Lettera aperta di solidarietà militante al combattente Gianantonio Valli

Published: 2013-07-27

Da Davide D'Amario riceviamo e pubblichiamo, con suo consenso. Cogliamo l'occasione per riportare in prima pagina un articolo del Dr. Valli Modesta proposta per prevenire...Che fare " che consigliamo come lettura e meditazione...a "tutti e nessuno". Olodogma

di Davide D'amario
26-07-2013

valligianantonio,valli,logicheolocaustiche,logiche,15-05-2013

Ho appena terminato la lettura dell’ennesimo studio del dott. Gianantonio Valli Logiche olocaustiche. I protocolli dei Savi Anziani goyim edito da effepi. Leggendo l’impressionante lavoro del Valli mi son idealmente posizionato, seduto in prima fila, a tutte e tre le “conferenze” tenute dal relatore in diverse zone di questa Italia martoriata dallo sterminazionismo. Recensire uno scritto di Valli è impossibile per me umile militante anti-mondialista. Quindi queste brevissime valutazioni (e citazioni, sempre di “conclusioni” di libri) posson prender la dizione di “Lettera aperta di solidarietà militante al combattente Gianantonio Valli” (1). Parimenti costituisca tale breve riflessione un atto simbolico di vicinanza umana dell’Associazione Culturale Nuove Sintesi per la “dolorosa perdita” e per l’infame agguato dei pennivendoli al soldo dei Poteri Forti ultimamente portato in essere negli ultimi tempi.

Tre conferenze (I “Logica del Revisionismo – La rivolta della ragione”; II “Logica dello Sterminazionismo – Il regno delle tenebre”; III “Logica della Repressione – Il prezzo del coraggio”), tre basilari libri, tre armi di conoscenza, tre atti di libertà, tre appelli alla vita … tre unitarie ancore di salvezza! Leggerlo è indispensabile per chi voglia continuare la testimonianza e la militanza revisionista.

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Bellante, Teramo,12.1.2013. Cliccare  per ingrandire

 

Con queste parole il dott. Gianantonio Valli concluse l’incontro del 12 gennaio 2013 a Bellante (Teramo) per la presentazione della rivista L’Uomo Libero e de libro “Gentile Signor Gatti …” (2) (con il fratello di lotta Fabrizio Fiorini):

<< … Oggi ci troviamo in un deserto, siamo ai bordi di un deserto che va attraversato. Non ha senso negare il deserto, credersi in terra grata, fantasticare di poterlo aggirare o sperare che il tempo lo muti in eden. È un deserto. Sappiamo però che il deserto, del quale non vediamo oggi i confini, prima o poi finirà. E se non finisse, avremo almeno dato senso alla vita.

Sappiamo che, non ora, ci saranno tempo e modo per ricostruire una città, rifondare una civiltà. Non ora. Nel deserto non si costruisce. Mancano le condizioni elementari, mancano i materiali, l’acqua, i rifornimenti, il vento ti sferza la faccia, la sabbia ti acceca, i miraggi t’ingannano, imperversano predoni, operano assassini, i tuoi compagni, e tu stesso, sono soggetti ad umani cedimenti. Nel deserto si può solo andare avanti, senza sperare di costruire. Si può solo cercare un riparo quale che sia, perché cala la notte e nell’incerto mattino riprende la marcia. Sempre vigili, in guardia.

Ringraziando gli Dei per quelle poche oasi, per quella poca acqua. E magari anche il Sistema, che nella sua infinita bontà non ti ha ancora tolto l’aria per respirare. Nello zaino c’è quanto hai potuto salvare. C’è quello in cui credi. La tua vita. Che va portata al di là del deserto. Altri uomini, generazioni, individui sconosciuti, gente che mai vedrai, magari neppure i tuoi figli, verranno. La storia lo insegna. Anime simili alla tua, segmenti su una stessa retta, fedeli agli stessi Dei. Ne nasceranno ancora. Ne sono sempre nati. Ciò che è certo, è che l’Estremo Conflitto fu disfatta totale. Totale per la generazione che lo ha combattuto, per i milioni di morti, i milioni di sopravvissuti e avviliti, per la nostra generazione, per quella dopo di noi. Catastrofi seguiranno fra qualche decennio, anarchia e rovine per altri decenni, crollo di ogni istituto civile. Ma qualcuno ci sarà. A raccogliere, ad aprire lo zaino …>>.

Parole che nei presenti lasceranno un segno indelebile.

Parole lette con ferreo cuore, con romanticismo armato, con elevazione pagana. Ricordiamo uno studioso commosso perché consapevole del momento e della lotta di sempre quella “del Sangue contro l’oro”, dei Popoli contro l’Usura, della verità contro la menzogna. Ricorderò per sempre la forza che sprigionava da quest’UOMO eccezionale. Le sue conclusive parole ebbero, senza nulla cedere alla retorica, la forza di render un sol uomo, le decine e decine di persone presenti nella sala. E l’applauso in piedi di tutti segnò un bellissimo momento comunitario.

A pagina 192, nelle ultime pagine o meglio negli ultimi minuti della conferenza, Valli determina chiaramente e radicalmente quale debba esser l’azione e la predisposizione “militante” del “non-conforme” uomo libero, e tali parole scavano un'altra trincea in questa titanica lotta di verità e di popolo:

$$$_ auschwitz truffa fondamento europa

<< … Pur con tutta la potenza delle sue illusioni e delle sue armi, il sogno americano (e quindi giudaico) dell’ Unico Mondo governato da un Unico Governo garante del benessere ed eterna pace, dopo l’Ultimo Conflitto mondiale non avrebbe avuto forza bastante a scardinare le strutture politiche delle nazioni e forgiare nei popoli le premesse psicoesistenziali per l’affermazione del Sistema Mondialista attraverso i Regimi di Occupazione Democratica, se non fosse stato affiancato, guidato e sorretto dall’Immaginario Olocaustico. Nato come diceria di guerra, cresciuto come propaganda, fattosi martellante suggestione, gonfiato a mito, tale Immaginario si configura come il quadrisimbiotico frutto della più proterva menzogna, della più spregevole pigrizia mentale, della più ottusa inintelligenza e della più feroce repressione. Nessuno dei nemici del Sistema si illuda di combattere il Sistema ignorando il pilastro che lo regge. Nessuno si permetta di pensare tale Immaginario – chiave di volta del Novecento, componente centrale della Modernità, punto nodale della storia e delle psicologie – come argomento storicizzato, non più operante. Senza un mutamento radicale di mentalità, senza un salto di paradigma, nessuna costruzione culturale, e cioè politica, alternativa sarà mai possibile.(…) Per ogni buon europeo, per chiunque rifiuti di abdicare alla dignità della ragione, la demolizione del dogma olocaustico è la più alta forma di disobbedienza civile, la più coraggiosa avventura intellettuale, il più importante momento di lotta per la libertà, il più alto dovere nei confronti della verità. La demolizione del Dogma Olocaustico è non solo il più alto atto morale, ma la più urgente premessa per ogni atto che si voglia politico >>

Raccolgo la letizia che chiude il libro “… gli dei, quali che siano”, Camerata Valli grazie, spero che tale semplice pensiero possa giungerti e nel piccolo farti sorridere, di quel sorriso fatto di Sole ed Acciaio!
                                                                                                                         

Davide D'amario

Note:

1) L'autore fa riferimento ai fatti riportati nei seguenti due articoli: Articolo 1  e  Articolo 2

2) Qui la raccolta delle lettere spedite al gentile signor gatti stefano, cliccare sui numeri: 

Lettera 1 __ Lettera 2 __  Lettera 3 __ Lettera 4 __ Lettera 5 __ Lettera 6 __ Lettera 7

Lettera 8  __ Lettera 9  __ Lettera 10 __ Lettera 11 __ Lettera 12 __ Lettera 13 __ Lettera 14

Lettera 15 __ Lettera 16 __ Lettera 17 __ Lettera 18 __  Lettera 19 __ Lettera 20

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First posted on CODOH: Sept. 24, 2017, 5:50 p.m.
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