonata a Giordano Bruno, nel ruolo del sapiente contro il quale si accaniscono i tribunali, convinti che le sue teorie mettano in pericolo la loro autorità e l’equilibrio dell’intera società. Si sente lei il Giordano bruno dei nostri tempi ?

XXX : Da un lato, si ha l’impressione che la coppia infernale che lei forma con coloro che l’ accusano avrebbe posto da Edmond Rostand o da Alfred Jarry. Si può anche dire che lei è entrato nel repertorio comico dei giovani, poiché oggi dicono « gasare » qualcuno, invece di «chambrer». E’ una consacrazione indiretta, ma reale, e i dizionari della lingua francese dovranno tenerne conto! D’altra parte, ho l’impressione che essendo solo creatore di personaggi di commedia, negli spettacoli che sono le udienze dei suoi processi, dove sembra che lei beffeggi gli attori e il pubblico, lei è anche un po’ Molière, il Molière che è dietro le quinte, e il Molière in scena. Ma come chiamerebbe il tipo psicologico e sociale che lei ha in qualche modo costruito, come surrogato dei suoi avversari, dopo Harpagon, Tartuffe, Alceste, il Malato immaginario e molti altri?

XXX : Come un vero romantico, lei spiega il passaggio dalla sinistra della sua gioventù alla difesa dei grandi vinti della Seconda Guerra mondiale con l’attrazione ostinata verso i perdenti. E’ molto bello, esaltante e generoso. Se la Germania nazista avesse vinto la guerra, si spingerebbe ora alla difesa delle democrazie giudeo centrate ?

XXX : A parte Proust, ci sono altri scrittori ebrei ?

XXX : Ha detto di comprendere in qualche modo e ammirare il gesto della donna di Goebbels, che uccise i suoi sei bambini prima di farsi uccidere dal marito. Questo ci riporta ad una tragica grandezza ?

XXX : La sua regola di metodo, la sua professione di fede per il dettaglio, anche se quel dettaglio uccide, e la uccide, è come un cartesianesimo estremista, soffocante, una prigione mentale. E lo dice lei stesso, che forse è malsana, questa ossessione dell’esattezza che l’ha costretto a studiare solo uno degli aspetti mostruosi dell’umanità contemporanea. Non è proprio del maniaco di essere incosciente del suo difetto ?

XXX : E’ lei per caso uno scrittore del XIX secolo? In questo quadro, i suoi commenti sugli ebrei sembrerebbero assolutamente al loro posto tra quelli di Voltaire e di Baudelaire, per esempio… In un’epoca ancora molto vicina, si diceva peste e corna della donna (come Michelet, che però ne consumava molte), dei neri (quasi tutti), degli omosessuali (Proust). E poi gli scrittori stessi hanno minato le muraglie immunitarie europee, e hanno elargito il loro impero critico. Tutto questo processo di riabilitazione dei dannati, la grande dinamica di abolizione dei limiti, proprio al XX secolo, e che include gli ebrei, non riguarda ciò che ammira, l’attitudine di Eschilo rispetto al vinto ?

Conclusione: Constato che lei è una roccia di convinzione e che ha edificato nel mezzo della storia del pensiero francese un blocco di marmo; coloro che le negano il diritto di esprimersi, coloro che la negano o rinnegano, quelli, niente li salverà dall’oblio o del disprezzo. Dio faccia si che i lettori di questo nostro scambio, trovino qui dei nuovi terreni d’incontro e che non aggravino di più i rancori !>>(2)(3)

Note
1) Di seguito segnaliamo due nostri posts di/su Maria Poumier
a- 05-01-2014  Dichiarazione di Maria Poumier – Commento di Robert Faurisson
b- 22-12-2013  Maria Poumier e il professor Robert Faurisson sul processo Le Monde/Ariane Chemin
2) Fonte originale: http://plumenclume.org/blog/78-lettre-ouverte-a-mm-finkielkraut-et-zemmour-le-27-janvier-2016
3) La traduzione è a cura di Olodogma

 


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Author(s): Olodogma
Title: Lettera aperta, del 27 gennaio 2016, della Prof.ssa Maria Poumier agli ebrei finkielkraut e zemmour
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Published: 2016-02-02
First posted on CODOH: Aug. 6, 2019, 11:55 a.m.
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