Ad Auschwitz camere a gas molto...arieggiate, con finestre!
Published: 2016-02-09

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Annotazioni sull'impianto di ventilazione del nuovo crematorio
(futuro crematorio II) di Birkenau

di  I Carolingi

 

 

 

 

Immagine-0. Auschwitz, camere a gas con finestra. Click...
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Jean-Claude Pressa afferma che il Leichenkeller 1 del crematorio II di Birkenau fu progettato come normale camera mortuaria e solo alla fine del 1942 fu trasformato in una camera a gas.

Ciò avrebbe comportato svariate modifiche, una delle quali avrebbe riguardato il sistema di ventilazione del locale.

È già stato osservato che i soffianti che azionavano questo sistema effettivamente installati furono quelli previsti dal progetto iniziale, come risulta dalla fattura della ditta Topf n. 171 del 22 febbraio 1943; perciò rimase invariato anche il numero dei ricambi d'aria in un'ora – circa 9,5 senza detrarre il volume occupato da travi e colonne di cemento armato – mentre per il Leichenkeller 2, il futuro “spogliatoio” delle vittime, si prevedevano 11 ricambi d'aria all'ora. Entrambi i valori si conciliano perfettamente con le esigenze di una normale camera mortuaria (C. Mattogno, Le camere a gas di Auschwitz. Effepi, Genova, 2009, pp. 38-40).

Qui viene approfondito un dettaglio che finora è passato inosservato.

L'impianto di ventilazione del nuovo crematorio (futuro crematorio II) di Birkenau fu disegnato dall'ingegnere della ditta Topf Karl Schultze il 10 marzo 1942. Si tratta di una pianta del crematorio (D-59366), in sezione verticale e orizzontale, nel quale il sistema di ventilazione del futuro Leichenkeller 1, qui chiamato “B.Raum” (Belüfteter Raum, locale aerato), è ben in evidenza. Esso era costituito da un condotto di aerazione per l'apporto di aria fresca (Frischluftkanal) e uno di disaerazione per l'aria viziata (Abluftkanal).

All'interno del Leichenkeller 1, l'aria fresca entrava attraverso due condotti con sezione triangolare installati dietro la muratura del locale all'altezza dei due angoli alti; la parte obliqua dei condotti rivolta verso il locale presentava 40 aperture, 20 da ogni lato, che permettevano l'afflusso dell'aria fresca nel Leichenkeller.

Per l'estrazione dell'aria viziata erano previsti due condotti in muratura installati in basso, poco al di sopra del livello del pavimento, dietro le pareti del locale. Il condotto era collegato al locale attraverso 40 piccoli canali (20 per lato) che scendevano obliquamente sul pavimento.

Il disegno D1 (pianta della Bauleitung n. 934 del 27 gennaio 1942) mostra i quattro condotti di ventilazione disposti simmetricamemte ai due lati del locale.

 

 

 

Immagine D-1. Auschwitz, sezione leichenkeller 1. Click...
Immagine D-1. Auschwitz, sezione leichenkeller 1. Click...
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Immagine D-1a
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Immagine D-1b. Auschwitz
Immagine D-1b. Auschwitz
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

Il disegno D2 (pianta del 10 marzo 1942) illustra in alto i condotti dell'aria viziata (Abluftkanäle), in basso i condotti dell'aria fresca (Frischluftkanäle), con le rispettive aperture di collegamento col locale.

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Immagine-D2. Click...
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Immagine-D2a. Auschwitz
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Il condotto dell'aria viziata arrivava fino alla mansarda (Dachgeschoss) del crematorio, dove era collegato a un soffiante soffiante n. 450 (Gebläse Nr. 450), cioè con diametro di 450 mm.

Il condotto dell'aria fresca era collegato a un soffiante identico.

Le rispettive sezioni della pianta D-59366 furono pubblicate da Pressac (Le macchine dello sterminio. Auschwitz 1941-1945. Feltrinelli, 1994, fuori testo).

Il disegno 3a rappresenta il soffiante e il condotto dell'aria fresca, il disegno 3b il soffiante e il condotto dell'aria viziata.

 

 

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Immagine-D3a. Click...
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Immagine- D-3b. Click...
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Né in questa pianta, né in altri documenti noti si rileva la presenza di serrande di intercettazione dei flussi gassosi.

Il “Protocollo” redatto dal giudice istruttore polacco Jan Sehn il 24 luglio 1945, che fu poi presentato al processo Höss (tomo 11, pp. 81-97), riassume tutte le ordinazioni relative ai crematori di Birkenau fatte da vari uffici di Auschwitz alla fucina dei detenuti (Schlosserei). Le ordinazioni vi sono riassunte con la trascrizione del testo tedesco (i documenti originali erano quasi sempre scritti a mano) inframezzata da termini polacchi.

Per quanto riguarda i dispositivi di chiusura delle aperture di ventilazione del Leichenkeller 1, il “Protocollo” riporta le seguenti registrazioni:

Crematorio II:

«18.2.43, Nr. 83. K.G.L. Krematorium II.BW.30. Przedmiot [oggetto] … 50 Stïck [sic, per: Stück] Blechsiebe [setaccio di lamiera] 7 x 18 cm. Lifertermin [termine di consegna] 17.2.43» (p. 83).

«19.2.43. Nr. 103. Krematorium BW 30. Przedmiot : Schutzgitter vor die Abluftlöcher aus 10 mm ø Eisen lt. beigefügter Skizze. Auftrag Nr. 2575 vom 3.2.43 der Zentralbaultg. Von der ehem. Häflt. Schlosserei übernommener Auftrag. Unończono [terminato]: 15.3.43”
(Oggetto: griglie di protezione davanti alle aperture di disaerazione di tondino di ferro di mm 10  ø secondo lo schizzo allegato. Ordinazione n. 2575 del 3.2.43 della Zentralbauleitung. Ordinazione ricevuta dalla vecchia fucina dei detenuti).


Crematorio III:

«15.3.43. Nr. 192. Zentr. Baultg. K.G.L. Krematorium III-Bw.30 a. Przedmiot: … 5/ 45 Stück Schutzgitter für die Abluftlöcher aus Rudeisen ø 10 mm.
6/ 95 Stück Zinkblechsiebe 7 x 18 cm/: f. Keller 1: /. Liferzeit: Dringend [urgente] Baults. Auftrag Nr. 83 bom ]vom] 14.3.43. Wykonawcy: Dyntar, Puzyger, Durski, Kostkowski.  Unończono: 22.3.43″ p. 87.
(setacci dilamiera di zinco… Tempo di consegna: urgente. Ordninazione della Bauleitung n.  83 del 14.3.43. Esecutori: …Terminato: 22.3.43)» (p. 87).

Il quadro riassuntivo è questo:
Krematorium II    Belüftung (aerazione): 50
Entlüftung (disaerazione) : ?
Krematorium III: Belüftung (aerazione): 95
Entlüftung (disaerazione): 45.

Da queste ordinazioni Pressac ha dedotto che il progetto del 10 marzo 1942, per quanto riguarda le aperture dei condotti di ventilazione, era stato modificato: quelle del canale dell'aria fresca non erano più 40, ma 50, a distanza di 1,20 m l'una dall'altra, dice Pressac, calcolando: 30 + 30 : 2 = 1,2 (doppia lunghezza del locale in metri divisa per il numero dei dispositivi di protezione).

Nel crematorio III, a suo dire, furono praticate 95 aperture, una ogni 60 centimetri, nel condotto dell'aria fresca e 45, una ogni 1,5 metri, nel condotto dell'aria viziata (Auschwitz. Technique and operation of the gas chambers. The Beate Klarsfeld Foundation, New York, 1989, p. 234).

Il problema è che di questa modifica architettonica non si sa nulla e non se ne comprende neppure la necessità. Bisogna credere che un ingegnere esperto come Karl Schultze avesse sbagliato i calcoli relativi al numero delle aperture dei condotti di ventilazione? E chi avrebbe rilevato l'errore?

L'installatore della Topf Heinrich Messing lavorò all'impianto di ventilazione del Leichenkeller 1 del crematorio II nella settimana dall'8 al 14 marzo 1943. Egli effettuò delle prove di funzionamento e mise in funzione l'impianto (“Be und Entlüftungsanlagen Keller I in Betrieb genommen”, “Messi in funzione gli impianti di aerazione e disaerazione dello scantinato I”) (Auschwitz. Technique and operation of the gas chambers, p. 370).

All'epoca le ordinazioni dei dispositivi di protezione erano già state fatte, ma chi, se non Messing, avrebbe potuto accorgersi di un eventuale errore nel numero delle aperture di collegamento tra i condotti e il locale, un errore tanto grave da richiedere modifiche così radicali? I condotti di ventilazione nel Leichenkeller 1, come si è detto sopra, erano in muratura e la modifica del numero delle aperture avrebbe comportato un'opera muraria.

Da ciò bisogna concludere che le aperture rimasero invariate, 40 + 40 secondo il progetto del 10 marzo 1942 e che i numeri contrastanti di dispositivi di protezione che furono ordinati alla fucina dei detenuti o sono frutto di errori di trascrizione, oppure i dispositivi furono ordinati in numero maggiore del necessario per ragioni che non si conoscono.

Pressac ha pubblicato delle fotografie dei dispositivi di protezione delle aperture per l'aria fresca (Auschwitz. Technique and operation of the gas chambers, p. 487). (vedere Imm. D4 e D5)

 

 

Immagine- D4
Immagine- D4
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Immagine-D5
Immagine-D5
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Si trattava di una lamina di lamiera perforata saldata ad una specie di scatola che veniva inserita nell'apertura muraria.

I dispositivi di tondino di ferro che proteggevano le aperture dell'aria viziata erano senza dubbio più o meno simili al disegno di Pressac (Auschwitz. Technique and operation of the gas chambers, p. 234).

 

 

 

Immagine-. Pressac. Click...
Immagine-1. Pressac. Click...
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Ciò sembra confermato da una fotografia scattata il 18 agosto 1968 durante scavi nel Leichenkeller 1 ((Auschwitz. Technique and operation of the gas chambers, p. 234). (Vedere Imm. 1)

Dal momento che l'impianto di aerazione e quello di disaerazione funzionavano entrambi grazie a un soffiante n. 450, si deve ritenere che, oltre che il numero, anche la superficie delle aperture di collegamento fossero uguali.

La superficie totale era dunque di 40 + 40 x (7 x 18) = 10.080 cm2, ovvero 1 metro quadrato.

Va osservato che i dispositivi di protezione summenzionati erano progettati per una normale camera mortuaria; ciò si desume dal fatto che, mentre le aperture di disaerazione avevano una grata di tondino di ferro, quelle di aerazione erano protette da lamiere perforate, per evitare che gli insetti risucchiati dal ventilatore entrassero nel locale.

I propagandisti della versione sterminazionista hanno sempre affermato che i Tedeschi avevano cura di proteggere il vetro dello spioncino inserito nella porta del Leichenkeller 1 dei crematori II e III di Birkenau, pretese camere a gas omicide, con una grata in ferro affinchè i morituri ebrei non rompessero il vetro e potessero, quindi, respirare aria pura da un foro del diametro apparente di 40-50 mm.

 

 

 

Immagine-1. Pressac,porta a tenuta di gas. Click...
Immagine-2. Pressac,porta a tenuta di gas. Click...
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

A tale proposito i propagandisti citano la foto pubblicata da J-C Pressac e mettono in evidenza anche le strisce di carta adesiva che avrebbe migliorato l’ermeticità del sistema (Vedere  Imm-2).
Viene anche detto che le…”porte vengono chiuse ermeticamente“…(1) ed anche …”le cui due porte d’accesso erano state rese stagne“…(2) 
Quindi il tema della tenuta a prova di gas era ben presente.

Giacché l’aerazione-disaerazione della pretesa camera a gas era affidata a dei ventilatori centrifughi che

  1. a) non offrendo resistenza al passaggio naturale del flusso, sia in uscita sia in entrata,
  2. b) non essendo ventilatori volumetrici, non costituivano un “tappo” di ostacolo quando i motori erano spenti, come nel caso delle pretese gasazioni omicide,
  3. c) non risultando individuate e testimoniate serrande o valvole di intercettazione di alcun genere,

CONSEGUE che il gas HCN, preteso agente omicida, obbedendo alle leggi della Fisica, sarebbe uscito dai fori superiori con un contemporaneo apporto, per la nota legge del termosifone che afferma che i fluidi caldi salgono e quelli freddi scendono,  nella pretesa camera a gas, di aria fresca dalla aperture inferiori.

Il processo sarebbe stato favorito dall'aria calda prodotta nel locale dalle persone che vi erano ammassate (36-37°C): questa sarebbe uscita dalle aperture di aerazione, disposte in alto, mentre da quelle di disaerazione, collocate in basso, sarebbe affluita aria fresca. Una ventilazione al contrario!

In pratica, se non si trovano chiusure sui condotti di aerazione-disaerazione, si ha che i progettisti tedeschi  avrebbero ideato, e costruito, due camere a gas con una “finestra” di un metro quadrato!


…e pensare che qualcuno pensava al foro dello spioncino!

Questa finestra avrebbe o no compromesso il processo di “gasazione”?

Il problema è un altro: il sistema di ventilazione del Leichenkeller 1 fu modificato o no per adattarlo a una camera a gas?

Note
1) http://www.deportati.it/static/pdf/libri/kalendarium/1941.pdf, pag. 39
2) J-C. Pressac, Les crématoires d'Auschwitz. La machinerie du meurtre de masse, p. 34

 


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Author(s): Olodogma
Title: Ad Auschwitz camere a gas molto...arieggiate, con finestre!
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Published: 2016-02-09
First posted on CODOH: Aug. 12, 2019, 11:50 a.m.
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