Il negazionismo e Marco Coslovich, storico. Il fallimento dell'intero apparato impegnato a mantenere la memoria
Published: 2016-06-16

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Ciò che rende ridicole, inconcepibili, le reazioni degli storici perbene è la perdita di ogni ritegno, delle staffe, quando chiacchierano dei negazionisti!
Sanno di non correre alcun rischio, anche generalizzando, quindi diventano aggressivi! In estasi fanno distinguo inammissibili sulla libertà di espressione, che, comunque, va limitata per i  negazionisti!
Si spacciano per vergini insidiate, minacciate di stupro da 4 gatti seminati ai 4 angoli del mondo, diluiti tra 7 miliardi di sterminazionisti guidati da un gigantesco "intero  apparato" pagato per diffondere lo sterminazionismo, ovvero le menzogne dei 4.000.000 di sterminati ad Auschwitz, della elettroesecuzione, dei 28-32 stivati per ogni metro quadrato nella camera a gas di Belzec, del sapone fatto con gli ebrei, dei paralumi di pelle di internato, delle camere omicide a "vapor acqueo" di Treblinka, dello sterminio in fosse incandescenti del sommo sacerdote olocau$tico wiesel elie! ...ma sono consapevoli del loro ridicolo?
Questo comportamenteo si rivela come l'unica, vera, valvola di sfogo della individuale aggressività, concessa, dalla mortale inibizione-castrazione generale del politicamente corretto! Berciando di negazionisti, negazionismo, difesa delle basi (sempre perennemente minacciate, non si dice mai da chi , con quali misteriori mezzi distruttivi) sulle quali "a fatica" si è eretto il gigante dai piedi di argilla del nuovo ordine mondiale, si può dare libero sfogo a tutto il represso! Finalmente liberi di insultare, offendere, diffamare, minacciare, invitare alla repressione senza se o ma!
Interventisti a gamba tesa! Provare ad arrivare al limite della corda alla quale sono legati!
La libertà del servo consiste nel poter avere l'ultima parola: Sì! Padrone!
Nulla può rimuovere questa melma putrida in perenne sedimentazione da oltre 71 anni! Un intero sistema politico ed economico è costruito su quella melma sedimentata, un intero sistema di polizia e magistratura reprime con la galera e la rovina economica chiunque ha dubbi, e li esprime, sulla narrazione standard, e ciò quasi ovunque, almeno in Europa! Perchè, quindi, strillare tanto? Perchè tutta questa isteria?
Forse perchè ruolo-e-poltrona sono comodissimi e teniamo famiglia?
Questa premessa non ha alcun legame col testo che segue. Olodogma

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L'articolo

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Il negazionismo e Marco Coslovich, storico

Nella rubrica Lettere

(...)

(Risposta di Marco Coslovich,storico) 
Il negazionismo sembra dilagare su internet. Una valanga di siti... con evidenti complessi di inferiorità razziale

("razziale"!? Da quando ri-esistono le "razze"? Non eravamo arrivati, tutti, a riconoscere che le razze non esistono?),

sembrano far da cornice a quella cosiddetta corrente storiografica che ha messo in dubbio l’esistenza delle camere a gas ad Auschwitz,

[per amor di correttezza va rilevato che fin dal 2001 la storica ebrea sereny gitta ha dichiarato...
"Why on earth have all these people who made Auschwitz into a sacred cow... A terrible place -- but it was not an extermination camp", (WEDNESDAY AUGUST 29 2001)...
Traduzione:
"Perché tutta questa gente che hanno trasformato Auschwitz in una vacca sacra... Un posto terribile, ma non era un campo di sterminio"... (sereny gitta, da: http://www.fpp.co.uk/Legal/Observer/Sereny/Times290801.html !
In aggiunta il massimo  esperto mondiale sterminazionista attuale, l'ebreo van pelt robert jan ha sentenziato...
Ninety-nine per cent of what we know we do not actually have the physical evidence to prove . . . it has become part of our inherited knowledge”...
traduzione:
"“Del 99% di ciò che sappiamo non abbiamo effettivamente prove materiali a sostegno….. è diventato parte della nostra conoscenza ereditata“…
(van pelt robert jan, fonte: http://www.thestar.com/news/insight/2009/12/27/a_case_for_letting_nature_take_back_auschwitz.html)
Conseguentemente: ad Auschwitz si pretende che lo sterminio sia avvenuto in camere a gas e una storica sterminazionista ammette che Auschwitz non era un campo di sterminio, nel contempo il massimo esperto ebreo ci dice che ha solo un misero 1% di prove dell'olocau$to!
Anche solo con questi due dati è consentito avere qualche dubbio sulle camere a gas di Auschwitz? O no?]

nonché la pianificazione

[il tempo passa inutilmente per tanta gente. Inutile che il massimo esperto sterminazionista di fama mondiale, l'ebreo hilberg raul, abbia messo nero su bianco...
"Ma ciò che cominciò nel 1941 non era nessun tentativo di genocidio, pianificato in anticipo e organizzato da un ufficio centrale . Non c’è stato nessun piano e nessun bilancio per questi provvedimenti di genocidio…Ciò accadde perciò non certamente eseguendo un piano ma per un’incredibile coincidenza d’intenzioni, una concordante LETTURA NEI PENSIERI A L T R U I d’una burocrazia [tedesca] di ben grande portata"!
L’esistenza di una “pianificazione”, inevitabilmente, presuppone
-un ideatore,
-un approvatore,
-un decisore,
-un ordinatore per l’elaborazione di tale progetto,
tutte figure che contraddicono il massimo storico sterminazionista mondiale, l’ebreo hilberg raul, papa dell’olocau$tianesimo, la cui opera “La distruzione degli ebrei d’Europa” è da oltre 50 anni bibbia olocau$tica e punto di riferimento di generazioni di storici standard!
Quindi viene da chiedere all'autore Marco Coslovich di illuminare IL MONDO con la sua conoscenza sull'ideatore del "piano", dovrebbe essere semplice! Non serve neppure coraggio! Il mondo sterminazionista pende dalle sue labbra.]

(...) oggi il problema, che bussa alle porte del nostro parlamento (c’è una legge che si sta discutendo in proposito), è un altro: hanno pieno diritto di parola questi “studiosi”?

La domanda, se capiamo bene, lascia intravedere la possibilità di non avere "pieno diritto di parola"?

 

 

 

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È giusto pensare che possano sguazzare liberamente su internet senza colpo ferire? (Non abbiamo capito cosa intende dire il soggetto, quindi evitiamo...)
La libertà di opinione è prigioniera di se stessa. Se non si concede a tutti fa carachiri. Ci deve essere anche la libertà della menzogna, per quanto spudoratamente e inverosimile essa possa essere. Ci deve essere anche la libertà di dire sciocchezze totali e madornali. Ma resta difficile accettare che la libertà di parola diventi libertà di negare la libertà. Sì, perché quando la menzogna dilaga e ha un seguito, fa proseliti e rischia di diventare un’onda inarrestabile di neonazisti inneggianti, la cosa si fa seria e la libertà di pensiero avvelena se stessa.

Libertà si...ma!
Ciò che ci risulta incomprensibile è cosa permette all'autore di legare un comunista come Cesare Saletta, un Ditlieb Felderer ebreo testimone di Geova, un cole david ebreo americano, un Robert Faurisson liberale, un Paul Rassinier socialista ex internato in due lager tedeschi, un Gilad Azmon ebreo antisionista, un Roger Garaudy comunista francese, un Jürgen Graf insegnante svizzero, un Carlo Mattogno ricercatore storico, un Germar Rudolf chimico tedesco etc... ai non ben identificati "neonazisti"!
Il mondo revisionista è legato solo, pensiamo, dall'esigenza di liberarsi dalle menzogne che ci sono state propinate sui reali fatti storici. Fondamentalmente, riteniamo, che il comune denominatore sia il rifiuto di essere presi per scemi.

L’iter parlamentare deve quindi andare avanti... Anzi, si tratta di vedere, secondo me, i risvolti che essa sottende. Prima di tutto il fatto che qualcosa deve essere sfuggito di mano se l’aria di opinione, chiamiamola così, dei negazionisti è aumentata.

Dove abbiamo sbagliato? Sembra la domanda!


Cosa bolle in pentola tra le pieghe della nostra società se questo pseudo pensiero trova seguito?
È un sintomo sul quale riflettere ed è tutto da interpretare.
Aver dato vita a un Giorno della Memoria per ricordare ciò che è avvenuto in Europa dietro i fili dei campi di concentramento nazisti non è bastato.
Scrivere e pubblicare libri sullo sterminio nazista e sulla memoria dei sopravvissuti non è servito a nulla?
Produrre film e documentari sulla deportazione e sull’internamento non ha avuto effetto alcuno?
L’attività che molte associazioni svolgono nelle scuole per sensibilizzare gli studenti sul tema dello sterminio a che cosa è servito? Organizzare convegni di studio e dibattiti sulla persecuzione antisemita e sulla morte della democrazia non è, ancora, servito a nulla?
Il rigurgito razzista che come bava avviluppa il negazionismo è forse il prodotto di spinte ancora più sotterranee. L’Europa fa fatica ad accettare una effettiva pluralità etnica e culturale. Vittima già troppe volte di guerre e contrasti sanguinosissimi, posta di fronte alle più recenti ondate immigratorie, la vecchia pancia europea ribolle e rigetta. Allora c’è in questo senso un primo quesito:
perché la cultura democratica non è in grado di offrire risposte più adeguate ai problemi gravi che l’immigrazione, le diversità di cultura, di fede, di tradizione ci pongono?
Perché la democrazia non riesce a dare risposte più vive, ricche, articolate, posta di fronte ai problemi dell’accoglienza e dell’integrazione?
Perché siamo sopraffatti dai latrati di chi predica il rigetto, costruisce muri, discrimina a priori, persegue e imprigiona?
Possiamo solo cedere alle minacce dell’integralismo islamico e trovare in questo la giustificazione alla nostra inettitudine?
Credo che la parte più avveduta e intelligente tra quelli che da lungo tempo si occupano di questi problemi abbia cominciato a farsi un’idea. Giuseppe Laras, presidente del Tribunale rabbinico centro nord Italia, ha scritto una lettera al Corriere della sera (15 ottobre u.s.), nella quale lamenta che ci siamo adagiati su una sorta di ritualizzazione della memoria dello sterminio. Ha proposto a questo proposito il termine di “shoaismo”, che non sarà bello come espressione, ma sicuramente é molto efficace. Auschwitz rischia di diventare un sepolcro imbiancato, una sorta di feticcio così lontano e irremovibile e irraggiungibile dalla realtà che rischia appunto di diventare sfuggente, evanescente, remotissimo e intoccabilissimo.
Il pamphlet di Elena Loewenthal Contro il Giorno della Memoria è in questo senso straordinariamente fecondo di spunti critici e di penetranti riflessioni. Mi si perdoni la franca brutalità, ma gli ebrei devono scendere dal piedistallo del loro disumano dolore e farsi parte viva e operante sull’onda della memoria della Shoah.
Ecco che qui fa capolino un tema ancora arduo e di non facile digestione: la comparazione. Come poter anche solo mettere lontanamente a confronto la violenza totale e fredda delle camere a gas con qualsiasi altro sterminio, eliminazione, genocidio di massa?
Sembra ed è e resta impossibile. Ma in questo gioco, se così si può definire, l’unicità della crudeltà rischia di conferire una certa grandezza al male, una sua metafisica possanza e intanto le serpi del negazionismo continuano a strisciare subdole sotto l’erba troppo verde dei nostri monumenti che ricordano le vittime.

Fonte: pag. 24, n. 1 | gennaio 2016 di pagine ebraiche,

Link: http://moked.it/paginebraiche/files/2009/08/PE-01-2016_LR.pdf


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Author(s): Olodogma
Title: Il negazionismo e Marco Coslovich, storico. Il fallimento dell'intero apparato impegnato a mantenere la memoria
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Published: 2016-06-16
First posted on CODOH: Jan. 11, 2020, 10:09 a.m.
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