La pace è guerra...ed iI ghetto è un'icona dell'integrazione possibile (il Dott. Valli smentisce)!
Published: 2016-05-19

.
la guerra è pace,
la libertà è schiavitù,
l'ignoranza è forza

 

 

Immagine-1. FT. goldmann nahum paradosso ebrei. Click...
Immagine-1. FT. goldmann nahum paradosso ebrei. Click...
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

In occasione delle celebrazioni per il cinquecentenario del Ghetto di Venezia, la Regione ha deciso di finanziare con 470 mila euro le iniziative culturali organizzate dalla Comunità Ebraica (170 mila euro) ...con particolare attenzione al Centro Comunitario del Ghetto...Il protocollo d'intesa è stato firmato ieri dal governatore Luca Zaffa e dal presidente della Comunità Ebraica veneziana Paolo Gnignati: ...ha detto quest'ultimo...II Ghetto è un'icona dell'integrazione possibile».

[Nota di Olo- Fantastico! Come sia possibile "integrare" chi sceglie liberamente di vivere dietro un muro di separazione non ci è noto! Ma non disperiamo che qualcuno lo spieghi. Il termine "possibile" gioca un ruolo equivoco: che sia possibile è nei fatti, ma, che sia avvenuto è tutto da dimostrare! Il melting pot tanto osannato, dove è stato sperimentato, ha prodotto SOLO la formazione di tanti ghetti chiusi per ogni nazionalità presente. Si veda la realtà yankee! Si veda, sul multikulti-melting pot, anche l'ebreo della loggia , sul Corriere del 07-09-14 e l'ebrea merkel angela (nata Kasner, sua madre era una ebrea-polacca di cognome “jentzsch”, conseguentemente merkel angela è una “vera” ebrea secondo i canoni ebraici) secondo cui il ..."Multiculturalism is a sham"( Il multiculturalismo è una farsa) (1), ...«multiculturalism in Germany had "utterly failed"» (completamente fallito) (2). E qui ci fermiamo per non tediare.]

 

 

 

Imm-3. Storia di soldi. Click...
Imm-2. Ghetto Venezia,storia di soldi, Luca Zaffa. Click...
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

D'accordo Zaffa, che ha invitato tutti i veneti a compiere «un gesto concreto» nei confronti della Comunità Ebraica ...utile anche «a rinforzare la nostra coscienza civile, visto che resta il grave problema del negazionismo e continua ad esserci chi nega l'Olocausto»(3)

___________________________________

Non siamo nati con ragionamenti contorti, nè siamo allenati dalla pratica di essi, ci resta incomprensibile l'inserimento del "problema del negazionismo" e della preoccupazione che esista "chi nega l'Olocausto"!
Resta che l'operazione è una banale storia di soldi che passano di mano, 470.000 euro, così giustificati:
- 170.000 per... "iniziative culturali organizzate dalla Comunità Ebraica"
- 300.000 al..."Centro Comunitario del Ghetto, «quale veicolo di diffusione e contenitore delle attività culturali»", cosa c'entrano il negazionismo ed i negazionisti?

Vaghi ricordi d'infanzia quando la mamma, per il nostro bene, aggiungeva lo zucchero allo schifosissimo sciroppo per la tosse.

Note
1) Fonte: https://www.washingtonpost.com/news/worldviews/wp/2015/12/14/angela-merkel-multiculturalism-is-a-sham/
2) http://www.independent.co.uk/news/world/europe/angela-merkel-german-chancellor-says-multiculturalism-is-a-sham-a6773111.html
3) Il testo è amputato delle parti che non ci interessano, il resto originale alla fonte: Corriere veneto, del 18-05-16; consultabile qui: http://80.241.231.25/ucei/Viewer.aspx?Date=Today&ID=2016051833218767, da cui è stata fatta la copia.

______________________POSTILLA DI OLODOGMA______________________

Come ci appare la doppia funzione del ghetto:
1– come preservativo della “purezza”, evitando incontri con non “eletti”
2– impedimento fisico al confronto, quindi la scelta individuale, del partner sessuale

 

 

 

 

Imm-, FT. Preservativo,condom,ghetto-ebraico. Click...
Imm-, FT. Preservativo,condom,ghetto-ebraico. Click...
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Su tali funzioni, vista l'attuale alta presenza di occhi azzurri e capelli biondi ("essenzialmente malvagi", come sentenzia l'ebreo levi primo ) nei coloni del ghetto di Palestina e nelle loro metastasi va da se la deduzione (personalissima) che il ghetto era un preservativo bucato, magari perchè lavato e riciclato.
Spendiamo due parole sulla favoletta della costrizione a vivere in ghetto attribuita ai gentili (tutti i non ebrei), con la conseguente ovvia responsabilità dei Goyim e conseguimento della patente di vittima ai ghettizzati.
Vengono per ciò usate fonti ebraiche.

Dalla sublime penna del Dott. Gianantonio Valli, riportiamo alcuni brani tratti da: I  COMPLICI  DI  DIO, Genesi del Mondialismo, (ED), Effepi, Genova, 20 aprile 2009

...<<Come ammette il sociologo Louis Wirth – «pezzo grosso» dell’ebraismo statuni­ten­se della prima metà del Novecento, membro del rooseveltiano National Resources Planning Board, fondatore dell'universitario Chicago Community Inventory, promotore e diret­to­re della Illinois Post-War Planning Commis­sion, fondatore e primo presidente del­l'Ameri­can Council of Race Relations, presidente dell'American Sociologi­cal Society e dell'In­ternational Sociological Association – la volontà di vivere con altri ebrei, di creare strutture associative che rendessero improbabili i matrimoni misti, di conserva­re il sentimento dell'identità del gruppo nell'am­bito della più vasta società goyish furono i fattori primari alla base dell'isolamen­to ebraico:

     «La segrega­zione degli ebrei in aree locali separate all'interno delle città medio­evali non iniziò con alcun editto formale della Chiesa o dello Stato. Il ghetto non fu, come talvolta erro­ne­amente si ritiene, la creazione arbitraria delle autorità, escogitata per trattare una popolazione straniera; il ghetto non fu il risultato di un progetto ma piuttosto l'invo­lontaria cristallizzazione dei bisogni e di pratiche radicate nei costumi e nell'eredità religiosa e temporale degli stessi ebreiMolto prima che ciò fosse reso obbligatorio, gli ebrei vivevano, di loro iniziativa, in parti separate nelle città dei paesi occidentali [...] Gli ebrei si spostarono in aree culturali separate non già a causa di pressioni esterne, ma per deliberato proposito. I fattori che favorivano la fondazione da parte degli ebrei di comunità localmente separate debbo­no essere cer­cati nel carattere delle tradizioni ebraiche, nelle abitudini e nei costumi non soltanto degli stessi ebrei ma anche degli abitanti delle città medioevali in generale. Agli ebrei la comunità geogra­fi­camente separata e socialmente isolata sem­brava offrire le condi­zioni migliori per seguire i loro precetti religiosi, per preparare i cibi in conformità al rituale religioso stabilito, per seguire le loro leggi dietetiche, per frequentare la sinagoga tre volte al giorno per le preghiere, per partecipare alle numerose funzioni di vita comunita­ria che il dovere religioso imponeva a ogni mem­bro della comuni­tà. In qualche caso era forse il timore del resto della popolazione a indurli a cercare la compagnia reciproca a scopo di sicurezza. >>...(pag.1541-2)

 Vladimir Zeev Jabotinsky su Haynet, il 13 maggio 1932:

...<< «Quando una persona che odia gli ebrei ci rimprovera di essere soprattutto mercanti (spesso direbbe anche usurai), noi solitamente rispondiamo: non è colpa nostra, non ci avete permesso di esprimerci in altri settori. Forse è una buona scusa da fornire a una persona che odia gli ebrei, ma da un punto di vista storico non è vero. Il principale dato di fatto storico – quello secondo cui, sino ai tempi recenti, molti di noi sono stati solo commercianti e che per molti giorni abbiamo eseguito il compito principale nello sviluppo della circolazione della valuta e del credito tra le nazioni civili – ebbene questo compito non c'è stato affatto "imposto". È derivato dalla nostra volontà e scelta».(pag.454)

Ed egualmente è per il ghetto, rafforzato dalle norme alimentari e sociali della kashrut:

«Anche qui non è vero che all'inizio noi fossimo "cacciati" nel ghettoAll'inizio noi stessi ci siamo stabiliti nei ghetti di ciascuna città. Solo dopo molte centinaia di anni, e per motivi del tutto differenti, i governi gentili hanno chiuso le porte del ghetto [il primo della storia in tal senso viene istituito a Venezia e ratificato nel 1555 da papa Paolo IV con la bolla Cum nimis absurdum]. Anche ai nostri giorni, ciascun gruppo minoritario crea un proprio ghetto quando, in modo illusorio, vuole essere una "nazione", vivere nel suo paese, e non confrontarsi con gli stranieri a ogni piè sospinto [...] Così gli ebrei sopravvivono nella diaspora, trasformando ogni momento della vita in mezzi di isolamento; un isolamento dal punto di vista economico, scegliendo una sfera economica in cui molti gentili non sono ancora attivi; un doppio isolamento, rinunciando all'idea di revisionismo della tradizione e sottolineando, in particolare, i fattori di isolamento della tradizione. Esso costa agli ebrei il prezzo intero della vita individuale e sociale, ma essi pagano il prezzo volontariamente e con contentezza, affinché la razza possa vivere nel suo proprio ambiente, anche una vita molto scarsa, respirare un po' d'aria propria, anche con un polmone». >>...(455)

 


Additional information about this document
Property Value
Author(s): Olodogma
Title: La pace è guerra...ed iI ghetto è un'icona dell'integrazione possibile (il Dott. Valli smentisce)!
Sources:
n/a
Contributions:
n/a
Published: 2016-05-19
First posted on CODOH: Dec. 10, 2019, 2:07 p.m.
Last revision:
n/a
Comments:
n/a
Appears In:
Mirrors:
Download:
n/a