L' “incidente” delle aperture di disaerazione ostruite-1
Published: 2016-02-29

Pagine e pagine di argomenti, di osservazioni, di trascrizioni, di traduzioni, di documenti per dimostrare che il crematorio II di Birkenau, inizialmente concepito come installazione igienica e sanitaria, fu poi trasformato in un impianto di uccisione dotato di camera a gas omicida, e in un'unica, semplice colonna Pressac ha demolito il suo fragile castello di congetture.

A pagina 377 del suo libro “Auschwitz: Technique and operation of the gas chambers. The Beate Klarsfeld Foundation, New York, 1989, egli ha voluto rispondere all'argomento di un revisionista. Il titolo di questo “annesso”, che riassume l'obiezione, è: “Gassare 3000 persone nel Leichenkeller 1 del crematorio II? Impossibile, i corpi avrebbero ostruito le aperture di estrazione dell'aria in basso”.

Pressac scrive:

«In seguito alla scambio epistolare e alle telefonate con un corrispondente che dubita della realtà delle camere a gas”, ho tratto due suoi argomenti che mi sembrano validi.

Descrivendo il sistema di ventilazione del Leichenkeller 1 [del futuro crematorio II come da sezione trasversale nel disegno 933], egli mi fa notare che l'aria entrava attraverso le aperture in alto, poi veniva estratta attraverso le aperture in basso, e concludeva:

“Questa sistemazione è perfettamente adeguata se il locale è usato come obitorio: l'aria che entra si raffredda, diventa più densa e viene estratta dalla parte inferiore”.
Egli poi mi chiede di immaginare
“la situazione nel LK1 dopo la gassazione di un gran numero di persone: i cadaveri sono ammucchiati gli uni sugli altri e ostruiscono la maggior parte delle aperture di estrazione dell'aria; il locale è pieno di gas tossici caldi; come può esserci una ventilazione meccanica rapida ed efficiente? Direi che è impossibile...”.
Queste osservazioni significano che il Leichenkeller 1 usato come camera a gas aveva un sistema di ventilazione progettato male e nel caso di gassazioni su vasta scala [3000 persone in 210 mq secondo Nyiszli, o 13,3 per metro quadrato], essendo ostruite le aperture in basso, la ventilazione diverrebbe impossibile [un modello visibile al Museo di Auschwitz illustra questo caso “massimo”, quantunque vi siano raffigurate non più di un migliaio di vittime]».

Che cosa avrebbero fatto le SS in caso di un tale “incidente”?
Avrebbero proceduto in due fasi.

1. Apertura completa delle porte di accesso al seminterrato dal cortile nord e quella dello spogliatoio, il cui sistema di ventilazione, lavorando al massimo, avrebbe impedito la contaminazione del seminterrato.

Prima di indossare le maschere antigas, le SS avrebbero ordinato a due o quattro membri del Sonderkommando di mettere le maschere, aprire la porta della camera a gas e trascinare i corpi nel vestibolo fino a che alcune aperture di estrazione dell'aria fossero state liberate.

[Il Pressac non ha ben chiaro, o scientemente evita di vederlo, che al momento dell'apertura della pretesa "camera a gas" l'acido cianidrico avrebbe invaso tutti i locali del seminterrato e non solamente quelli, ma, per effetto dell'aspirazione dell'impianto di disaerazione della sala forni, avrebbe inondato anche il locale del montacarichi che non aveva una porta a tenuta di gas e la sala forni stessa!
Non solo,  l'acido cianidrico sarebbe stato "succhiato" dalle 5 soffierie e "pompato" dentro i gasogeni!
La soluzione Pressac avrebbe comportato un piccolo sterminio del personale dei crematori e delle guardie SS presenti! Un rimedio peggiore del male!
Non si capisce perchè il Pressac non abbia pensato al "rimedio" più semplice ed immediato:
- lasciare in moto il ventilatore di aerazione
- scoperchiare i 4 camini di introduzione dello Zyklon-B,
il gas sarebbe fuoriuscito per pressione in misura di 4.800m3 all'ora contro la fuoriuscita attraverso una sola bocchetta di aspirazione di 7x18 cm!
Aprendo, praticamente, una finestra di uscita di 1,96mq contro la pressacchiana uscita di 0,126mq!]

Poi la porta a gas sarebbe stata richiusa, la ventilazione riavviata e per migliorare la sua efficienza sarebbe bastato soltanto aprire i coperchi di introduzione per lo Zyklon B, ma non fino a quel momento. Dopo aver verificato per mezzo di un gas detector/prova del gas residuo che non c'era più pericolo di intossicazione da acido cianidrico fuori della camera a gas, le operazioni avrebbero ripreso il loro corso “normale”.

2. Una volta svuotata la camera a gas, una squadra di installatori o di muratori avrebbe fissato alla fine della camera, nell'angolo sudest, un condotto di acciaio di circa 20 cm di diametro, alto 2 metri, o costruito un camino di mattoni all'incirca delle stesse dimensioni, che si collegava ad una delle aperture di estrazione dell'aria inferiori o la proteggeva, permettendo l'aspirazione dell'aria contaminata dal di sopra. Il tempo richiesto per la “riparazione” non sarebbe stato più di un pomeriggio. Un tale incidente non avrebbe interrotto l' “attività” del crematorio.

Dato che i documenti che possediamo non fanno alcun cenno a tali lavori, possiamo presumere per il momento che il caso dei “3000” non si verificò mai e il numero di vittime di un convoglio fu minore.

Il sistema di ventilazione iniziale del Leichenkeller, che era stato progettato per una camera mortuaria seminterrata, non è un ostacolo “decisivo” per l'uso del locale come camera a gas» (grassetto di Pressac, corsivo nostro).

La “riparazione” proposta da Pressac ci sembra francamente folle: credeva realmente che una singola apertura, con una superficie totale pari a 1/40 di quelle previste nel sistema di disaerazione del locale, se tenuta libera, avrebbe consentito una disaerazione “normale” del Leichenkeller 1?

La Figura P1 mostra il “camino” di Pressac all'angolo SUD-Est del Leichenkeller 1.

Per sopperire all'inconveniente descritto sopra sarebbe stato invece necessario tenere libere tutte le aperture di disaerazione; il sistema più semplice ed efficace per farlo sarebbe stata l'installazione di una inferriata, murata al pavimento e al muro, a circa mezzo metro da esso e fino all'altezza di un paio di metri, che protegesse ciascuna delle aperture di disaerazione da ambo i lati del locale.

Una tale inferriata è illustrata nella Figura 2.

Certamente questo lavoro avrebbe richiesto molti pomeriggi e si sarebbe perduta una superficie utile di circa 10 mq, ma – lo documenteremo sotto – senza dispositivi di protezione di questo genere, le “gassazioni” avrebbero incontrato un ostacolo “decisivo” non solo nel caso dei “3000”, ma anche con un numero di vittime cospicuamente inferiore.

La conclusione di Pressac è sbalorditiva: poiché i documenti non fanno alcun cenno ai fantastici lavori da lui immaginati, ne consegue che (!) il caso delle 3.000 vittime non si verificò mai!

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CONSIDERAZIONI OLODOGMA

Il leichenkeller-1 del Crematorio-II (e III) di Auschwitz-Birkenau aveva le seguenti dimensioni

- Lunghezza 30 metri
- Larghezza 7 metri
- Altezza 2,41 metri 
Quindi una superficie 30x7=210 mq

All'interno del leichenkeller-1 erano pretesamente presenti 4 colonne metalliche per la pretesa introduzione dello Zyklon-B delle seguenti dimensioni
- 0,7x0,7 m
calcolando
0,7x0,7x4=1,96mq

All'interno del leichenkeller-1 erano presenti 7 colonne in cemento armato delle seguenti dimensioni
- 0,4x0,4 m
calcolando
0,4x0,4x7= 1,12 mq

sommando le due aree avremo
-1,96+1,12= 3,08 mq

conseguentemente avremo per il leichekeller-1 la superficie netta di

210-3= 207 mq

Nel caso di una pretesa gasazione di 3.000 persone avremo
3.000:207= 14,49 persone per mq

Ipotesi A/87 ( che 1500 cadaveri occupino i 207mq disponibili per una altezza di 87 cm, come mostrato nell'immagine-...) 
1500:87=3000:x
x= 174 cm di altezza dei corpi

conseguentemente avremo
3000:174= 17,2 corpi x ogni cm di altezza

stimando (vedere l'Immagine ...) in 15 cm l'altezza delle bocchette di aspirazione dal piano di calpestio del leichencheller-1avremo
17,2x15= 258 corpi sufficienti ad ostruire le bocchette di aspirazione

 


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First posted on CODOH: Sept. 4, 2019, 3:05 p.m.
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