Da “Holocaust Controversies” a “Holocaust Cretins”. In margine alla “finestra” delle “camere a gas”
Published: 2016-02-10

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Da “Holocaust Controversies” a “Holocaust Cretins”.
In margine alla “finestra” delle “camere a gas”

 

 

 

 

Immagine-1, FT. Scimmie sterminazioniste, camere a gas con finestra. Click...
Immagine-1, FT. Scimmie sterminazioniste, camere a gas con finestra. Click...
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Nel libro di 1141 pagine I “campi di sterminio” dell' “Azione Reinhardt” (scaricabile qui), Mattogno, Kues e Graf hanno fatto strame delle obiezioni dei membri di “Holocaust Controversies”, notori delinquenti informatici a suo tempo formalmente diffidati dal sito olocaustico www.DeathCamps.org (Aktion Reinhard Camps). Tra le varie diffide, questa è particolarmente significativa:

«“Holocaust Controversies” è un blog polemico il cui unico scopo dichiarato è una dissennata predilezione a creare dispute e a coltivare un alterco basato su internet con i negatori dell'Olocausto e i sostenitori del revisionismo. Comunque essi non hanno limitato la loro contesa ai negatori, e sono famosi per aver attaccato studiosi olocaustici e anche siti web. I membri di Holocaust Controversies sono collegati all'attacco all'ARC, nonché alla produzione di documenti e fotografie falsi. Tutti i suoi membri sono stati banditi da questo sito web e rammentiamo a tutti che il sito web Action Reinhard Camps non ha alcuna relazione con i mebri di questo blog indecente.
Membri di Holocaust Controversies:
Nicholas Terry
Sergey Romanov
Roberto Muehlenkamp
Andrew Mathis
Michael Peters» (I “campi di sterminio” dell' “Azione Reinhardt”, p. 29).

 

 


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Immagine-2, FT.L'opera I “campi di sterminio” dell' “Azione Reinhardt”. Click...
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Di questi individui tutto si può dire, tranne che siano dei cretini; la loro peculiarità essenziale è infatti la malafede, la distorsione sistematica degli argomenti revisionistici, ma anche del significato dei documenti olocaustici. Non per nulla nessuno storico serio e nessun sito olocaustico di rilievo dà il minimo credito a “Holocaust Controversies”, che dunque svolge un'attività puramente autoreferenziale, come dire, se la cantano e se la suonano all'interno del loro piccolo circolo, all'esterno del quale possono arrivare soltanto ai veri cretini.

Con questo termine vogliamo designare coloro che, totalmente ignari di fatti e documenti, completamente sprovvisti di senso critico e buon senso, tentano di coltivare l'alterco dissennato della casa madre costituendo filiali esterne.

Appunto dalla filiale italiana è giunta una “risposta” alle nostre Annotazioni sull’impianto di ventilazione del nuovo crematorio (Cliccare qui).

L' “obiezione” che ci viene fatta è di una stupidità superlativa; se la prendiamo in considerazione, è soltanto per dimostrare che questa filiale è costituita appunto da “Holocaust Cretins” i quali, quando non possono svolgere la loro attività prediletta, il copia-incolla, quando bisogna pensare un pochino con la propria testa, si rivelano per quello che sono: dei poveri mentecatti dolorosamente privi del dono dell'intelletto.

Orbene, l' “obiezione” è una ironia piuttosto idiota.

Avendo rilevato che la pianta del futuro crematorio II di Birkenau mostra, nella futura, presunta camera a gas, la presenza di 80 aperture nei due canali di ventilazione (40 in quelli di aerazione e 40 in quelli di disaerazione), e atteso che le ordinazioni dei disposivi di chiusura di queste aperture menzionano 50 dispositivi di aerazione per il crematorio II (essendo ignoto il numero di quelli di disaerazione) e, per il crematorio III, 95 di aerazione e 45 di disaerazione, abbiamo concluso che questi dati non possono corrispondere allo stato architettonico dei rispettivi locali, di conseguenza i numeri dei dispositivi ordinati si possono spiegare soltanto con “errori di trascrizione” o “ragioni che non si conoscono”. L' “obiezione” consiste esclusivamente nel mettere in rilievo queste eventualità. Ciò sottintende che le aperture delle “camere a gas” furono realmente modificate in corrispondenza dei numeri dei dispositivi ordinati alla fucina dei detenuti; lo scopo della modifica sarebbe dipesa dal fatto che una “camera a gas” avrebbe avuto necessità di aerazione diverse da quelle di una camera mortuaria.

Anche lasciando da parte il fatto che nessun progetto e nessun documento della Zentralbauleitung accenna a queste modifiche, la motivazione che viene addotta denota esclusivamente ignoranza e cretinismo, com'è facile dimostrare.

1) La “camera a gas” del crematorio III si sarebbe venuta a trovare con (95 + 45) 140 aperture invece di 80, di conseguenza la “finestra” qui sarebbe stata di (140 x 7 x 18) 17.640 cm2, vale a dire 1,7 m2 invece di 1 m2 (80 aperture).

2) Solo un cretino avrebbe potuto pensare di modificare le necessità di aerazione del locale facendo qualche buco in più nei canali di ventilazione, ma lasciando intatti i soffianti con i loro motori, cosa da noi ben sottolineata. Sarebbe come se gli ingegneri della Ferrari, per accrescere le prestazioni della loro vettura, aumentassero le dimensioni del serbatoio della benzina lasciando intatto il motore!

3) L'ingegnere Karl Schultze, fin dal 9 dicembre 1940 (ricordiamo che la “prima gasazione” ad Auschwitz sarebbe avvenuta nel settembre 1941), per l'impianto di ventilazione dell'obitorio del crematorio del campo principale aveva previsto 20 ricambi d'aria all'ora! (C. Mattogno, Le camere a gas di Auschwitz, p. 39).

4) Per il Leichenkeller 1 dei crematori II e III Schultze aveva invece progettato due soffianti con capacità di 4.800 m3 di aria all'ora per un locale con volume teorico di (30 x 7 x 2,41) 506,1 m3, il che corrisponde a (4.800 : 506,1) circa 9,5 ricambi d'aria all'ora. (Speriamo soltanto che gli “Holocaust Cretins” non obiettino che, essendo 2 i soffianti, la loro capacità era di 9.600 m3 di aria all'ora!).

Concludendo, Schultze, dopo aver progettato 20 ricambi d'aria all'ora per il normale obitorio del futuro crematorio I e 10 ricambi per il normale obitorio (Leichenkeller 1) dei crematori II e III, informato dalla Zentralbauleitung che questi locali doveva diventare “camere a gas”, si industriò per adattare l'originario sistema di ventilazione al nuovo scopo omicida, modificando semplicemente il numero delle aperture dei canali di ventilazione, ma lasciando intatta la capacità dell'impianto di 4.800 m3 di aria all'ora.

Gli “Holocaust Cretins” cercano di supportare la loro “obiezione” chiamando in causa Mattogno (come se fosse l'unica testa pensante esistente, dono che a loro purtroppo manca). Essi fanno riferimento alla questione dell'eliminazione dello scivolo per i cadaveri in una pianta del 19 dicembre 1942, riguardo alla quale, secondo loro, Mattogno si sarebbe comportato esattamente allo stesso modo, vale a dire, si deve presumere, ricorrendo alla scappatoia delle “ragioni che non si conoscono”.

 

 

 

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Immagine-3. FT, Mattogno, "Le camere a gas di Auschwitz", libro. Click...
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Se avessero dato almeno una semplice sbirciatina al libro di Mattogno sulle “camere a gas” di Auschwitz, gli “Holocaust Cretins” si sarebbero risparmiata questa ulteriore idiozia. Nella sua esposizione del problema (Le camere a gas di Auschwitz, pp. 118-121) Mattogno ha scritto semplicemente che «la motivazione di questo progetto non è chiarita da alcun documento».

Fatto sta che lo scivolo non fu affatto eliminato, il che sarebbe stato assurdo, perché i pochi documenti esistenti che riguardano l'uso dei crematori, parlano esclusivamente di cremazione dei cadaveri del campo (per intenderci, quelli dei detenuti regolarmente registrati, non quelli dei presunti gasati). In un articolo sugli obitori dei crematori di Birkenau alla luce dei documenti (Die Leichenkeller der Krematorien von Birkenau
im Lichte der Dokumente), Mattogno ha dimostrato che fin dal 20 marzo il medico della guarnigione di Auschwitz, Wirths, aveva ordinato che i cadaveri fossero trasportati dall'ospale dei detenuti al crematorio (II) con due carri a mano, ciascuno per 50 cadaveri.

Egli ha inoltre ridicolizzato l'ironica obiezione di Pressac che, in conseguenza dell' eliminazione dello scivolo, i cadaveri sarebbero dovuti entrare negli obitori “camminando” (in realtà vi potevano essere trasporti col montacarichi, col quale facevano normalmente il tragitto inverso per arrivare alla sala forni), successivamente estremizzata da Robert-Jan van Pelt, secondo il quale, in virtù della pretesa attività di “gasazione”, i crematori si vennero a trovare in modo permanente senza obitori («Auschwitz had virtually no permanently dedicated morgue capacity»).

Mattogno (1) ha smentito queste fisime pubblicando vari documenti, tra i quali una lettera del capo della Zentralbauleitung del 4 agosto 1943; vi si dice che l 'SS-Standartenführer dottor Mrugowski, che era il direttore dell'istituto di igiene delle Waffen-SS, aveva ordinato «che i cadaveri due volte al giorno, e precisamente al mattino e alla sera, debbano essere portati nelle camere mortuarie dei crematori (in die Leichenkammern der Krematorien)».

Testo tedesco e documenti si possono vedere qui: http://vho.org/VffG/2003/3/Mattogno365-369.html.

Come si vede, la filiale italiana di “Holocaust Controversies” è costituita proprio da “Holocaust Cretins”.

I Carolingi

Note
1) Olodogma ha raccolto buona parte dei lavori del ricercatore Carlo Mattogno in una sezione dedicata. Cliccare qui per accedervi.

 


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Author(s): Olodogma
Title: Da “Holocaust Controversies” a “Holocaust Cretins”. In margine alla “finestra” delle “camere a gas”
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Published: 2016-02-10
First posted on CODOH: Aug. 13, 2019, 11:55 a.m.
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