Repressione della libertà di espressione dei cittadini contribuenti e la voglia di forca o roghi

Published: 2013-07-10

Legge 13 ottobre 1975, n. 654, "Ratifica ed esecuzione della convenzione internazionale sull'eliminazione di tutte le forme di discriminazione razziale, aperta alla firma a New York il 7 marzo 1966", Pubblicata nella Gazz. Uff. 23 dicembre 1975, n. 337, S.O...

Art. 3 
1.  Salvo che il fatto costituisca piu' grave reato, anche ai fini dell'attuazione della disposizione dell'articolo 4 della convenzione, e' punito:
a)  con la reclusione fino ad un anno e sei mesi o con la multa fino a 6.000 euro chi propaganda idee fondate sulla superiorita' o sull'odio razziale o etnico, ovvero istiga a commettere o commette atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi; 
b)  con la reclusione da sei mesi a quattro anni chi, in qualsiasi modo

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Emanuele Fiano

14 giugno

Contro ogni razzismo - la mia proposta di leggeLa proposta di legge che ho elaborato nasce idealmente dalla mobilitazione che si ebbe nei giorni successivi alle votazioni in Grecia (e che raccolse in poco tempo oltre 10 mila firme oltre che il sostegno di molte associazioni) quando il movimento politico apertamente neonazista “Alba Dorata” dopo aver ottenuto un buon risultato elettorale decise di aprire una sua filiazione italiana intendendo presentarsi con una lista alle elezioni politiche dello scorso febbraio.Alba Dorata analogamente ad altri movimenti come Forza Nuova e Casa Pound, si sono già distinti per episodi e affermazioni di chiaro stampo neofascista o razzista, ma non sempre l’attuale legislazione consente la loro catalogazione come reato.

La presente proposta si pone due obiettivi di grande rilevanza culturale:

(1) Ripristinare, con un'integrazione, l'articolo 3, comma 1, lettere a) e b), della L. 13/10/75 n. 654

a) riportando fino a tre anni la pena massima della reclusione;

b) reintroducendo in luogo della propaganda, la fattispecie della diffusione, in qualsiasi modo, delle idee fondate sulla superiorità o sull'odio razziale, il che significa anche solo la diffusione di materiale o scritte o qualsiaisi mezzo di comunicazione;

c) prevedendo nuovamente il reato di incitamento in luogo dell'istigazione (fattispecie molto più circoscritta). Rispetto al testo vigente dell'articolo 3, come modificato dal citato «decreto Mancino», si introduce per ò un'integrazione, relativa alla previsione di una pena alternativa alla reclusione. Tale pena non può però risolversi in una semplice multa, come attualmente previsto dalla legge n. 85 del 2006: aderendo a un modello già applicato, in limitati casi, anche in Italia, e molto diffuso, per esempio, nell'esperienza statunitense, si prevede la pena alternativa del lavoro di pubblica utilità per un periodo da venti giorni (il minimo attualmente previsto in via generale è dieci giorni) a sei mesi. La pena alternativa è finalizzata alla «rieducazione» del condannato. Allo svolgimento del lavoro di pubblica utilità, ai sensi dell'articolo 165 del codice penale, si subordina anche l'eventuale concessione della sospensione condizionale della pena della reclusione;

(2) dall'altro estenderne l'applicazione alle discriminazioni motivate dall'identità di genere, dall'orientamento sessuale o dalla disabilità delle persone.

L'articolo 2 della presente proposta di legge estende infatti l'applicazione anche agli atti di discriminazione di persone compiuti a causa del loro personale

- orientamento sessuale,

- della loro identità di genere

- della loro disabilità.

Si tratta di un tema di grande valenza culturale, etica e anche simbolica, che non può non trovare spazio nell'ambito della legge n. 654 del 1975, la quale, come già segnalato, ratifica e dà esecuzione a una convenzione relativa solo alla discriminazione razziale.
Con tale estensione si dà parziale attuazione ai numerosi pronunciamenti in materia del Parlamento europeo e dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa, rimasti finora inattuati per la parit à di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro, tratta anche delle discriminazioni causate dall'orientamento sessuale.

Il citato decreto legislativo copre però il solo ambito lavorativo, importante ma limitato. L'articolo 2 della presente proposta di legge intende invece proclamare un principio di valenza, come già accennato, anche simbolica, sancendo finalmente l'equivalenza tra le discriminazioni causate da motivi razziali e quelle causate dall'identità di genere, dall'orientamento sessuale o dalla disabilità delle persone.

Di seguito la proposta di Legge

Art. 1. (Modifiche all'articolo 3 della legge 13 ottobre 1975, n. 654).

1. La lettera a) del comma 1 dell'articolo 3 della legge 13 ottobre 1975, n. 654, e successive modificazioni, è sostituita dalla seguente: «a) con la reclusione fino a tre anni, ovvero con la pena del lavoro di pubblica utilità da venti giorni a sei mesi, chi diffonde in qualsiasi modo idee fondate sulla superiorità o sull'odio razziale o etnico, ovvero incita a commettere o commette atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi. La sospensione condizionale della pena della reclusione è comunque subordinata allo svolgimento del lavoro di pubblica utilità ai sensi dell'articolo 165 del codice penale. Le modalità di svolgimento del lavoro di pubblica utilità di cui alla presente lettera, finalizzato a educare il condannato al rispetto della cultura oggetto della discriminazione, sono determinate dal Ministro della giustizia, con proprio decreto, emanato d'intesa con la Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni».

2. La lettera b) del comma 1 dell'articolo 3 della legge 13 ottobre 1975, n. 654, e successive modificazioni, è sostituita dalla seguente: «b) con la reclusione da sei mesi a quattro anni chi, in qualsiasi modo, incita a commettere o commette violenza o atti di provocazione alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi».

Art. 2. (Norme in materia di discriminazioni motivate dall'identità di genere, dall'orientamento sessuale o dalla disabilità delle persone).

1. In conformità a quanto disposto in materia di discriminazioni dall'articolo 19 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, le disposizioni dell'articolo 3 della legge 13 ottobre 1975, n. 654, come da ultimo modificato dall'articolo 1 della presente legge, si applicano anche in materia di discriminazioni motivate dall'identità di genere, dall'orientamento sessuale o dalla disabilità delle persone.


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Author(s): Olodogma
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Published: 2013-07-10
First posted on CODOH: Sept. 18, 2017, 5:30 p.m.
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